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Gerardo Iannone

[Edito 13/10/2004] “Ciao Alfonso [1], come stai? Scusa il ritardo ma sono stato via per alcuni tornei di calcio ed ho avuto problemi di connessione per diversi giorni. Grazie che ti sei ricordato di me perchè anche se negli ultimi anni sono tornato al paese ti ho visto poco, poi da quando i miei sono andati a vivere da mia sorella a Benevento le mie visite a Montecalvo sono state sempre più rare, poi a ottobre scorso è morto mio padre. Io dall’ottobre del 1975 vivo a Como, città bellissima, turistica e cara, ma a dimensione d’uomo, per la tranquillità e il vivere sereno. Dopo i primi anni d’insegnamento dal 1980 sono entrato nella carriera amministrativa della scuola, attualmente sono il Direttore Amministrativo di un Istituto Comprensivo ma da settembre prossimo mi trasferisco presso un importante Istituto Superiore sempre a Como. Dal 1975 al 2000 ho sempre fatto l’Allenatore in diverse squadre del comasco, dal settore giovanile fino alla Promozione, ho avuto anche la fortuna di allenare nella vicina Svizzera per due anni, di soddisfazioni ne ho avute tante vincendo alcuni campionati, ma quello che più mi gratifica è aver contribuito alla crescita di tanti ragazzi, alcuni di questi sono cresciuti nelle società in cui sono stato e giocano nei professionisti tra serie A-B-C. Dal 2001 rivesto il ruolo di Direttore Sportivo nella Società Sagnino, Società del quartiere di Como dove abito che nel 2000 ha sfiorato la promozione in Serie D, adesso curiamo tanto il settore giovanile, bambini dalla scuola materna fino ai 14 anni, più una squadra di adulti in 1^categoria. Conservo foto e articoli della mia vita vissuta a Montecalvo, se ti può essere utile qualcosa me lo fai sapere. Credo di averti detto abbastanza di me, mi informo sempre con tanta curiosità degli eventi del paese, A risentirci ti saluto con affetto… Gerry” [Nativo]

[Nella foto, appena sopra, Gerardo Iannone è il terzo in alto da sinistra.][1] Il riferimento è ad Alfonso Caccese curatore di una sezione del sito Irpino.it nei primi anni duemila
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Addio a Vincenzo Lanza
Il postino di Montecalvo
[Edito 18/09/2014] Montecalvo Irpino AV – A 92 anni si è spenta, inaspettata, la cara esistenza di Vincenzo Lanza, il postino storico di Montecalvo. Fino a poco tempo fa girava ancora per il paese con la sua mitica autovettura. La notizia ha sorpreso un po’ tutti: tutti lo ricordavano seduto sulla panchina nei pressi dei bar Pappano, a prendere il sole e a discutere lucidamente di ogni cosa: era ormai un’istituzione paesana. Tutti lo conoscevano e gli volevano bene. I funerali si sono svolti nella chiesa di San Bartolomeo. Alle figlie Angela, Doriana e Sabrina, ai generi Basile e Tonino, alle amatissime nipoti Alessandra, Sara, Marika, Viviana e Giorgia, al fratello Carlo ed ai parenti tutti i sensi della nostra partecipazione al grande dolore familiare. [Nativo]Redazione
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Assalto al Postamat di Montecalvo Irpino
[Edito 02/08/2025] Nella notte appena trascorsa, il silenzio di viale dei Pini, a Montecalvo Irpino, è stato infranto da un forte boato. Ignoti hanno fatto esplodere il Postamat dell’ufficio postale locale utilizzando un ordigno artigianale noto come “marmotta”. Questa tecnica consiste nel forzare l’apertura dello sportello ATM introducendo un esplosivo nella fessura del dispositivo. L’esplosione ha svegliato numerosi residenti, ma i malviventi sono riusciti a fuggire, lasciando la struttura gravemente danneggiata e un bottino ancora da definire. Sul posto sono accorsi i Carabinieri della Stazione di Montecalvo Irpino e il Nucleo Operativo della Compagnia di Ariano Irpino, coadiuvati dagli artificieri della 7ª sezione del Comando Provinciale di Napoli, impegnati nella bonifica e nella raccolta di elementi utili alle indagini. [Nativo]Redazione
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Alto Calore – Assemblea pubblica
Angelo Corvino
[Edito 17/08/2025] Montecalvo Irpino AV – Ieri sera in piazza Vittoria c’è stata un’assemblea pubblica spontanea di cittadini-utenti per parlare dei problemi causati dai disservizi dell’Alto Calore che oramai non è più in grado di garantire la fornitura del servizio idrico. Erano presenti circa 70 persone provenienti da Montecalvo, Zungoli, Grottaminarda, Ariano, Paternopoli e Fontanarosa. Tra gli utenti c’è un sentimento misto tra rabbia, risentimento ed esasperazione. Ormai sono anni che di notte il servizio viene sistematicamente interrotto cagionando gravi problemi a utenti ed attività economiche. Con il mese di agosto, noto per i rientri di numerosi emigranti e l’arrivo di qualche turista, la richiesta di acqua potabile aumenta e la fornitura dell’Alto Calore diminuisce.Negli ultimi giorni in alcune zone del paese, quelle più in alto, l’erogazione del servizio non è proprio ripresa, lasciando senz’acqua per giorni numerosi nuclei famigliari e diverse attività commerciali della ristorazione. In un quadro simile è chiaro che gli animi sono all’esasperazione. Nella riunione sono emerse diverse posizioni. -
La tragica scomparsa di Antonio La Vigna, imprenditore e innovatore
Francesco Cardinale
Una tragedia ha colpito profondamente la comunità di Montecalvo Irpino all’inizio di settembre 2024. Antonio La Vigna, 45 anni, perse la vita in un drammatico incidente verificatosi mentre era impegnato in alcuni lavori di manutenzione agricola su un terreno di sua proprietà, in contrada Palombaro.
Antonio era alla guida di un mezzo agricolo e stava effettuando lavori di pulizia del fondo quando, improvvisamente, un albero cadde, colpendolo violentemente alla testa. L’impatto gli avrebbe provocato un grave trauma cranico.
Ma chi era, in realtà, Antonio La Vigna?
Dotato di intuito e di una significativa visione dell’arte culinaria, riusciva, nonostante un mercato ormai saturo da tempo, a individuare spazi nei quali era ancora possibile creare, elaborare e proporre prodotti alimentari, ottenendo risultati di notevole successo.Tra le sue iniziative ricordiamo: Satollo – Lievitati Artigianali, gli imponenti servizi di catering, con la mise en place curata in ogni minimo particolare, e il Bar-Ristorante presso il centro commerciale “I Sanniti”.Ma Antonio non era soltanto questo. Si occupava anche della sua azienda agricola ed è proprio in quel contesto che, purtroppo, come abbiamo scritto poco sopra, ha perso la vita.
Un suo amico lo ricorda così: «Era sempre in attività, dormiva poco, pochissimo. E in quelle poche ore dedicate al riposo, più che addormentarsi, pensava». -
San Pompilio – L’atto di battesimo
Giovanni Bosco Maria Cavalletti
“La chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, nella cui giurisdizione ricadeva Casa Pirrotti, era stata distrutta a causa della peste del 1656 che aveva provocato anche la morte dell’ultimo parroco, Giovan Leonardo Bozzuti, antenato di Orsola.
Da allora, per ordine dell’arcivescovo Foppa, le funzioni parrocchiali di San Bartolomeo si svolgevano nella chiesa collegiata.
Ecco perché i figli del dottor Pirrotti erano stati battezzati nella chiesa di Santa Maria.
Domenico il 30 settembre del 1710, all’indomani della nascita […]”
[Bibliografia di riferimento]
[G.B.M. Cavalletti – 1726 – 2026 – San Pompilio Maria Pirrotti Trecentesimo Anniversario della “fuga”. Inedito]
[Crediti│Foto: G.B.M. Cavalletti] -
Roberto Patrevita
Mario Aucelli
Nato a Casalbore il 22 settembre 1951. Sposato a Montecalvo con il medico, dottoressa Maria Luisa Castiello. Vive a Montecalvo. Già funzionario direttivo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali nella Sovrintendenza per i beni Archeologici delle province di Salerno, Avellino, Benevento, con sede in Ariano Irpino – Museo Archeologico a Palazzo Anzani. Dopo il diploma di Maturità d’Arte Applicata dell’Istituto d’Arte, sezione di ceramica di Salerno, ha conseguito, presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli, il Diploma in Scenografia – Laurea in Alta Formazione e Specializzazione Artistica e Musicale. Ha l’abilitazione all’insegnamento. Presidente dell’Archeoclub d’Italia, sede di Casalbore. Componente del Gruppo di Ricerca Archeologica convenzionato con la Società Cooperativa Cultura e Ambiente di Salerno. Fa parte del Programma di ricerca universitaria dell’Istituto Orientale di Napoli – Dipartimento di Studi del Mondo Classico e del Mediterrane Antico – Programma di ricerca sugli insediamenti antichi nelle Valli Caudina, Telesina e del Medio Sabato. Vincitore di concorso in Restauro per le opere manufatti ceramici e vitrei. Assegnato alla Sovrintendenza Napoli e poi a quella di Salerno. Coordinatore dell’Ufficio Teatro Romano di Benevento e dell’Alta Irpinia. Responsabile dell’Ufficio Archeologico della sede di Ariano Irpino e del comprensorio delle Valli dell’Ufita del Miscano. Componente del Gruppo Studio sulle Tracce di Traiano – Progetto di recupero e valorizzazion della via Traiana, promosso dal Comune di Benevento – Palazzo Mosti. Ha partecipato, presso l’Istituto Centrale per il Restauro di Roma, al Corso in Conservazione e restauro dei dipinti murali e degli stucchi. Fa parte del Gruppo di Studio Cultura e Ambiente – La Valle del Miscano. È stato designato Consulente del Servizio Prevenzione e Protezione nel Progetto Centro regionale Multimediale per la valorizzazione delle risorse territoriali. Ha eseguito restauri, ricognizioni topografiche, rilievi grafici e fotografici, scavi e recuperi, ha redatto relazioni, allestito mostre, schede di catalogo, pubblicazioni e proposte di vincolo, lavorando singolarmente e in gruppo. Autore di decine di pubblicazioni e articoli.[Bibliografia di riferimento]
[Mario Aucelli – La memoria restituita – La mente. Irpinia Libri, Av, 2026]
[Crediti│Foto: Franco D'Addona] -
Chi era Gustavo Console
Mario Aucelli
Chi era Gustavo Console?
Si è sempre sostenuto che l’avvocato Gustavo Console fosse di origini montecalvesi. All’’anagrafe del comune irpino non esiste documentazione in merito. I genitori erano certamente nati e residenti da noi.
Negli atti dell’anagrafe risulta nato a Montecalvo Irpino nel 1872 Antonio Nicola Maria Console (fratello di Gustavo), figlio di Gregorio e di Raffaela La Vigna. Gregorio era cancelliere presso la Pretura mandamentale di Montecalvo (da cui dipendevano anche Casalbore e Montemalo, denominato, poi, con Decreto n.936 di Vittorio Emanuele II Re d’Italia nel 1862, S. Arcangelo Trimonte; con lo stesso decreto fu concesso agli amministratori locali di aggiungere a Montecalvo l’attributo di Irpino).
Gustavo Console nacque il 14 marzo 1888 (sedici anni dopo il primogenito Antonio Nicola Maria; il papà al momento della nascita di anni ne aveva 46) e morì, trucidato a casa sua dagli squadristi (comandati da Tullio Tamburini che fu, poi, Prefetto di Avellino dal 1° agosto 1936 al 20 agosto 1939), la notte del 3 ottobre 1925.
Antonio morì a Montecalvo il 9 dicembre 1942.
Al momento della nascita del primogenito Antonio Nicola Maria, papà Gregorio aveva 30 anni (così risulta dall’atto integrale di Nascita conservato presso l’archivio del comune di Montecalvo).
Torniamo a Gustavo Console. Era avvocato civilista. Dalla terra natia si era trasferito a Firenze per esercitare la professione forense. Era affermato nel mondo politico toscano. Socialista, fu corrispondente dell’Avanti! nel capoluogo toscano, quando direttore responsabile del quotidiano socialista era Benito Mussolini, di cui era amico (fino al momento del cambio di casacca del futuro Duce). Massone e parlamentare provinciale. Si era laureato in giurisprudenza a Camerino.
Dov’era nato Gustavo Console? -
Il manoscritto di P. Fr. Samuele Isabelli

Jacopo Manna – Carlo Cavotta [Edito 18/11/2025] Sabato 15 novembre un pubblico numeroso ha gremito gli spazi restaurati dell’ex Ospedale di Santa Caterina per la presentazione de Il manoscritto di P. Fr. Samuele Isabelli. L’iniziativa, concepita per valorizzare la memoria storica della comunità, ha offerto un momento di forte partecipazione e riflessione sulle radici culturali di Montecalvo.
Il volume, curato dal dott. Jacopo Manna, nasce da un testo a lungo custodito dal prof. Mario Aucelli, giornalista e ricercatore locale. Si tratta di un documento prezioso che restituisce un quadro dettagliato della vita religiosa, civile e amministrativa del paese nel XVIII secolo. Accanto al curatore è intervenuto il dott. Carlo Cavotta, che ha seguito l’intero percorso editoriale.
La serata ha visto la presenza di due figure molto legate alla storia religiosa del territorio: don Teodoro, storico parroco di Montecalvo, oggi a Benevento, e padre Martino Gaudioso, studioso di San Pompilio Maria Pirrotti. Entrambi hanno evidenziato il valore del manoscritto come strumento per comprendere l’intreccio tra tradizione spirituale e identità comunitaria in un periodo cruciale per la crescita del paese.
Nel suo intervento, Manna ha illustrato i passaggi più significativi dell’opera e il suo valore documentario: dagli assetti parrocchiali alle confraternite, dalle dinamiche economiche ai rapporti tra potere civile e religioso, fino agli usi, ai costumi e alle festività oggi in parte scomparsi. Il curatore ha inoltre spiegato le scelte filologiche adottate per la pubblicazione, volte a restituire la complessità del manoscritto, ricco di varianti, correzioni e stratificazioni di stesura che riflettono la mentalità e i metodi di lavoro dell’autore.
Una parte dell’incontro è stata dedicata alla figura di fra’ Samuele Isabelli, al secolo Giuseppe, nato a Montecalvo nel 1744. Manna ha ripercorso la sua biografia, dalle origini familiari agli studi a Napoli e Roma, fino alla sua attività nell’Ordine dei Minori Osservanti. Il contrasto tra il tono solenne con cui Isabelli descrive la propria carriera e la modestia del suo effettivo percorso ha costituito uno degli spunti più interessanti della presentazione.
L’incontro si è concluso con un vivace dibattito con il pubblico, fortemente coinvolto nelle tematiche della tutela e valorizzazione del patrimonio archivistico locale. Molti partecipanti hanno sottolineato l’esigenza di continuare a recuperare e rendere accessibili documenti storici dispersi o poco conosciuti.
Il manoscritto di P. Fr. Samuele Isabelli si conferma dunque non solo un’opera di rilievo accademico, ma anche un invito alla comunità a riscoprire la propria storia e riconoscersi nelle radici civili e spirituali che hanno contribuito a plasmare l’identità di Montecalvo Irpino. [Nativo]
Redazione
[Crediti│Foto: Franco D'Addona][Correlati:Nel Sito / Sul Web] -
Lutto nella diocesi: morto monsignor Pompilio Cristino
Commozione e dolore per la scomparsa dello storico parroco di Rione Ferrovia
[Edito 08/09/2025] Benevento – Don Pompilio Cristino trovato morto in sacrestia, l’arcidiocesi di Benevento perde un pezzo della sua storia. Profonda commozione a Benevento, in particolare nel rione Ferrovia, per l’improvvisa scomparsa di Don Pompilio Cristino, storico parroco della Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli. Il sacerdote è stato trovato senza vita nella sacrestia della parrocchia. A causare il decesso, con ogni probabilità, un malore improvviso. La salma è stata trasferita nella vicina sala mortuaria dell’Ospedale Fatebenefratelli, dove in molti stanno rendendo omaggio.Nato a Montecalvo Irpino (AV) il 25 luglio 1953, Don Pompilio aveva dedicato l’intera vita al servizio della Chiesa e della comunità. Aveva intrapreso il cammino religioso fin da giovane, frequentando gli studi presso il Seminario Arcivescovile e successivamente il Seminario Regionale “Pio XI” di Benevento. Fu ordinato sacerdote il 27 agosto 1977 da S.E. Mons. Raffaele Calabria, Arcivescovo di Benevento, proprio nella sua parrocchia d’origine, quella di San Bartolomeo Apostolo a Montecalvo Irpino. Dal 1977 al 1994 ha ricoperto il ruolo di educatore presso il Seminario Arcivescovile di Benevento, contribuendo alla formazione spirituale e umana di numerosi giovani seminaristi. Successivamente, divenne parroco della Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, punto di riferimento per il quartiere Ferrovia, dove ha saputo farsi amare per la sua disponibilità, il suo ascolto e la sua profonda umanità. Il 12 ottobre 2000 fu nominato Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Benevento, un incarico di grande responsabilità che ha ricoperto con dedizione e spirito di servizio. La sua morte lascia un vuoto enorme non solo tra i fedeli della sua parrocchia, ma in tutta la città, dove Don Pompilio era conosciuto e stimato per la sua profonda fede e il suo instancabile impegno pastorale. Le esequie saranno celebrate nei prossimi giorni. La comunità si stringe nel dolore, ricordando un uomo che ha fatto della propria vita un esempio di amore, fede e dedizione al prossimo. [Nativo]Suni Ferretta