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“WHAT’S UP?!”, PRIMA WEB SERIE MADE IN AVELLINO ARRIVA SU YOUTUBE

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AVELLINO - Dimenticate i tempi in cui la fiction era privilegio esclusivo del tubo catodico. Da un po' di tempo, infatti, vanno di moda le web serie: racconti suddivisi in episodi fruibili attraverso il Web o sui display dei dispositivi mobili. La prima serie creata appositamente per il Web è stata "Homicide: Second Shift", realizzata nel 1997 negli Stati Uniti. In Italia, invece, il fenomeno è esploso ad aprile di quest'anno con "Freaks!", una storia paranormale imperniata sul tema dei supereroi che, solo nelle prime tre puntate, ha registrato oltre 1 milione e mezzo di visualizzazioni.

E da oggi anche Avellino ha la sua web serie. Si chiama "What's Up?!" ed è interamente autoprodotta e realizzata nel capoluogo irpino. Le peculiarità di questo progetto sono molteplici. Innanzitutto il cast tecnico ed artistico, che è tutto composto da giovani divisi tra lo studio e le prime esperienze lavorative. Il regista, Francesco Garofalo ha 23 anni, studia Ingegneria e lavora, così come gli attori: Daniele Polimeni, 21enne studente di recitazione a Roma, Giovanna Perrotta 22enne studentessa di Ingegneria, Armando Perrotta studente 17enne, Giovanni Gaeta ed Angela Festa entrambi 21enni e studenti di Giurisprudenza, Fabrizio Nigro e Denise Manganiello, 22enni studenti e lavoratori, Francesca Stella e Francesco Varricchio. Ogni personaggio è tratteggiato con una cura certosina e rappresenta vizi e virtù della nuova generazione. C'è Piero (Daniele Polimeni) il figlio di papà abituato agli agi di una famiglia benestante, Carlo (Giovanni Gaeta), piacione ed ambizioso. E poi ci sono: Perla (Denise Manganiello), la bella con cervello, Lucio (Francesco Varricchio) l'inopportuno, imbranato e precisino, Barbara la snob, figlia di un architetto, viziata, modaiola ed amante del divertimento, e Ciro (Armando Perrotta), il playboy di provincia un po' naif un po' tamarro che vive con la nonna, si mantiene facendo piccoli lavoretti ed ha una fidanzata ossessiva, Maria (Francesca Stella), che lo vorrebbe più dolce e romantico.
Altra caratteristica di quest'opera è l'attualità della trama: il tema del precariato visto attraverso gli occhi dei ragazzi che si apprestano a lasciare l'ambiente universitario e ad affrontare difficoltà economiche e di adattamento. L'idea, però, è stata quella di affrontare un tema così delicato in chiave comica, per sdrammatizzare una situazione già pesante di per sé.
Degne di nota sono, inoltre, le modalità di finanziamento. Si tratta, come ci tiene a sottolineare il regista, di «un lavoro amatoriale, a costo zero e senza l'intervento di nessun professionista. Tutte le spese sono state a nostro carico, le attrezzatura tecniche le ho fornite io e non nascondo che qualche volta ho ricorso al "fai da te" improvvisandomi falegname e fabbro per costruire la strumentazione necessaria». Ed, infatti, la fiction è nata proprio come una sfida per dimostrare che, anche con pochi mezzi, si può realizzare un buon prodotto. Bastano l'impegno e la volontà. Così, anche se "What's up?!" non è stata girata in un grande studio di Cinecittà ma per le strade di Avellino e con attori emergenti, ha tutte le carte in regola per imporsi come una serie di valore, originale ed impegnata. A partire dal titolo, letteralmente "Che c'è di nuovo?, Come va?", che ben rende l'idea dell'incertezza del futuro per i giovani. In un periodo di crisi in cui tutti tendono ad abbandonare e denigrare l'Irpinia, i protagonisti di questo progetto sono la dimostrazione che il miglioramento non è impossibile, ma bisogna valorizzare e promuovere le risorse presenti ed apportare idee innovative che diano nuova vita al torpore dell'amministrazione. Ad Avellino, ci tiene a sottolineare Francesco Garofalo, «purtroppo non si dà molto spazio ai giovani ed, infatti, è stato difficile trovare qualcuno che realmente credesse nelle nostre potenzialità e che volesse investire nel progetto. La scorsa settimana ho partecipato con un altro mio lavoro al "Festival del cortometraggio" organizzato dalla Pro loco, una bella iniziativa per promuovere l'arte ed il cinema, ma si è preferito favorire chi è già ampiamente affermato in questo campo, a scapito delle nuove proposte. Ed è un peccato, perché Avellino è tranquilla e vivibile ed è un ottimo set in quanto offre buone location. Si è prestata bene al tipo di progetto che volevamo realizzare e tutti i cittadini si sono mostrati curiosi, interessati ma senza mai creare intralcio. La nostra città molto spesso viene discriminata senza considerarne le qualità. E' vero che non si punta molto sui giovani ma abbiamo voluto scommettere sulla nostra città, e spero che il tempo ci darà ragione».
Ecco la prima puntata di "What's up?!":



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