• Storie di Emigrati

    STEFANIA LONGO: ”SONO FIERA DI ESSERE ITALIANA”

    Alfonso Caccese

    [Ed. 00/00/0000] Caro Alfonso, mi chiamo Stefania Longo, ho 22 anni e sono italoamericana di origine irpina (da Guardia dei Lombardi). Sono anche studiosa dell’Irpinia, nel campo di letteratura, avendo scritto la mia tesi di laurea sulla letteratura dell’Irpinia dopo il terremoto del 1980. Sono italianista di professione ma preferisco concentrarmi solo sull’Irpinia perché i miei legami con la zona– pur non essendoci mai stata– sono fortissimi.
    Sono un’amica di Angelo Siciliano, il quale mi ha segnalato il tuo sito che trovo meraviglioso perché mi permette di sapere chi sono gli altri studiosi dell’Irpinia!
    Sto provando a procurarmi una copia del libro di Louis A. De Furia, potresti dirmi dove l’avesti trovato? Grazie!
    Tanti saluti ed a presto! Stefania

    Il terremoto dell’Irpinia degli anni ’80 è ancora ben presente nella mente di chi ha vissuto quella tragedia. A distanza di tanti anni e di tanti chilometri, la storia rivive nella tesi di laurea di una brillante italoamericana che fa onore alla terra d’origine dei propri nonni. Stefania Longo, nata e cresciuta a Scranton (in Pennsylvania), si è recentemente laureata discutendo una tesi sull’Irpinia, sulla letteratura autoctona e meridionale in genere. Quanto prima Stefania insegnerà italianistica alla prestigiosa Università Cattolica di Washington.  Ho avuto il piacere di intervistarla.

  • Politica

    Montecalvo Scoppettone: il Pdl appoggerà “La Campana” di Pizzillo

    [Ed. 00/00/0000] Montecalvo Irpino Av – A Montecalvo lo scenario politico, per le prossime amministrative, sembra ben delineato: da un lato il gruppo de “la Campana”, capeggiato da Carlo Pizzillo, e dall’altro l’“Unione Popolare” di Alessio Lazazzera, che domenica scorsa con una conferenza stampa ha ufficializzato il simbolo e la propria candidatura. E adesso da Montecalvo arriva una nuova notizia: il Popolo della Libertà appoggerà Pizzillo, come sostiene il responsabile comunale, Antonio Scoppettone: “Adesso – afferma – non ci sono più dubbi. Appoggeremo “La Campana”. Forse scenderà in campo anche il sottoscritto e nei prossimi giorni ci incontreremo per definire il programma. Innanzitutto, dobbiamo migliorare la viabilità per incoraggiare le aziende locali, su cui si sta facendo sentire la crisi internazionale”. Ma Scoppettone dichiara “di avere a cuore le politiche sociali, in particolare il futuro dei giovani e dei bambini”. Insomma, a Montecalvo i giochi sembrano fatti, anche se, per alcuni osservatori arguti, l’ipotesi di una terza lista non è ancora tramontata. Staremo a vedere. [Nativo]

    Redazione

  • Forum,  Politica

    Regionali 2005 – Commenti

    Montecalvo Irpino AV – 06 aprile 2005 – Personalmente sono molto rattristato dai magri risultati ottenuti dalla sinistra a montecalvo, ma mi rifiuto di cadere nella tentazione di far scaturire, in generale, da questi risultati elettorali giudizi sull’operato di maggioranza ed opposizione sul piano comunale perchè a mio avviso non sarebbe corretto.
    Inoltre, a parte il forte astensionismo, ci sono 633 voti espressi in questa elezione per partiti che non sono organici a nessuna delle due coalizioni presentatesi alle comunali. Questi voti a chi vanno? Come li interpretiamo?
    Far scaturire dall’esito di questa tornata di elezioni regionali una bocciatura dell’opposizione da parte dell’elettorato montecalvese mi sembra una grossa forzatura.
    Riportati sul piano strettamente comunale sono certo che i rapporti di forza (in termini di voti) tra maggioranza e minoranza siano decisamente diversi, e magari oggi potrebbero anche riservare qualche sorpresa.

    Antonio Basile

  • Attività Commerciali

    Da Montecalvo Irpino a Pechino

    Montecalvo Irpino AV – 06 aprile 2005 – Da Montecalvo Irpino a Pechino: il passo lo compie “Fate e Streghe”, società nata con gli incentivi per l’imprenditorialità femminile (legge 215/92) per la promozione dei prodotti enogastronomici irpini, e approdata in Cina, per la seconda volta, con un progetto destinato a consolidare la presenza di marchi e lo stile di vita italiano presso i “nuovi ricchi” di Pechino.
    “La nostra azienda — spiega Teresa De Cillis — non si limita alla semplice promozione dei prodotti enogastronomici, ma abbraccia tutti quei settori che oggi la Cina ci invidia: vale a dire moda, sport, turismo”.

    Redazione

  • Persone

    GIOVANNI PAOLO II° ” SE MI SBAGLIO MI CORRIGGERETE “

    Angelo Siciliano

    Zell TN  – 02 aprile 2005 – Karol Wojtyla, nato a Wadowice il 18 maggio 1920, eletto Papa il 16 ottobre 1978, è morto in Vaticano il 2 aprile 2005. È stato il primo Papa polacco, detto l’atleta di Dio anche per i suoi tantissimi viaggi per visitare i luoghi dimenticati e i diseredati del mondo. Ha posto l’uomo, la sua dignità e il valore della sofferenza al centro di tutto.Tante luci e infiniti meriti gli sono riconosciuti. Tuttavia, qualche critica è stata mossa al suo operato: un eccessivo conservatorismo teologico all’interno della Chiesa, il rifiuto a discutere del matrimonio dei preti, la condanna dell’uso del profilattico, che pure potrebbe arginare il diffondersi dell’AIDS in Africa dove si contano a decine di milioni i sieropositivi.
    A Roma è accorso qualche milione di fedeli per rendergli l’estremo saluto, ma nel mondo sono oltre un miliardo i cattolici che hanno trepidato per le sue condizioni di salute, nel periodo pasquale e nei giorni successivi. Immagine tratta da un dipinto di Angelo Siciliano [Nativo]

    SE MI SBAGLIO MI CORRIGGERETE

    Ma chi s’azzardavaa correggerti? 
    Fortemente hai inciso
    nel murale della storia

    cavalcando implosioni
    ideologiche

    scongiurando ad Est
    il guerrone
    senza fare sconti
    al capitale selvaggio
    multinazionale.

    Fiaccola ardente di fede
    e comunicazione mediatica
    hai rischiarato filosofi
    e attivato poetiche
    della conversione
    della speranza
    del dialogo
    della pace
    della libertà
    della riconciliazione



    rivitalizzato teologi
    e chiesto perdono
    per qualche buio
    trascorso della Chiesa.
    Infine la tua fioca
    indomita lucerna
    mai rinunciataria
    seppure scossa
    provata nella fibra
    ha pulsato luce
    finché ha potuto
    nei cuori dei Papa-boyse
    di chi ancora
    sa commuoversi. 

  • Forum

    Il futuro della Valle del Miscano.

    Si accende il dibattito sul web

    [Ed. 00/02/2007] Montecalvo Irpino AV – Si accende il dibattito pubblico intorno al futuro socio-economico della cittadina della valle del Miscano. Sul forum del sito web www.irpino.it è partito un workshop virtuale all’interno del quale i cittadini, residenti e non, stanno aprendo il dibattito sulle potenzialità del Comune e sui suoi punti deboli. «Credo che ci sia bisogno di un accurata analisi socio-economica, che nasca dalle migliori intelligenze del paese riunite in un apposito gruppo di lavoro, o comitato civico – dice Mario Corcetto -. Le risultanze di detto studio dovrebbero essere messe a disposizione degli amministratori e degli operatori economici, non necessariamente montecalvesi, affinché vi possano trarre utili spunti per impostare concrete iniziative per l’innesco di un ciclo economico virtuoso». Secondo Corcetto dovrebbe essere elaborato uno strumento al servizio della progettualità. Tale analisi dovrebbe esaminare la componente antropologica stanziale; la situazione occupazionale; l’entità e natura dell’emigrazione stagionale; l’entità e natura dell’emigrazione stabilizzata; l’entità e natura dell’immigrazione; la realtà economica attuale; la domanda e l’offerta virtuali di forza lavoro e le competenze e professionalità disponibili. «Poi andrebbero fissati gli obiettivi strategici perseguibili ed i tempi di realizzazione – continua Mario Corcetto – individuando i segmenti di mercato con concreti margini d’inserimento».
    Secondo quanto emerge dal dibattito andrebbero censite ed esaminate le risorse disponibili e quelle virtuali in modo da fare il punto della situazione sulle forze e gli strumenti disponibili. Vanno anche individuate ed analizzate le criticità settoriali e le sinergie possibili tra le varie componenti istituzionali, religiose, sociali ed economiche montecalvesi. «Così sarà possibile abbozzare un congiunto concetto d’azione – conclude Corcetto – un approccio sistematico, insomma, che non trascuri alcun aspetto importante e che si prefigga l’obiettivo, forse un po’ ambizioso ma secondo me possibile, di bloccare il flusso migratorio dei giovani e della famiglie montecalvesi; favorire il rientro di nuclei familiari della fascia non ancora stabilizzata ed attrarre i compaesani stabilizzati altrove che hanno cessato l’attività lavorativa». [Nativo]

    Redazione

  • Persone

    Cosimo Maria De Horatiis

    Scienziato e Letterato tra Illuminismo e Romanticismo

    Antonio Stiscia

    [Ed. 00/09/2007] Cosimo Maria de Horatiis nasce a Caccavone (od. Poggio Sannita) il 25 settembre 1771 e muore in Napoli il 26 Marzo 1850. Figlio del Dott.Costanzo e di Rosa Daniele,fin da fanciullo mostrò i segni di un vivo ingegno e la voglia di apprendere,che gli veniva dagli insegnamenti del dottissimo padre,ottimo insegnante e valente medico,alla cui scuola si formarono molti giovani del paese e del circondario. Il dott. Costanzo,legatissimo alla famiglia,trasmise a Cosimo come agli altri suoi figli, i primi germi del sapere e della virtù,non solo sotto l’aspetto medico,ma anche sotto l’aspetto letterario e scientifico. Fu così,che fin da giovinetto,Cosimo(Cosmo),apprese di matematica,fisica,filosofia e lettere,per poi perfezionarle nel Seminario di Trivento,dove fu iscritto all’età di 11 anni e dove ebbe per precettore Attanasio Tozzi,discepolo del Genovesi. Si trasferì a Napoli per completare la sua formazione umanistica. In quel 700 ricco di ingegni e in pieno turbinìo di cultura,si trovò perfettamente a suo agio. La scelta di dedicarsi  agli studi di Medicina,fu confortata dagli insegnamenti del Cotugno e del Cirillo e di altri insigni professori della Università di Napoli. Si laureò giovanissimo in Salerno,tra il plauso dei colleghi e dei professori nel 1791. Visse per molti anni nel paese natìo,finchè  recatosi in Isernia per motivi personali,si trovò coinvolto nelle vicende rivoluzionarie della Repubblica Partenopea del 1799. Accadde che la Isernia borbonica,impossibilitata a respingere l’attacco delle preponderanti forze dell’esercito francese,saggiamente,decise di trattare la resa onorevole,evitando lutti e distruzioni. Per il suo notorio equilibrio e la imperturbabile saggezza,fu incaricato Cosimo de Horatiis di intavolare le trattative. Le sue convincenti parole,espresse nel perfetto idioma transalpino,le sue motivazioni e i suoi ragionamenti,colpirono il comandante delle forze di invasione,che addolcitosi e forse compiaciuto dai comuni sentimenti,si astenne da ogni violenza. La presa di Isernia fu connotata da un atto di intelligenza politica di pacificazione e buona convivenza,con la scelta,proprio del de Horatiis,a rappresentare l’autorità del nuovo governo.

  • Ambiente

    L’Occhio del Diavolo

    Mario Sorrentino

    [Ed. 24/11/2007] Montecalvo Irpino AV – Sono andato di recente insieme a Gaetano Caccese, un animatore culturale di Ariano, ma con radici montecalvesi, e un suo amico, Antonio Bufano, che fungeva da guida “indigena”, a fare un’escursione durante la quale Gaetano ed Antonio dovevano completare un sentiero che partendo dal greto verso nord/est del ruscello Miscanello ai piedi del calanco di Ripa della Conca (un’altissima parete di roccia a circa duecento e più metri di dislivello dall’ex ospedale di Santa Caterina) prima salendo sul ciglio del fosso e poi percorrendolo lungo una pista segnata dai cinghiali, dovrebbe giungere alla fine del fosso digradante a sud/ovest e tornare più o meno al punto di partenza, seguendo il greto dello stesso torrente Miscanello.
    Il percorso però non si è potuto completare per la mancanza di tempo e soprattutto per le difficoltà ad aprirsi una via agevole attraverso un intrigo vegetale di rovi, tronchi caduti di traverso, canneti in decomposizione, ecc. – una cosa peggiore della giungla tropicale.
    Siamo però giunti sino al punto in cui il ciglione digrada sin quasi al letto del ruscello, all’altra estremità della ripa. E qui Antonio si è prodotto in una impresa da equilibrista pazzo, scendendo lungo l’ultima fragilissima cresta cretacea che si stacca dalla parete avendo ai lati degli strapiombi quasi verticali, E’ dovuto risalire perché Gaetano e lo stesso Antonio si sono ricordati che lo scopo dell’escursione era aprire un sentiero per tipi un po’ sportivi, sì, ma non pazzi spericolati..
    Siamo tornati al punto di partenza rifacendo grosso modo lo stesso cammino a ritroso.
    Questa la storia del percorso; mi resta però da descrivere le cose belle e anche bellissime viste laggiù. La parete stessa vista prima dal basso, e che offre prospettive sempre diverse e cangianti alla luce, a mano a amano che ci si avvicina, la si scala, passando a lato di una sonante cascata alta almeno venti metri di un’acqua un po’ sporca però, la quale (cosa incredibile per l’arida Montecalvo) faceva girare la ruota di un mulino ora scomparso, e poi la vista da capogiro delle creste che potevamo vedere sporgendoci dal ciglio.La meraviglia maggiore però ci è stata offerta da una cascatella laterale rispetto alla cascata più alta e copiosa. In quel momento la cascatella era povera d’acqua, che fuoriesce da un foro oblungo di una roccia stranamente dura e grigia (tipo di roccia chiamata dai geologi metamorfica, diversissima dalla roccia di arenaria dominante tutt’intorno e ricca di fossili marini – ed è detta sedimentaria). Il getto, sia pure scarsissimo, è di un’acqua densamente rossa, molto più rossa dell’acqua ferruginosa. Be’, quel foro nella roccia è l’occhio del Diavolo. Uno di noi tre neanche si è avvicinato perché crede come i nostri antenati che il posto è malefico e che lì si ritrovavano a trescare col Maligno streghe e “mavari”.
    A me sono piaciuti specialmente dei giganteschi pioppi che forse costituiscono lo scampolo rimasto della foresta fittissima che una volta ricopriva tutto il nostro monte, prima che si guadagnasse il triste nome di “calvo”. Saranno lì da millenni, se si pensa alla capacità inesausta degli alberi di riprodursi “via pollone”. Sempre che nessuno interrompa la catena, ovviamente. Ma questa è un’altra storia e molto lunga da raccontare qui. Una nota malinconica per finire: a un certo punto, Antonio ha guardato una macchia opposta alla ripa su cui stavamo allora e ci ha raccontato la morte di suo nonno precipitato insieme alla sua mula mentre scendeva al fiume. Foto A. Siciliano [Nativo]

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  • Ricorrenze religiose

    San Felice Martire – Patrono di Montecalvo Irpino

    Antonio Stiscia

    [Edito 00/01/2007] Come recita il Martirologio, i Santi Felice e Adautto si ritengono essere stati martirizzati,il 30 Agosto,giorno che il Calendario Ecclesiastico dedica ai due fratelli decapitati ,probabilmente nel 303 D.C., sotto l’impero di Diocleziano.( cfr Sagramentario di San Gregorio Magno). San Felice è uno dei martiri più conosciuti e non è un caso che viene rappresentato col suo compagno (fratello) Adautto(aggiunto) in uno dei primissimi affreschi paleocristiani (Cimitero di Comodilla-Roma) insieme all’Apostolo Pietro. La vicenda del suo martirio è leggibile in ogni manuale e/o enciclopedia,per la straordinarietà dei fatti e per la condizione di presbitero(prete)in un momento in cui la Chiesa Cristiana andava organizzandosi ed espandendosi nell’Impero. A Lui sono dedicate straordinarie Chiese e altari nelle più importanti città della cristianità e in alcune Cattedrali europee(cattedrale di Santo Stefano a Vienna dove si conserva una sua reliquia). Sebbene si sia spesso parlato,a volte a ragione ,sul novero delle migliaia di reliquie,non tutte autentiche ,ciò non toglie che per il nostro Santo le vicende assumono una connotazione particolare.