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Carnevale di Montecalvo Irpino

Carnevale di Montecalvo Irpino, una vittoria notevole: un grande successo. Una celebrazione che ha unito l’intera comunità e gli abitanti di diverse città vicine.
Montecalvo Irpino, rinomato per il suo pane squisito, il pane a lievitazione naturale, i borghi storici con le suggestive cavità, la coinvolgente storia attorno a San Pompilio Maria Pirrotti, la fede e la devozione, lo spumante di Malvizza e la millenaria Fiera di Santa Caterina, è sorprendentemente arricchita da un’altra bellissima tradizione popolare sorta quasi per gioco, ossia il Carnevale.
Ieri è stata una domenica veramente emozionante per gli abitanti della città. Per gli organizzatori del carnevale parrocchiale, è stata una scommessa vinta, con 13 carri allegorici, tutti di eccellente fattura, che hanno sfilato lungo le strade del paese. L’evento, alla sua terza edizione, è organizzato dalla Parrocchia di San Pompilio Maria Pirrotti in collaborazione con la Fondazione Rosa Cristini e l’Amministrazione comunale. È una festa che unisce tutta la comunità, dai più piccoli ai nonni. “Non ci aspettavamo un successo così grande”, ha proclamato con entusiasmo il parroco Don Giancarlo Scrocco, “Questo è merito delle persone che hanno organizzato questa occasione con tutto il cuore. È stato molto commovente. Ogni cosa è stata realizzata a mano. Ognuno ha dato il proprio contributo, ha fatto sacrifici, ha mostrato dedizione ed era pieno di entusiasmo”. Concorda anche il giovane sindaco Francesco Pepe, presente alla sfilata dei carri. “Il Carnevale rappresenta una nuova avventura per noi e speriamo di poterla continuare nei prossimi anni”. Il grande motore di questo evento è Giancarlo Palladino. Il maltempo è stato superato. Il freddo non ha fermato l’arrivo di turisti provenienti da varie città vicine. Anche Ariano Irpino ha presentato un carro allegorico per evidenziare la buona sinergia e solidarietà tra i comuni. Altrettanto encomiabile è il lavoro instancabile di uomini e donne che preparano così tanti piatti gustosi. Era presente un servizio d’ordine impeccabile, la gendarmeria, la polizia municipale e i volontari del corpo forestale. Tutto è stato svolto alla perfezione, con ordine, correttezza e nel rispetto delle normative. È una bella pagina di socializzazione, felicità e riscoperta delle tradizioni locali. L’Irpinia ha ospitato innumerevoli eventi e non ha nulla da invidiare.
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Morto il Maestro Roberto De Simone

Roberto De Simone – Felice Cristino – Aniello Russo [Edito 06/04/2025] Il Maestro Roberto De Simone, una vita per la cultura popolare: il ricordo di Luigi D’Agnese
Ci ha lasciato il Maestro Roberto De Simone, il più grande custode della tradizione popolare in Campania e non solo. Ricordo le sue visite a Montemarano nei primi anni Duemila, durante il periodo estivo, in particolar modo la domenica. Per un certo periodo fu cliente abituale dell’agriturismo “Il Risveglio”, situato nel bosco, dove il Maestro amava rigenerarsi, lasciando per un po’ la “sua” Napoli. Ricordo le tante chiacchierate sulla soglia del Museo Etnomusicale. Mi chiamava l’amico Gianni Corso: “Vieni, Gino, è arrivato il Maestro!”. E io correvo sempre con piacere. Mi piaceva ascoltarlo, soprattutto quando raccontava i suoi aneddoti degli anni Settanta, quando veniva a Montemarano per il Carnevale insieme alla professoressa Annabella Rossi e agli studenti dell’Università degli Studi di Salerno. Quanti racconti! La rivalità con l’Università “La Sapienza” di Roma, la tensione che si respirava nella corsa a documentare per primi quel Carnevale e quella Tarantella unica e infinita. E proprio grazie al Maestro De Simone uscì, nel lontano 1974-75, il documentario “Carnevale a Montemarano”, il primo documento ufficiale sul nostro Carnevale, realizzato per la RAI di Napoli. E poi tante pubblicazioni, nelle quali emergevano l’affetto per Montemarano e le scoperte etnomusicologiche maturate sul territorio. Tra tutte, la bellissima opera scritta insieme alla professoressa Annabella Rossi, “Carnevale si chiamava Vincenzo”, pubblicata nel lontano 1977 e mai più ristampata, ancora oggi tra i testi di maggiore importanza culturale e sociale della Campania. Ma le opere realizzate dal Maestro sono immense. Ci lascia un patrimonio culturale straordinario e ricchissimo. Grazie, caro MAESTRO!
[Crediti│Foto: Angelo Siciliano][Correlati:Nel Sito / Sul Web] -
Iole un fiore reciso prematuramente
Alfonso Caccese
[Edito 27/07/2014] Non doveva succedere, ma la vita riserva sempre delle brutte sorprese. Era scritto nel libro del destino che una ragazza appena tredicenne venisse strappata in modo tragico e violento all’affetto dei suoi cari e della comunità cui essa apparteneva. Una ferale notizia che ha commosso e sconvolto tutto il paese: la piccola Iole Palladino, ci ha lasciato ieri (sabato 26 luglio 2014) gettando sconforto e lacrime in tutti quelli che la conoscevano. Da poco le era stato diagnosticato un brutto male che non le ha concesso nemmeno il tempo di intraprendere nessuna terapia curativa, un male scoppiato in tutta la sua potenza che ha lasciato tutti nello sconforto generale.Come si può morire a tredici anni? Non è giusto e non è dato sapere il disegno divino che Dio ha disegnato per la piccola e gioiosa Iole che aveva tutta la vita davanti e tanti sogni da vivere e realizzare. Una ragazzina sempre con il sorriso sulle labbra e su quel volto pieno di vita che ne esprimeva la giovialità e la forza di spirito. Una tragedia che ha sconvolto tutti. In questo momento non resta che stringerci senza ipocrisie tutti intorno alla famiglia che l’amava tanto. Al padre Giancarlo, fraterno amico da sempre, alla madre Maria Rosaria Pappano e alla sorella Pina, alle nonne, allo zio Enzo, va tutto il nostro affetto e la nostra stima. Crediamo in Dio che gli dia la forza di superare questo triste momento difficile da dimenticare e che resterà come un macigno nei nostri cuori.L’ultimo viaggio la piccola Iole lo farà oggi (27 luglio 2014) dall’ospedale di Napoli, il Santo Bono, dove è volata in cielo accanto agli angeli celesti, a Montecalvo Irpino nella chiesa del Convento dove sarà allestita la camera ardente per l’ultimo saluto per poi alle ore 17,00 essere tumulata nel cimitero del paese. Iole, continua ad essere così come eri e guardaci con il tuo sguardo stupendo ed innocente da bambina da lassù ed aiutaci a percorrere le nostre vite con la stessa gioiosità come tu hai vissuta la tua breve vita terrena. [Nativo]
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Visite guidate al Castello Pignatelli
Alfonso Caccese
[Edito 27/08/2013] La notizia era attesa dopo la cerimonia di riapertura ufficiale del Castello Pignatelli dello scorso 10 Agosto. Già alcuni assessori, in linea informale, lo avevano accennato: i ristrutturati locali del castello verranno messi a disposizione di tutti gli interessati per visite guidate, prenotabili attraverso un numero telefonico apposito. In realtà, si tratta solo di un primo passo per far sì che il piccolo maniero diventi un vero e proprio centro servizi, ponendo fine alla decadenza che ha caratterizzato gli ultimi anni della sua antica storia.Presto sarà individuato dall’amministrazione comunale guidata dal Dott. Carlo Pizzillo un responsabile della struttura con mansioni specifiche di manutenzione e cura. I locali che oggi è possibile visitare in seguito ad una lunga ristrutturazione sono essenzialmente quelli della vecchia struttura del Castello, ossia della fortezza che un tempo serviva alla difesa del borgo. Impossibile, purtroppo, a causa dell’incuria post terremoti, si è rivelato il recupero della parte di struttura che era utilizzata come residenza dai Duchi di Montecalvo e che rappresentava il vero e proprio Palazzo Ducale. -
Schegge di memoria: Il pane a Montecalvo Irpino
Angelo Siciliano
[Edito 05/12/2013] A Montecalvo Irpino – Av, in un ambiente domestico come questo (in foto)[1], mia madre panificò per 40 anni per farci uomini a me e a mio fratello. Il forno di cui si servì era uno dei 4 forni pubblici del paese (quello di Angilélla sciacquaglìna, poi passato a sua figlia Pippinèlla, a la vija ‘lu mont). Poi, nel 1965, costruimmo il nostro forno, annesso alla nostra nuova casa in campagna, alla costa della mènola, dopo il terremoto del 1962. Vissi per 25 anni in una casa rurale, avente un ambiente-cucina simile a questo e ne posso descrivere minuziosamente, in dialetto, angoli, oggetti e relativo uso.Oggetti da sin.: “buffètta, sèggia, fazzatóra ‘ncòpp’a la chjanca, prisu, caccavèddra, cimminìja cu spèrchju, cupiérchju d’allumìniju e vasèttu ‘ncòpp’a lu cirmàle, tréppiti e ruvàgna appés’a lu muru, dóji sèggi, stipèttu cu cistiéddri e cupiérchji, n’ati dóji sèggi ‘mpagliàti e matunèlli ‘n terra” – tavolo, sedia, madia su panca, vaso e pentola in terracotta, caminetto con specchio, coperchio di alluminio e vasetto sul ripiano, treppiede e oggetti appesi al muro, due sedie, stipetto con cestelli in vimini e canne e coperchi, altre due sedie impagliate, e mattonelle del pavimento.
Probabilmente sotto il solaio è appesa una pertica in legno coi salumi, che qui non si può vedere.
Quello della panificazione era un’attività svolta in ogni ambiente, sia in campagna che in paese, perché in passato il pane era l’alimento fondamentale in una dieta ricca di carboidrati e piuttosto povera di proteine animali, e nel mondo patriarcale competeva solo alle donne. Il maschio aveva la mansione di procurare e trasportare con l’asino le fascine per imbiancare il forno. Anche a infornare “lu ppane cu la palumméssa”, il pane con la pala di legno, era “la furnàra”, la fornaia. -
Il Feudo di Corsano
[Edito 08/06/2014] Grazie all’impegno e alla passione per la storia e la cultura del nostro paese di Franco D’Addona, fotografo in Montecalvo Irpino rivede la luce, ai più sconosciuta, l’opera di tale Gaetano Rettore che in una pubblicazione del 1915 tratta le vicende storiche ed un memoria descrittiva del “ Feudo di Corsano”, ora piccolo centro agricolo di indubbia importanza per il nostro comune. In questa pubblicazione, che potete acquistare presso lo studio fotografico di Franco D’Addona, in corso Vittorio Emanuele a Montecalvo Irpino, o tramite le pagine Facebook,troverete uno spaccato di com’era la vita e l’attività di questa contrada, fotografata con maestria dal Rettore.
Un’analisi descrittiva e minuziosa della struttura del latifondo con tutte le notizie, tabelle e notizie dell’epoca. Un buon lavoro ed una iniziativa interessante da non lasciarsi scappare da chi ama il nostro paese. Un documento da tenere nelle nostre librerie ad imperitura memoria come traccia storica del nostro passato.Un sentito grazie a Franco D’Addona che ha curato la ristampa di questa opera meritoria, per la memoria collettiva montecalvese [Nativo]Redazione
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Francesco Fioravanti entra in Consiglio comunale: il discorso di insediamento
Sedersi nuovamente in quest’aula, a distanza di ben oltre 17 anni dalla mia ultima seduta da consigliere e dal mio impegno come assessore, è un’esperienza che unisce il ricordo del percorso fatto in passato al forte entusiasmo per l’impegno che mi attende oggi. Il tempo trascorso ha cambiato molte cose: ha trasformato le sfide del nostro territorio e ha cambiato noi stessi. Non ha però intaccato in alcun modo la mia passione civile e il rispetto profondo che nutro per questa istituzione, cuore pulsante della nostra comunità. Il mio primo pensiero e il mio più sincero ringraziamento vanno all’amico e consigliere dimissionario Gianni Iorio. Desidero ringraziarlo pubblicamente per il lavoro svolto in questi anni tra questi banchi, per la dedizione, il tempo e le energie spesi al servizio dei nostri concittadini.
Ricordo con affetto il percorso amministrativo condiviso in passato, quando lui ricopriva in modo eccellente la carica di vicesindaco e io quella di assessore. Raccogliere il suo testimone è un onore e un impegno che intendo portare avanti con lo stesso rigore. Accanto a questo, voglio esprimere la mia più profonda gratitudine a tutti i sostenitori ed elettori che hanno creduto in me, permettendomi di essere qui oggi a dare voce alle loro istanze.
Un grazie immenso va anche alla mia famiglia e al mio collega di lavoro, che mi hanno sempre supportato e continuano a farlo in questa scelta di impegno per la nostra comunità. -
Luigi D’Addona
[Edito 03/10/2014] Nasce in Casalbore a provincia di Avellino da Antonio ed Ernestina Cristini il 6 maggio 1944. Consegue la laurea in materie letterarie, presso l’Università degli Studi di Salerno e successivamente in Scienze politiche presso l’Università degli Studi di Trieste con il massimo dei voti e lode. E Funzionario del MIUR per l’Area Amministrativo — giuridico – legale e contabile. (1970 — 2011). Dal 1988 è iscritto al registro del revisori legali M.E.F. ed è insignito dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica italiana. Attualmente ricopre incarichi di Componente del Collegio dei revisori dei conti in importanti università italiane ed è Consigliere nel C.d.A dell’Università degli studi di Chieti — Pescara. Ha curato numerosi volumi inerenti l’evoluzione normativa e strutturale del sistema universitario italiano. Ha svolto attività concorsuati in qualità di componente della commissione giudicante, attività ispettive, incarichi ministeriali e provveditoriali per verifiche amministrativo-contabili. [Nativo]Redazione
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Il Trappeto torna a far parlare di se
Alfonso Caccese
[Edito 28/10/214]E il Trappeto continua a far parlare di sé. Molto si è scritto e letto su questa parte del paese oramai abbandonata al suo destino, segnato alla fine degli anni sessanta quando fu dichiarata zona di abbandono e da quel tempo si assiste impotenti allo “sgarrupamento” quotidiano e ai cedimenti strutturali di quello che un tempo era un quartiere dove la gente viveva la sua quotidianità in simbiosi con animali e cose. A nulla sono valse le varie cure per ridare o perlomeno cercare di fermare questo lento ed inesorabile declino. Il Trappeto è stato oggetto di studio, ricerche e di attenzione da parte di molti, ma resta ancora lì con tutte le sue problematiche che lo affliggono. Magnificato con saggi, mostre retrospettive, oggetto di tesi di laurea, fotografato da turisti occasionali, visitato da esperti e curiosi, ma nessuna idea di recupero. Tanti sono stati i tentativi di soccorrerlo, ma tutti si sono dimostrati veri e propri palliativi. -
Volontari internazionali per il Trappeto
[Edito 03/03/2015] Montecalvo Irpino, 02 marzo 2015 – E’ stato siglato un accordo di programma tra l’Amministrazione Comunale e l’associazione IBO Italia per la realizzazione di campi di lavoro. L’IBO è una ONG di ispirazione cristiana che opera nel campo del volontariato nazionale ed internazionale, fa parte di un network le cui attività ebbero inizio nel 1953, nel nord Europa, con i primi campi di lavoro per la ricostruzione di case destinate ai profughi della Seconda Guerra Mondiale. IBO, infatti, è l’acronimo fiammingo di Internationale Bouworde, che significa “Soci Costruttori Internazionali”. I campi sono esperienze di volontariato di due, tre o quattro settimane che possono prevedere attività di costruzione, restauro, animazione ed educazione non formale, formazione alla pace e ai diritti umani, assistenza e tutela dell’ambiente. “I campi di lavoro presso il Trappeto sono stati inseriti nella programmazione del 2015 – spiega Sabina Marchetti, responsabile del settore campi di lavoro e volontariato per la IBO Italia -.Si tratta di 10 posti per altrettanti volontari che dal 19 luglio al 1 agosto di quest’anno effettueranno dei campi di lavoro a Montecalvo per ripulire il Trappeto. Dall’ultimo incontro delle consociate internazionali, tenutosi in Austria, sono già emerse 12 prenotazioni, così ripartite: 2 Austria, 5 Belgio, 3 Germania, e 2 Italia per un totale di 12. Ora i rispettivi rappresentanti nazionali dell’associazione sottoporranno ai volontari i campi in Irpinia”. L’IBO è presente in Italia dal 1957, IBO è stata costituita in associazione nel 1968 ed è riconosciuta idonea dal Ministero degli Affari Esteri ad operare nel settore della cooperazione internazionale dal 1972 (è stata la prima ONG in Italia a realizzare ufficialmente un progetto di cooperazione con il MAE). Membro del CCIVS Comitato di coordinamento per il servizio civile internazionale presso l’UNESCO, iscritta al Registro Provinciale del Volontariato di Ferrara dal 2005, è federata a Volontari nel mondo – FOCSIV dal 1972. “Siamo soddisfatti di questo primo importante traguardo per il nostro progetto – spiega Antonio Suglia, delegato per la Cultura dell’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Mirko Iorillo -. Recuperare l’abitato del Trappeto per la realizzazione di un parco antropologico urbano è una delle nostre priorità. La collaborazione con IBO Italia apre sicuramente molti scenari ed internazionalizza la questione del Trappeto”. [Nativo]
Redazione
[Crediti│Foto: Franco Zarrillo]