CMU. E' scontro tra presidente e sindacati

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ARIANO IRPINO (AV) - Oreste Ciasullo replica duramente ad un'iniziativa dei sindacati. "Il servizio pulitura dei sottoboschi è finanziato dalla vendita della legna e non dal bilancio dell'ente", accusa i sindacati di tentare di ridurre l'offerta di lavoro sul territorio ed annuncia il rinvio dell'incontro previsto per il 16 novembre". Aria di bufera alla Comunità Montana. 

"I segretari provinciali – primo tra tutti il firmatario del comunicato, Raffaele Tancredi della Fai Cisl – esulando dal ruolo di tutelare i lavoratori, immaginano di poter vincolare le scelte di un ente o, addirittura, sostituirsi ai vertici e definirne gli indirizzi programmatici - attacca Oreste Ciasullo". 
L'Esecutivo dell'ente montano ha posto in essere un progetto per la ripulitura e la salvaguardia delle aree boschive per prevenire la possibilità d'incendi. Un servizio che viene ritenuto fondamentale per i comuni interessati che si fonda su un'intesa tra l'ente e le amministrazioni di cinque comuni: Montaguto, Savignano, Greci, Vallata e Carife. 
"Gli enti locali hanno affidato alla Comunità montana dell'Ufita il compito di ripulire e mettere in sicurezza le proprie aree boschive - continua Ciasullo -, impegnandosi a cedere il 90% - a differenza del 50% degli anni scorsi - del guadagno procurato dalla vendita della legna che sarà recuperata ripulendo il sottobosco. E' bene pure specificare che nessun albero sarà tagliato. E' proprio questo ricavato che i vertici della Comunità montana utilizzeranno per il pagamento dei venti giovani (in media quattro per ogni comune rientrante nella convenzione) per un periodo limitato. L'eventuale differenza necessaria sarà corrisposta attraverso un'anticipazione di cassa".  Secondo i sindacati questo lavoro andava svolto dagli operai forestali assunti a tempo determinato, o quanto meno bisognava prima pagare i dipendenti che non percepiscono lo stipendio da luglio. E Ciasullo spiega che si tratta di due cose diverse. "L'ente montano conserva, ancora una minima risorsa - continua il Presidente della CMU - che non consente, però, il pagamento dei lavoratori forestali storici e stagionali. I fondi ancora in cassa non consentono, infatti, nemmeno il pagamento di un quarto di una mensilità a tutti gli addetti. Ciò che, però, le organizzazioni di categoria dimenticano è che il mancato pagamento degli ultimi stipendi non scaturisce da una problematica esclusiva dell'ente, tantomeno da una cattiva gestione, come il comunicato lascia pure intendere. Deriva, è bene sottolinearlo, da una difficoltà complessiva della Regione Campania che ha concesso, finora, solo meno del 30% dei fondi previsti dal piano di forestazione. In questo senso, è bene pure evidenziare che, se si è riusciti a pagare gli stipendi fino al mese di luglio è merito – e nessuno potrà dire il contrario – della oculata gestione della Comunità montana dell'Ufita che ha permesso di accumulare un residuo di cassa tale da garantire le anticipazioni ai lavoratori del settore forestazione e ai dipendenti del comparto enti locali, la cui situazione è forse ancora peggiore. La problematica che fanno evidenziare i segretari è, dunque, del tutto infondata. Questi signori vorrebbero che, in attesa di pagare gli stipendi arretrati ai dipendenti, l'attività della Comunità montana si fermasse del tutto, magari per avere ulteriori appigli per portare avanti il compito che, ultimamente, gli sta riuscendo meglio: sparare a zero sull'ente ufitano con accuse che risultano prive di fondamento. A loro rispondiamo come già fatto, nel recente passato, con altri soggetti dello stesso calibro, restituendo pan per focaccia e illustrando, come in questo caso, la situazione per filo e per segno. Chi lavora senza secondi fini per il bene del territorio non ha nulla da nascondere. Ai soggetti in questione resta la magra figura rimediata per aver provato a porsi di traverso ad un'azione mirata esclusivamente a dare un'opportunità occupazionale a venti giovani delle zone interne".
Ciasullo attacca anche i sindacati accusandoli di tentare di ridurre l'offerta di lavoro sul territorio ed annuncia l'avvio di un braccio di ferro. "In questo caso, ci troviamo a dover fare i conti con sindacalisti che si mettono di traverso rispetto alla possibilità di offrire, ad alcuni giovani della zona, un minimo respiro occupazionale - conclude Ciasullo -. Con questi signori, che cercano ogni pretesto per arrivare allo scontro ed alla rottura, il Presidente dell'ente Oreste Ciasullo e la Giunta hanno difficoltà a dialogare. I rapporti si potranno recuperare se e solo se i segretari del settore forestazione di Cgil, Cisl e Uil si porranno nei confronti dei vertici dell'ente con un atteggiamento diverso. Va da sé che, per sopraggiunti motivi, il confronto del prossimo 16 novembre con i sindacati è da ritenersi rinviato a nuova convocazione. Nella mattinata di domani il segretario generale Pio Di Minno invierà la comunicazione ufficiale".