Politica

La Politica, i Giovani e la Campana

[Ed. 30/01/2006] Tra le preoccupazioni di coloro che ricoprono a qualsiasi titolo un ruolo di natura politica nel contesto della nostra società vi dovrebbe essere quello di occuparsi e di preoccuparsi di come le nuove generazioni vedono la politica e i loro interpreti. Sono i politici di oggi, da quelli nostrani a quelli nazionali un esempio per i ragazzi? Purtroppo non è difficile dare una risposta negativa a questo interrogativo; appare comunque opportuno riflettere su quello che i politici non dovrebbero fare per poter essere additati come modello da seguire. L’aspetto più deleterio della politica di questi ultimi decenni è la corruzione, la visione utilitaristica della politica intesa esclusivamente come mezzo per fare i propri interessi, per arricchirsi, per ottenere prebende, per sfruttare la propria posizione o per intercettare contributi non dovuti o destinati ad altri, con la consapevolezza che anche se beccati a fare i furbi non succede niente, tutto fila liscio e non vi sono problemi con la giustizia che sembra, forse, distratta o poco sensibile a lottare la corruzione. Probabilmente è questo il motivo per cui la maggior parte dei giovani ritiene che la politica è qualcosa di sporco da cui stare lontano e da qui la loro disaffezione; un’ altra spiegazione di questo fenomeno è forse legato al fatto che la politica poco si interessa di avviare quelle azioni volte a valorizzare il mondo giovanile e le potenzialità che esso sarebbe in grado di esprimere. Spero che presto si avvii una inversione di tendenza e che i nostri giovani che si sono allontanati dalla politica per i più diversi motivi, ma soprattutto perché questa politica a loro non piace, si decidano a non accettare lo status quo, ma si impegnino a trovare le vie per cambiare questa situazione , perché, altrimenti, chi soffrirà le pene maggiori saranno proprio i giovani di oggi, adulti di domani. Vi chiederete in tutto questo, quale ruolo giochi il gruppo della Campana. E’ presto detto; l’humus che ha cementato sin dall’inizio coloro che hanno favorito la nascita del nostro movimento compresi i partiti  è tutto nel significato della politica intesa come servizio per gli altri, non per se stessi, come impegno civico volto a migliorare la comunità, al riconoscersi in quei principi di legalità, di giustizia, di eguaglianza che ci appaiono sempre più spesso semplici enunciazioni che non trovano corrispondenza nelle azioni di chi è chiamato ad esercitarle. Credo di poter dire a nome anche dei miei compagni di avventura che non sappiamo se ci sarà un’altra esperienza come quella del 2004, peraltro, nonostante il risultato, entusiasmante e positiva in tutto e per tutto; mi auguro, quindi, che nel frattempo una ventata di gioventù irrompa nel panorama della nostra comunità e con l’integrità morale dei suoi ragazzi Montecalvo possa ripartire nella ricostruzione di quel senso civico che deve essere la forza di un piccolo paese come il nostro. Da Il Pungilione Anno 1 N. 4 – Foto Generoso Maraia

Carlo Pizzillo

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