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Back Sei qui: Home Politica Tutte le Notizie Campania MERCOGLIANO. DE MITA: LE AREE INTERNE SI AUTOEMARGINANO

MERCOGLIANO. DE MITA: LE AREE INTERNE SI AUTOEMARGINANO

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Mercogliano (AV) - Il vicepresidente della giunta regionale della Campania, Giuseppe De Mita, è intervenuto questa mattina al seminario promosso dal consorzio Aaster di Milano dal titolo "L'Irpinia e il quarto Made in Italy. Il Partenio nella Green Economy" che si è svolto presso il Palazzo Abbaziale di Loreto di Mercogliano. "Tutte le discussioni fatte in questi anni – ha così avviato il suo intervento il vicepresidente De Mita - hanno comunque avuto un seguito e una loro utilità. E anche le discussioni che stiamo facendo negli ultimi giorni su questi argomenti, in particolare sull'individuazione di nuovi

modelli di sviluppo, hanno una loro dimensione di utilità perché servono a collocare le nostre riflessioni in termini di presa di coscienza da un punto di vista prima territoriale e poi culturale".
"L'Irpinia – ha continuato De Mita - rappresenta una specificità per la sua posizione. Abbiamo Napoli a pochi chilometri, siamo nel Mezzogiorno, ma siamo anche dentro dinamiche di ordine generale. Collocarci in questo contesto ci aiuta nella definizione consapevole di ciò che siamo e di ciò che possiamo diventare. Perché uno dei nostri limiti è ancorarci ad una lettura che ci vede marginali. Ciò che mi ha colpito di più nel corso della mia esperienza in Regione è stata la tendenza all'autoemarginazione delle aree interne. Collocarci, invece, dentro un contesto generale serve a diventare consapevoli delle opportunità che si aprono davanti a noi".
"Ancora oggi – ha dichiarato il vicepresidente De Mita – ci troviamo legati alla logica che vuole lo sviluppo coincidere con le risorse, i finanziamenti, la realizzazione di progetti. Non cogliamo così la dimensione del cambiamento e crediamo, al contrario, che questa modalità di sviluppo vada oggi trasferita sui nuovi contenuti che avanzano. Rischiamo così di restare ancorati a tutto ciò che abbiamo detto e fatto negli ultimi quindici anni".
Il riferimento poi allo sviluppo turistico dell'Irpinia.
"In Irpinia in questi dieci anni – ha continuato De Mita - la difficoltà sul turismo è stata legata alla circostanza che tutti i finanziamenti non erano funzionali alle dinamiche del ciclo produttivo. Oggi, invece, ci troviamo in una condizione nella quale è il montare di un processo di cambiamento che ci sollecita a rispondere in maniera adeguata. E' proprio questo processo di cambiamento che rende adesso quelle aree considerate marginali come aree che possono rappresentare delle opportunità. Il turismo nella sua declinazione contemporanea è legato ad esigenze fortemente personali, si è trasformato da turismo di massa a turismo delle moltitudini. Le motivazioni che inducono una persona ad andare in un luogo sono legate ai propri desideri. Dentro questa dimensione può essere recuperato uno spazio per le aree interne, ma bisogna innanzitutto recuperare consapevolezza. Il punto di equilibrio tra la riconversione del processo industriale e questo spazio nuovo che c'è si realizza solo nell'acquisizione di consapevolezza all'interno di un processo di recupero di identità da parte di un territorio".
"Un altro problema, anche più critico, è relativo alla individuazione di quelli che sono i soggetti oggi in grado di determinare crescita. E il vero punto limite che oggi registriamo è che i soggetti attori di questo processo di prospettiva sono frammentati. Da fronti diversi abbiamo visto la fatica che ci è voluta per determinare l'intesa del Patto per lo Sviluppo della provincia di Avellino. Nello specifico, soprattutto in questa parte potenzialmente innovativa, c'è un atteggiamento di sorprendente gelosia, un approccio proprietario. Questo stato di cose pone un problema perché nessuno si riconosce nell'altro e tutti cercano il capro espiatorio e questo crea una grave condizione di deresponsabilizzazione".
L'esempio più calzante quello sull'Alta Velocità – Alta Capacità rispetto al tracciato irpino.
"Sull'Alta Capacità – ha continuato De Mita in Irpinia si discute dal 2000. Poi l'amministrazione regionale, tralasciando il dato sul colore politico, negli anni passati non ha seguito l'iter amministrativo necessario. E per questo siamo stati a rischio di perdere la stazione Irpinia. E questo perché negli anni scorsi l'amministrazione regionale non aveva concluso un banale iter amministrativo che rendeva immodificabile il percorso. Anche su questo si è registrata quella condizione di deresponsabilizzazione di cui dicevo con la conseguente ricerca di un capro espiatorio".
Verso le conclusioni del suo intervento il vicepresidente De Mita si è soffermato sui prossimi passaggi necessari a dare concretezza alle analisi fin qui svolte.
"La questione sulla quale bisogna proseguire – ha dichiarato il vicepresidente De Mita - è legata alla creazione di coalizioni tra enti locali – e il protocollo tra Regione Campania e Provincia di Avellino sullo sviluppo turistico va in questa direzione. Nel piano di formazione sul turismo abbiamo previsto una figura inedita che è il manager del sistema turistico che di fatto diventa un manager dello sviluppo locale, una figura che è legata all'esigenza di creare coalizioni sul territorio e costruire una soggettività che impegna tutti a perseguire risultati comuni".
"Il processo storico va verso questa direzione - ha così concluso il vicepresidente De Mita - verso il recupero della dimensione comunitaria e territoriale, verso la riscoperta di quei luoghi in cui le condizioni di vita sono migliori. La responsabilità politica sta tutta nella capacità di anticipare i tempi. Siccome per certi versi abbiamo toccato il punto più basso di crisi del sistema, adesso dobbiamo essere in grado di anticipare i tempi nel nuovo contesto. Oggi si possono riscrivere le logiche delle gerarchie tra territori. Credo fortemente che questa sia una possibilità, non esclusiva ma complementare, per il nostro territorio. Il punto nodale non sono tanto le risorse, ma la strategia complessiva. Adesso il punto è far germogliare soggettività ed alimentare coalizioni. Il passaggio che segue le tante analisi fatte, quindi, è legato a questo obiettivo: individuare e far crescere i nuovi soggetti dello sviluppo locale".