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Back Sei qui: Home Attualità Tutte le Notizie Campania Adler si insedia ad Airola. Avviato processo riqualificazione distretto industriale

Adler si insedia ad Airola. Avviato processo riqualificazione distretto industriale

cimitile-adler

AIROLA (BN) - Questa mattina il presidente della provincia di Benevento Aniello Cimitile ha partecipato all'inaugurazione del nuovo polo industriale della Adler che segna un importante successo per l'azione del tavolo interistituzionale attivato dalla Provincia di Benevento e da lui personalmente per dare una risposta alla crisi socio-economica in atto. «E' una bella giornata - ha detto Cimitile -, come tutte quelle in cui si concretizza e parte qualcosa di nuovo e di bello che hai a lungo inseguito e sperato. Ringrazio gli amici di ADLER che ci hanno invitato

per questo saluto, e vorrei cominciare, con sentimento che va ben oltre l'adempimento formale e rituale, salutando il Ministro Passera, il Presidente Montezemolo ed il Presidente Monti, e dando loro il benvenuto nella Provincia di Benevento, nelle antiche terre dei Sanniti. Un bentornato lo rivolgiamo poi, al Presidente Gino Nicolais, amico di vecchia data di questo nostro Sannio, ed al Presidente Caldoro che oltre ad essere di casa, quale Presidente della Regione Campania di queste terre è rappresentante ed autorità istituzionale.

Dicevo, è una bella giornata, la prima che registriamo nel lungo e difficile cammino per la reindustrializzazione dell'Area di Airola, devastata da una crisi che ha cancellato l'intero settore tessile dal nostro sistema produttivo. Molta acqua è passata sotto i ponti da quel primo protocollo d'intesa firmato al ministero dello sviluppo economico, con le organizzazioni sindacali ( prima CGIL, CISL ed UIL, poi anche UGL), con la Regione Campania ed il Ministero. Primo frutto dell'iniziativa del tavolo interistituzionale provinciale ( colgo l'occasione per salutare quelli che lo hanno animato e che, formalmente non vi faranno più parte, l'on.le Izzo, Viespoli, Boffa, Pepe). Sappiamo bene che il cammino non è finito, ma sappiamo anche che oggi siamo arrivati ad una stazione importante e sappiamo anche che ora il treno corre in modo più veloce ed affidabile. Per questa nuova velocità lasciatemi ringraziare e salutare il Sindaco di Airola, Napolitano, il Presidente dell'Unione industriali Mataluni, e , the last but not the least, l'on.le Martusciello che ha impresso una ben più decisa e forte accelerazione all'azione ed al coordinamento della regione Campania.

Ma spero che nessuno me ne voglia se riservo un saluto particolare a quelli che considero i due principali protagonisti di questa giornata.

Il Primo è naturalmente I'Ing. Paolo Scudieri, e attraverso lui saluto anche l'intero staff tecnico di ADLER impegnato nella realizzazione di questa azienda ad Airola. Ci sono tante ragioni per esprimervi ringraziamenti; due su tutte: l'aver creduto ed aver avuto fiducia nel nostro territorio ed anche nei lavoratori ex Tessival e Benfil. La seconda perché portate qui un progetto di produzioni di alto livello, ad alto contenuto high tech e di lunga portata ( addirittura strategica se si culla l'ambizione di costruire qui il più grande insediamento delle produzioni in fibra di carbonio), supportato da investimenti in ricerca per garantire futuro, innovazione e capacità competitiva e progettuale.

Il secondo va ai lavoratori che hanno saputo in questi anni coniugare la lotta e la protesta con un alto livello di interazione e cooperazione con le istituzioni. Certo 108 non sono tutti ma ora noi dobbiamo fare tutto il possibile perché l'insediamento ADLER qui ad Airola sia un successo, sia la dimostrazione che qui è possibile fare le cose ad alto livello, che questo sia un caso esemplare attrattore di altri investimenti ed iniziative industriali.

On.le Passera noi ci aspettiamo da questo punto di vista che venga dal Ministero una decisiva risposta in termini di misure e bandi per l'aria di Crisi di Airola ora che la Regione ha chiuso il coordinamento e l'azionelocale accompagnando con significativo impegno finanziario il piano di iniziative imprenditoriali costruito da Provincia e Unione Industriali e vagliato da INVITALIA".

Ora vorrei spendere pochi secondi per lanciare un interrogativo o se volete un punto di discussione agli autorevoli protagonisti della tavola rotonda che fra poco inizierà. Per cortesia, nei vostri ragionamenti sulla uscita dalla crisi e sulle strade per lo sviluppo, parlateci delle Aree Interne del Paese ed in particolare di quelle del Mezzogiorno.

Il recente rapporto del CENSIS ha confermato che la crisi ha accentuato il divario regionale del paese e l'antico classico dualismo Nord-Sud. Un dato per tutti: Tra il 2007 ed il 2012 il PIL si è ridotto del 5.2% nel Centro-Nord e del 10% nel Sud. Ma io debbo aggiungere che nelle aree interne della Campania, qui da noi, il crollo è stato del 14.5%. Siamo in Campania, la scuola di Portici sul dualismo 'fascia costiera - aree interne ...."

Noi siamo totalmente d'accordo con la proposta del Ministro Barca o se volete del DPS ( Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica) sulla esigenza di inserire nella programmazione 2014-2020 dei Fondi Comunitari uno specifico progetto per le Aree Interne e speriamo che i PO, ormai in via di definizione, diano concretezza a tale progetto.

Ma non basta rinviare ai fondi europei il problema dello sviluppo delle aree interne: abbiamo bisogno di una strategia globale del paese che renda effettivamente aggiuntivi e non sostitutivi tali fondi. Il rilancio economico e sociale dell'Italia richiede che al centro dell'impegno pubblico per lo sviluppo siano messe le aree interne. Mettere in campo le risorse della dorsale appeninica, dei tre quinti del territorio italiano, con primarie caratteristiche per una crescita ed uno sviluppo sostenibile di Green Economy.

Dobbiamo insieme ad un Investment Act avere anche un Recovery Act che ci consenta di combattere e battere due grandi nemici: quelli che anzicchè innovare devastano o portano via le risorse delle aree interne ( le cave, le discariche, un dissennato dispiegamento di pale eoliche e impianti a biomasse ....; quelli che ritengono che tutto vada salvaguardato chiudendosi su se stessi ( la crisi ha accentuato questa tendenza, come dimostrato dal tracollo dell'import-export nel nostro Sannio)».

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