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ARIANO. LA MANNA: ABBIAMO BISOGNO DI UNA SOCIETA' ADATTA AI GIOVANI

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Ariano Irpino (AV) - Angelo Corvino – Che Anselmo La Manna fosse un personaggio capace di catalazzare l'attenzione era facile intuirlo dalle cronache dei giornali che negli ultimi mesi spesso hanno parlato di lui, ma ad incontrarlo di persona la sensazione è che si tratti di un uomo che pensa seriamente al suo futuro ed anche a quello dei sui figli senza tirarsi indietro su nessun argomento. Anselmo è il presidente di una della due associazioni di commercianti di Ariano Irpino. "Quando abbiamo creato l'associazione pochi erano con noi, poi, più siamo andati avanti e più sono cresciute le adesioni

- ci dice nel suo laboratorio orafo quando arriviamo all'appuntamento. Mentre parla con noi continua a seguire anche i clienti che entrano nel negozio. "C'è bisogno di unione e confronto per tirare fuori idee nuove e modi nuovi di intendere la città. Perché non si fa nulla per garantire ai giovani un lavoro ed una buona qualità della vita nella loro città di nascita? – si chiede, e continua - L'edilizia è bloccata da mesi. Il lavoro?. Non ne parliamo: abbiamo presentato all'amministrazione un piano per l'occupazione di diversi giovani, non abbiamo ancora ricevuto risposta". Accetta il discorso anche quando gli chiediamo se ha intenzione di scendere in politica: "A questo punto sì, se me ne danno la possibilità. Non è una mia ambizione, ma se il paese ha bisogno di me non mi tiro indietro - e passa a parlare dei problemi della città – Ci sono opere pubbliche completamente inattive. E' il caso del macello comunale: è stato iniziato vent'anni fa, è costato 4,3 miliardi delle vecchie lire, ora è un edificio in abbandono prima di essere stato aperto. Quanti posti di lavoro potrebbe creare?". Usciamo dal negozio e andiamo in piazza, il luogo dove s'incontrano gli esponenti della società arianese, a questo punto La Manna passa a parlare di idee per il lavoro e l'occupazione: "Per non parlare delle politiche economiche ed occupazionali che si possono creare intorno al Castello ed al museo comunale. Volete sapere come si crea occupazione? Dal nulla, basta far funzionare il cervello. Anche la gestione dei bagni pubblici può fornire occupazione, oltre che essere segno di civiltà". Entriamo in un bar e davanti ad un aperitivo, salutando tutti, La Manna esprime le sue idee anche sul modello della società: "Qui si continuano a fare delle politiche miranti a far ritornare le persone anziane: giustissimo; ma abbiamo bisogno anche dei giovani, dobbiamo garantirgli un futuro serio. Io ai miei figli non voglio lasciare dei soldi o una casa, ma una città moderna e una società in cui vivere bene. Sono mesi che stiamo combattendo una battaglia per l'apertura di un nuovo casello autostradale in località Tre Torri per migliorare la vivibilità e la viabilità nei nostri centri. L'amministrazione non ha speso una parola in favore dell'iniziativa. Noi, comunque, abbiamo raccolto più di 6.000 firme, che non sono poche considerando che Ariano fa 20.000 abitanti, si e no.". Il discorso a questo punto prende una piega diversa: "Non si tratta più solo di scelte politiche che sono opinabili ma rispettabili, in molti casi ci sono gli estremi giudiziari e noi siamo pronti con una serie di esposti alla magistratura; non a quella arianese ma a quella di un altro tribunale campano". La Manna in questa circostanza rende pubblica la sua esperienza personale: "Io non sono nato in Italia. Sono nato in Venezuela da padre italiano. Quando avevo 18 anni la vita era diventata impossibile: la burocrazia bloccava qualsiasi tipo di iniziativa. Allora mio padre decise di prendere la famiglia e far ritorno in Italia. Oggi nel nostro Paese, se continuiamo di questo passo, si finirà per fare la stessa fine. Non è possibile che qualsiasi relazione che i cittadini debbono avere con gli enti pubblici debba passare per mano politica e, quindi, sembrare un piacere. Questi metodi sono da repubblica delle banane. Ricordate il film di Bud Spencer?. I cittadini vanno messi in condizione di procedere con le proprie gambe e non tenuti buoni con i presunti contentini". Chiude il nostro incontro con una frase che la dice lunga sul personaggio: "Una volta nella vita sono stato costretto a fuggire per non soccombere ad un sistema che opprimeva i cittadini. Oggi, a 38 anni, non sono disposto a fuggire di nuovo e ricominciare tutto daccapo da un'altra parte. Voglio vivere i prossimi 10 anni realizzando più cose possibili insieme ai molti cittadini che hanno lavorato sodo per creare lavoro ad Ariano e poi iniziare a pensare alla vecchia. Una cosa è certa: il nostro futuro lo vogliamo in Irpinia e siamo disposti a lottare civilmente per realizzarlo, e sono certo che molti altri cittadini la pensano come noi".

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