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Back Sei qui: Home Attualità Tutte le Notizie Italia Finanziamenti aree archeologiche. Escluse Avellino e Salerno

Finanziamenti aree archeologiche. Escluse Avellino e Salerno

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ROMA - Aree archoeologiche, presidi culturali e plessi museali: il Governo assegna i fondi a Napoli, caserta e Benevento e taglia fuori Avellino e Salerno. Di qui la nuova interrogazione del senatore del Partito Democratico Enzo De Luca che insieme al collega di gruppo Alfonso Andria, ha scritto al Ministro per i Beni e le Attività culturali chiedendo spiegazioni in merito. Tre le risposte richieste: quale sia stato il criterio per la ripartizione dei fondi tra le province campane; per quale ragione sono stati esclusi due territori provinciali – l'Irpino e il salernitano – "al cui interno sono collocate emergenze

culturali di altissimo valore" e, infine, modo e tempi secondo cui il Ministro intenda sottoporre alla valutazione del Consiglio Superiore del Ministero le iniziative opportune per riequilibrare le esigenze dei vari territori della Campania.
De Luca, dunque, tiene alta l'attenzione sui presidi culturali dell'Irpinia e dopo aver chiesto spiegazioni precise sul futuro dell'area archeologica di Abellinum, scrive nuovamente al Ministro per segnalare quella che "più che una disattenzione appare come una vera e propria discriminazione ai danni di territori ricchi di presidi culturali, al pari delle altre province della Campania, alcuni dei quali necessitano di interventi urgenti di ristrutturazione e rilancio.
Specificando che "sono certamente condivisibili gli interventi previsti a favore dei siti presceti nelle province di Napoli, Caserta e Benevento", i due senatori del Pd precisano: "Parimenti condivisibili, in ragione di necessità altrettanto urgenti, sarebbero analoghi interventi in presidi culturali delle altre due province". Citati ad esempio, per la provincia di Avellino, il Carcere Borbonico di Avellino, Montevergine e Loreto a Mercogliano per quanto attiene i beni demaniali, e il Castello di Avellino per quanto attiene i beni non demaniali.
Infine, dopo aver ricordato che "le aree archeologiche e gli ambiti monumental rappresentano motivo di notevole richiamo per i flussi turistici interni ed esteri", De Luca e Andria puntualizzano: "Tanti plessi museali necessiterebbero di risorse finanziarie per far fronte alle spese di funzionamento. Altri ambiti monumentali e spazi espositivi di tutte le province campane meriterebbero attenzione, innanzitutto assicurando fondi per interventi relativi alla manutenzione ordinaria e straordinaria".
"Per quanto mi riguarda - spiega De Luca - ritengo che l'esclusione di Avellino e Salerno dalla ripartizione dei fondi per i plessi museali sia un atto molto grave e ho intenzione di incalzare il Ministro per ottenere risposte chiare. È questo che deve fare chi, a tutti i livelli, ha responsabilità di governo, dare risposte e, quando non è possibile nell'immediato, adoperarsi per creare le condizioni necessarie a fornirle. Così, e non con le comparsate, le dichiarazioni a effetto e le passerelle, si manifesta realmente il proprio interesse per le comunità e il futuro di un territorio".

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