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Back Sei qui: Home Città Tutte le Notizie Ariano Irpino Cronaca Difesa Grande. Sei mesi di reclusione ad Emilio De Vizia

Difesa Grande. Sei mesi di reclusione ad Emilio De Vizia

pozzo spia difesa grande

Ariano Irpino (AV) - Si è concluso il processo di primo grado per la discarica di Difesa Grande. Emilio DeVizia e Antonio Picardi, ammministratori dell'AsiDev sono stati condannati a sei mesi di reclusione per non aver messo in sicurezza la discarica in ottemperanza ad un'ordinanza commissariale e per non aver dato corso alla fase di gestione post morterm. Per quanto riguarda i reati ambientali c'è stata la prescrizione, escluso il capo F riguardante l'inquinamento delle acque superficiali perché il fatto non sussiste.  La condanna è stata pronunciata dal Collegio presiedeto dal giudice Abbondandolo del Tribunale di Ariano Irpino. 

"Questa condanna obbliga l'AsiDev a provvedere a proprie spese alla bonifica e messa in sicurezza della discarica" dice Giovanni Maraia di Ariano in Movimento.. Gli stessi imputati sono stati condannati al risarcimento dei danni nei confronti del Comune di Ariano irpino difeso dall'Avvocato Domenico Carchia. Prescritti 13 capi d'imputazione, mentre per altri due gli imputati sono stati assolti. I reati sono stati consumati tra il 2001 ed il 2004 quando la discarica, con una sommossa popolare, è stata chiusa. Le indadini sono state svolte dai sostituiti Procuratore Mario Palazzi e Daniela Tognon. 

"C'è moderata soddisfazione per l'esito del processo  - commenta Giovanni La Vita, esponente del movimento ambientalista che ha lottato contro la discarica e consigliere comunale dei Socialisti -. Sapevamo quanto fosse rilevamnte il tempo trascorso dalla consumazione dei fatti e quindi quanto fosse prevedibile il rischio della precrizione. Sarà  necessario attendere la motivazione perché non condividiamo l'assoluzione sul capo F che riguarda l'avvelenamento delle acque superficiali e del fiume Lavella perché su questo vi erano accertamenti inconfutabili eseguiti nella fase delle indagini con riscontri acquisiti direttamente nell'immediatezza dei fatti, motivo per cui resta l'attenzione sul prosieguo che evidentemente non consentirà di escludere l'impugnazione da parte del PM". 

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