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Montecalvo – Giorgio Ferrini 3-1
[Ed. 04/10/2004] Montecalvo Irpino AV – MONTECALVO: Fanini, Falcone, Saracino (25’st Giallonardo), Peluso, Cocca, Mainiero (35’st Tedesco), Perrino, Varricchio, Fioriello, Kazazi, Lo Prete (10’st Greco). A disp.: Nardone, Barbiero, Bosco, Sorrentino. All.: Nardone.
GIORGIO FERRINI: Garzarella, Federici (40’st Riola), Capossela, Pancione, Soricelli, Ciampino, Mercurio (25’st De Rei), Di Monti, Dello Monaco, Mandato, Verruso (40’st Aquino). A disp.: Pastore,Mastantuoni, Rame, Colucci. All.: Casale.
ARBITRO: Sannino di Napoli.
RETI: 30’pt Dello Monaco (GF), 25’st Kazazi (M), 35’st Fioriello (M), 42’st Kazazi (M)
ESPULSO: Varricchio (M) al 42’st per doppia ammonizione.
AMMONITI: Peluso (M), Kazazi (M), GrecoPrima vittoria nel campionato di promozione da parte della squadra giallo – blu montecalvese del presidente Stiscia e del mister Nardone. L’incontro casalingo metteva di fronte la compagine irpina con una delle squadre meglio attrezzate del torneo , la beneventata G.Ferrini da sempre protagonista nel calcio regionale. La partita fin dalle prime battute si rivela ostica e difficile per i padroni di casa che temono così non riuscire ad ottenere la vittoria casalinga. La nebbia si presenta al 30° del primo tempo quando i beneventani vanno in vantaggio in una azione corale e scorbutica con Dello Monaco. Ma gli uomini di mister Nardone non si scoraggiano e iniziano a macinare gioco creando occasioni su occasioni per pareggiare i conti. Ma è tutto inutile si và negli spogliatoi alla fine del primo tempo con il risultato di 1 – 0 per la Giorgio Ferrini. Il the sotto la doccia deve essere stato davvero stimolante tanto da far rientrare in campo i montecalvesi con uno spirito nuovo e una forza fisica invidiabile. Ma devono passare 25’minuti per vedere violata la porta di Garzarella. L’uomo di maggior spicco della squadra locale, l’albanese Kazaki, pareggia i conti.
Da quel momento in poi gara in discesa dei locali che al 35′ raddoppiano con il giovane Fiorello, elemento cresciuto in casa, e al 42′ festeggiano la doppietta dello scoppiettante Kazaki, che fissa il punteggio definitivo sul risultato di 3 – 1 per i padroni di casa, che così possono festeggiare la prima vittoria in questo torneo. [Nativo]Alfonso Caccese
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I Normanni
[Ed. 16/03/2008] Nei primi anni del secolo XI – 1016 – nuove genti,i normanni, vennero a capovolgere l’Italia trans-tyberina. Essi per prima, sotto il nome di Apulia – intesero contemplare tutti quei luoghi dell’italia cistiberina. Re Corrado il Salico, calato in Italia per coronarsi imperatore in Roma, ristabilì quelle genti in queste regioni. Si portò nella Puglia e, o fosse stato per forza, o per volontaria resa – soggiogò al suo dominio così il territorio beneventano, come altresì Capua e le altre restanti città di questa regione. A quei normanni, che si erano portati dal patrio suolo a folla nella Puglia— accordò la licenza di poter quivi fermare, stabilmente la propria abitazione e li adunò Sotto i suoi capitani, acciò difendessero i confini del reame d’italia – contro le insidie dei greci – La Puglia, che dai greci fu chiamata Italia – fu ancora chiamata Longobardia – perchè da essi fu tolta ai principi longobardi, che signoreggjavano l’italia. Il territorio beneventano e la città di Capua non furono mai compresi nella Puglia, sebbene gli storici li chiamino, similmente, col nome di Puglia. L’ uso dei feudi in italia fu introdotto dai longobardi. Fu loro costume dare le terre occupate ai soldati, acciò fossero conosciuti dai medesimi come padroni, ed ubbidissero essendo chiamati con l’andare alla guerra. Di questo siamo sicuri, perché risulta dalle consuetudini feudali, ed il Facchineo aggiunge, che feudo è voce germana, della cui origine furono i longobardi. Questi vennero in italia, circa l’anno del Signore 568 – essendo imperatore Giustino II. Ed avendo occupato gran parte del paese, stabilirono un regno particolare, a similitudine dei romani – composero nuove leggi, ed introdussero nuove dignità, con i nomi di Ducati – Marchesati – Contadi e simili. E così le leggi feudali si sparsero dall’ Italia per tutta l’Europa – come afferma tra i feudisti, Rudingaro. (Vedi Pratica dei Notari – Ubaldo Ubaldini – Dei feudi e della loro origine: p. 159) All’anno 1075 – Roberto Guiscardo normanno, assediò Salerno – soggiogò la città e discacciò il Principe Gisulfo restando il principato dei longobardi solo in Benevento, dove era incominciato – sebbene dopo due anni finiva lo stesso. – Difatti, nell’anno 1077, moriva Landolfo VI – ed in lui si estinse il Principato beneventano e la serenissima prosapia dei longobardi – dopo di aver essa dominata in Benevento dall’anno 571 fino al 1077 – cioè per lo spazio di 506 anni tra Duchi N. 14 – Principi beneventani N. 13 – Beneventani e Capuani N: 11. In tal modo Benevento restò sotto il Libero dominio della santa Sede – a nome della quale, la governavano i Rettori. Morto Roberto Guiscardo – ebbe per successore nei Ducato di Puglia Ruggiero suo figliuolo, a cui succedette poi Willelmo III – Duca di Puglia. « Questo Roggiero Duca di Puglia si deve distinguere dall’altro Roggiero Fratello di Roberto Guiscardo, e Conte di Sicilia; il quale fu quel Roggiero, che discacciati i Saraceni dalla Sicilia, se ne rese Padrone dominandola col titolo di Conte. Fu poi soprannominato il gran Conte Roggiero per aver nell’ anno. 1098 – fra lo spazio di giorni 40, assediata, e presa la Città di Capua, e restituitala al Principe Riccardo con tutto il Capuano Principato; da cui i Capoani fin dall’anno 1099 s’erano ribellati. E procreò nel tempo dell’asse dio di Capoa un Figlio chiamato anche Ruggiero, il quale fu il primo che ottenesse la Corona di Sicilia, e la dominasse col titolo di Re, che intitolossi poi Ruggiero Re di Sicilia, di Puglia, e di Calabria, come si legge in un Diploma dell’ an.1130 ” e prima del suo Regno, sistente nell’ Archivio del Monistero dell S.S. Trinità della Cava”. [Nativo][Bibliografia di riferimento]
[P. Santosuosso B., Pagine di storia civile di Montecalvo Irpino, Tipografia Fischetti, Sarno SA, 1913]Redazione
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La grave perdita di Benito Panarese
Uno degli ultimi custodi della tradizione musicale nostrana
[Ed. 07/11/2013]Buonalbergo (BN) – Il caro Benito ci ha lasciato, il 25 ottobre scorso, per un banale incidente; quasi uno scherzo del destino, avvenuto nei pressi della sua abitazione, gettando così nello sgomento il figlio Michelantonio, la nuora Nicoletta ed il fratello Giovanni.Nato a Benevento ma cresciuto, con la famiglia, nella stazione di Montecalvo, dove esercitava la professione di ferroviere, ha avuto sin da ragazzo la passione per l’organetto, avendo cominciato a suonarlo in tenera età. Da piccolo, era così entusiasta dello strumento che, prima ancora di possederne uno, si allenava a muovere le dita su di una tavoletta fatta a mo’ di tastiera, sulla quale i tasti erano costituiti da “centrelle” (chiodi dalla testa ampia per scarponi). Suonava l’organetto “a orecchio”, così come tutti coloro che eseguivano musiche e canti della tradizione negli anni ’50 e ‘60 del secolo scorso, quando ancora la musica folk teneva testa all’avvento della musica pop, proposta prima dalla radiofonia ed in seguito dalla nascente televisione, in contrapposizione alla musica classica; quest’ultima sì, certamente, poco popolare, e riservata, per lo più, ad audiofili raffinati.
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Saluti da lontano
[Ed. 17/09/2002] Saluti da lontano.
Curiosando tra le pieghe del web mi sono imbattuto nel Vostro sito che , inutile negarlo , mi ha emozionato non poco visto che ho vissuto gran parte della mia vita in quei luoghi.
Mi complimento con l’organizzazione e spero che non sia uno dei soliti siti abbandonati a loro stessi e riattivati in occasioni esclusivamente particolari.
Aspettando di vedervi spesso aggiornati , nel frattempo Vi inserisco tra i ” preferiti “.
Un solo suggerimento : chi si collega desidererebbe rivedere i luoghi cari ; non sarebbe per niente errato inserire una serie di webcam.
Cordiali saluti . [Nativo]Antonio Cipolletti
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Il gruppo folk alla festa del vino di Bussigny
[Ed. 06/02/2003] Montecalvo Irpino AV – Dopo lo straordinario successo riscosso in Svizzera il gruppo folkloristico “La Pacchiana” è stato invitato per la festa del vino di Bussigny sempre in terra elvetica. La notizia, se pur non ancora ufficiale, è stata comunicata ieri al presidente della Pro Loco Montecalvo, Franco Aramini, da Gino Amendola responsabile dell’associazione Regionali Emigrati Italiani. Grande è stata la soddisfazione di tutto lo staff dell’associazione che sta raccogliendo i frutti di un lavoro partito nella meta degli anni novanta.
Soddisfazione anche da parte degli amministratori che vedono nel gruppo folkloristico un grande veicolo economico e culturale che potrebbe far fare alla stagnante economia quel salto di qualità che tutti si augurano. L’amministrazione comunale, in segno di gratitudine per I’ospitalità ricevuta durante I’esibizione in terra elvetica, ha deciso di donare all’associazione di italiani all’estero, riferimento culturale per tutti gli italiani del cantone di Vaduz, una pergamena. Tra qualche giorno il signor Gino Amendola riceverà nella sede di Bussigny il ricordo dei connazionali che vivono in Irpinia. La Pro Loco, comunque, sta anche lavorando per preparare al meglio la festa che si terrà nel mese di marzo per festeggiare i trent’anni di attività. Durante la manifestazione saranno premiati tutti i presidenti che I’associazione ha avuto durante i suoi anni di attività. Alla manifestazione saranno presenti anche il responsabile delle Pro Loco provinciali e quello regionale. [Nativo]Redazione
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GI.FRA. Montecalvo – Cosa succede?
[Ed. 26/11/2002] Montecalvo Irpino AV – Dopo la non brillante esibizione della squadra, allenata da Mister Iorillo, nella trasferta di Sabato 23 novembre a Savignano, si iniziano a sentire voci non rassicuranti per il buon prosieguo del torneo di calcio di seconda categoria.
Infatti, il secco 2-0 subito contro la Savignanese, scopre il fianco a polemiche ed illazioni da parte dei calciatori e di alcuni amici vicini all’organico. In questi casi la colpa può essere attribuita a tutti gli attori ma come sempre le soluzioni sono introvabili.
Le ipotesi di un’avvicendamento tecnico alla conduzione della squadra si fanno sempre più insistenti ma si fa strada anche l’ipotesi di una conduzione collegiale della formazione da parte degli elementi più rappresentativi.
Intanto, vitale importanza assume la prossima trasferta dei giocatori granata in quel di Flumeri di Sabato prossimo dove la conquista dei tre punti oltre a far risalire la squadra in classifica, servirebbe alla dirigenza per poter con serenità risolvere i problemi di natura tecnica. [Nativo]Redazione
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Ferdinando IV di Borbone
[Ed. 04/03/2005] In questi giorni di intenso freddo e di copiose piogge,si riaffaccia il solito problema delle frane e degli smottamenti,che oltre ad arrecare disagi alla popolazione,sono causa di innumerevoli costi alla intera collettività.
Quel che è evidente a tutti è il totale abbandono in cui versa l’intero territorio,senza cioè quel sano controllo,unico preventivo rimedio ai danni della natura e dell’uomo.
In questi giorni di frenetica attività istituzionale,solo perché si andrà a votare per il rinnovo del massimo organismo territoriale,si riaffacciano le problematiche del meridione,i ritardi nello sviluppo,la disoccupazione,le zone interne e quant’altro possa servire a mortificare il cittadino,che alla fin fine si sente l’unico responsabile e perciò costretto col suo voto a rimediare ai danni arrecati alla propria terra.
Lasciamo perdere!
Mi piace ricordare un aforisma,ascoltato alcuni anni fa in una tribuna elettorale e che val la pena ricordare:
“……….non è un caso che per il vostro partito sia stato il primo a chiamare il sud Italia,il nostro Mezzogiorno,perché è a mezzogiorno che si mangia e si beve alla faccia…….”
Se il lettore pone mente ai programmi delle precedenti elezioni,non troverà nulla di nuovo,quel che è cambiato è qualche simbolo e forse qualche slogan,in più dovremo sorbirci i faccioni sorridenti e ammiccanti di personaggi equivoci e altalenanti tra schieramenti mai definiti e mai completati,rubando lo spazio a qualche cartellone pubblicitario di qualche ragazza prorompente,che ci ricorda la bellezza della vita e che ci aiuta a vivere con quel giusto equilibrio di sapori all’agrodolce.
Perché questo scritto? -
Un paese in festa
[Ed. 12/09/2003] Montecalvo Irpino AV – Per l’arrivo di occasioni importanti, ricorrenze particolari, eventi storici, è risaputo il fatto che l’intera popolazione che li vive si prepara dignitosamente.
Gli ultimi giorni dello scorso giugno 2003 sono stati così impiegati dalla cittadinanza del paese di Montecalvo Irpino, per la nomina a sacerdote di un giovane del posto: Biagio Corleone.
L’inventivo e premuroso parroco Don Teodoro Rapuano ha organizzato una settimana di preparazione spirituale movimentata e vivacizzata da un energico gruppo di suore della Sacra Famiglia.
Inoltre durante la settimana, si sono alternati diversi sacerdoti per la spiegazione al popolo dell’omelia relativa al tema della vocazione.
Lo splendore della chiesa di S. Maria Assunta, è stato così esaltato dall’arrivo di personalità note e dai carissimi compagni di seminario dell’attuale Don Biagio.
Lui , ragazzo sempre docile al Santo Spirito, obbediente nella pratica del dovere, calmo ma fervente nelle relazioni umane, fonte di serenità per la famiglia, fermamente cristiana, e per gli amici tutti.
Cresceva tranquillo, interessato al sapere, coltivatore di virtù, ma per sempre bambino con le sue del tutto normali marachelle.
Amato da tutti ed amante del Cristo, degli studi teologi. -
Manifestazione Difesa Grande
[Ed. 10/03/2004] Ariano Irpino AV – Il problema della discarica di difesa grande era latente ed ha rappresentato uno dei problemi delle comunità appartenenti per vicinanza geografica all’area in questione. Un problema che già da diversi anni anni occupava i pensieri della cittadina del tricolle in particolare. Finalmente qualcosa si è mosso.I cittadini Arianesi finalmente hanno preso coscienza della reale situazione e dopo anni di lunga ed interrotta mediazione hanno scelto di scendere in piazza ed appropriarsi del loro futuro.In questo la chiave delle manifestazioni che da circa 5 giorni stà catalizzando la attenzione della cronaca nazionale. Anche oggi,10 marzo, la protesta è andata in scena con una partecipazione massiccia allargata,questa volta, anche ai rappresentanti dei comuni limitrofi. Dei nostri collaboratori erano presenti nella manifestazione odierna ed hanno potuto documentare sullo stato attuale della civica protesta. Ma oggi è stata anche la giornata della solidarietà. Infatti su un palco improvvisato hanno tenuto banco le dichiarazioni dei primi amministratori dei comuni vicini che in varie forme hanno espresso la loro solidarietà ed il loro incondizionato appoggio alla buona riuscita della manifestazione. Significativi gli interventi da parte dei vari sindaci che si sono avvicendati sul palco. Tra di loro anche il sindaco di Montecalvo Irpino, Alfonso Caccese, che in poche battute ha voluto significare tutto il contenuto della protesta con una semplice frase”Sono dalla vostra parte e lotterò con voi fino in fondo”. [Nativo]Redazione
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Un patrimonio ritrovato nel dialetto Irpino dell’Ottocento
[Ed. 04/12/2003] Da molti anni sto lavorando al recupero del patrimonio di ciò che fu la civiltà contadina in Irpinia. La ricerca è incentrata sul mio paese natale, Montecalvo Irpino (AV), piccolo comune dell’Alta Irpinia nord-orientale, area geografica che è stata sempre a stretto contatto con le genti d’Abruzzo, del Molise, del Sannio e della Daunia.Il suo territorio, già frequentato e abitato nel neolitico, è attraversato dal tratturo “La Via della Lana”, che consentiva ai pastori abruzzesi la transumanza delle greggi da Pescasseroli a Candela, in provincia di Foggia. Come molti paesi del Sud, Montecalvo è situato ad un crocevia, dove tanti dominatori sono passati con le loro culture, lasciando segni indelebili che si riscontrano nella lingua, negli usi e costumi, nella storia, nelle credenze magiche e religiose, nel carattere delle persone. È un paese che, come altri nei secoli passati, ha accolto genti di altre regioni meridionali, dopo che la peste o il colera ne avevano falcidiato gli abitanti. Infatti, su invito dei regnanti, molte famiglie della Sicilia e della Puglia erano sollecitate a spostarsi, con migrazioni interne, per cogliere nuove opportunità e ridare nel contempo linfa vitale a tutte quelle contrade del regno che si erano spopolate.




