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Back Sei qui: Home Cultura Tutte le Notizie Campania ANTONIO PERNA. COME CI SI RITROVA SUL SET SENZA ACCORGERSENE

ANTONIO PERNA. COME CI SI RITROVA SUL SET SENZA ACCORGERSENE

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ARIANO IRPINO (AV) - Antonio Perna, in arte Big Wave è un presentatore di manifestazioni musicali e teatrali. Si trovava a Peschici (Fg) per presentare una serata teatrale, un musical, e gli organizzatori dell'evento per promozionare la serata avevano posto qua e là in paese locandine che preannunciavano la serata. Sulla locandina oltre a tutte le informazioni avevano inserito la sua foto, tra l'altro un po' sinistra con sotto didascalia "presenta Big wave, la voce della notte...". Il responsabile dell'ufficio Casting della ELLEMME Group (società cinematografica) era li in quei giorni sera

con tutto lo staff per trovare le locations adatte per una nuova produzione televisiva per la Rai., appunto "Il Generale dei Briganti2: la storia di Carmine Crocco famoso Brigante scomodo che aveva seminato terrore tra i potenti dell'epoca.
Galeotta è stata proprio una di quelle locandine, infatti appena il responsabile ha mostrato la mia foto al regista Paolo Poeti il director ha esclamato: " Lui ha proprio una faccia truce, da "cattivo". Il resto è storia. L'agente di Big Wave lo contatta. "Io alle prime ho sorriso sulla cosa" - spiega Big Wave ma due giorni dopo ha conosciuto Poeti. Foto di rito, costumi etc. Il tutto doveva finire in un giorno o due, girano delle scene a Vieste sotto il sole di luglio che toccava i 40°, e poi è stato riconfermato anche a Peschici, Rionero in Vulture e Venosa.
"Si cominciava la mattina alle 7.30 con il trucco, il tutto adibito in Tir con uno staff meraviglioso, grandi professionisti – continua Big Wave -. Il mio trucco era piuttosto pesante. Oltre ad annerirmi ancora di più di quanto fossero le rote degli occhi mi passavano sul viso un fondotinta scuro, sporcandomi il collo, macchiandomi la barba, tingendomi le mani e le unghie di nero. Ma la cosa più pesante per me erano i baffi, lunghi da coprirmi labbra e parte della faccia, incollati come una piastrella sul mio viso. Li staccavo solo in pausa pranzo sempre grazie ai truccatori, se non avessi avuto loro a togliermeli, li avrei ancora incollati sotto il naso. Lì ho capito bene quanta gente lavora dietro un set cinematografico. Poi i costumi: Meravigliosi gli abiti per la cura dei particolari, le sarte erano magiche, in un attimo ti facevano calzare tutto a pennello. Il mio era un abito pesante. Maglia di lana, camicia pesante, gilet verde imbottito e giacca di velluto, pantaloni di stoffa doppia e per finire un cappello marrone che faceva sudare già solo il pensiero di indossarlo. Dietro a questo movie, lavoravano almeno 200 persone tutti i giorni".
Com'è stata l'esperienze?
"In pochi giorni le barriere tra gli attori e non erano state eliminate, con Daniele Liotti, nelle pause ci si divertiva, Roberta Lanfranchi simpaticissima, Massimiliano Dau era ormai amico di tutti, Christiane Filangieri solare e gradevole, insomma una grande famiglia, nessuno escluso. Sicuramente l'amicizia più forte che si è creata sul set per quanto mi riguarda è stata quella con Marco Leonardi (Nuovo cinema Paradiso, Maradona la mano de Dios, C'era una volta in Messico, Mary etc). Con Marco si è creata un'amicizia che continua ancora e ci sentiamo spesso. Ero partito come una sorta di musicista dei Briganti per poi diventare un luogotenente di Carmine Crocco, insomma un'esperienza da rifare".
C'è stato un seguito?
"Grazie a questo poi, sono stato contattato da altri registi per altre "parti" sempre da cattivo, è il mio destino...fare il cattivo). Comunque considero questa esperienza un "gioco", poi se dovesse accadere qualcosa, chissà, come dico spesso: ne vedremo delle belle".

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