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POLITICA. ARTURO IANNACCONE E IL PASSO DEL GAMBERO

Arturo_Iannaccone_185x115Roma - Continua il dibattito nel Centro Destra sul ritorno di Berlusconi. La discussione è aperta anche nei cespugli della possibile coalizione. Arturo Iannaccone, sostiene la tesi di Berlusconi. "Siamo assolutamente favorevoli alla candidatura a Premier di Silvio Berlusconi. Lo abbiamo sostenuto più volte in Parlamento prima ancora che ci fosse l'annuncio ufficiale e siamo tra coloro che hanno chiesto a Berlusconi di impegnarsi in prima persona per ridare entusiasmo agli elettori di centro destra e richiamarli dalla suggestione dell'astensionismo o peggio ancora dell'antipolitica". E' quanto
dichiara Arturo Iannaccone Segretario Federale e Capogruppo alla Camera di Nps Noi Sud nel vivace dibattito balneare del gossip politico estivo. Berlusconi, forse solleticato da un pizzico di visibiltà mediatica, ha scatenato il putiferio nel Pdl con l'ipotesi, dalla quale ha subito fatto marcia indietro, di ritornare a Forza Italia. Una "residenza" che va stretta agli ex AN che in questo vedono la resa incondizionata a Berlusconi ed, implicitamente, il riconoscimento della ragione a Fini che scelse una strada autonoma. "Il Governo Berlusconi aveva ben operato ed era riuscito ad assumere misure importanti per mettere i conti pubblici in ordine senza deprimere l'economia ed aumentare le tasse. E' quindi giusto che Berlusconi chieda un giudizio sul suo operato e su ciò che ancora potrà fare per il bene del Paese e degli Italiani. Da parte  nostra - conclude Iannaccone - ci sarà lealtà ed impegno per vincere nuovamente le elezioni. Quando si tratterà di discutere del programma elettorale proporremo misure concrete per far crescere il Sud e ridurre la drammatica piaga della disoccupazione dei giovani meridionali". Secondo la tesi di Iannaccone quindi Berlusconi avrebbe ben operato e non avrebbe avuto il tempo di capitalizzare le manovre di Governo. Una tesi affascinante che non manca di qualche lacuna. Se è vero che i livelli dello spread oggi sono ai livelli dell'ultimo periodo del Governo Berlusconi, è anche vero che Monti si è sobbarcato il peso di molte scelte impopolari. Prima fra tutte l'introduzione del'IMU che ha portato gettiti nelle casse dello Stato e anche in quelle disastrate dei Comuni. C'è da dire che questi ultimi erano andati in crisi nel momento in cui Berlusconi, eliminando l'ICI per ragioni elettorali, altro non aveva fatto che tagliare le liquidità alle municipalità che erogano i servizi ai cittadini. In politica estera, almeno sul piano formale, Monti ha accresciuto la presenza dell'Italia nel panorama internazionale cosa che al Governo Berlusconi non riusciva tanto bene. Intanto il declassamento dell'Italia da parte di Moody's, che può essere considerato l'epilogo dell'ultimo Governo Berlusconi, in questi giorni ha portato al declassamento anche di molte imprese italiane, tra cui anche molte imprese statali proprio nel momento in cui il Governo Monti ha dichiarato di voler procedere alle privatizzazioni. Fortunatamente il Governo ha subito tentato di correggere il tiro mantenendo fuori dalle privatizzazioni le imprese ritenute strategiche. E' singolare, infatti, la coincidenza che punta direttamente a svalutare imprese proprio nel momento meno opportuno: quello in cui potrebbero essere vendute. Circostanza che avrà certo fatto felici potenziali acquirenti. Per quanto riguarda il Mezzogiorno e l'Irpinia, un segnale positivo potrebbe venire dalla decisione finale di procedere effettivamente ai lavori per il raddoppio ferroviario da Bovino (FG) a Paduli (FG). L'intervento ricadrebbe in un'area dove la crisi economica e di lavoro è giunta a livelli insostenibili. Da un lato la modernizzazione dei trasporti (nel medio periodo), dall'altro (nel breve periodo) l'indotto dei lavori potrebbero dare una boccata di ossigeno a quelle aree. A patto che l'arrivo della TAC non rimanga una cattedrale nel deserto e che, invece, produca moderne dinamiche economiche ed urbanistiche (terziario avanzato, autosufficienza energetica, trasporti e servizi efficienti). Su questo piano non pare ci siano segnali da nessuna parte. Eppure i tempi sono ormai maturi. Il primo ed il terzo lotto del raddoppio, infatti, sono pronti. Resta da mettere mano alla tratta irpina. Questo, sul versante lavorativo, potrebbe aiutare a ridurre gradualmente gli occupati nell'edilizia portando al pensionamento gli operatori che oggi hanno circa 50 anni. Per i giovani, ancora non si avvistano segnali positivi. 

 

 
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