Cronaca
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Lutto nella diocesi: morto monsignor Pompilio Cristino
Commozione e dolore per la scomparsa dello storico parroco di Rione Ferrovia
[Edito 08/09/2025] Benevento – Don Pompilio Cristino trovato morto in sacrestia, l’arcidiocesi di Benevento perde un pezzo della sua storia. Profonda commozione a Benevento, in particolare nel rione Ferrovia, per l’improvvisa scomparsa di Don Pompilio Cristino, storico parroco della Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli. Il sacerdote è stato trovato senza vita nella sacrestia della parrocchia. A causare il decesso, con ogni probabilità, un malore improvviso. La salma è stata trasferita nella vicina sala mortuaria dell’Ospedale Fatebenefratelli, dove in molti stanno rendendo omaggio.Nato a Montecalvo Irpino (AV) il 25 luglio 1953, Don Pompilio aveva dedicato l’intera vita al servizio della Chiesa e della comunità. Aveva intrapreso il cammino religioso fin da giovane, frequentando gli studi presso il Seminario Arcivescovile e successivamente il Seminario Regionale “Pio XI” di Benevento. Fu ordinato sacerdote il 27 agosto 1977 da S.E. Mons. Raffaele Calabria, Arcivescovo di Benevento, proprio nella sua parrocchia d’origine, quella di San Bartolomeo Apostolo a Montecalvo Irpino. Dal 1977 al 1994 ha ricoperto il ruolo di educatore presso il Seminario Arcivescovile di Benevento, contribuendo alla formazione spirituale e umana di numerosi giovani seminaristi. Successivamente, divenne parroco della Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, punto di riferimento per il quartiere Ferrovia, dove ha saputo farsi amare per la sua disponibilità, il suo ascolto e la sua profonda umanità. Il 12 ottobre 2000 fu nominato Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Benevento, un incarico di grande responsabilità che ha ricoperto con dedizione e spirito di servizio. La sua morte lascia un vuoto enorme non solo tra i fedeli della sua parrocchia, ma in tutta la città, dove Don Pompilio era conosciuto e stimato per la sua profonda fede e il suo instancabile impegno pastorale. Le esequie saranno celebrate nei prossimi giorni. La comunità si stringe nel dolore, ricordando un uomo che ha fatto della propria vita un esempio di amore, fede e dedizione al prossimo. [Nativo]Suni Ferretta
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Il dottor Carlo Pizzillo va in pensione
Una vita tra medicina e politica
Dal primo febbraio di quest’anno, il dottor Carlo Pizzillo è in pensione: ciò rappresenta un momento di grande rilievo per la comunità di Montecalvo Irpino e per l’intera Irpinia. Dopo oltre quarant’anni di attività professionale, il medico montecalvese conclude una lunga carriera vissuta con dedizione, competenza e spirito di servizio verso i cittadini, lasciando un segno profondo sia in ambito sanitario sia nella vita pubblica del paese.Nato a Montecalvo Irpino l’8 gennaio 1958, il dottor Pizzillo si è laureato in Medicina e Chirurgia il 16 marzo 1983 con il punteggio di 108/110, conseguendo nello stesso anno l’abilitazione alla professione medica e l’iscrizione all’Ordine dei Medici della Provincia di Avellino. Nel 1987 ha ottenuto la specializzazione in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare presso il II Policlinico dell’Università di Napoli con il massimo dei voti.
La sua attività come medico di medicina generale ha avuto inizio nel 1984, ha operato stabilmente nell’ambito territoriale di Montecalvo Irpino, diventando un punto di riferimento umano e sanitario per intere generazioni di famiglie. Parallelamente ha approfondito la formazione cardiologica e ultrasonografica frequentando numerosi corsi specialistici in ecocardiografia, ecocolordoppler vascolare ed ecografia clinica, collaborando anche con importanti strutture ospedaliere italiane.
Nel corso della carriera ha ricoperto prestigiosi incarichi all’interno della medicina territoriale: presidente della cooperativa COOP.I.MED, membro del Consiglio Provinciale FIMMG, fiduciario FIMMG del Distretto di Ariano Irpino, vice-presidente provinciale SIMG Avellino e consigliere dell’Ordine dei Medici della Provincia di Avellino. Ha inoltre coordinato importanti progetti di ricerca sul rischio cardiovascolare, sull’asma e sulla medicina generale, collaborando con università e istituti scientifici nazionali.
Accanto all’attività medica, Carlo Pizzillo ha svolto anche un importante ruolo politico e amministrativo per la sua comunità. È stato infatti sindaco di Montecalvo Irpino, esperienza durante la quale ha cercato di mettere al servizio del paese la stessa disponibilità e attenzione che aveva sempre dimostrato nella professione medica. Il suo impegno nelle istituzioni locali è stato caratterizzato dalla vicinanza ai cittadini e dalla volontà di contribuire concretamente alla crescita del territorio e al miglioramento dei servizi.
Durante il suo mandato fu dichiarato un discusso dissesto finanziario che comportò il collocamento in disponibilità di ben 14 dipendenti comunali, ma che consentì anche di azzerare il forte indebitamento dell’ente amministrato.Significativo anche il suo impegno nella formazione professionale. Per anni ha svolto attività di tutor per i corsi di formazione dei medici di medicina generale e ha partecipato come relatore e formatore a numerosi congressi e incontri scientifici su ipertensione arteriosa, insufficienza cardiaca, appropriatezza prescrittiva e gestione informatizzata dello studio medico.
Negli ultimi anni si è dedicato anche alla prevenzione sanitaria e alla lotta contro il tabagismo, assumendo dal 2013 il ruolo di responsabile del Centro Antifumo del Distretto Sanitario n.1 dell’ASL di Avellino.
Francesco Cadinale
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La nuova Caserma dei Carabinieri
Generoso Maraia
[Edito 10/04/2006] Grande festa per l’inaugurazione della nuova caserma dei carabinieri di MONTECALVO Irpino e Casalbore. All’inaugurazione erano presenti le più alte cariche dell’Arma dei Carabinieri della regione e le autorità civili e religiose locali, tra cui il vescovo di Ariano monsignor D’Alise e ed il presidente della Provincia Alberta De Simone. C’era l’intera cittadinanza e l’amministrazione comunale di Montecalvo, capeggiata dal sindaco Giancarlo Di Rubbo, e una buona rappresentanza del comune di Casalbore, guidata dal vice sindaco Raffaele Fabiano. Assistere all’inaugurazione di una nuova caserma con tanto di banda musicale dell’Arma ed un elicottero non è cosa che capita tutti i giorni. Una struttura moderna che permetterà agli uomini al comando del maresciallo Vincenzo Vernucci una migliore azione investigativa sul territorio. “Abbiamo voluto dare questa struttura all’Arma dei carabinieri – ha sottolineato il sindaco Giancarlo Di Rubbo – in risposta a qualsiasi forma di illegalità”. Ringraziamenti al sindaco di MONTECALVO sono stati espressi dal comandante regionale dei carabinieri, il generale Gallitelli, che ha aggiunto di “essere particolarmente felice per la presenza degli alunni delle scuole elementari, segno di un’affezione che queste nuove generazioni hanno nei confronti dei carabinieri sempre pronti a difendere l’Italia”. Dopo i ringraziamenti del colonnello Gallitelli e del comandante provinciale, il colonnello Di Blasio, è iniziata la cerimonia. Con la banda musicale dell’Arma che ha fatto da piacevole sottofondo, il sindaco Di Rubbo, dopo la benedizione del vescovo D’Alise, ha consegnato la bandiera al maresciallo Vernucci che, accompagnato da un picchetto d’onore, ha provveduto ad innalzare, per la prima volta, la bandiera davanti allo stabile di via Dei Mille. Dopo l’alzabandiera il vescovo ha benedetto la nuova struttura ed il prefetto di Avellino, Costantino Ippolito, ha tagliato il nastro. [Nativo] -
Addio ad Antonietta Leone
Voce e memoria di canti e cunti ai tempi della mietitura
Nicola Serafino
[Edito 04/04/2026] Oggi, per gli appassionati di cultura orale, il risveglio è colmo di tristezza. La notizia del tuo passaggio alla vita eterna, cara Antonietta, riporta alla luce ricordi preziosi: i tuoi canti, le tue filastrocche, le serenate e i cunti.
Rimane indelebile il tuo esempio di forza e di amore per la vita, dono prezioso che hai saputo trasmettere a tutti noi. Eppure, la tua assenza da questa quotidianità lascia un vuoto profondo, difficile da colmare. Immagino che lassù, tra cieli colmi di luce, i tuoi tanti amici ti accolgano cantando con te la serenata montecalvese, in una festa che celebra la tua anima e la popolarità che hai meritato in vita.
Buon viaggio. Grazie per tutto ciò che ci hai donato e per l’eredità preziosa che hai lasciato alla cultura popolare di Montecalvo Irpino.
Un pezzo di storia che vola via, ma che resterà per sempre nei nostri cuori.
Spectrum audio visualization for WordpressLa serenata montecalvese -
Alfonso Caccese
Studioso di Antropologia Sociale e Ricercatore Storico
Redazione
[Edito 08/03/2026] Alfonso Caccese è una figura centrale nella salvaguardia della memoria storica e antropologica dell’Irpinia, con un focus specialistico sul territorio di Montecalvo Irpino. Formatosi al Liceo Ginnasio “P.P. Parzanese” di Ariano Irpino, ha proseguito gli studi presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia della Seconda Università di Napoli, prima di dedicarsi interamente alla ricerca territoriale e alla divulgazione digitale.Pioniere della Memoria Digitale
Dalla fine degli anni ’90, a seguito di una profonda svolta professionale, Caccese ha intuito il potenziale delle nuove tecnologie come strumento di conservazione culturale. Tra le sue operazioni di maggior rilievo spicca la digitalizzazione dell’imponente archivio del Prof. Mario Aucelli, storico corrispondente de Il Mattino. Da questo lavoro è nata la collana “Memoria Restituita” (distribuita da Irpinialibri), opera che ha ottenuto una significativa eco a livello nazionale per la sua capacità di restituire dignità e accessibilità ai documenti del passato.
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Pompilio Cavotta Cavaliere dell’Ordine
al Merito della Repubblica Italiana

Pompilio Cavotta [Edito 26/04/2026] Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito a Pompilio Cavotta l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per la sua lunga attività filantropica e il costante impegno umano e sociale dedicato all’assistenza di persone fragili.
La nomina rappresenta il riconoscimento ufficiale di una storia di solidarietà e dedizione che dura da oltre quarant’anni. Negli anni Settanta, infatti, Pompilio Cavotta incontrò Leonarda e il piccolo Venturino, un bambino ospitato in un istituto di Cava de’ Tirreni. Colpito dalla sua condizione di solitudine e fragilità, decise di occuparsi personalmente del suo futuro, diventandone tutore legale.

Venturino Dopo la scomparsa di Leonarda, avvenuta nel 1992, Cavotta accolse definitivamente Venturino nella propria casa, trasformando un gesto di assistenza in un autentico legame familiare. Nel corso degli anni, Venturino è cresciuto accanto alla famiglia Cavotta, diventandone parte integrante.
Oggi, che le condizioni di Venturino sono più cagionevoli che mai, l’impegno di Pompilio Cavotta si è ulteriormente intensificato. L’assistenza quotidiana, prestata con continuità e totale dedizione, rappresenta una concreta testimonianza di altruismo e umanità.
L’onorificenza attribuita dal Quirinale premia non solo un’attività benefica, ma soprattutto un esempio raro di solidarietà vissuta come scelta di vita, capace di cambiare il destino di una persona e di restituirle dignità, affetto e appartenenza familiare.
[Nativo]
Alfonso Caccese
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Giovanni Pedersoli, sopravvissuto ad Auschwitz
Mario Aucelli
[24/06/2012] In occasione della Giornata della Memoria (istituita con L. 211 del 20/07/2000) i giovani dell’Associazione Libera Mente di Montecalvo Irpino, con il presidente Antonio Siciliano e il segretario dott. Francesco Pepe, nei locali del cinema Pappano, hanno ricordato l’Olocausto in un incontro con specialisti che hanno trattato, da varie angolazioni, il “Ricordo”. Il giovane biblista don Leonardo Lepore ha rivisto la Shoah dal lato religioso. Il Prof. Giuseppe D’Angelo, dell’Università di Salerno, ha trattato, storicamente, lo sterminio scientifico avvenuto nei campi polacchi. Ha moderato il dibattito il giornalista Vincenzo Grasso. Un giovane dell’Associazione, Angelo Michele Luisi, ha letto una scheda tratta da un mio libro in corso di pubblicazione, che fa conoscere e rivivere la figura di un montecalvese uscito vivo, ma distrutto nel fisico, dal campo di Auschwitz. Si tratta di Giovanni Pedersoli. Eccone il profilo: il “nostro” nacque a Concordia sulla Secchia, in provincia di Modena, il 12 ottobre 1919. A Roma, il 30 ottobre 1971, vedovo, sposò la montecalvese Maria Giovanna Sorrentino. Abitava a Montecalvo a via dei Mille dove aveva trasferito la residenza da Roma il 1 aprile 1977. Morì da noi, in modo tragico, l’8 gennaio 1987. -
Cantoniere in manette per concussione
Generoso Maraia
[Edito 00/00/0000] Montecalvo Irp. AV. Arrestato capo cantoniere della Provincia di Avellino con l’accusa di estorsione e concussione. L’arresto è stato eseguito ieri mattina, ad Ariano Irpino, dalla Squadra Mobile di Avellino in collaborazione con gli agenti di Ariano. L’uomo, A.C. quarantenne di Montecalvo Irpino, è stato colto, dagli agenti in borghese, in flagranza di reato dopo aver ricevuto una somma di denaro di 900 euro dal titolare di una ditta che svolge, per conto della Provincia, lavori di manutenzione sulle strade provinciali della Valle Ufita e dell’Alta Irpinia. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo periodicamente si presentava dal titolare della ditta per riscuotere i “regali” in denaro. Per ottenerli aveva escogitato un ingegnoso stratagemma. Si presentava al titolare della ditta appaltatrice con la scusa di aver ricevuto lamentele da parte degli automobilisti che volevano sporgere denuncia per essere ripagati dei danni causati alle proprie auto dalle buche presenti sulle strade. L’operaio si diceva disposto a chiudere un occhio non trasmettendo la denuncia alla Provincia ed evitando così grattacapi alla ditta. Secondo la denuncia del titolare della ditta che l’avrebbe inchiodato alle sue responsabilità, l’uomo si era presentato, con la stessa tecnica, già altre cinque volte. Alla fine il titolare non c’è l’ha fatta più ed ha deciso di dire tutto alla Polizia. Subito sono scattate le indagini e dopo mesi di accurate indagini. Il cantoniere è stato ieri mattina associato al carcere di Ariano. Il capo della Squadra Mobile, Giovanni Trabunella, ha riferito che in base alle indagini, ”il 40enne da oltre un anno aveva messo in piedi una vera e propria attività illecita nei confronti di una ditta appaltatrice”. Incredulità a Palazzo Caracciolo per l’accaduto. La presidente De Simone ha così commentato l’accaduto: «Le responsabilità penali sono sempre individuali. L’Ente è grato alla forze dell’ordine quando con la loro azione aiutano a contrastare l’illegalità ovunque si annidi. Abbiamo massima fiducia nella giustizia». [Nativo] -
Padre Samuele Isabelli
Antonio Stiscia

Ritratto a stampa di Padre Samuele Isabella [Edito 00/12/205] Qualche tempo fa, ho avuto la fortuna di poter visionare, in copia fotostatica, un manoscritto di Padre Samuele Isabelli di Montecalvo sec. XVIII (di cui ho parlato in altre occasioni e di cui ne ho preannunciato un piccolo saggio biografico) che per dovizia e abbondanza di particolari e di fonti, rimane pietra miliare per qualunque studio storico su Montecalvo, rappresentando quasi una summa storiologica e storiografica per ogni appassionato e ricercatore.
Il manoscritto, prestatomi dall’amico e strenuo ricercatore Mario Aucelli (conosciuto più per la sua attività giornalistica) è una vera miniera di informazioni e sarebbe auspicabile una sua integrale pubblicazione, comprensiva delle note e dei ripensamenti,proprio per far comprendere al futuro lettore (speriamo) come la ricerca sia sempre stata difficile e come nel passato le fonti fossero ancor più scarse. Come del resto, sarebbe auspicabile la pubblicazione dei Registri del Decurionato, che si trovano nell’Archivio Comunale. -
Gustavo Console
Mario Aucelli

[Edito 14/06/2023] Chi era Gustavo Console? Era un avvocato civilista molto noto a Firenze, e sembrava fosse in odore di massoneria. Martire antifascista, giornalista, corrispondente dal capoluogo toscano dell’ “Avanti”, nato a Montecalvo Irpino nel 1888, trucidato a Firenze nella notte tra il 3 e 4 ottobre 1925.
Grazie alle disinteressate ricerche negli archivi di Firenze e alla collaborazione dell’amico, montecalvese d’origine e attaccatissimo alle “radici di nascita”, comm. dr. Antonio Di Florio, ci è stato possibile “risalire” a notizie certe su questo nostro illustre concittadino.
Dopo il trasferimento dal palazzo dei Principe, (con i quali era imparentato), alla Costa dell’Angelo di Montecalvo, a Firenze, aveva raggiunto alte mete professionali e politiche. Era stato anche “deputato provinciale”.
A Montecalvo tornava in estate con i due figli.
In un primo momento in paese, chi ancora ne aveva memoria, ce lo aveva ricordato come questore a Verona e alter ego di Arturo Bocchino, direttore generale della pubblica sicurezza (1926) e “creatore” dell’OVRA (il “nostro” è stato ucciso nel 1925, per questo abbiamo scartato questa “tesi”). Qualcun altro ce lo aveva “descritto” come geometra e imprenditore a Firenze.
Parlandone con il comm. Antonio Di Florio (un’altra bella mano, per la ricerca iconica, ce l’ha data l’amico tenente colonnello Mario Corcetto) e avutane la disponibilità alle laboriose ricerche nel capoluogo toscano, siamo in grado di tracciare un quadro completo e veritiero di questo nostro illustre concittadino e martire.