Itinerari nella fede delle liturgie popolari Il convegno di Solofra
Organizzato dall’Inner Wheel Club Solofra Montoro Serino – Distretto 210, presidentessa Letizia Romano; si è svolto a Solofra (AV), nella chiesa di Santa Teresa in Sorbo Soprano, il convegno dal titolo «Itinerari nella fede delle liturgie popolari – Nel 500° Anniversario del dies natalis del beato Felice da Corsano – Un cammino di fede tra Solofra, Montecalvo Irpino, Pagani e Deliceto» dedicato alla vita e alle opere di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. Nel corso dell’intera serata l’uditorio ha potuto ammirare lo scrittoio, appositamente traslato da Deliceto a Solofra, sul quale Sant’Alfonso scrisse, nel 1744, la pastorale «Tu scendi dalle stelle».
Hanno salutato l’uditorio Letizia Romano e Luciana Annarumma, presidentesse, rispettivamente, dell’Inner Wheel Club Solofra-Montoro-Serino e dell’Inner Wheel Club Nocera-Sarno.
Presente l’assessora alla cultura del comune di Solofra, Mariangela Vietri.
Ad aprire gli interventi è stato monsignor Mario Pierro, primicerio della collegiata di San Michele in Solofra, che ha ricordato i passaggi documentati del santo napoletano nel territorio solofrano soffermandosi, in particolare, sugli amichevoli rapporti tra questi e il vescovo Costantino Vigilante, di Solofra, e talune famiglie del luogo come quella dei Garzilli.
Francesco Di Sapia, priore della confraternita di «Sant’Anna e morti di Deliceto» (FG), il sodalizio custode dello scrittoio sul quale nel dicembre del 1744 Sant’Alfonso compose la sua «Tu scendi dalle stelle», ha delineato, a grandi linee, la storia della scrivania sulla quale il santo napoletano scrisse, in quel di Deliceto, non solo la celebre pastorale ma anche la monumentale «Theologia moralis» ed altri canti come, ad esempio, «Selva romita e oscura». Come ricordato dallo stesso priore Di Sapia, la ricostruzione delle vicende storiche che hanno accompagnato i vari passaggi del celebre mobile, è stata operata dall’Archeoclub d’Italia, sezione «Giuseppe Bracca» di Deliceto, nella persona del presidente Paolo Carmine Pacella.
Nelle vesti di moderatore e relatore, il musicoterapeuta e docente di antropologia della performance Valerio Ricciardelli ha evidenziato, nel suo intervento, come gli anni in cui visse Sant’Alfonso rappresentino un periodo particolarmente fulgido per il canto popolare. Ha quindi accostato «Quanno nascette Ninno a Bettalemme», anch’esso composto dal de’ Liguori, alla «Cantata dei Pastori», opera risalente a qualche decennio prima. Negli anni Settanta del Novecento, entrambe le composizioni sono state riprese e rivalutate da Roberto De Simone con la Nuova Compagnia di Canto Popolare.
Il presidente della Pro Loco di Deliceto, Benvenuto Baldassarro, ha ripercorso, nel suo appassionato intervento, la storia del santuario della Consolazione in Deliceto, già casa madre della riforma agostiniana del beato Felice da Corsano e terza casa storica redentorista, ivi fondata da S. Alfonso nel 1744. Alle sue falde è ubicata la celebre grotta che nel 1470 il beato Felice da Corsano, nativo dell’antico feudo oggi parte di Montecalvo Irpino, fece scavare per sé e che divenne, poi, fonte di ispirazione per Sant’Alfonso per la composizione della pastorale Tu scendi dalle stelle. Straordinario centro di spiritualità, già residenza stabile di Sant’Alfonso per quasi tre anni, di San Gerardo Maiella per oltre quattro anni e per qualche decennio per il padre Antonio Maria Tannoia, amico e strettissimo collaboratore del de’ Liguori, nonché primo storico biografo dei due santi, il Santuario della Consolazione ospita oggi la comunità mariana «Oasi della Pace», nata in seguito alle apparizioni mariane di Medjugorje. Nel settembre del 2022 il santuario della Consolazione e la grotta del beato Felice da Corsano hanno ricevuto la visita del sindaco di Betlemme Hanna Hanania e del Vicario Custode di Terra Santa, il padre Ibrahim Falstas.
Giovanni Bosco Maria Cavalletti, autore dei libri «A Deliceto come a Betlemme – La grotta che ispirò la pastorale “Tu scendi dalle stelle”» e «Felice da Corsano, un raggio agostiniano tra i santi riformatori del XVI secolo», ha concettualmente collegato la grotta del beato Felice al carisma spirituale degli ordini religiosi agostiniano e redentorista soffermandosi, poi, sulla contestualizzazione storica dei natali della pastorale «Tu scendi dalle stelle» argomentando con una dettagliata ricostruzione documentale la tesi che vuole esser nato, il celebre canto alfonsiano, in Deliceto, e non a Nola.
Infine, una piacevole sorpresa: il maestro ricercatore Vincenzo Romano, noto come il «Cantore Pellegrino», interprete di Sant’Alfonso, accompagnandosi con la sua tammorra, ha deliziato i presenti con l’esecuzione di alcuni canti del de’ Liguori e, tra questi, il suo arrangiamento di «Curri Curri Mamma mia», brano scritto nel 1775 a Pagani, patria del Romano e luogo ove riposano le spoglie mortali di Sant’Alfonso.
Redazione
[Crediti│Foto: Benvenuto Baldassarro│Audio: Valerio Ricciardelli]
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