• Irpino.It
  • Home
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Città
  • Territori
  • Sport
  • Multimedia
  • Speciali

Dom03292020

Last updateVen, 15 Gen 2016 10pm

Font Size

SCREEN

Profile

Layout

Menu Style

Cpanel

Feed

Back Sei qui: Home Città Tutte le Notizie Ariano Irpino Cronaca Frana Montaguto: Cronologia degli eventi

Frana Montaguto: Cronologia degli eventi

montaguto-bretella_185x115
La cronologia degli eventi che hanno portato alla chiusura del tratto ferroviario Roma - Lecce e della Statale 90 che dall'Irpinia raggiunge Foggia in pieno sub Appennino Dauno. 

Nel 1956 la frana viene segnalata per la prima volta a monte di Montaguto.

Nel dicembre del 2005 il sindaco di Montaguto, Giuseppe Andreano, nell'annuario del Corriere del'Irpinia segnalava come "problematica preoccupate" quella della frana. Il movimento franoso era in corso dal 1956, quando fu segnalato per la prima volta, ma fino ad allora non destava particolari preoccupazioni perché scivolava lungo un tratto di terreno incolto.

Il 31 gennaio 2006 esplode il problema. Durante la notte la frana invade la statale. La strada viene chiusa. Alcune abitazioni sono a rischio ed i residenti vengono evacuati.

Il 26 aprile del 2006 la frana invade definitivamente la statale 90 delle Puglie e si affaccia prepotentemente alla ribalta regionale e nazionale.

Il 3 maggio di quell'anno Guido Bertolaso annuncia che sarebbe diventata un'emergenza nazionale con la dichiarazione di calamità naturale da parte del Consiglio dei Ministri. Intanto si tenta un intervento per liberare la statale, rivelatosi utile per pochissimo tempo.

Il 12 maggio Silvio Berlusconi dichiara lo stato di emergenza.

Nel mese di maggio iniziano i disagi alla popolazione residente. Montaguto rimane senza acqua corrente per qualche giorno. I collegamenti su gomma con la Puglia vengono interrotti ed il traffico veicolare deviato sull'interpoderale Cicotonno – Ischia. La strada è pressoché impercorribile perché anch'essa interessata a piccoli movimenti franosi. Per un periodo il traffico veicolare viene deviato anche nel letto del fiume, con attraversamenti di piccoli corsi d'acqua.

Nello stesso mese la popolazione si mobilita, soprattutto quella della confinante Puglia.

Il 13 luglio Romano Prodi conferma lo stato di emergenza e contemporaneamente il Governo stanzia due milioni e mezzo di euro. La gestione dell'emergenza viene affidata al Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino.

Il 29 agosto 2006 una ditta incaricata si insedia per stabilire le origini e le modalità della frana

Il 30 agosto lungo la statale 90 interessata dalla frana viene aperta una bretella laterale che permette il transito a senso unico alternato.

L'11 gennaio 2007 il traffico è di nuovo interrotto anche sulla bretella e nasce un comitato cittadino.

Il 23 dello stesso mese la frana di Montaguto finisce nel question time alla Regione Campania.

Il 6 febbraio l'ANAS annuncia che l'unica soluzione è passare con un tunnel sotto il livello di scivolamento della frana.

Il 9 marzo l'on. Lello di Gioia (eletto in Provincia di Foggia) fa un'interrogazione al Ministro Antonio Di Pietro. L'11 aprile il commissariato requisisce dei terreni per consentire lo smaltimento dei materiali rimossi dalla statale 90. Il Ministero delle Infrastrutture studia un tunnel di 700 metri per passare sotto il piano di frana. Occorrono 35 milioni di euro per creare il bypass stradale e ferroviario.

Il 1 giugno il sito di stoccaggio viene sequestrato dall'autorità giudiziaria.

L'11 dicembre 2007 i sindaci del Cervaro fanno un appello al Presidente del Consiglio Romano Prodi

Il 30 dicembre 2007 scade il decreto di istituzione del commissariato, i fondi stanziati sono finiti ma la frana resta in azione come prima.

Il 3 luglio 2009 la frana, fino ad allora "silente", si rifà viva ed inghiotte di nuovo la bretella rimandando nel caos il già precario sistema dei trasporti. A rischio anche la ferrovia.

Il 9 luglio il Prefetto Ennio Blasco, dopo una riunione tecnica dalla quale non sembrano emergere soluzioni concrete, annuncia una lettera di protesta da inviare a Bassolino e Bertolaso.

L'11 marzo 2010 viene chiusa la linea ferroviaria Caserta Foggia. La frana minaccia da vicino i binari.

Il 26 febbraio 2010 il Consiglio dei Ministri nomina commissario straordinario per l'emergenza frana Mario De Biase. L'ex sindaco di Salerno è incaricato di fronteggiare le situazioni disastrose presenti in Campania. Con l'attribuzione dell'incarico non gli vengono conferiti poteri speciali e non viene assicurata nessuna copertura finanziaria. Si parla di mettere a sua disposizione 38 milioni di euro, per le quattro emergenze, da prelevare dai fondi FAS della Campania. 

Il 16 marzo 2010 i binari vengono smontati per evitare che la pressione esercitata dalla frana possa creare maggiori problemi alla massicciata ferroviaria. I passeggeri in transito sulla tratta Lecce – Roma vengono fatti scendere a Foggia e portati in pullman a Benevento, attraverso percorsi tortuosi. Le ferrovie avvisano i passeggeri che il tempo di percorrenza totale resta indeterminato.

Il 18 marzo le Ferrovie dello Stato annunciano danni per 620.000 euro a settimana a causa dell'interruzione che non è imputabile a loro responsabilità.

Il 19 marzo Bertolaso, responsabile della Protezione Civile Nazionale, convoca a Roma un tavolo con le FFSS, l'Autorità di Bacino ed il nuovo commissario straordinario. Annuncia una soluzione in tempi brevi. 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna