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NOTTE MAGICA AL PALADELMAURO

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Una notte magica al Paladelmauro

12/05/2008 13:55 
da Il Mattino

L'entusiasmo è incontenibile, esce fuori dal palazzetto, va oltre la partita, pervade e invade l'intera città e la sua provincia. È un giorno magico, un giorno da consegnare alla storia della Scandone. È il giorno va gustato dall'inizio alla fine. Mancano ancora due ore dall'apertura dei cancelli, eppure gruppi di tifosi impazienti fanno avanti e indietro dal centro al Paladelmauro. Già alle venti una moltitudine di automobili intasa il parcheggio di contrada Zoccolari, il palazzetto risplende di luci e rimbomba di rumori e lo stadio «Partenio», lì a pochi metri, fa impressione per il suo silenzio e la tristezza che trasmette. Sembra un passaggio di consegne dal calcio alla pallacanestro, ma si tifa per i colori biancoverdi e per il lupo e, allora, sulle tribune si ritrovano le maglie verdi indossate per l'occasione dagli Original Fans e vecchie sciarpe con il marchio dell'Unione Sportiva Avellino.
Le due curve sono gremite in largo anticipo, le tribune si riempiono lentamente, mentre dalla lontano Capo d'Orlando sbarcano un centinaio di irriducibili. Appena partono le note di «Go West», la musica di tante avventure, il palazzetto si scalda, si mostra nel suo calore: e sia i tifosi ospiti e sia la squadra siciliana si fermano, quasi sorpresi, ad ammirare lo spettacolo. Di soppiatto in tribuna compare Vicenzo Ercolino, occhio lucido e sguardo fiero: in meno di un anno, il patron è riuscito a onorare, oltre qualsiasi immaginazione, il sogno di chi ha fondato la società Scandone nel 1948. Più si avvicina il momento della palla a due, più sale la tensione. Rullano i tamburi in curva, mentre Matteo Boniciolli si siede in panchina e assiste al riscaldamento dei suoi ragazzi. Quando i giocatori scendono in campo e si sistemano sotto la Sud, salgono gli incitamenti: tanti applausi, soprattutto per Williams, Smith e Green. Sono le ventuno e una manciata di secondi, Pozzecco da una parte e Green dall'altra, i lunghi di Avellino e Capo d'Orlando si giocano il primo possesso: Ercolino si guarda intorno, alcuni tifosi scattano fotografie, i cori del pubblico si fanno assordanti. Si parte. Avvio a singhiozzo dell'Air. Ma le corde vocali dei tifosi sono immuni dall'evolversi della partita, nessun canestro dell'avversario è in grado di far tacere i 4mila del Paladelmauro. Uno striscione, messo di sbieco, invoca l'Europa. La strada è lunga e conduce a due posti paradisiaci: l'Eurolega (bastano le semifinali) e il tricolore.

CARLO TECCE

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