• Editoria

    Arturo De Cillis. Quando i Borbone ordinavano: FACITE AMMUINA!

    Alfonso Caccese

    [Ed. 00/00/2000] Il tentativo di cercare in rete, elementi utili per la ricerca storica locale,  proteso alla divulgazione, in modo onesto e trasparente, di una cultura,  quella Montecalvese, carica di passionalità spesso confinata nei più profondi meandri della memoria, mi ha fatto scoprire ( anzi ritrovare ) e rispolverare quelle esperienze latenti che sapevo esistere ma mai sperato così copiose  conoscere. Ultima scoperta, una pubblicazione di un mio caro,vecchio  amico d’infanzia : Arturo De Cillis, ( non l’incontro da oltre 20 anni) che non conoscevo come ricercatore storico, ma sapevo e ricordo essere persona sensibile e appassionato cultore della nostra storia. Rischio di cadere nel banale ma credo che per l’intera comunità Montecalvese, scoprire la passionalità di  persone che  pur vivendo fuori dal paese, hanno quotidianamente impressa nella loro mente il nostro piccolo paese, rappresenti una forza e una qualità che credo ci distingua da tante altre piccole realtà a noi vicine. [Nativo]

    [De Cillis A., Facite ammuina!, GDS EDIZION, 2000]

  • Cultura,  Poesia

    “Lu Communi” poesia di Angelo Siciliano

    Angelo Siciliano

    [Ed. 27/01/2005] Zell TN – L’edificio comunale montecalvese, col suo aspetto architettonico così diverso e inconsueto rispetto agli altri palazzi del paese, fu edificato dopo il terremoto del 1930, secondo lo stile littorio elaborato dall’architetto e urbanista del regime, Marcello Piacentini, che tanto contribuì allo sventramento di Roma. Strutture architettoniche dello stesso tipo, spesso più elaborate e con intenti celebrativi e monumentali, sono presenti in tutte le città italiane. Il terremoto distruttivo del 1930 causò, solo a Montecalvo Irpino, la morte di 83 persone. Poi vi sono stati altri due terremoti distruttivi: quello del 1962, che provocò indirettamente la morte di una signora, e quello del 1980, che non provocò vittime a Montecalvo, ma ne causò quasi tremila nel resto dell’Irpinia e in Lucania.
    Delle due foto del Comune di Montecalvo, una l’ho scattata nel 2004, l’altra, a cui ho dato i colori, è del 7 aprile 1946 e appartiene all’archivio di Agnese Cristino, vedova di Oreste e nuora di Pietro Cristino, primo sindaco democratico di Montecalvo Irpino, eletto proprio nell’aprile del 1946. [Nativo]

    LU CUMMUNI

    Lu cummùni, nu palazzu fatt’a shcàtuli:
    la pìccula ‘ncòppa, cu lu llòrgiu,
    la ròssa sótta, cu lu barcóne andó s’affacciava
    chi cummànnava e ss’éva fa vidé.
    Fu lu rijàlu fascista pi li tanta
    muórti di lu tirramóte di lu Trènta,
    ca facètt ‘nchjanià palazz’e chjiésiji.
    Pócu luntànu, dòppu lu tirramóte
    di lu Sissantadùji, sfrattànnu la cantina
    di nu palàzzu, truvàrnu li shcatulètt fràcidi
    ca lu padrone s’er’ammucciàt’a lu tirramóte
    di lu Trènta, ‘mméce di li spinzià a la gente.
    Ma puru dòppu lu Sissantadùji
    e dòpp’ancóra, ci fu chi si n’apprufittàvu
    cu lu magna magna: si cagnàva partìtu,
    si facéva carna di puórcu,
    paréva ca ‘n s’abbuttàvunu maji.
    ‘Nd’à stu municìbbiju, da quannu
    ci trasètt lu pudistà, dint’a lu suttànu,
    c’abbijàrn’ammintunà carti e ccu lu tiémpu
    s’ave chjinu com’a n’uóvu.
    Si unu cerca cóccósa ddrà ddintu,
    jà com’ascià n’ agu ‘nd’à nu pagliàru,
    ci pó’ ttruvà puru nu nidu di sórici.
    Dòppu la uèrra, sótt’a lu cummùni ci stéva
    la Càmmira de’ llavóro e ‘mmiézz’a la chjazza,
    a la stagióna, s’accugliévunu li mititùri ‘la séra
    ca li massàri si li mminévun’a ccapà.
    D’ati tiémpi, si mittévunu l’uómmini‘ncòppa
    a li fiérri: accuntàvun’a ffil’a ffilu quéddru
    ca l’era capitàtu a li ddóji uèrri mundiàli.
    Passàvunu cu li ciucci cu la sàlima li cristijàni,
    uagliùni ch’alluccàvunu, fèmmini cu lu varrìlu
    o na césta ‘n capu, sèrivi cu li bórzi chjéne,
    cócche ssignóre cu la códa crécca.
    Po’ cócchidùnu si shcaffàvu ‘nd’à li cchjòcchi
    ca ‘stu paese era viécchju e ssi di n’ómu
    viécchju si ni scòrdunu, li ccàsura vècchji
    s’abbandónunu. Accussì lu paese s’ave dillatàtu
    da quà e da ddrà pi ddint’à li tterr’attuórnu.
    Si tatóne lu vidéss mo’ da luntànu, dicéss
    sicuramènt ca pare Nàbbuli pìcculu.
    Ma li genti so’ ccuntènt di ‘sti ccasi nóvi
    a lu mmarànu, ‘nfacci’a bbòrija?
    Da quannu puru lu Trappìtu ave muórtu
    pi ‘nnant’a ‘stu municìbbiju, a la sera,
    ci passa sulu cócche ccanu spèrzu.

    IL MUNICIPIO

    Il municipio, un palazzo fatto a scatole:
    la piccola sopra, con l’orologio civico,
    la grande sotto, col balcone da cui s’affacciava
    chi comandava e doveva farsi vedere.
    Fu un regalo fascista per i tanti
    morti del terremoto del 1930,
    che fece abbattere palazzi e chiese.
    Poco distante, dopo il terremoto
    del 1962, svuotando la cantina
    di un palazzo, si rinvennero barattoli corrosi
    che il proprietario aveva imboscato al terremoto
    del 1930, invece di distribuirli alla gente.
    Ma anche dopo il 1962
    e dopo ancora, vi fu chi si approfittò
    con accaparramenti: si cambiava partito,
    c’era chi se la sapeva godere,
    mai mostrando d’essere soddisfatto.
    In questo municipio, da quando
    vi entrò il podestà, nel seminterrato,
    iniziarono ad accumulare documenti
    e col tempo s’è riempito come un uovo.
    Se uno va per qualcosa lì dentro,
    è come cercare un ago nel pagliaio,
    vi potrebbe trovare anche un nido di topi.
    Dopo la seconda guerra, sotto il comune vi era
    la Camera del lavoro e nella piazza,
    d’estate, vi si radunavano i mietitori di sera
    per essere ingaggiati dai massari.
    In altre stagioni, i reduci si sedevano
    sulle sbarre di ferro: raccontavano con ordine
    le loro disavventure nelle due guerre mondiali.
    Passavano con gli asini con la soma gli uomini,
    ragazzi che schiamazzavano, donne col barile
    o una cesta sul capo, serve con la borsa piena
    della spesa, qualche borghese altezzoso.
    Poi qualcuno si incaponì
    che questo paese era vecchio e se un uomo
    vecchio va dimenticato, le case vecchie
    si abbandonano. Così il paese s’è dilatato
    di qui e di là nei terreni coltivi tutt’intorno.
    Se il nonno lo osservasse ora da lontano,
    direbbe sicuramente che è una piccola Napoli.
    Ma la gente è contenta di queste case nuove
    senza sole, esposte sempre a bora?
    Da quando anche il Trappeto è morto
    davanti a questo municipio, di sera,
    vi passa solitario qualche cane randagio.

  • Ricorrenze religiose

    I fuochi e i piccoli aerostati di S. Giuseppe nella tradizione montecalvese

    [Ed. 20/03/2005] A Montecalvo Irpino il 19 marzo si festeggia S. Giuseppe e nel pomeriggio il paese si anima, perché è attraversato dalla processione con la statua del santo, appartenente alla chiesa di S. Bartolomeo, seguita dai fedeli e da diversi automezzi.
    In passato, questa festa riguardava soprattutto gli artigiani. Anche i contadini e i massari, tuttavia, partecipavano con mucche e carri.
    Con l’introduzione di camion e trattori nelle attività lavorative, si cominciò a sfilare anche con questi mezzi dietro la processione e i gas di scarico ammorbavano l’aria rendendola irrespirabile.
    Era una specie di sfida per mostrare agli occhi della gente le mucche più belle, con le corna infiocchettate di nastri colorati, e anni dopo il trattore lucidato, più grosso e potente di quelli della concorrenza.
    All’imbrunire, era tradizione accendere dei fuochi negli slarghi del paese e davanti alle case di chi viveva in campagna.
    Questa tradizione è comune ad altri paesi dell’Irpinia.
    Qualche giorno prima della festa, le famiglie, o la gente dei rioni che era animata dallo spirito di clan, si davano da fare per raccogliere materiale da ardere per l’occasione. Accatastavano paglia, ramaglie, fascine e, giunto il momento dell’accensione, adulti e bambini si radunavano eccitati e vocianti attorno al cumulo di materiale che si era riusciti a costruire.
    A un certo punto colui che fungeva da capo clan, diventava piromane dando fuoco alla catasta.

  • Ambiente

    Il problema annoso dei rifiuti campani

    [Ed. 08/03/2005] In Campania il problema dei rifiuti perdura da almeno un decennio e ricorrentemente sale alla ribalta della cronaca locale e nazionale, anche per le implicazioni e le complicazioni d’ordine pubblico che va ad innescare.
    È sotto gli occhi di tutti che la politica ha difettato di una visione lungimirante, dimostrando finora incapacità e impotenza a risolvere questo problema.
    L’ecomafia avrebbe adoperato ex cave e siti non autorizzati per lo smaltimento abusivo dei rifiuti tossici, di cui si è persa traccia. Insomma la raccolta dei rifiuti è un business molto appetibile e su di esso l’ecomafia è riuscita a mettere le mani, con danni molto gravi per l’ambiente e il rischio serio d’inquinamento delle falde acquifere.
    Da qualche anno la megadiscarica di Pianura (NA) è satura e non è più in grado di ricevere rifiuti.
    Anche i sette impianti, allestiti in Campania per la produzione di combustibili ricavati dai rifiuti, finiscono spesso nell’occhio del ciclone. La magistratura interviene ponendoli sotto sequestro. In tali frangenti la crisi dei rifiuti si acuisce e Napoli e altre città campane sono sommerse da cataste d’immondizie, che ammorbano l’aria e rendono invivibili strade e quartieri.
    In queste fasi confuse, le autorità cercano affannosamente di individuare dei siti per nuove discariche. A causa di ciò montano le proteste da parte di chi vive in prossimità delle aree prescelte, ma si sospetta che talvolta esse siano pilotate.

  • Calcio,  Sport

    RIONE MAZZINI-MONTECALVO 2-1

    CAMP. DI PROMOZIONE – 22a Giornata – Girone. RETI: 35’ Imbimbo, 10’st Vecchione, 30’st Corrado

    [Ed. 08/03/2005] Montecalvo Irpino AV – Il Rione Mazzini vince di misura sul Montecalvo. La partita è combattuta ma sempre nel rispetto delle regole. Al 28’ i locali usufruiscono di un calcio di rigore ma Corrado manda fuori. Il Montecalvo si fa vedere dalle parti di Erba con Kazazi. Al 35’ gli ospiti vanno in vantaggio. Calcio di rigore per un fallo su un attaccante ospite. Dal dischetto Imbimbo non sbaglia. Il Rione Mazzini, ritorna in campo maggiormente determinato e mette a segno i due gol della vittora. Prima con Vecchione con un preciso tiro da fuori area, poi con il capitano Corrado che riscatta così l’errore dal dischetto. La punizione dal limite dell’area si insacca dove Nardone proprio non ci può arrivare. Tre punti che fanno classifica per il Rione Mazzini, spinti soprattutto da Cardillo che in campo ha conquistato la palma del migliore. [Nativo]

    Redazione

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  • Calcio,  Sport

    MONTECALVO – PROMARTIRI 3-0

    CAMP. DI 3° CATEGORIA. Gara del 13.03.2005 RETI:  Aucelli (M) Aucelli (M) Fierro (M)

    [Ed. 14/03/2005] Montecalvo Irpino AV – Derby anche in terza categoria ma questa volta ad appannaggio del Montecalvo che rifila alla squadra di Ariano (PROMARTIRI) una bella tripletta.
    Gara senza storia fin dal primo minuto, subito in vantaggio con Aucelli, la squadra di Mister Di Rubbo raddoppiava nel finale del primo tempo ancora con Aucelli. Nella ripresa la Promartiri si sbilanciava in avanti e in contropiede Fierro Luca metteva in cassaforte i tre punti. Gara intensa e abbastanza corretta, solo nel finale qualche piccola scaramuccia sedata immediatamente dalle forza dell’Ordine. Ormai saldamente al primo posto la squadra del Presidente Lo Casale Ludovico mira ai due recuperi con le dirette concorrenti al titolo.

    Redazione

  • Calcio,  Sport

    APICE – MONTECALVO 2-0

    CAMP. DI PROMOZIONE. – 24a Giornata – Girone C – Gara del 13.03.2005 – RETI: 20′ e 25′ Stabile(A)

    [Ed. 14/03/2005] Montecalvo Irpino AV – Il derby è andato all’Apice. La gara molto strana e soprattutto condizionata dal terreno di gioco, ha visto l’Apice passare in vantaggio al 20′ del primo tempo a seguito di uno svarione della difesa del Montecalvo, che pur essendo in quattro si sono fatti infilare dall’attaccante della squadra di casa Stabile.  Cinque minuti dopo, ennesimo errore difensivo consentiva ancora a Stabile di partire da centrocampo e di arrivare in area, dove con un diagonale molto lento infilava l’esterrefatto Nardone. La squadra di Mister Parzanese tentava di reagire ma la troppa confusione degli attaccanti e la prova incolore della difesa non sortiva nulla di buono. La gara si trascinava stancamente e senza sussulti fino al termine.  Foto Franco D’Addona [Nativo]

    Redazione

     

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  • Calcio,  Sport

    VALLESACCARDA – MONTECALVO B 0-0

    CAMP. DI TERZA CATEGORIA – Gara del 20.03.2005

    Gaetano Parzanese

    [Ed. 21/03/2005] Montecalvo Irpino AV – Gara di altri tempi sul campo di Vallesaccarda. In una splendida giornata di sole si è disputata una partita che non rispecchia assolutamente la categoria delle due squadre. Confronto dal livello tecnico superiore sia sotto il profilo tattico che quello disciplinare, anche perchè arbitrata magistralmente dal Sig. Tecce di Avellino. Fin dai primi minuti, il Montecalvo ha fatto capire di non essere sceso in campo per portare a casa il pareggio, poiché ha utilizzato una formazione molto offensiva (come sempre del resto).
    Nell’arco di appena mezz’ora il Montecalvo sciupa ben tre occasioni con Aucelli, Cavotta e Fierro, bravo il portiere a neutralizzarle. Il Montecalvo mantiene il possesso palla e il Vallesaccarda gioca di rimessa, ma solo nel finale i locali hanno una grossa occasione sciupata banalmente.
    Pareggio giusto che consolida il primo posto della squadra del Presidente Lo Casale Ludovico seppur in coabitazione con il Vallesaccarda. Da segnalare come migliori in campo: Aucelli Massimo, Fierro Igino, Cavotta Peter. Nella foto: il difensore Massimo Lo Casale

  • Politica

    La nostra intervista a Pompilio Albanese di Rifondazione Comunista

    Alfonso Caccese / Francesco Cardinale

    [Ed. 30/03/2005] Montecalvo Irpino AV –

    D: Quale è il motivo della tua candidatura a consigliere regionale nelle elezioni regionali del 3 / 4 aprile 2005 ?

    R: La mia candidatura,nasce, se siete stati attenti e penso che lo siete stati, dall’ultimo congresso nazionale dove il partito si è presentato con cinque mozioni, quella di Bertinotti, che in questa provincia ha ottenuto circa il 46 per cento, la mozione Grassi che ha ottenuto il 38 per cento e alle altre mozioni il restante delle percentuali e dalla esigenza di rappresentare la valle dell’ Ufita, infatti non a caso sono l’unico esponente di Rifondazione comunista candidato in questa area , per dare visibilità all’area stessa e alle sue problematiche che sono tante e vanno dai rifiuti , alle problematiche del lavoro , all’ occupazione, e soprattutto ai problemi legati all’ambiente e per dare questa risposta era necessario la nostra presenza in questa area perché riteniamo che la regione Campania sia distante da quelle che sono le reali problematiche della nostra zona e allora se si riesce a creare questa sinergia tra il centralismo napoletano e la periferia può essere determinante.Io ritengo di aver ottenuto gia un primo successo ed è una prima risposta positiva in questo senso. Quindi la mia candidatura nasce come accennavo prima, perché c’erano in ballo due candidature per il gruppo Bertinotti e due per il gruppo Grassi . All’ultimo momento la mozione Grassi ha deciso di non presentare candidature a livello regionale perché ha ritenuto in questa fase che il successo riportato dal gruppo dei Bertinottiani sia stato alterato per questa ragione, e per protesta loro non hanno presentato candidature ma ritengo che al di la di questo dato che effettivamente è preoccupante per la democrazia interna al partito non preoccupi l’elettorato e che comunque l’elettorato si trovi di fronte ad un partito e ai suoi candidati che in questa fase appartengono all’area bertinottiana. Tutte e quattro iniziando, dal sottoscritto, rappresentano una esigenza del partito per garantire a quest’area una presenza sia per le cose che dicevo prima e anche per avere visibilità nel partito perché riteniamo quest’area che negli ultimi anni ha sempre dato un voto positivo al partito che con le ultima provinciali ha visto per 19 voti non esprimere il consigliere provinciale ma su questa questione abbiamo già dato molto insomma se è necessario parlarne parliamone

  • Cronaca

    Traffico indisciplinato all’ingresso delle nuove scuole elementari

    Alfonso Caccese

    [Ed. 17/03/2005] Montecalvo Irpino AV – Con l’aumento del volume di traffico,davanti l’ingresso delle nuove scuole elementari,aumenta anche il disagio da parte di genitori che accompagnano a piedi i loro figli all’entrata della scuola. Anche se gli spazi per un scorrevole afflusso degli alunni, sono abbastanza sufficienti, da molte parti si segnalano comportamenti non corretti da parte di alcuni che tentano di arrivare con la propria auto davanti al portone d’ingresso per depositare i propri figli, mettendo a rischio l’incolumità dei bambini più piccoli nel breve tratto tra il cancello d’ingresso e l’entrata a scuola. Da più parti si sono segnalati degli incidenti sfiorati per poco a danno di bambini e genitori. Il controllo attento del traffico da parte dei vigili urbani nulla può in presenza di atti incoscienti da parte di alcuni automobilisti disattenti, a tutto questo si aggiunga la presenza di cani randagi che stazionano perennemente in questa area, creando ansie e timori negli alunni che attraversano la strada per recarsi a scuola. Si confida in un assunzione di accorgimenti utili da parte degli organi locali per meglio regolamentare l’accesso alle scuole [Nativo]