Cultura
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Il murale di via Maddalena
[Ed. 18/12/2001] Il muro di cinta di Via Maddalena, che si estende per 510 mq, e’ interamente affrescato con uno dei murali a soggetto unico piu’ grandi d’Italia. In un affascinante intreccio tra Storia e Mito, sono narrate le vicende della comunita’ montecalvese dal suo nascere fino alla seconda meta’ del 1600.Coordinati dal critico d’arte Marisa Russo, hanno dato vita al murale gli artisti Lavinio Sceral, Lello Sansone, Michele Giglio e Renato Criscuolo. Agganciato al rosso tappeto volante, elemento d’unione dell’intera narrazione murale e’ lo “scazzamariello”, prima figura mitica rappresentata. Secondo la tradizione popolare, il dispettoso folletto ha il potere di defecare oro.
La “pacchiana” cioe’ la donna con il tipico costume montecalvese, rappresenta la sintesi tra Storia e Mito in quanto pur essendo figura reale, e’, ormai, simbolo di una civilta’ scomparsa e profondamente trasformata. In un turbinoso cielo squarciato dai lampi si erge la rocca romana sorta durante le guerre sannitiche e divenuta, successivamente, il castello di montecalvo. Spettri alla ricerca delle nordiche radici, i soldati longobardi vi si aggirano smarriti.
Mefite, nauseabonda, personificazione delle stomachevoli esalazioni, dea effettivamente adorata presso la Malvizza di Montecalvo dagli antichi Sanniti e dagli stessi Romani, ispira una sorta di fusione tra religione e magia.
Le leggendarie “Janare” (streghe) che tanta fortuna ebbero nell’area beneventana, trovarono terreno fertile nel contesto culturale montecalvese. La tempesta creava le condizioni ottimali perche’ potessero radunarsi per danzare intorno al famoso noce di Benevento : ” sott’acqua e sott’a bbiento sott’a la noce di bbinivientu” (sotto acqua e sotto vento sotto il noce di Benevento) e’ la formula magica pronunciata dalla Janara prima di spiccare il volo. In contrada Malvizza e’ ambientata la scena dell’oste malvagio, che l’avidita’ sta trasformando in bestia. Egli serve carne umana, meglio ancora di bambini, ai malcapitati avventori. Satana concorrente nel Male, o Cristo, sdegnato da tanta efferatezza, inabissano la taverna nelle viscere della Terra da dove sarebbero sorte le malefiche bolle.
La dea Diana, storicamente adorata in territorio montecalvese e ritenuta nel Medioevo protettrice delle partorienti, rappresenta la difesa della vita calpestata dall’oste maligno. Il beato Felice da Corsano, nell’evidente smaterializzazione, e’ l’antitesi del crudele oste di contrada Malvizza: mentre questi e’ trasformato in bestia dalla materia, l’asceta e’ spiritualizzato dal misticismo. L’integrazione del dinamismo germanico con la cultura romana attraverso la mediazione cristiana, da corpo alle umbratili figure dei Longobardi invasori ed i crociati, insieme al radioso rosone gotico, diventano il simbolo della nuova Europa. Sullo sfondo l’ospedale di S.Caterina, fondato a Montecalvo dagli stessi Crociati.
La terribile peste del 1656 che violenta si abbatte’ sull’intero regno di Napoli e’ il motivo ispiratore della penultima scena. Il dolore umano, che sovrasta ogni cosa, accomuna quella tragica occasione a tutte le altre sventure, soprattutto terremoti, che nel corso dei secoli sono state causa di lutto.
Il viaggio del tappeto volante si conclude in Oriente, che non e’, pero, ricercato lontano nello spazio inserendosi senza fratture tra la Storia ed il Mito di Montecalvo. Anche in questa scena, che sembra la piu’ fantastica di tutte, col Mito si alterna la Storia: le esperienze guerresche degli antichi crociati, l’arrivo della cultura araba filtrata nelle esperienze dei Pugliesi immigrati a Montecalvo dopo la peste del 1656, si tramandano in segni di pietra scolpiti sui noti portali che la magica lanterna di Aladino trasforma in un dolce paesaggio orientale. Il sekoma l’antichissima mensa ponderaria presente a Montecalvo da tempo immemorabile, da misura granaria si trasforma in misura del tempo che non cancella il passato. Un portale che si apre al futuro, e’ il segno che la Storia continua. – “Progetto Itinerari Turistici Campania Interna. La Valle del Miscano, Volume 1°” Poligrafica Ruggiero, Avellino, dicembre 1995
Giovanni Bosco Maria Cavalletti
Nell’ agosto 2011, Angelo Siciliano, scrittore e ricercatore montecalvese, preso visione della pagina sopra ha invitato, la direzione del sito, di aggiungere quanto segue:
I murales di Montecalvo Irpino furono realizzati, nell’autunno 1988, su iniziativa e proposta di Angelo Siciliano all’amministrazione comunale, guidata allora dal sindaco Felice Aucelli. Nell’estate del 1988, dopo la pubblicazione de “Lo zio d’America” ad Avellino, l’editore Nunzio Menna invitava Angelo Siciliano e sua moglie, Maria Paparo, a far parte della giuria che valutava le opere realizzate da un gruppo di pittori muralisti campani, coordinati dalla signora Marisa Russo di Napoli, a Piano Vetrale (Sa) e a Castelvolturno (Ce). Alcuni di quegli artisti avrebbero realizzato, nello stesso periodo, dei murales a Montefalcone (Bn). Constatata la buona qualità di quei murales, Angelo Siciliano faceva la proposta verbale al sindaco Aucelli, che allertava alcuni assessori e vice assessori, i quali si recavano a visionare quei dipinti. Poiché la cosa piacque, fu contattata la signora Marisa Russo, alla quale Angelo Siciliano suggeriva che si sarebbero potuti dipingere dei miti attinti anche da “Lo zio d’America”. Si trattava poi solo di scegliere se realizzare dei murales singoli, sui muri delle case ubicate nei punti strategici del paese, o una lunga striscia di murales, come poi fu fatto, sul muro del giardino del convento dei francescani. A fine agosto, Angelo Siciliano salutava tutti e partiva per tornare a Trento, città in cui vive dal 1973.[Nativo]
Angelo Siciliano
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Tombolata e solidarietà
[Ed. 00/12/2001] Montecalvo Irpino AV – Per il secondo anno consecutivo a Montecalvo, nei locali della Palestra comunale in via Roma, la Parrocchia ha organizzato quella che sta diventando ormai a buon diritto una salda tradizione : la tombolata. Tutto è iniziato l’anno scorso, quando il nostro parroco don Teodoro ha dato vita alla prima edizione della Tombolata della Parrocchia. L’idea nacque soprattutto dalla voglia di creare un momento comunitario sano e distensivo o come si suol dire : “per passare una serata diversa insieme a tanta altra gente “. Se l’edizione 2000 si è articolata in tre serate con due tombolate ciascuna, l’edizione attuale, 2001, è strutturata invece in quattro serate, una in più dunque dell’anno scorso! Tale scelta, però, non è stata casuale. Va detto subito che è stata motivata da un evento particolare. Da qualche mese a Montecalvo è in corso la ristrutturazione di un capolavoro dell’arte quattrocentesca, ossia la “Collegiata di Santa Maria Assunta”, splendido esempio di arte gotico-romanico nonché luogo di forte impatto spirituale per i ricordi legati soprattutto a San Pompilio Pirrotti, nostro caro conterraneo. Ovviamente per portare avanti i lavori necessari a rendere agibile la suddetta Chiesa sono necessari molti fondi, ancor più se si pensa che a Montecalvo contemporaneamente sonoaperti i cantieri nella Chiesa di San Nicola Vescovo e nel Santuario di San Pompilio, dove si stanno ristrutturando rispettivamente la canonica e la casa natale del santo succitato. Lo sforzo economico cui la Parrocchia e la Diocesi si stanno prestando non è certo di lieve entità. Per questo il nostro parroco ha pensato di organizzare la Tombolata 2001 come occasione per raccogliere una piccola ma importante parte di quei fondi necessari alla riapertura della Collegiata. Ecco dunque anche il motivo dell’aggiunta di una quarta serata. Di queste quattro serate due sono già state archiviate con successo e soprattutto con la piena generosità dei montecalvesi. Infatti nella tombolata del 16 dicembre e in quella del 23 è stata raccolta la somma complessiva di £ 1.600.000 circa. A questo punto restano ancora due serate previste per Capodanno e per L’Epifania ( in quest’ultima serata sono previste tre tombolate oltre all’animazione musicale del M° Michele Zecchino ), giorni nei quali l’affluenza, peraltro già ottima, dovrebbe sensibilmente accrescersi, e con essa anche la generosità dei partecipanti. La tombola, dunque, da semplice gioco natalizio quale pure esso è, può diventare espressione di solidarietà e di generosità, cosa che quest’anno sta avvenendo a Montecalvo. A me non sembra affatto malvagia l’idea di divertirsi con gli amici e contemporaneamente contribuire a riaprire un luogo di culto caro ai montecalvesi nonché un bene artistico di importanza nazionale al contempo. E poi è anche un modo per rendere consapevoli le persone che i grossi traguardi si possono ottenere anche con piccoli gesti! Anzi, la solidarietà è fatta quasi sempre di piccoli gesti. In questo senso la parabola evangelica “dell’obolo e della vecchia” ci offre una chiara chiave di lettura sull’importanza di un gesto che può sembrare così piccolo ma che genera al contempo un grandioso effetto. Fin da bambino mi è stato sempre insegnato che la casa si costruisce mattone su mattone, come a dire che c’è bisogno di tanti mattoni, ognuno dei quali ha una pari importanza nell’edificazione della casa stessa. Cosa dire ancora? Se il gioco oltre a qualche ora di allegria e divertimento riesce ad assicurare anche un contributo importante e fattivo nel sociale, beh, allora vi dico : “giocate gente, giocate e…comunque vada sarà un successo”. [ Nativo ]
Antonio Cardillo
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Canti e cunti di tradizione orale nel nuovo CD di Alberto Tedesco
Lunedì 31 Ottobre, alle ore 21:30, presso “Lu Varrile”, a Montecalvo Irpino, viene presentato il CD “Canti e Cunti Montecalvesi Vol.1”, di Alberto Tedesco: un viaggio nei suoni e nelle leggende della civiltà arcaica contadina Montecalvese. L’autore tiene a precisare che le copie fisiche sono limitate; pertanto la diffusione avverrà attraverso le piattaforme digitali.
Ho avuto modo di apprezzare Alberto Tedesco in uno dei suoi concerti con i Fujenti, gruppo il cui stile fonde il jazz con la musica popolare, anche se, a dire il vero, in Alberto l’attaccamento, la passione e il sentimento per la musica di tradizione orale risalgono già a qualche anno fa. Durante l’esibizione del gruppo in questione, mi ha piacevolmente sorpreso la particolare interpretazione del canto “Inno alle Grazie”, che richiama alla mente “Madonna de la grazia”, brano della NCCP, portato alla ribalta già negli anni Settanta del secolo scorso, nonché l’esecuzione di alcuni vocalizzi a supporto del sassofonista Ettore Patrevita, secondo una pratica in uso nella musica jazz. Il termine tecnico per definizione è “scat”, e maestri di questo genere sono stati, tra i tanti, Dizzy Gillespie e il compianto Lucio Dalla dei primordi, mentre tra i contemporanei è da annoverare il foggiano Gege Telesforo. -
Celebrazione del Te Deum
[Ed. 00/12/2001] Montecalvo Irpino AV – La celebrazione del Te Deum officiata dal Parroco Don Teodoro Rapuano presso la chiesa di S. Bartolomeo Apostolo
[Nativo]
Antonio Cardillo
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Commedia teatrale
[Ed. 28/12/2001] Montecalvo Irpino AV – Commedia teatrale tenutasi presso la Palestra Comunale in via Roma
[Nativo]Antonio Cardillo
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Celebrazione della notte di Natale
[Ed. 00/12/2001] Montecalvo Irpino AV – Santa messa della notte di Natale celebrata presso la palestra comune di via Roma
[Nativo]Antonio Cardillo





















































































































