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ARIANO. HARAMBEE IN DIFESA DEL TRIBUNALE. IL DOCUMENTO

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ARIANO IRPINO (AV) - Dopo la vicenda Irisbus, il rischio di perdere un altro «pezzo» importante del nostro territorio: il Tribunale di Ariano Irpino. Con un emendamento alla manovra finanziaria (decreto legge 13 agosto 2011 n.138) presentato dal Guardasigilli Nitto Palma, è stata conferita al Governo la delega per il riordino delle circoscrizioni giudiziarie, la soppressione e gli accorpamenti dei Tribunali, delle Procure e degli uffici del giudice di Pace, considerati 'minori'. Il decreto, che si propone di «adottare misure dirette a favorire lo sviluppo e la competitività del Paese e il sostegno dell'occupazione»,

viene convertito con le modifiche e diventa la legge n. 148 del 14 settembre 2011.
Il primo dato che emerge è la forzatura costituzionale di legiferare con un decreto legge, dunque un atto legislativo di emanazione governativa, su un settore strategico per lo Stato e per i diritti dei cittadini come la giustizia.
Ma cosa comporterebbe in concreto questa riforma e qual è l'impatto che essa potrebbe avere sul territorio? La ratio principale che si evince nell'esame della manovra è quella di realizzare un risparmio nella spesa pubblica e di garantire una maggiore efficienza del sistema giudiziario.
Secondo i criteri indicati nella legge delega, risultano essere a rischio soppressione o accorpamento circa 60 su 165 Tribunali che hanno in organico meno di 15 magistrati (essendo questo il numero adottato come parametro per misurare efficienza e funzionalità di un Tribunale), 681 uffici del giudice di Pace su 846, 220 sezioni distaccate di tribunale e 58 procure della Repubblica.
Leggendo il punto b) dell'articolo 1-bis del provvedimento in questione, risulta evidente che i criteri fissati dal legislatore per la ridefinizione dell'assetto territoriale degli uffici giudiziari, pur qualificati come «oggettivi ed omogenei, che tengano conto dell'estensione territoriale, del numero di abitanti, dei carichi di lavoro [...], della specificità territoriale e del tasso d'impatto della criminalità organizzata», siano in realtà del tutto generici e suscettibili di distorsioni e di diverse interpretazioni a seconda dell'influenza politica ed economica esercitata dai territori oggetto della valutazione.
La cifra che lo Stato intende risparmiare con l'operazione di soppressione dei 'Tribunalini' si aggira intorno ai 70-80 milioni di euro annui, somma risibile per un bilancio statale; ma sembra opportuno chiedersi come venga calcolata questa cifra e, soprattutto, se effettivamente ci sarebbe un risparmio di spesa, tenuto conto che la lettera g) dell'articolo 1-bis, stabilisce che, sia i magistrati, che il personale amministrativo, entreranno di diritto a far parte dell'organico, rispettivamente, dei Tribunali e delle procure della Repubblica presso il Tribunale cui sono trasferite le funzioni di sede di Tribunale, di sezione distaccata e di procura presso cui prestavano servizio. Inoltre, l'inglobamento di un ufficio giudiziario in un altro, determinerebbe la necessità di un ulteriore fabbisogno di strutture edilizie e, quindi, di risorse economico-finanziarie per adeguare alle maggiori dimensioni del Tribunale e dell'ufficio finanziario accorpanti, gli edifici destinati ai servizi di competenza.
Se pensiamo allo specifico caso del Tribunale di Ariano che, rientrando tra quelli a rischio soppressione, verrebbe accorpato a quello di Avellino, non si può non riflettere sull'impossibilità pratica di trasferire uffici e personale presso una struttura già inadeguata a contenere i propri.
Passando ad affrontare il punto dell'efficienza, che è uno degli obiettivi che la legge in esame si propone, se per essa bisogna intendere celerità processuale e adeguatezza delle strutture, nonché massima funzionalità della macchina giudiziaria, è evidente che più grandi sono gli uffici e più è difficile governarli dall'interno per la difficoltà di amministrare un sovraccarico di lavoro. All'opposto, come affermato da Maurizio de Tilla, presidente dell'OUA (Organismo Unitario dell'Avvocatura), è proprio nei tribunali minori che si realizza un esempio di funzionamento della giustizia in termini accettabili ed è proprio qui, nei tribunali minori che il cittadino può trovare maggiore soddisfazione delle proprie aspettative in relazione all'amministrazione della giustizia. A conferma di quanto appena detto, sembra opportuno riportare i dati del Coordinamento Nazionale degli Ordini forensi minori (disponibili su www.altalex.com, Piccoli tribunali, efficienza e spesa pubblica di Walter Pompeo): il 60% dei Tribunali più veloci ha un organico inferiore a 20 magistrati; il Tribunale più veloce in assoluto è quello di Verbania che dispone di soli 14 giudici; il Tribunale di Avezzano con soli 11 giudici emette circa 90 sentenze all'anno.
La razionalizzazione della spesa pubblica è riconosciuta come una necessità insopprimibile nel contesto della crisi economica in corso, ma la soluzione, ciclicamente riproposta, di sopprimere i 'Tribunalini' non è la risposta. Innanzitutto perché, come già affermato, un effettivo risparmio della spesa non verrebbe a realizzarsi; in secondo luogo perché non è condivisibile procedere alla revisione delle circoscrizioni, come afferma ancora il Presidente dell'OUA, semplicemente partendo da criteri astratti e completamente avulsi da un'attenta analisi delle singole realtà sociali ed economiche interessate. 

 

La soppressione del Tribunale di Ariano comporterebbe una serie di disagi a praticanti e avvocati, sui quali graverebbe il maggior costo delle trasferte, nonché a tutte quelle categorie professionali legate alle attuali strutture giudiziarie e finanziarie quali notai, commercialisti, medici, tecnici, fiscalisti ecc. Ma il disagio maggiore sarebbe sofferto dal cittadino residente nel territorio interessato dal tentativo di soppressione del Tribunale, per il quale diventerebbe più difficoltoso accedere ai servizi che ogni tribunale rende, anche non necessariamente aventi carattere giurisdizionale. Si pensi ad un cittadino di Greci che per raggiungere il Tribunale di Avellino dovrebbe percorrere per andata e ritorno circa 150 Km con l'automobile, sopportando le relative spese di carburante e di pedaggio autostradale, non potendo neanche contare su una adeguata rete logistica di mezzi di trasporto pubblici.
Una situazione di questo tipo andrebbe a ledere il dettato costituzionale in tema di parità dei diritti dei cittadini come sancito dall'articolo 3 Cost. ed il diritto al servizio dell'amministrazione della giustizia sancito dall'articolo 24 Cost, in quanto l'eliminazione di centri giudiziari in cui la giustizia è resa con rapidità ed efficienza, con conseguente accentramento del carico di lavoro presso sedi già pesantemente oberate, porterebbe come conseguenza inevitabile l'aumento delle lungaggini giudiziarie e, in sostanza, il diniego della giustizia.

 

 

L'operazione di soppressione del Tribunale di Ariano Irpino, se considerata insieme ad altri episodi come la recente chiusura dell'Irisbus, contribuirebbe inevitabilmente ad aggravare la già drammatica situazione di isolamento economico, politico e sociale in cui versano la nostra città ed il suo circondario. Eliminare un'istituzione di primaria importanza per il nostro territorio, significherebbe colpire duramente la dignità di Ariano come punto di riferimento per i cittadini non solo arianesi, ma anche dei comuni circostanti, sia in relazione all'amministrazione della giustizia, che a tutte le attività ad essa direttamente o indirettamente connesse.
Per questi motivi Harambee - Movimento per i Beni Comuni, sostiene tutte le attività volte alla difesa del Tribunale di Ariano Irpino e si impegna a favorire il coinvolgimento di tutti i cittadini e le cittadine, le istituzioni e tutte le organizzazioni sociali nella proposizione di soluzioni e nella partecipazione alle iniziative finalizzate al raggiungimento del predetto obiettivo.