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Back Sei qui: Home Città Tutte le Notizie Ariano Irpino Attualità SOPPRESSIONE TRIBUNALI. AD ARIANO GRUPPO DI GIOVANI OCCUPA IL PALAZZO DI GIUSTIZIA

SOPPRESSIONE TRIBUNALI. AD ARIANO GRUPPO DI GIOVANI OCCUPA IL PALAZZO DI GIUSTIZIA

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Ariano Irpino (AV) – Un gruppo di giovani ha occupato simbolicamente per dieci minuti l'atrio del Tribunale. E' questo l'epilogo della manifestazione organizzata dal Movimento Harambee in difesa del Tribunale. Una questione scottante che rischia di azzerare la cultura forense della città di Ariano e mandare in crisi il precario sistema economico della seconda città della Provincia di Avellino. Tra i manifestanti sopratutto giovani. Laureati. Disoccupati. "Sono un libero cittadino che difende i servizi presenti sul nostro territorio" dice Roberto, trentenne lavoratore saltuario di Ariano che con il

suo megafono dà il "tempo" al corteo. Addosso ha una maglietta bianca che sulle spalle porta cinque volte la scritta in rosso "mò basta!". E' questo il leitmotiv degli ultimi giorni che va aldilà della questione della soppressione del Tribunale. I giovani vedono nero per il futuro. Il lavoro è sempre più un miraggio e quando lo si trova spesso è in nero e sottopagato. Difficile immaginare un futuro roseo in queste condizioni. La perdita dei servizi e l'inadeguatezza delle infrastrutture di collegamento, poi, aggrava la condizione di disagio e rischia di alimentare le spinte emigratorie.
"Oggi il Tribunale, domani l'ospedale, dopodomani te ne devi solo andare!!" (con due punti esclamativi a rafforzare il monito) recitava uno striscione portato da tre trentenni, evidentemente rivolto a chi non ha partecipato. Il corteo è partito alle 10 dalla sede del Liceo Parzanese in piazza Mazzini. Un luogo simbolico che sottolinea, ancora una volta, la migrazione intellettuale che affligge come un cancro la società di questa zona dell'Italia Meridionale. Dal liceo sono passate intere generazioni di studenti poi partite per studiare nelle grandi città italiane. Moltissimi sono partiti con l'idea di tornare, pochi sono riusciti a farlo. La professione forense e quelle correlate, fino ad oggi, qui hanno rappresentato uno dei pochi sbocchi occupazionali per una parte sostanziosa della parte più scolarizzata della società. L'alternativa è l'emigrazione. Ora anche il Tribunale parte alla volta di Benevento. Ad aprire il corteo è Carlo un giovane trampoliere laureato in scenografia a Bologna. La figura della cultura che svetta ma ondeggia precaria è molto più di una metafora. Carlo è appena tornato da Bologna e a settembre non vorrebbe ritornarci. In coda al corteo le tute blu, sopratutto al femminile, degli operai della Irisbus che da diversi mesi combattono contro la chiusura del loro stabilimento decisa unilateralmente dalla IVECO. Altra nota dolente del territorio che entra in una situazione sempre più precaria, sopratutto visto in chiave di occupazione femminile. In mezzo gli avvocati del foro, tanti cittadini, rappresentanti politici e istituzionali. C'è il sindaco di Ariano Antonio Mainiero. C'è il presidente dell'Ordine Forense di Ariano Carmine Monaco con l'avvocato Pasquale Giovannelli. Ci sono Pasqualino Santoro, Raffaele Li Pizzi, Crescenzo Pratola, Giovanni La Vita, Gaetano Bevere, Mario Manganiello, Carmine Peluso. Dopo aver attraversato un desolato centro storico, il corteo ha fatto tappa davanti al Palazzo di Città per poi dirigersi verso piazza Calvario. Qui, su un palchetto davanti all'ingresso del silos parcheggio costruito principalmente per il Tribunale, gli interventi. Tra i manifestanti si avverte forte la spinta contro la classe politica. "Voi ci togliete tribunali ospedali fabbriche noi vi toglieremo le poltrone" recitava un cartellone che racconta dello stato precario di una società che chiede risposte alla politica. Che chiede modelli economici alternativi, che sono possibili ma passano attraverso gli interventi dello Stato in materia di infrastrutture, innovazione urbanistica ed incentivi d'impresa. Una società che chiede di mettersi in cammino, un po' come Carlo, il trampoliere, che pur barcollando si è fatto tutto il tragitto e, finestra dopo finestra, è discretamente "entrato" nelle case degli arianesi.