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Back Sei qui: Home Attualità Tutte le Notizie Italia ANTONIA RUGGIERO ANNUNCIA QUERELE E SILENZIO STAMPA

ANTONIA RUGGIERO ANNUNCIA QUERELE E SILENZIO STAMPA

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Napoli - "Le notizie riportate da alcuni organi di informazione che attengono alla mia causa di separazione giudiziale sono prive di fondamento e scaturiscono unicamente dall'intento di strumentalizzare a fini meschinamente elettorali una vicenda del tutto privata - scrive la Ruggiero -. Come tutte le separazioni, anche quella che mi vede coinvolta è di per sé una vicenda estremamente dolorosa che inevitabilmente coinvolge mio figlio, un bambino di pochi anni, costretto ad assistere ad un'opera di sciacallaggio che non avrebbe dovuto ricevere ospitalità su nessun organo di informazione che operi con serietà, obiettività e imparzialità". 

"Ho visto, invece, che alcune testate hanno pubblicato parti di una memoria difensiva che in quanto di parte è soggettiva e priva di riscontri fondati - continua la consigliera PDL della Regione Campania -. senza preoccuparsi di fare altrettanto con quanto sostenuto dalla controparte. Un modo di procedere che mortifica l'onestà intellettuale che dovrebbe caratterizzare chiunque eserciti la professione giornalistica". La Ruggiero si riferisce alla notizie apparse sul "Mattino" di Napoli e sul "Fatto quotidiano" che riferivano della richiesta dei legali del marito, il gionalista RAI Gianni Porcelli, di chiamare a testimoniare Silvio Berlusconi nella loro causa di divorzio. "Pertanto, ho dato mandato ai miei legali di perseguire in sede penale e in sede civile tutte le testate giornalistiche che hanno pubblicato e che pubblicheranno notizie calunniose e diffamanti sul mio conto - continua la Ruggiero -, facendo uso strumentale di miei rapporti personali e politici allo scopo, non di stabilire una verità, ma di offendere la dignità di una persona. Per evitare ogni ulteriore meschina strumentalizzazione politica, ma soprattutto per tutelare il diritto alla serenità di mio figlio, non intendo rilasciare interviste né altre dichiarazioni agli organi di informazione".

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