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Back Sei qui: Home Attualità Tutte le Notizie Italia Benevento. La chiesa di Santa Sofia tra i patrimoni dell'Umanità

Benevento. La chiesa di Santa Sofia tra i patrimoni dell'Umanità

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Benevento - Da oggi il sito seriale "I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)" è nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. La Chiesa di Santa Sofia di Benevento, insieme ad altre insigni testimonianze dell'epoca longobarda situate in altre parti d'Italia, entra nella "World Heritage List". Per l'Italia il sito seriale "I Longobardi in Italia" è il 46° sito iscritto nella celebre Lista. Il presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile, ha espresso vivissima soddisfazione per la decisione della 35a sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale.

 «L'inserimento della chiesa di Santa Sofia nella World Heritage List – ha dichiarato Cimitile – è un riconoscimento storico per la città di Benevento e per l'intero territorio sannita che possono vantare un patrimonio archeologico, architettonico e monumentale di sicuro pregio e prestigio. Si tratta in particolare – ha proseguito il presidente - di un'occasione eccezionale per la Chiesa di Santa Sofia che si pone quale snodo cardine del percorso sovraregionale "Italia Langobardorum" e può essere punto d'attrazione per nuove forme di turismo culturale in grado di intercettare nuovi flussi a favore del nostro territorio».

Ricordando poi il consistente impegno finanziario a suo tempo posto a carico del del Bilancio della Provincia per il restauro della Chiesa candidata all'Unesco, il presidente Cimitile ha voluto ringraziare quanti, a cominciare dal sindaco di Benevento Fausto Pepe, dall'assessore comunale alla Cultura Raffaele Del Vecchio e dall'arcivescovo Andrea Mugione, si sono adoperati per il raggiungimento dello storico obiettivo dichiarando nel contempo la disponibilità dell'Ente a cooperare con la città e i suoi rappresentanti istituzionali per le ulteriori iniziative che saranno intraprese nelle prossime settimane.

A tal proposito, il presidente Cimitile ha evidenziato l'impegno della Provincia di Benevento per il potenziamento dei servizi afferenti al Museo del Sannio perché vengano create ulteriori tappe presso il prestigioso patrimonio monumentale di epoca longobarda di proprietà dell'Ente. «Un'opera di valorizzazione – ha ricordato il presidente Cimitile – che ha riguardato in modo particolare il Chiostro e il Museo di S. Sofia, dove tra l'altro sono custodite importantissime testimonianze dei cinque secoli di ducato e principato longobardo».

A breve inizieranno i lavori al primo piano del Museo del Sannio per il completamento della Sezione Longobarda e saranno portate avanti una serie di azioni volte alla valorizzazione ai fini turistici e culturali del sito Unesco.

Dal canto suo, l'assessore provinciale alla cultura ed al turismo Carlo Falato ha dichiarato: «Finalmente una buona notizia: in un momento non certo esaltante per il nostro patrimonio culturale, rifulge come una stella di prima grandezza – e comunque lo è per davvero - il riconoscimento prestigioso alla storia straordinaria del Sannio, che già vanta sul suo territorio un altro sito Unesco, e cioè l'Acquedotto Carolino del Vanvitelli. L'iscrizione nel Patrimonio dell'Umanità della Chiesa di S. Sofia di Benevento è un attestato per l'insigne periodo del Ducato e Principato Longobardo che ebbe come capoluogo Benevento, ma che tante e tali straordinarie testimonianze ha lasciato nell'intero territorio sannita. Per la nostra Provincia si tratta di una straordinaria opportunità per il decollo dell'opzione turistica culturale e di qualità: oggi abbiamo la possibilità di mettere Benevento in rete con l'Italia Longobarda, secondo un tracciato storico che risale a 1.500 anni fa e possiamo rafforzare il programma dei Siti Unesco del Mezzogiorno per il quale stiamo comunque lavorando da mesi. Queste azioni e queste misure ci consentiranno di intercettare un pubblico più vasto a coronamento di uno sforzo che viene da lontano e grazie al quale pensiamo di guardare al futuro con minore apprensione ed anzi con fondate speranze».

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