Cronaca
-
Vigneti, Serafino: Non vendete le quote
[Ed.00/00/0000] Montecalvo Irpino AV – Riaperti i termini in sanatoria per dichiarare le quote dei vigneti. “Invito i cittadini che hanno già fatto la dichiarazione sui vigneti a non vendere le proprie quote e quelli che non le abbiano ancora dichiarate, a dichiararle utilizzando il bando in sanatoria affisso in comune.”
Così Nicola Serafino, assessore alle attività produttive della giunta Di Rubbo, fa appello ai coltivatori.
Vendere le quote infatti potrebbe essere una ulteriore occasione di sviluppo andata persa. Bisogna, invece, lavorare per riprendere una tradizione che a Montecalvo è radicata nei secoli e rilanciarla anche alla luce delle possibilità offerte dalla DOC Irpinia di cui Montecalvo come territorio fa parte.
Negli ultimi tempi sembra essere in atto una compravendita delle quote relative ai vigneti.
C’è da dire che l’intero territorio della provincia di Avellino rientra nella DOC Irpinia per diverse varietà di uve, comprese molte autoctone. Questo vuol dire che in tutti i comuni della provincia di Avellino è possibile produrre vini DOC.
Sempre in provincia di Avellino ci sono tre DOCG (denominazione di origine controllata e garantita) che interessano solo alcuni territori definite nei rispettivi areali di produzione.
Secondo la normativa è possibile spostare quote di vigneti nelle aree DOC a quelle DOCG ma non al contrario.
Alla luce di questo, alcuni produttori di vino strarebbero acquistando quote in DOC per spostarle in area DOCG.
“Noi abbiamo diverse aree vocate storicamente alla produzione vitivinicola – continua Serafino –sono Magliano, Costa della Menola, Chiaria, Maurielli ( lato Tressanti), San Vito, Monte Cesine, piana del Frascino e piana di Pratola. Qui in passato si producevano ottimi vini compreso il Turchinese. Invito i cittadini ad organizzare dei consorzi o cooperative per la produzione vitivinicola utilizzando il marchio DOC Irpinia”. [Nativo]Redazione
-
Medaglia d’oro all’Irpino che salvò una donna
Mario Aucelli
[Ed. 04/01/2005] Montecalvo Irpino AV – Una medaglia d’oro al valore ad un giovane irpino, il dottor Lorenzo Rotondi, protagonista di un gesto di altruismo compiuto a Rovereto, nel Trentino. Rotondi che è figlio di Cosimo, irpino doc, che a Fai della Paganella dirigeva la stazione metereologica dell’aereonautica, è balzato alla ribalta della cronaca per un episodio di grande coraggio di cui si è reso protagonista. L’ex ufficiale dei carabinieri passeggiava, con la fidanzata Camilla, lungo le rive dell’Adige in un giorno particolarmente freddo e ventoso. Improvvisamente udì delle grida provenienti dalle acque impetuose e gelide del fiume, erano quelle di una donna trasportata dalla corrente. Dopo aver allertato il 118. toltesi le scarpe, la giacca ed il pullover, si tuffò nell’Adige. con alcune bracciate raggiunse la malcapitata, una cinquantacinquenne che aveva deciso di porre fine alla sua vita, l’afferrò e la trascinò verso alcuni pali conficcati nel fiume. La situazione comunque era difficile ma la fortuna aiuta gli audaci. Il pilota dell’elicottero dei vigili del fuoco che stava portando soccorso ad un cardiopatico, notò la scena e, calato un un verricello, portò a riva i due corpi. Nel frattempo sul posto era arrivata una autoambulanza del 118 che trasportò la donna in ospedale mentre Rotondi dopo una doccia calda, si recò in caserma ed al capitano dell’Arma di Rovereto, Erasmo Fontana, da ex carabiniere fece la sua deposizione. L’episodio fu ampiamente trattato dai giornali. La giunta di Rovereto, con una solenne cerimonia in un teatro, ha concesso a Rotondi una medaglia d’oro “al valore”, mentre la Regione lo ha proposto al governo centrale per la concessione di una medaglia d’oro al valor civile.
All’attualità è uno dei dirigente dell’ufficio legale del comune di Trento. Giornalista sportivo, collaboratore di giornali, radio e TV, vice direttore della rivista del comune di Trento” Trento informa”. Vive a Rovereto.
Il padre Cosimo, direttore della stazione meteorologica dell’aeronautica del Monte Paganella (Trento) è originario di Altavilla Irpino.
Lorenzo viene spesso a Montecalvo dove vive l’unica parente rimasta stabilmente in Irpinia,la sorella del padre, la preside dottoressa Rosalba Rotondi (consorte del giornalista Mario Aucelli). La consegna della Medaglia d’oro al valor civile da parte del Presidente della Repubblica Ciampi, è avvenuta al Quirinale martedì 21 dicembre in occasione della cerimonia dello scambio degli auguri con le Magistrature dello Stato; in tutto i premiati sono stati otto . Erano presenti le massime autorità dello Stato: i presidenti del Senato, della Camera e del Consiglio dei Ministri oltre un nutrito gruppo di ministri, senatori, deputati e magistrati. Lorenzo era accompagnato dall’orgoglioso e commosso padre Cosimo. [Nativo] -
La partenza di P. Lorenzo
Alfonso Caccese
[Edito 00/09/2004] Montecalvo Irpino AV – Dopo ventiquattro anni di permanenza ininterrotta, più cinque anni risalenti alla fine degli anni sessanta inzio anni settanta, per disposizione dei superiori ,P.Lorenzo Mastrocinque, si trasferisce nella vicina comunità francescana di Casalbore, senza tagliare completamente i rapporti con il nostro paese. Infatti, eccezionalmente, conserva, per bontà dei superiori sia religiosi che diocesani,la direzione del centro comunitario Maria SS. “Regina della Pace” in contrada Malvizza di Montecalvo Irpino (AV). Da questo si evince con chiarezza che, il suo, non è un addio ma un semplice arrivederci, con somma soddisfazione della nostra comunità di cui ha rappresentato per tanti anni, la grande forza spirituale, umana e sociale. Dunque il nostro P.Lorenzo, insignito della cittadinanza onoraria conferitagli pubblicamente dal sindaco del tempo geom.Alfonso Caccese in occasione del suo cinquantesimo anno di sacerdozio avvenuto il 19 marzo 2003,difficilmente dimenticherà gli anni trascorsi nel convento di S.Antonio, dove nel corso della sua lunga permanenza si sono formati allo spirito francescano diverse generazioni di giovani montecalvesi che conservano di lui un ricordo indelebile e tanta riconoscenza. [Nativo] -
Padre Agostino da Casalbore
Mario Sorrentino
Volevo ricordare brevemente la figura di padre Agostino Corso da Casalbore. Fu un grande educatore di giovani le cui famiglie non avevano la possibilità o la voglia di far proseguire gli studi ai propri figli, mandandoli in collegio (La Salle o le Orsoline di Benevento) o nelle scuole delle città allora non facilmente raggiungibili.
Padre Agostino insegnava italiano, latino e, in generale, qualsiasi altra materia anche non umanistica, essendo un professore di greco e latino presso il seminario arcivescovile di Benevento.
Accoglieva noi ragazzi nella sua cella nel pomeriggio ed era tanto bravo che riusciva a farci imparare, per esempio, il latino in modo che lo leggessimo e lo traducessimmo all’impronta direttamente dagli autori classici. Un metodo evidentemente mai adoperato nelle scuole italiane!
Sceglieva gli autori in modo che ricevessimo da quelle opere e dal commento che egli riusciva ad ottenere da noi stessi dei profondi insegnamenti di vita che esulavano dalla stretta formazione scolastica o catechistica. Subì delle critiche ingiuste non saprei esattamente per quali motivi dai superiori regionali e fu trasferito presso il Generalato dell’ordine a Roma.
Lì andai a trovarlo e scoprii che quel trasferimento si era trasformato in suo pro perché venne addetto quale finissimo latinista ai lavori di una commissione del Concilio Secondo allora in corso. Aveva poca libertà, però; e non credo che egli, amante com’era della libertà personale e della voglia e capacità di stabilire rapporti d’amicizia e di collaborazione con tutti, anche fuori dalle strettoie sacerdotali,alla fine fosse molto contento della vita fratesca. Dovrebbero ricordalo in paese anche i Bellucci, qualche Capozzi e altri di cui non ricordo più il nome. La foto è tratta dal gruppo Facebook “Casalbore ricordo che c’ero”. -
Rione Serra, via alla ricostruzione
[Edito 19/07/2004] Montecalvo Irpino AV – Sono partiti i lavori di ricostruzione di rione Serra. Il popoloso rione monopiano alle porte di Montecalvo, costruito all’indomani del terremoto del 1930, sarà ricostruito secondo i moderni criteri di costruzione. Per oltre settant’anni centinaia di persone hanno vissuto in piccole case, 24 mq circa, costruite con legno e cemento. In molti casi negli angusti alloggi hanno vissuto anche famiglie di sei, sette persone. Per oltre settant’anni i viottoli di rione Serra, per i montecalvesi meglio conosciuto come «La Ditta Bona» dal nome della ditta che lo costruì, ha visto nascere, crescere e morire generazioni di montecalvesi. [GE.MI.]

Ing. Antonio Dotoli [Edito 10/09/2004] Montecalvo Irpino AV – Venerdì 10 settembre 2004, in presenza dei responsabili tecnici ed amministrativi, presso gli uffici del comune di Montecalvo, si è proceduto alla stipula del contratto di inizio lavori per la “ristrutturazione urbanistica in località Serra-Via dei Mille”.
Il progetto elaborato dall’ Ing.A.De Marco e dall’architetto Luciano Lanno, prevede la costruzione di nuovi alloggi in sostituzione delle vecchie casette antisismiche costruite nel 1930 in seguito al terremoto disastroso che colpì il nostro paese. La ditta aggiudicatrice dell’appalto è risultata essere la “Maredil Costruzioni S.r.l.” di Ercolano (Na), mentre il corrispettivo dovuto dal comune di Montecalvo Irpino all’impresa è fissato in Euro 2.264.916,00 oltre I.v.a.
La consegna è prevista per il luglio 2007 ,dopo di che la giunta guidata dal sindaco Giancarlo Di Rubbo, avrà a disposizione i 50 alloggi previsti dal progetto. Gli alloggi saranno assegnati ai cittadini che erano residenti nel rione prima del 1993. Il progetto vede un radicale cambiamento delle precedenti costruzioni .
L’area sarà sbancata per tornare ad insistere sull’attuale livello strada della ex S.S.414.
Si prevede inoltre la realizzazione di palazzine multi livello su due file.
All’interno del nuovo quartiere si creeranno zone verdi e attrezzate per i ragazzi.
Soddisfazione da parte del responsabile del procedimento Ing. Antonio Dotoli, dell’ufficio tecnico comunale, che finalmente risolve questo angoscioso problema di Rione Serra durato settantaquattro anni.
Più sereni gli amministratori con in testa il sindaco Di Rubbo ed il vicesindaco Iorio, che hanno portato a termine quest’altro progetto in continuità con la vecchia amministrazione Caccese. [Nativo] Foto Franco D’AddonaAlfonso Caccese
-
Montecalvo – L’arrivo delle suore
[Ed 00/01/2004] Montecalvo Irpino AV – La celebrazione è stata presieduta da S.E. Mons. Serafino Sprovieri, Arcivescovo Metropolita di Benevento, che con la lettura del decreto arcivescovile ha eretto canonicamente la Casa Religiosa delle Suore della Sacra Famiglia di Spoleto in Montecalvo. Erano presenti all’evento; Mons. Pompilio Cristino Vicario Generale, don Teodoro Rapuano, don Luigi Verzaro, Padre Lorenzo Mastrocinque, Madre Danila Santucci, Superiora Generale, Suor Genoeffa Calì, Madre provinciale. Le suore sono state accompagnate da numerose consorelle provenienti da varie comunità italiane. Tra le autorità civili era presente il Sindaco Alfonso Caccese che a nome della cittadinanza ha dato il benvenuto alle suore presenti.Redazione
-
Freddo e neve non risparmiano Montecalvo
Redazione
Montecalvo Irpino AV – 30 gennaio 2005 – La lunga ondata di freddo e neve, di questi giorni, non ha risparmiato il nostro paese, Montecalvo, e l’Irpinia tutta. Quarantott’ore di abbondanti nevicate hanno messo in crisi l’Alta Irpinia e il Sannio da dove provengono notizie di gravi disagi e di alcuni paesi completamente isolati. Difficoltà nel raggiungere le campagne per portare aiuti sanitari ad ammalati ed anziani. Scuole chiuse già da Venerdì.
La neve caduta copiosa nella prima mattinata di sabato non ha colto di sorpresa i cittadini e gli amministratori che con tempestività si sono attivati per la bisogna. Uno scenario alpino che nei bambini ha suscitato una sensazione di romantica suggestione.
Tuttavia, in paese, non si sono riscontrate grosse difficoltà. L’immediato intervento di mezzi spazzaneve ha fatto sì che ,nonostante la grande quantità di neve caduta, le strade siano rimaste percorribili anche se con l’ausilio delle catene.
L’amministrazione locale ha predisposto prontamente anche un piano di soccorso a favore di famiglie dislocate in zone isolate del vasto territorio comunale. L’ondata di freddo non è ancora del tutto passata e si spera che nelle prossime ore la situazione possa migliorare e tutto tornare alla normalità.
-
GIOVANNI PAOLO II° ” SE MI SBAGLIO MI CORRIGGERETE “
Angelo Siciliano
Zell TN – 02 aprile 2005 – Karol Wojtyla, nato a Wadowice il 18 maggio 1920, eletto Papa il 16 ottobre 1978, è morto in Vaticano il 2 aprile 2005. È stato il primo Papa polacco, detto l’atleta di Dio anche per i suoi tantissimi viaggi per visitare i luoghi dimenticati e i diseredati del mondo. Ha posto l’uomo, la sua dignità e il valore della sofferenza al centro di tutto.Tante luci e infiniti meriti gli sono riconosciuti. Tuttavia, qualche critica è stata mossa al suo operato: un eccessivo conservatorismo teologico all’interno della Chiesa, il rifiuto a discutere del matrimonio dei preti, la condanna dell’uso del profilattico, che pure potrebbe arginare il diffondersi dell’AIDS in Africa dove si contano a decine di milioni i sieropositivi.
A Roma è accorso qualche milione di fedeli per rendergli l’estremo saluto, ma nel mondo sono oltre un miliardo i cattolici che hanno trepidato per le sue condizioni di salute, nel periodo pasquale e nei giorni successivi. Immagine tratta da un dipinto di Angelo Siciliano [Nativo]SE MI SBAGLIO MI CORRIGGERETE
Ma chi s’azzardavaa correggerti?
Fortemente hai inciso
nel murale della storia
cavalcando implosioni
ideologiche
scongiurando ad Est
il guerrone
senza fare sconti
al capitale selvaggio
multinazionale.Fiaccola ardente di fede
e comunicazione mediatica
hai rischiarato filosofi
e attivato poetiche
della conversione
della speranza
del dialogo
della pace
della libertà
della riconciliazione
rivitalizzato teologi
e chiesto perdono
per qualche buio
trascorso della Chiesa.
Infine la tua fioca
indomita lucerna
mai rinunciataria
seppure scossa
provata nella fibra
ha pulsato luce
finché ha potuto
nei cuori dei Papa-boyse
di chi ancora
sa commuoversi. -
Cosimo Maria De Horatiis
Scienziato e Letterato tra Illuminismo e Romanticismo
Antonio Stiscia
[Ed. 00/09/2007] Cosimo Maria de Horatiis nasce a Caccavone (od. Poggio Sannita) il 25 settembre 1771 e muore in Napoli il 26 Marzo 1850. Figlio del Dott.Costanzo e di Rosa Daniele,fin da fanciullo mostrò i segni di un vivo ingegno e la voglia di apprendere,che gli veniva dagli insegnamenti del dottissimo padre,ottimo insegnante e valente medico,alla cui scuola si formarono molti giovani del paese e del circondario. Il dott. Costanzo,legatissimo alla famiglia,trasmise a Cosimo come agli altri suoi figli, i primi germi del sapere e della virtù,non solo sotto l’aspetto medico,ma anche sotto l’aspetto letterario e scientifico. Fu così,che fin da giovinetto,Cosimo(Cosmo),apprese di matematica,fisica,filosofia e lettere,per poi perfezionarle nel Seminario di Trivento,dove fu iscritto all’età di 11 anni e dove ebbe per precettore Attanasio Tozzi,discepolo del Genovesi. Si trasferì a Napoli per completare la sua formazione umanistica. In quel 700 ricco di ingegni e in pieno turbinìo di cultura,si trovò perfettamente a suo agio. La scelta di dedicarsi agli studi di Medicina,fu confortata dagli insegnamenti del Cotugno e del Cirillo e di altri insigni professori della Università di Napoli. Si laureò giovanissimo in Salerno,tra il plauso dei colleghi e dei professori nel 1791. Visse per molti anni nel paese natìo,finchè recatosi in Isernia per motivi personali,si trovò coinvolto nelle vicende rivoluzionarie della Repubblica Partenopea del 1799. Accadde che la Isernia borbonica,impossibilitata a respingere l’attacco delle preponderanti forze dell’esercito francese,saggiamente,decise di trattare la resa onorevole,evitando lutti e distruzioni. Per il suo notorio equilibrio e la imperturbabile saggezza,fu incaricato Cosimo de Horatiis di intavolare le trattative. Le sue convincenti parole,espresse nel perfetto idioma transalpino,le sue motivazioni e i suoi ragionamenti,colpirono il comandante delle forze di invasione,che addolcitosi e forse compiaciuto dai comuni sentimenti,si astenne da ogni violenza. La presa di Isernia fu connotata da un atto di intelligenza politica di pacificazione e buona convivenza,con la scelta,proprio del de Horatiis,a rappresentare l’autorità del nuovo governo. -
Arturo De Cillis
Scheda di Mario Aucelli
[Ed. 00/00/0000] Nato a Montecalvo Irpino il 16 novembre 1959. Ha frequentato la scuola d’infanzia e la scuola elementare (maestro Giovanni Gambarota) nel paese natale. Nel 1970 si trasferisce con la famiglia a Benevento dove frequenta le scuole medie e il liceo – ginnasio presso l’Istituto “Pietro Giannone”. Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l’Università degli Studi “Federico Il” di Napoli. Nel 1987 vince il concorso per Consigliere Parlamentare presso la Camera dei deputati (unico vincitore non romano). Successivamente consegue il diploma ISLE (Istituto Studi Legislativi Europei) riservato ai Dirigenti delle Amministrazioni statali. È responsabile, in qualità di Capo Ufficio, della redazione e pubblicazione dei resoconti delle sedute dell’Assemblea della Camera. Appassionato della storia del Regno di Napoli e delle Due Sicilie, collabora con riviste tradizionaliste. Autore di varie pubblicazioni. Nel 2004, su proposta del Presidente della Camera dei deputati, on. Pierferdinando Casini, è stato nominato, dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, “Commendatore al merito della Repubblica Italiana”.
Appassionato della Storia di Napoli e delle Due Sicilie collabora con riviste tradizionaliste. Autore del saggio: “Quando i Borbone ordinavano: FACITE AMMUINA!”, spunti per un’azione di disconoscimento di paternità, stampato nel 2000 presso le Arti Grafiche Don Bosco di Telese Terme (BN). Attualmente è responsabile, in qualità di capo ufficio, della redazione e pubblicazione dei resoconti delle sedute dell’Assemblea della Camera.
Nel maggio del 2008 dà alle stampe il voluminoso: “My name is Pumpilio – Montecalvesi a Ellis Island tra il 1892 e il 1924”. L’opera si compone di centinaia di schede, elaborate con minuziosa cura, di tutti quei montecalvesi sbarcati a Ellis Island nel periodo indicato nel titolo. Informazioni attinte dai registri di sbarco. [Nativo][Bibliografia di riferimento]
[Aucelli M., La memoria restituita: Montecalvesi sulla cresta dell’onda , Inedito]



