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ARIANO. LA STORIA DEL DOPOGUERRA VISTA DALLA SCUOLA

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Vincenzo Grasso - Ariano Irpino (AV) - Si possono comprendere i fenomeni culturali, sociali ed economici che hanno investito il nostro territorio dal dopoguerra ai giorni nostri, ripercorrendo ciò che è accaduto nella lunga esperienza didattica di un insegnante delle Elementari ? Si può leggere la storia locale anche dalle tante attività scolastiche, dai rapporti tra scuola e genitori o tra insegnanti e alunni ? Giuseppe Scala, nativo di Sturno, ma residente da anni ad Ariano Irpino, dopo aver dedicato buona parte della sua vita all'insegnamento ed essere andato da qualche tempo in pensione, ha immaginato

che quanto aveva conservato per anni nei suoi diari e nei suoi cassetti non dovesse rimanere lì, ma sapientemente elaborato e riconsegnato ai giovani di oggi. E' nato così il volume «Lungo le strade della vita, itinerario scolastico di una passione infinita», edito da Walter Pellecchia. Scala nella sua cavalcata negli anni, a partire dal 1957, ci riporta in una provincia povera, con scuole ancora con le pluriclassi, quando l'istruzione obbligatoria cominciava a fare i suoi primi passi, assieme all'evoluzione di nuove teorie educative e metodologiche. Una cavalcata che è anche la rivalutazione di educatori , dirigenti scolastici, di amministratori comunali che hanno lavorato sodo per il territorio. Basta immaginare che in alcune scuole di contrade rurali non esistevano neanche i servizi igienici. Scala, però,punta decisamente a ricordare anche ciò che è stato il suo ruolo e la sua funzione. Con garbo, semplicità di linguaggio, ma con grande efficacia emotiva, ritorna sui luoghi della memoria per lanciare un messaggio a chi continua ad operare nel mondo della scuola: era considerata una missione quella dell'insegnante elementare, del maestro di un tempo. Ma se si fa attenzione, anche oggi rimane una missione lavorare nella scuola. Certo, sono cambiati i tempi, ma non gli obiettivi. Si opera in contesti diversi, con nuove responsabilità anche per l'avvento di tecnologie e strumenti operativi rivoluzionari rispetto al passato , ma sempre per far crescere i ragazzi; per aiutarli a vivere la globalizzazione, senza perdere le radici con il territorio, con le famiglie, le tradizioni.

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