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Back Sei qui: Home Politica Tutte le Notizie Italia Gestione integrata dei rifiuti. La legge quadro di De Luca in commissione al Senato

Gestione integrata dei rifiuti. La legge quadro di De Luca in commissione al Senato

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ROMA - E' iniziata stamattina nella Commissione Ambiente del Senato la discussione sul disegno di "Legge quadro in materia di gestione integrata dei rifiuti, incentivazione della raccolta differenziata e lotta allo smaltimento illegale" - A.S. 2302 - presentata il 27 luglio 2010 su iniziativa del senatore del Partito Democratico Enzo De Luca e firmata da altri quarantacinque senatori, tra i quali il presidente del gruppo Anna Finocchiaro, il vice Luigi Zanda e

il capogruppo del Pd in Commissione Ambiente Roberto Della Seta. In trenta articoli, il ddl, del quale si è discusso già in convegni nazionali a Bologna, Avellino e Bari e alla presenza del Procuratore Antimafia Piero Grasso, definisce una strategia per inquadrare la gestione del ciclo dei rifiuti in una cornice normativa ispirata a parametri di equità validi in tutto il Paese. Vicepresidente della Commissione bicamerale sulle ecomafie, De Luca ha inteso puntare alla riorganizzazione complessiva di un settore che, soprattutto al Sud, fa registrare ritardi e disordini, comprendendo in questa azione la lotta ai crimini perpetrati contro l'ambiente.
"Entro il 2020 l'Italia dovrà raggiungere con gli altri Paesi europei gli obiettivi più generali di politica ambientale fissati dell'UE - spiega il sen. - la riduzione del 20% delle emissioni di gas serra, l'aumento dell'efficienza energetica del 20% e il raggiungimento della quota del 20% di fonti di energia alternative. Non possiamo perdere altro tempo".
Nel testo del ddl, che ha il suo cardine nel potenziamento della differenziata, particolare attenzione viene riservata alla riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti con la previsione "di strumenti economici, eco-bilanci, sistemi di certificazione ambientale, analisi del ciclo di vita dei prodotti, azioni di informazione e di sensibilizzazione dei consumatori", di iniziative anche nella scuola, l'uso di sistemi di qualità, nonché lo sviluppo del sistema di marchio ecologico per la corretta valutazione dell'impatto di uno specifico prodotto sull'ambiente.
Per quanto concerne gli appalti, altro possibile canale di infiltrazione delle mafie nel settore, si dispone: "l'adozione di procedure di gara per gli appalti che valorizzino le capacità e le competenze tecniche in materia di prevenzione della produzione di rifiuti", e la promozione di accordi e contratti di programma o protocolli d'intesa, per prevenire e ridurre quantità e pericolosità dei rifiuti. Indicazioni apposite riguardano le responsabilità del produttore e la tracciabilità dei rifiuti speciali da parte di Enti e imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi o che operano in qualità di commercianti e intermediari di rifiuti pericolosi.
Infine, si prevedono sanzioni per il traffico illecito di rifiuti, nonché modifiche al codice penale per sanzionare i delitti contro l'ambiente.
"Riorganizzare il settore dei rifiuti con regole valide su tutto il territorio nazionale deve essere una priorità - conclude De Luca – Svincolare la gestione del ciclo integrato dei rifiuti dalla logica dell'emergenza costante e definire un percorso di normalità e legalità può segnare un punto di svolta nello sviluppo del Paese, con ricadute importanti sul piano dell'occupazione e della valorizzazione dell'ambiente e delle specificità dei nostri territori".

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