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LA VITA NON È BELLA SE NON SPESA PER LA CARITÀ

Apprendo questa mattina, con grande dolore, della serena morte di Suor Nunziantina Tripi, per molti anni a servizio della Comunità di Montecalvo Irpino. Suor Nunziatina giunse a Montecalvo in sostituzione di Suor Mercedes che, dopo anni di generoso impegno apostolico, per volere dei superiori, andò a servire come superiora, i malati nella comunità a Spoleto. Una vita intera spesa per servire il Signore e i fratelli. Era nata a Leonforte (EN) il 30 settembre 1943 e a soli 14 anni entrò come aspirantina nell’Istituto delle Suore della Sacra Famiglia di Spoleto. Ha svolto la sua missione in diverse Comunità, principalmente come insegnante di Scuola Materna, come valido aiuto nel servizio verso le disabili e nella preziosa opera pastorale delle Parrocchie. A Montecalvo Irpino è giunta dopo aver servito già numerose comunità: Montepulciano, Agira, Acquasparta, Abbadia, Tuoro sul Trasimeno, Norma, Pozzuolo Umbro, Apollosa, Borgo Trevi, Cannaiola, Montepincio, Palermo.
Si ambientò subito nella nostra comunità assorbendone usi e costumi che lei scopriva genuini e veri e per questo autentici e graditi. Spesso la nostra società ci porta a qualificare le persone per l’efficientismo dinamico del vivere quotidiano, giudizio non sempre garantista dell’autenticità di una persona. Suor Nunziatina era di carattere docile, silenziosa, negli ultimi anni lenta nei gesti fisici, indicatore di problematiche di salute, che con il tempo sono andate sempre più ad aggravarsi, ma questo non le impediva di avere un suo modo personalissimo di essere prossimo a chiunque l’avvicinasse. Si sentiva mamma verso gli altri e, con amore materno, riversava attenzioni cariche di preghiere, gesti, parole e soprattutto sguardi. Lei equilibrava la vita della piccola comunità delle Suore della Sacra Famiglia di Montecalvo Irpino durante gli anni del suo servizio di superiora della casa composta da Suor lsolina e Suor Geromina.
Ha curato i percorsi in preparazione al matrimonio di tutti i giovani sposi montecalvesi, ha animato il nutrito gruppo delle zelatrici per la visita domiciliare della cappellina della Sacra Famiglia. È stata guida spirituale per tanti che avevano bisogno di consigli e parole di conforto. Amava cucinare e pur non riconoscendosi adatta ai fornelli, s’impegnava a garantire a me e alle consorelle un pasto quotidiano, occasione per parlare, condividere e programmare la vita pastorale della comunità Una missione che ha portato avanti anche dopo la sua partenza da Montecalvo. Tanti hanno continuato a ricevere sue telefonate, attraverso le quali si informava di tutto e di tutti. Il suo amore per la musica la portava spesso a suonare il vecchio armonium a pedali della chiesa di San Nicola. Questo è quello che vedono gli uomini ma ancora più grande è quello che vede Dio. Anche se per motivi di riservatezza non posso dire molto, mi è impossibile tacere su un gesto che l’ha resa grande ai miei occhi. In un momento storico molto delicato, si è offerta “vittima d’amore” per la sua Montecalvo, offrendo a Dio la sua sofferenza quotidiana per il bene delle persone che lei amava e per la nostra Comunità che non ha mai dimenticato e per la quale ha donato la vita.
Domenica scorsa, Giornata Mondiale del malato e anniversario della Madonna di Lourdes, era sulla sua carrozzina al Santuario della Madonna della Stella, insieme ad altri malati. Nulla faceva presagire una morte imminente. A me piace immaginare la Madonna dirle con la stessa dolcezza con cui parlò a Bernardetta Soubirous, “vuoi avere la gentilezza di venire da me dopo una vita bella trascorsa a servizio del tuo Sposo e mio Figlio Gesù?‘.
Il Signore l’ha colta nel sonno, in piena notta prima dell’alba facendole riaprire gli occhi in quel Paradiso di luce infinita, gesto di delicato amore per una figlia che ha saputo vivere di un amare
grande.
Alla Madre Generale, all’ Istituto delle Suore della Sacra Famiglia, ai suoi familiari e alla Comunità tutta di Montecalvo Irpino, giungano, in questo momento la mia vicinanza e l’invito a ringraziare Dio per questa sua fedele discepola che, dopo essere stata purificata dalla sofferenza, sono certo non può non essere stata accolta dallo sposo divino e accompagnata a sedersi al banchetto eterno
preparato per coloro che lo hanno amato. Gioisco nell’immaginarla abbracciata al suo caro Padre Fondatore, il beato Pietro, in un afflato eterno. Grazie Suor Nunziantina per il bene che ci hai voluto.

Don Teodoro Rapuano

[Crediti│Foto: G.B.M. Cavalletti]

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