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Politica

Regione. Funziona la sinergia con il Governo. Aumentano IRAP E IRPEF

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Aldilà della facile ironia, era chiaro già prima della campagna elettorale che ci si trovava difronte ad una crisi di sistema. Al sud gli enti pubblici scoppiano di dipendenti ed i servizi ai cittadini, e sul territorio, diminuiscono progressivamente di qualità e quantità. Il sistema, adottato negli ultimi 20 anni, non era e non è sostenibile.
La politica del: "tutti dipendenti pubblici" ha prodotto squilibri nell'economia e nella società che richiederanno scelte dolorose per essere risanati. Il sistema Paese dell'Italia rischia di non riuscire a reggere le bordate che vengono dalla globalizzazione. E' il problema che sollevano gli studenti ed i ricercatori a Benevento. Il sistema clientelare ha collocato nei posti rilevanti, spesso sia pubblici che privati, risorse umane scelte non con il criterio del merito, ma con quello dell'appartenenza politica. 
Questo, con l'avvento della competitività a livello mondiale, rischia di immobilizzare e paralizzare pericolosamente l'intera Nazione perché l'incompetenza nella dirigenza innesca immobilismo nel momento in cui occorre velocità di reazione e fantasia. Gli studenti universitari a Benevento sottolineano come l'evoluzione della tecnologia e dell'economia negli ultimi anni abbia subito un'accelerazione vertiginosa, aprendo nuovi spazi che l'attempato, e spesso impreparato, management italiano non sa affrontare. L'industrializzazione al nord corre incontro ad una crisi epocale, è presumibile che nel medio periodo sia destinata a ridurre in modo sostanziale i livelli di occupazione. E' probabile che gli industriali, sotto la spinta della concorrenza a basso prezzo dovuta al basso costo della manodopera del sudest asiatico, decideranno di spostare le produzioni in paesi dove quel costo costo è minore. Cosa che già avviene. Se non lo faranno, è possibile che introducano sistemi di produzione basati su robotica. In ogni caso chi ne pagherà le conseguenze sarà l'occupazione e quindi la retribuzione della classe operaia. Sempre gli studenti uniti ai giovani ricercatori universitari, forse troppo spesso denigrati dai dinosauri presuntuosi, chiedono che il Paese si orienti sempre di più e meglio verso la ricerca scientifica. La soluzione, secondo loro, è puntare sull'industria della conoscenza. Produrre tecnologia da esportare. Come dargli torto? Questo dove può avvenire? Al Nord industrializzato e alle prese con i problemi di riconversione, o al Sud che, per molti versi, non essendo ancora strutturato più prestarsi maggiormente a modellarsi per affrontare le sfide del terzo millennio?. Intanto in quattro regioni del centro sud da ottobre aumentano l'IRAP e l'Irpef per fronteggiare i buchi di bilancio colossali che la classe dirigente degli ultimi 20 anni ha accumulato senza produrre servizi. Siamo certi che basti per risolvere il problema? Oppure occorre un piano serio di medio periodo che punti sull'industria dell'immateriale per produrre ricchezza proprio al sud? I tagli fanno bene ai bilanci, ma rischiano di far pagare solo ai giovani la scelta della conservazione di posizioni di privilegio.

 

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