La chiesa di S. Gaetano Thiene
Angelo Siciliano
[Edito 03/12/2005] Nell’agosto 2000, in occasione della conferenza “I Giubilei e Montecalvo”, organizzata dal Comune, e a cui partecipavo come relatore, facevo la conoscenza di Lucia Portoghesi, anche lei relatrice, archeologa e fondatrice del museo di Altavilla Irpina, nonché esperta di tessuti antichi. Qualche giorno dopo ero in visita al museo di Altavilla, bene allestito e ricco di importanti reperti. Lei, che mi faceva da guida, mi confidava che probabilmente le sarebbe stato affidato l’incarico di aprire la cripta della chiesa di San Gaetano Thiene a Montecalvo, edificata nel 1653 dal barone Battimelli e poi lasciata in eredità alla famiglia Bozzuti, ramo materno di San Pompilio Maria Pirrotti, unico santo dell’Irpinia. Gli obiettivi sarebbero stati il recupero, lo studio e la valorizzazione dei reperti in essa contenuti, con le salme dei componenti della famiglia Bozzuti che ancora vi sono sepolte. Chiedeva la mia disponibilità a collaborare con lei in quell’impresa, per me inusuale e affascinante. Naturalmente acconsentivo. Ma quel progetto sarebbe finito a ppaglia d’uóriju, come si diceva una volta in paese, cioè in un nulla di fatto. Data dal 1962 l’abbandono di questa chiesa. Per anni ne è stato fatto scempio, attraverso un uso dissacrante e vergognoso. Si è consentito di adoperarla come stalla, dimora d’asini e capre, d’imbrattarla di sterco. E i conigli scavavano tane sotto l’altare. Di essa restano ancora in piedi i muri perimetrali. E la cripta è sempre lì, probabilmente intatta. Fino a quando non crolla il pavimento. Mi capitava di leggere recentemente che essa non rientra tra le 378 chiese, per le quali la regione Campania ha stanziato fondi per la manutenzione ordinaria e straordinaria. Trovo personalmente questa cosa assai grave, perché, trattandosi di un luogo rilevante storicamente per il paese, chi doveva muoversi, per accedere ai fondi regionali, ha omesso di farlo. [Nativo]