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Riapre il Castello Ducale Pignatelli
Alfonso Caccese
[Edito 06/08/2013] Il primo documento in cui si menziona l’esistenza del borgo fortificato risale al 1096 anno in cui numerosi armigeri furono inviati dal Castello in Terra Santa.Nel corso dei secoli il Castello è appartenuto a numerosi feudatari, si sono succeduti feudatari normanni, angioini e aragonesi che hanno modificato la struttura del Castello adattandolo alle nuove esigenze difensive dell’epoca.
Dopo il disastroso terremoto che causò enormi danni al borgo e al Castello nel 1456, il feudo venne aquistato dal duca di Monteleone Ettore Pignatelli e nel 1501 passò ad Alberico Carafa, …a loro succedettero i Gagliardi, coi quali la contea divenne ducato e il il terzo duca di Montecalvo e primo di casa Pignatelli fu Carlo, dal 16 novembre 1669, che ricevette titolo e feudo da sua madre, Isabella Gagliardi, coniugata con Giovanni Battista Pignatelli.
Nel 1611 il Castello venne definitivamente mutato in Palazzo ducale. Altri due eventi tellurici del 1930 e del 1962 hanno danneggiato la struttura del Palazzo. Recentemente restaurato, al Palazzo attualmente si accede per via Santa Maria, che porta, attraverso un arco del 1505, nel cortile antistante, dal quale si accedeva tramite una scalinata al piano nobile. Il castello era diviso internamente in due piani; le cortine si elevano per oltre dieci metri e si sviluppano per una lunghezza di venti metri. Sul lato nord-occidentale agli angoli della fortificazione si possono vedere i bastioni settencenteschi progettati per difendersi dall’assalto delle truppe nemiche. Ultimati i lavori da poco tempo la nuova struttura sarà di nuovo fruibile al pubblico. E’ prevista per Sabato 10 Agosto 2013 alle ore 19,00 l’apertura dei locali ristrutturati con molte particolarità al suo interno. L’amministrazione comunale ha predisposto le cose nel migliore dei modi. L’antico maniero diventerà un centro servizi. Sono state allestite al suo interno delle sale per eventi e mostre. Curata da Giovanni Bosco Maria Cavalletti, sarà presentata una mostra dedicata alla araldica delle famiglie feudatarie di Montecalvo, e curata e presentata da Mario Sorrentino e Francesco Cardinale, una mostra fotografica a tema “Gli ultimi abitanti del Trappeto”. E’ stata anche allestita una modernissima ed innovativa sala multimediale adatta a congressi e conferenze. Riguarderà alla nuova struttura traghettare i Montecalvesi da un passato, un po’ troppo passato, ad un futuro ancora un po’ lontano da venire. [Nativo][Crediti│Foto: Franco D'Addona] -
Carlo Pizzillo – La crisi idrica
Redazione
[Edito 29/08/2024] Siamo ancora una volta con una crisi idrica che appare senza fine. La responsabilità diretta, e’ bene dirlo subito, non può essere addossata all’amministrazione comunale, ma è evidente che non si può continuare ad assistere a questo disservizio senza fare niente. Avviare un’azione di tutte le amministrazioni comunali o ancora meglio di tutti i consigli comunali del territorio con una protesta forte e chiedendo un incontro al presidente della regione coinvolgendo la popolazione minacciando o attuando uno sciopero della bolletta. Credo che vada fatto qualcosa ricordando a noi stessi che l’Irpinia è tra i distretti territoriali più ricchi di acqua che viene venduta alla Puglia mentre noi abbiamo questa assurdo disservizio. Bisogna agire la situazione e’ divenuta intollerabile.Condivido un post dell’assessore Petracca che risale al 2023 e tra i comuni beneficiari di contributi per ammodernamento della rete idrica non mi sembra di vedere Montecalvo. Se vedo bene la cosa è molto grave ed in questo caso la responsabilità è forse di amministratori distratti. [Nativo]
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GIU’ IL SIPARIO!
Mario Corcetto
[Edito 05/05/2006] “Nun batti a li muonici ca Sant’Antonio si ni pava!” L’avevate mai sentito questo detto popolare? Spesso mio nonno mi diceva: “Non offendere la chiesa né i suoi membri perché al Cielo questo dispiace e immancabilmente la punizione divina si abbatterà su di te. Subito!”. Sembra che questa fosse l’unica interpretazione del detto e il conseguente insegnamento da trarne, senza che, per estensione, potesse anche considerarsi un monito volto alla difesa dei deboli in generale. Pare che l’origine di questo adagio sia legata a questo misterioso evento: una volta un frate del convento montecalvese di Sant’Antonio, in giro per la cerca, fu convinto da un contadino a lavorare il suo campo per una intera giornata con la promessa di una sostanziosa offerta per il convento.
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Montecalvo rende omaggio a Giovanbattista Tedesco
Una piazza porterà il suo nome
[Edito 05/09/2010] L’anno 2010 il giorno 10 del mese di agosto alle ore 12 nel Palazzo Municipale del Comune suddetto la giunta comunale presieduta dal Sindaco Carlo Pizzillo,considerato che nella zona tra vico Cioci e Via Dietro corte si è venuto a formare nel tempo un piazzale ha deliberato di intitolare il piazzale come individuato nell’allegata planimetria parte integrante e sostanziale della presente deliberazione allo stato privo di denominazione a: GIOVANBATTISTA TEDESCO,nato a Montecalvo Irpino il 13.12.1949 e deceduto il 02.10.1989. Eroico carabiniere che, nella notte tra il 2 e il 3 ottobre 1989, in un rione di Taranto, dove lavorava e viveva, fu trovato, assassinato. Era capo della vigilanza all’Italsider, dove lavoravano dodicimila persone.
Fu soppresso perché non aveva voluto sottostare alle imposizione della Sacra Corona Unita che, alle acciaierie di Taranto la faceva da padrone, come riportato nella Relazione della
Commissione Antimafia, presieduta dall’on. Gerardo Chiaramonte e stilata dal giudice Luciano Violante. [Nativo]Redazione
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Gerardo Iannone

[Edito 13/10/2004] “Ciao Alfonso [1], come stai? Scusa il ritardo ma sono stato via per alcuni tornei di calcio ed ho avuto problemi di connessione per diversi giorni. Grazie che ti sei ricordato di me perchè anche se negli ultimi anni sono tornato al paese ti ho visto poco, poi da quando i miei sono andati a vivere da mia sorella a Benevento le mie visite a Montecalvo sono state sempre più rare, poi a ottobre scorso è morto mio padre. Io dall’ottobre del 1975 vivo a Como, città bellissima, turistica e cara, ma a dimensione d’uomo, per la tranquillità e il vivere sereno. Dopo i primi anni d’insegnamento dal 1980 sono entrato nella carriera amministrativa della scuola, attualmente sono il Direttore Amministrativo di un Istituto Comprensivo ma da settembre prossimo mi trasferisco presso un importante Istituto Superiore sempre a Como. Dal 1975 al 2000 ho sempre fatto l’Allenatore in diverse squadre del comasco, dal settore giovanile fino alla Promozione, ho avuto anche la fortuna di allenare nella vicina Svizzera per due anni, di soddisfazioni ne ho avute tante vincendo alcuni campionati, ma quello che più mi gratifica è aver contribuito alla crescita di tanti ragazzi, alcuni di questi sono cresciuti nelle società in cui sono stato e giocano nei professionisti tra serie A-B-C. Dal 2001 rivesto il ruolo di Direttore Sportivo nella Società Sagnino, Società del quartiere di Como dove abito che nel 2000 ha sfiorato la promozione in Serie D, adesso curiamo tanto il settore giovanile, bambini dalla scuola materna fino ai 14 anni, più una squadra di adulti in 1^categoria. Conservo foto e articoli della mia vita vissuta a Montecalvo, se ti può essere utile qualcosa me lo fai sapere. Credo di averti detto abbastanza di me, mi informo sempre con tanta curiosità degli eventi del paese, A risentirci ti saluto con affetto… Gerry” [Nativo]

[Nella foto, appena sopra, Gerardo Iannone è il terzo in alto da sinistra.][1] Il riferimento è ad Alfonso Caccese curatore di una sezione del sito Irpino.it nei primi anni duemila
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Addio a Vincenzo Lanza
Il postino di Montecalvo
[Edito 18/09/2014] Montecalvo Irpino AV – A 92 anni si è spenta, inaspettata, la cara esistenza di Vincenzo Lanza, il postino storico di Montecalvo. Fino a poco tempo fa girava ancora per il paese con la sua mitica autovettura. La notizia ha sorpreso un po’ tutti: tutti lo ricordavano seduto sulla panchina nei pressi dei bar Pappano, a prendere il sole e a discutere lucidamente di ogni cosa: era ormai un’istituzione paesana. Tutti lo conoscevano e gli volevano bene. I funerali si sono svolti nella chiesa di San Bartolomeo. Alle figlie Angela, Doriana e Sabrina, ai generi Basile e Tonino, alle amatissime nipoti Alessandra, Sara, Marika, Viviana e Giorgia, al fratello Carlo ed ai parenti tutti i sensi della nostra partecipazione al grande dolore familiare. [Nativo]Redazione
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Assalto al Postamat di Montecalvo Irpino
[Edito 02/08/2025] Nella notte appena trascorsa, il silenzio di viale dei Pini, a Montecalvo Irpino, è stato infranto da un forte boato. Ignoti hanno fatto esplodere il Postamat dell’ufficio postale locale utilizzando un ordigno artigianale noto come “marmotta”. Questa tecnica consiste nel forzare l’apertura dello sportello ATM introducendo un esplosivo nella fessura del dispositivo. L’esplosione ha svegliato numerosi residenti, ma i malviventi sono riusciti a fuggire, lasciando la struttura gravemente danneggiata e un bottino ancora da definire. Sul posto sono accorsi i Carabinieri della Stazione di Montecalvo Irpino e il Nucleo Operativo della Compagnia di Ariano Irpino, coadiuvati dagli artificieri della 7ª sezione del Comando Provinciale di Napoli, impegnati nella bonifica e nella raccolta di elementi utili alle indagini. [Nativo]Redazione
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Alto Calore – Assemblea pubblica
Angelo Corvino
[Edito 17/08/2025] Montecalvo Irpino AV – Ieri sera in piazza Vittoria c’è stata un’assemblea pubblica spontanea di cittadini-utenti per parlare dei problemi causati dai disservizi dell’Alto Calore che oramai non è più in grado di garantire la fornitura del servizio idrico. Erano presenti circa 70 persone provenienti da Montecalvo, Zungoli, Grottaminarda, Ariano, Paternopoli e Fontanarosa. Tra gli utenti c’è un sentimento misto tra rabbia, risentimento ed esasperazione. Ormai sono anni che di notte il servizio viene sistematicamente interrotto cagionando gravi problemi a utenti ed attività economiche. Con il mese di agosto, noto per i rientri di numerosi emigranti e l’arrivo di qualche turista, la richiesta di acqua potabile aumenta e la fornitura dell’Alto Calore diminuisce.Negli ultimi giorni in alcune zone del paese, quelle più in alto, l’erogazione del servizio non è proprio ripresa, lasciando senz’acqua per giorni numerosi nuclei famigliari e diverse attività commerciali della ristorazione. In un quadro simile è chiaro che gli animi sono all’esasperazione. Nella riunione sono emerse diverse posizioni. -
La tragica scomparsa di Antonio La Vigna, imprenditore e innovatore
Francesco Cardinale
Una tragedia ha colpito profondamente la comunità di Montecalvo Irpino all’inizio di settembre 2024. Antonio La Vigna, 45 anni, perse la vita in un drammatico incidente verificatosi mentre era impegnato in alcuni lavori di manutenzione agricola su un terreno di sua proprietà, in contrada Palombaro.
Antonio era alla guida di un mezzo agricolo e stava effettuando lavori di pulizia del fondo quando, improvvisamente, un albero cadde, colpendolo violentemente alla testa. L’impatto gli avrebbe provocato un grave trauma cranico.
Ma chi era, in realtà, Antonio La Vigna?
Dotato di intuito e di una significativa visione dell’arte culinaria, riusciva, nonostante un mercato ormai saturo da tempo, a individuare spazi nei quali era ancora possibile creare, elaborare e proporre prodotti alimentari, ottenendo risultati di notevole successo.Tra le sue iniziative ricordiamo: Satollo – Lievitati Artigianali, gli imponenti servizi di catering, con la mise en place curata in ogni minimo particolare, e il Bar-Ristorante presso il centro commerciale “I Sanniti”.Ma Antonio non era soltanto questo. Si occupava anche della sua azienda agricola ed è proprio in quel contesto che, purtroppo, come abbiamo scritto poco sopra, ha perso la vita.
Un suo amico lo ricorda così: «Era sempre in attività, dormiva poco, pochissimo. E in quelle poche ore dedicate al riposo, più che addormentarsi, pensava». -
San Pompilio – L’atto di battesimo
Giovanni Bosco Maria Cavalletti
“La chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, nella cui giurisdizione ricadeva Casa Pirrotti, era stata distrutta a causa della peste del 1656 che aveva provocato anche la morte dell’ultimo parroco, Giovan Leonardo Bozzuti, antenato di Orsola.
Da allora, per ordine dell’arcivescovo Foppa, le funzioni parrocchiali di San Bartolomeo si svolgevano nella chiesa collegiata.
Ecco perché i figli del dottor Pirrotti erano stati battezzati nella chiesa di Santa Maria.
Domenico il 30 settembre del 1710, all’indomani della nascita […]”
[Bibliografia di riferimento]
[G.B.M. Cavalletti – 1726 – 2026 – San Pompilio Maria Pirrotti Trecentesimo Anniversario della “fuga”. Inedito]
[Crediti│Foto: G.B.M. Cavalletti]