Cinema

  • Cinema,  San Pompilio,  Spettacoli

    La vita di San Pompilio è ora un film: Amerò sempre

    Alfonso Caccese

    [Edito 18/06/2013] Da un idea che sembrava irrealizzabile a pochi giorni dalla realizzazione finale del progetto, quasi un anno dalla scrittura alla sua messa in opera. Questi i tempi richiesti per la concretizzazione dell’idea fantastica del parroco di Montecalvo Irpino, Don Teodoro Rapuano, un film sulla vita di San Pompilio M.Pirrotti.Una idea senz’altro meritoria ma che già era stata studiata e progettata nel 2008 per iniziativa dell’allora assessore Nicola Serafino, coadiuvato dal Dottor Antonio Stiscia, trovarono il regista e lo sceneggiatore,contattarono le persone giuste, cercarono il coinvolgimento di personaggi di spicco dello spettacolo,predisposero un progetto,di cui il materiale è agli atti del Comune,ebbene, tutti quelli che avrebbero dovuto dire di sì,ammutolirono. Le autorità civili e religiose nicchiarono! Seguì il nulla fino ad oggi e questa è storia recente. Il film prende spunto da una espressione che il Santo Montecalvese usava spesso nelle sue omelie in tutto il suo peregrinare nei vari luoghi delle sue missioni “Amerò sempre” e ripercorre le tappe e i luoghi , dalla sua formazione spirituale alla tremenda prova delle sue missioni non sempre facili come ad esempio la sua espulsione e l’esilio dal Regno Borbonico per le sue idee troppo avanguardiste per il tempo, Padre Pompilio, sensibile e discreto, non seppe, né volle, adattarsi alle orridezze di quella boscaglia napoletana, intrisa di formalismo bigotto, con sprazzi illuministici. Dalla fuga verso Benevento e l’abbandono della sua vita agiata e vissuta con i suoi coetanei a scorazzare per le vie e i vicoli della sua cara Montecalvo. Uomo del popolo e per il popolo sempre vicino agli ultimi e ai bisognosi ai quali ha dedicato la sua intera esistenza. Uomo di fede devotissimo alla sua “Mamma Bella dell’Abbondanza” a rappresentare la sua fervente devozione al culto mariano. Uomo di carità pronto sempre a donare se stesso e quel poco che aveva in una condivisione spirituale ed ecumenica con la sua comunità .

  • Cinema,  Cultura

    Dibattito sul film di Mel Gibson “La passione di Cristo”

    [Edito 12/05/2004] Montecalvo Irpino AV – Il grande successo dell’ultimo  film del regista americano Mel Gibson, ha favorevolmente impressionato e contagiato  l’ambiente della nostra comunità parrocchiale, tanto da impegnare il nostro parroco, il vulcanico Don Teodoro Rapuano, nell’organizzazione di un dibattito – conferenza, dove si tenterà di dare risposta alle tante domande che sono sorte spontanee nelle coscienze dei montecalvesi che hanno già visto il film e di quelli che lo vedranno nei prossimi giorni. Interrogarsi e ottenere risposte sulle problematiche che il film di Gibson  esprime, particolarmente nella “rappresentazione del dolore” delle ultime dodici ore della vita di Gesù Cristo, espressa con particolare tensione, dimostra senz’altro la volontà di compiere un salto di qualità del nostro modo di essere “cristiani”. Ed è partendo da queste considerazioni che l’incontro dibattito del 12 maggio presso il cinema Pappano si preannuncia come una seria oppurtunità da cogliere per  confrontarsi su tematiche fondamentali, come quelle della religiosità, della sofferenza, dell’amore e della tolleranza, oggi alla base della costruzione di un nuovo sistema di vita che più che mai deve essere globale ed incidere sulle coscienze di ogni essere umano. Ringraziamo Don Teodoro, per il tempismo con il quale, ancora una volta è riuscito a percepire  e ad essere pronto a rispondere alle esigenze spirituali di tutta la comunità parrocchiale montecalvese. [Nativo]

    Alfonso Caccese

  • Cinema,  Cronaca,  Spettacoli

    Montecalvo, il cinema chiude e il paese si mobilita per salvarlo

    [Edito 23/09/2004] Montecalvo Irpino AV – Si accende il dibattito sul futuro della sala cinematografica. All’indomani della notizia che i proprietari sarebbero intenzionati a chiudere la struttura il prossimo gennaio si moltiplicano le proposte di possibili soluzioni per salvare l’importante istituzione culturale. C’è chi propone degli sgravi fiscali da parte del Comune, ma i problemi non sarebbero solo di ordine economico ma anche di tipo gestionale.
    La famiglia Pappano, che da decenni gestisce il cinema in paese, sarebbe impossibilitata a continuare questo tipo di attività. Su questo già c’è stata la proposta di creare una cooperativa di giovani per la gestione con il prezioso supporto della famiglia che fino ad oggi ha gestito la struttura. Ma sul forum di www.alternativapermontecalvo.it è arrivata anche la proposta di un cittadino che, cercando di passare dalle parole ai fatti, propone la creazione di un’associazione, o qualcosa del genere, per la promozione del cinema, Da sottolineare che gli impianti della sala si prestano anche ad utilizzi complementari della sala che potrebbe essere adatta anche ad un laboratorio teatrale o come centro convegni. Considerato che a Montecalvo una struttura per le riunioni pubbliche manca, ed è assolutamente necessaria, si potrebbe anche pensare ad una convenzione con il Comune per la prestazione del servizio. Ma la proposta va anche oltre. Per quanto riguarda la gestione si parla dell’immediata sottoscrizione di una sorta di abbonamento fissato a 50 Euro. Si cercano cento persone disposte a sottoscriverlo. Si pensa ad una struttura no-profit che metta in opera una gestione che assicuri la remunerazione dei proprietari (per la gestione e l’affitto) e la copertura delle spese.
    Si potrebbe anche pensare ad iniziative che invoglino i giovani a frequentare la sala con cineforum invernali, insomma farla diventare un vero e proprio centro culturale e punto d’incontro oltre che un semplice luogo per vedere film, in modo da dare quel valore aggiunto che lo differenzi dai DVD visti a casa che sono la maggiore insidia per i cinema. Insomma si sta creando un movimento di opinione che punta al salvataggio di una struttura che rappresenta uno dei pochi vanti per il paese e che oggi rischia di scomparire, sprofondando la comunità ancora di più in un baratro sociale. [Nativo]

    Redazione