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Back Sei qui: Home Città Tutte le Notizie Ariano Irpino Attualità Ariano. I Giovani Democratici ricordano le vittime dell'olocausto

Ariano. I Giovani Democratici ricordano le vittime dell'olocausto

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ARIANO IRPINO (AV) - Il 27 gennaio del 1945 venivano abbattuti i cancelli del tristemente famoso campo di concentramento di Auschwitz. Al di là di quella cancellata, oltre la scritta «Arbeit macht frei» (Il lavoro rende liberi), si intravvedevano le fiamme dell'inferno. Per la prima volta venne messo a conoscenza, al mondo intero, quel che era successo, conoscendo

lo sterminio in tutta la sua realtà e crudeltà che una mente insana aveva generato. I Giovani Democratici di Ariano Irpino vogliono ricordare perché la storia deve radicarsi nelle menti di chi non l'ha vissuta e soprattutto alla luce dei tanti, pericolosissimi tentativi di riscriverla negando le barbarie del nazismo e del fascismo.
Negare o semplicemente dimenticare la verità significherebbe uccidere una seconda volta le vittime.
Dobbiamo compiere lo sforzo di porci al di fuori di ogni possibile retorica, non riducendo la Shoa a racconto mitologico, ma, come ci ammonisce Primo Levi, a ricordare che tutto questo è realmente accaduto. Esiste infatti il rischio di un'anestesia totale, nel frastuono globale, mentre si deve far sì che la coscienza civile si rafforzi e si adoperi alla costruzione di una rinnovata identità. Le parole 'mai più' sono state troppe volte contraddette da nuovi genocidi, come quelli avvenuti in Cambogia, in Ruanda, in Darfur.
In ricordo di tutti coloro i quali sono stati vittime della follia e del misticismo politico di massa: ebrei, comunisti, omosessuali, anarchici e tutte le persone non conformi all'omologazione dei regimi, è necessario rafforzare sempre più le coscienze dei cittadini a livello locale, coltivare la memoria, in una società dove si affacciano fantasmi quali intolleranza e razzismo. Atteggiamenti da respingere con la massima fermezza.
Il Giorno della Memoria non deve essere ritualizzato come una mobilitazione sociale per una solidarietà ormai pleonastica. Ma piuttosto, si deve riconoscere in un atto di ammissione di questa storia: come se tutti, quest'oggi, ci affacciassimo dei cancelli di Auschwitz, a riconoscervi il male che è stato.

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