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Back Sei qui: Home Attualità Tutte le Notizie Italia MORTE DULBECCO. CIMITILE: SE NE VA UNA DELLE MENTI MIGLIORI DEL NOSTRO PAESE

MORTE DULBECCO. CIMITILE: SE NE VA UNA DELLE MENTI MIGLIORI DEL NOSTRO PAESE

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BENEVENTO - «Sono profondamente colpito dalla scomparsa del Premio Nobel prof. Renato Dulbecco e non solo per il vuoto enorme che lascia nella comunità scientifica internazionale. Sullo studioso di biologia e genetica c'è poco da aggiungere a quanto è stato detto e scritto negli ultimi trenta anni e, in particolare queste ore, che seguono il trapasso di una delle menti più insigni del nostro Paese. Ricordo la straordinaria umanità e pacatezza di un uomo di scienze che, con umiltà e un linguaggio semplice, ha saputo parlare a tutti e che, soprattutto, ha avuto alto il valore e il senso dell'amicizia. E' stato un

amico delle aree interne della Campania e del nostro Sannio e ricorderò per sempre la Lectio Magistralis che tenne qui a Benevento quando nel 2001 accettò l'invito ad inaugurare l'Anno Accademico dell'Università degli Studi del Sannio, di cui a quel tempo ero Rettore.

La nostra Università era appena nata, Lui era una delle figure scientifiche più prestigiose del mondo; eppure venne da noi per incoraggiarci e portare un contributo del quale Gli saremo per sempre grati.

Fu una lezione formidabile sul valore della Scienza per il progresso dell'Uomo che Egli, tuttavia, non volle restasse una pura enunciazione di principio, ma piuttosto che si rendesse concreta pratica di vita.

Difatti, il Maestro stava lavorando e continuò a farlo con più vigore per l'istituzione nelle aree interne del Mezzogiorno del "Biogem" nella vicina Ariano Irpino. Il fatto che il prof. Dulbecco volle spendere il suo nome per insediare un polo di alta formazione nel Sud Italia, dedicato ai giovani, oltre che alla ricerca scientifica, riassume come meglio non avrebbe potuto il senso della sua vita.

Avrebbe potuto tranquillamente, il prof. Renato Dulbecco, continuare a godere del clima intellettuale e culturale del Paese che, con la proverbiale apertura mentale e lungimiranza, lo ospitò e ne incoraggiò le ricerche scientifiche; invece, il prof. Dulbecco volle obbedire ad un imperativo categorico che lo animava fin nel profondo del suo essere e per il quale non posso che chinare il capo con deferenza».

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