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Back Sei qui: Home Politica Tutte le Notizie Internazionale Sussulto di Democrazia. Gli italiani si esprimono, regge la Costituzione. I giovani sfiduciati

Sussulto di Democrazia. Gli italiani si esprimono, regge la Costituzione. I giovani sfiduciati

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Stravincono i Sì in tutti i quesiti referendari. E l'Italia si ritrova a dover sostenere le scelte antinucleari a livello europeo con un leader che fino ad ieri era un convinto sostenitore della fissione atomica. Lo stesso Paese, strapieno di politici obsoleti impettiti, dovrebbe trovare soluzioni per i giovani che non vedono prospettive e non vanno a votare. E nei salotti televisivi, che hanno perso il confronto con i nuovi media democratici, imperversa il dibattito che non interessa a nessuno. 

Stravince la democrazia diretta in barba ai partiti, in barba ai gufi, in barba ai contratti internazionali. Per la seconda volta gli italiani si sono espressi sul nucleare e, a distanza di un quarto di secolo, non hanno cambiato la loro idea. Cosa ci vuole ancora per dire che l'Italia è un Paese contro la fissione nucleare per la generazione di energia? Stamattina leggendo i giornali esteri, ci ha colpito un commento de "Le Figarò" che definiva "necessaria" l'energia nucleare e attribuiva alla scelta antinucleare del 1987 le ragioni delle difficoltà economiche attuali dell'Italia, condito con una velata aria di sufficienza nei confronti degli italiani. Sorvoliamo sulle possibili ragioni alla base di una tale posizione da parte dei francesi, e sorvoliamo anche sui contratti firmati da Berlusconi con società francesi del settore del nucleare che da oggi sono carta straccia, ma qualche riflessione crediamo vada fatta. E' ingenerosa ed offensiva nei confronti del corpo elettorale italiano la velata accusa di andare a votare sull'onda dell'emotività. Crediamo che, invece, ci troviamo di fronte a due modi diversi di intendere e di vedere il mondo. Gli italiani, per la seconda volta, hanno ribadito quello che già avevano affermato anni fa. Nasce qui una nuova corrente a livello europeo che spira contro un'energia che non garantisce adeguati standard di sicurezza e che, sopratutto, genera enormi problemi per la gestione delle sue scorie. Per altro, si tratta di un'energia non rinnovabile. Dopo la scelta della Germania, e quella degli italiani oggi, si apre un dibattito a livello di partners comunitari sulle scelte nucleari. Un percorso che nel medio periodo potrebbe anche portare ad una moratoria contro il nucleare in Europa. Così inizieremo ad allontanare i rischi dal nosro territorio. L'altra ragione di riflessione sono le funanboliche posizioni del Primo Ministro Italiano che stamattina, dopo aver eliminato gli incentivi sul fotovoltaico non più di due mesi fa, torna sulla faccenda ed, esclusa la possibilità nucleare, abbraccia a piene mani le ragioni delle rinnovabili. Posizione patetica che esprime in pieno le difficoltà di un premir che non ha più il feeling con il Paese. Il 57% degli italiani sono andati a votare e sul legittimo impedimento, che riguarda direttamente il premier, solo il 5,19% si è detto contrario. I due dati incrociati ci restituiscono un quadro abbastanza chiaro: la maggioranza assoluta degli italiani non gradisce le posizioni del Primo Ministro. In ultimo una riflessione sui dati di affluenza al voto. Si è votato meno al sud, e questa non è una novità, ma il nord ha trascinato la consultazione verso il quorum. Un altro elemento che conferma la scollatura della classe di Governo con il Paese, anche quello produttivo, quello che traina il PIL, quello più industrializzato, quello ricco. Al sud, invece, cresce la sfiducia. Un gruppetto di giovani davanti ad un seggio ci dice di non essere andato a votare. "A che serve? - ci chiede un ragazzo -. Quanti soldi hanno speso per questa consultazione elettorale?. Non potevano darli a me che non ho un centesimo e non so come andare avanti?". I ragazzi sono stati berlusconiani, hanno creduto alle promesse di lavoro, hanno creduto alle promesse di una vita migliore. Oggi, invece, si ritrovano con un pugno di mosche in mano, senza denari in tasca, con un debito pubblico elevatissimo che dovranno pagare per tutta la vita con le loro tasse, senza un lavoro per pagarle e senza prospettive. In questo contesto non vanno a votare nell'unica forma di democrazia diretta che c'è nel nostro Paese. Il corto circuito è nell'aria ed i politicanti continuano a blaterare. L'Italia e gli italiani hanno bisogno di una sterzata, prima che sia davvero troppo tardi. Contestualmente, però, ribadiscono che l'acqua è un bene primario dell'umanità la cui gestione spetta esclusivamente al pubblico. Indirettamente è una scelta anche quella: non privati, ma pubblico efficiente chiedono gli italiani, quegli stessi italiani pronipoti ideali di Enrico Fermi che ha scoperto l'energia nucleare. Questo lo sapranno i francesi? 

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