• Ambiente

    L’Occhio del Diavolo

    Mario Sorrentino

    [Ed. 24/11/2007] Montecalvo Irpino AV – Sono andato di recente insieme a Gaetano Caccese, un animatore culturale di Ariano, ma con radici montecalvesi, e un suo amico, Antonio Bufano, che fungeva da guida “indigena”, a fare un’escursione durante la quale Gaetano ed Antonio dovevano completare un sentiero che partendo dal greto verso nord/est del ruscello Miscanello ai piedi del calanco di Ripa della Conca (un’altissima parete di roccia a circa duecento e più metri di dislivello dall’ex ospedale di Santa Caterina) prima salendo sul ciglio del fosso e poi percorrendolo lungo una pista segnata dai cinghiali, dovrebbe giungere alla fine del fosso digradante a sud/ovest e tornare più o meno al punto di partenza, seguendo il greto dello stesso torrente Miscanello.
    Il percorso però non si è potuto completare per la mancanza di tempo e soprattutto per le difficoltà ad aprirsi una via agevole attraverso un intrigo vegetale di rovi, tronchi caduti di traverso, canneti in decomposizione, ecc. – una cosa peggiore della giungla tropicale.
    Siamo però giunti sino al punto in cui il ciglione digrada sin quasi al letto del ruscello, all’altra estremità della ripa. E qui Antonio si è prodotto in una impresa da equilibrista pazzo, scendendo lungo l’ultima fragilissima cresta cretacea che si stacca dalla parete avendo ai lati degli strapiombi quasi verticali, E’ dovuto risalire perché Gaetano e lo stesso Antonio si sono ricordati che lo scopo dell’escursione era aprire un sentiero per tipi un po’ sportivi, sì, ma non pazzi spericolati..
    Siamo tornati al punto di partenza rifacendo grosso modo lo stesso cammino a ritroso.
    Questa la storia del percorso; mi resta però da descrivere le cose belle e anche bellissime viste laggiù. La parete stessa vista prima dal basso, e che offre prospettive sempre diverse e cangianti alla luce, a mano a amano che ci si avvicina, la si scala, passando a lato di una sonante cascata alta almeno venti metri di un’acqua un po’ sporca però, la quale (cosa incredibile per l’arida Montecalvo) faceva girare la ruota di un mulino ora scomparso, e poi la vista da capogiro delle creste che potevamo vedere sporgendoci dal ciglio.La meraviglia maggiore però ci è stata offerta da una cascatella laterale rispetto alla cascata più alta e copiosa. In quel momento la cascatella era povera d’acqua, che fuoriesce da un foro oblungo di una roccia stranamente dura e grigia (tipo di roccia chiamata dai geologi metamorfica, diversissima dalla roccia di arenaria dominante tutt’intorno e ricca di fossili marini – ed è detta sedimentaria). Il getto, sia pure scarsissimo, è di un’acqua densamente rossa, molto più rossa dell’acqua ferruginosa. Be’, quel foro nella roccia è l’occhio del Diavolo. Uno di noi tre neanche si è avvicinato perché crede come i nostri antenati che il posto è malefico e che lì si ritrovavano a trescare col Maligno streghe e “mavari”.
    A me sono piaciuti specialmente dei giganteschi pioppi che forse costituiscono lo scampolo rimasto della foresta fittissima che una volta ricopriva tutto il nostro monte, prima che si guadagnasse il triste nome di “calvo”. Saranno lì da millenni, se si pensa alla capacità inesausta degli alberi di riprodursi “via pollone”. Sempre che nessuno interrompa la catena, ovviamente. Ma questa è un’altra storia e molto lunga da raccontare qui. Una nota malinconica per finire: a un certo punto, Antonio ha guardato una macchia opposta alla ripa su cui stavamo allora e ci ha raccontato la morte di suo nonno precipitato insieme alla sua mula mentre scendeva al fiume. Foto A. Siciliano [Nativo]

  • Ricorrenze religiose

    San Felice Martire – Patrono di Montecalvo Irpino

    Antonio Stiscia

    [Edito 00/01/2007] Come recita il Martirologio, i Santi Felice e Adautto si ritengono essere stati martirizzati,il 30 Agosto,giorno che il Calendario Ecclesiastico dedica ai due fratelli decapitati ,probabilmente nel 303 D.C., sotto l’impero di Diocleziano.( cfr Sagramentario di San Gregorio Magno). San Felice è uno dei martiri più conosciuti e non è un caso che viene rappresentato col suo compagno (fratello) Adautto(aggiunto) in uno dei primissimi affreschi paleocristiani (Cimitero di Comodilla-Roma) insieme all’Apostolo Pietro. La vicenda del suo martirio è leggibile in ogni manuale e/o enciclopedia,per la straordinarietà dei fatti e per la condizione di presbitero(prete)in un momento in cui la Chiesa Cristiana andava organizzandosi ed espandendosi nell’Impero. A Lui sono dedicate straordinarie Chiese e altari nelle più importanti città della cristianità e in alcune Cattedrali europee(cattedrale di Santo Stefano a Vienna dove si conserva una sua reliquia). Sebbene si sia spesso parlato,a volte a ragione ,sul novero delle migliaia di reliquie,non tutte autentiche ,ciò non toglie che per il nostro Santo le vicende assumono una connotazione particolare.

  • Pagine personali,  Per ridere un pò

    Menti DeMenti

    [Ed. 00/10/2002] Agli albori di Internet, primi anni Novanta del secolo scorso, quando ancora non erano state fissate alcune limitazioni e varato regole, tra quel sottile confine tra il si può fare e il non si può fare, la rete fu presa d’assalto da un gruppo di goliardi che, per il solo gusto di divertirsi e divertire, scaricarono sul web l’inverosimile. Tra i siti che fecero clamore eccone alcuni, ora non più in linea:
    – Bruzzi, il sito con lo sgurz
    – Daffo, il sito dei POLLI
    – Il Maranza
    – Il Porciletto
    – Bastardi Dentro
    – PitoPito
    – Guida galattica per autostoppisti

    Tra i tanti, anche il sito Menti Dementi, curato da me medesimo, che ebbe il riconoscimento e la menzione di Gianluca Neri, redattore di Cuore, nel suo portale Clarence. Il sito Menti Dementi poggiava su un server di Torino, Sail, di proprietà dell’amica Samantha conosciuta sulla chat iCom. Quello che segue è il backup di alcune delle decine di pagine di cui il sito era composto. [Nativo

    Francesco Cardinale

     

     

  • Persone

    Arturo De Cillis

    Scheda di Mario Aucelli

    [Ed. 00/00/0000] Nato a Montecalvo Irpino il 16 novembre 1959. Ha frequentato la scuola d’infanzia e la scuola elementare (maestro Giovanni Gambarota) nel paese natale. Nel 1970 si trasferisce con la famiglia a Benevento dove frequenta le scuole medie e il liceo – ginnasio presso l’Istituto “Pietro Giannone”. Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l’Università degli Studi “Federico Il” di Napoli. Nel 1987 vince il concorso per Consigliere Parlamentare presso la Camera dei deputati (unico vincitore non romano). Successivamente consegue il diploma ISLE (Istituto Studi Legislativi Europei) riservato ai Dirigenti delle Amministrazioni statali. È responsabile, in qualità di Capo Ufficio, della redazione e pubblicazione dei resoconti delle sedute dell’Assemblea della Camera. Appassionato della storia del Regno di Napoli e delle Due Sicilie, collabora con riviste tradizionaliste. Autore di varie pubblicazioni. Nel 2004, su proposta del Presidente della Camera dei deputati, on. Pierferdinando Casini, è stato nominato, dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, “Commendatore al merito della Repubblica Italiana”.
    Appassionato della Storia di Napoli e delle Due Sicilie collabora con riviste tradizionaliste. Autore del saggio: “Quando i Borbone ordinavano: FACITE AMMUINA!”, spunti per un’azione di disconoscimento di paternità, stampato nel 2000 presso le Arti Grafiche Don Bosco di Telese Terme (BN). Attualmente è responsabile, in qualità di capo ufficio, della redazione e pubblicazione dei resoconti delle sedute dell’Assemblea della Camera.
    Nel maggio del 2008 dà alle stampe il voluminoso: “My name is Pumpilio – Montecalvesi a Ellis Island tra il 1892 e il 1924”. L’opera si compone di centinaia di schede, elaborate con minuziosa cura, di tutti quei montecalvesi sbarcati a Ellis Island nel periodo indicato nel titolo. Informazioni attinte dai registri di sbarco.  [Nativo]

    [Bibliografia di riferimento]
    [Aucelli M., La memoria restituita: Montecalvesi sulla cresta dell’onda , Inedito]

  • La nostra storia - il nostro passato

    Pagine di Storia Civile

    Montecalvo – Ariano ed altre terre saccheggiate dai saraceni di re Manfredi

    [Ed. 00/00/0000] Da una Bolla di papa Urbano IV
    Urbanus Episcopus Servus Servorum Dei – Universis nostris et Ecclesiae Romanae coeterisque Cristifidelibus, salutem et Apostolicam benedictionem.
    Olim in die Coenae Domini proximo praeterito quo videlicet annis singulis apud Sedem Apostolicamde universis Mundi partibus innumeralibilis Fidelium convenit multitudo Manfredum quondam Principem Tarantirnum super certis articulis praesente ipsa multitudine manifeste citavimus ut in Kalendis Augusti proximo praeteritis coram nobis per se, vel per solemnes Procuratores cum sufficienti mandato comparere curaret, facturus e recepturus super illis quod iustitia suaderet; vìdelice super destructione Civitatis Arianensis, quam per Saracenos fecit funditus dissipari, et super interfectione turpissima Tomasi de Oria, et Tomasi de Salice, ac super crudeli et proditiosa occisione Petri de calabria comitis Catanzari, et horrenda effusione sanguinis multarum fidellum, nec non super eo quod in derogationem auc toritatis Ecclesiasticae, vel Censurae, quae fulcimenuum est Fidei, atque robur et ipsius detractioriem Fidei pluribus iam annis sibi fecit, et facit ad publice celebrari, vel quantum in eo est, potius profanari Divina, quod non caret scrupolo haereticae pravitatis. Et citato propter Hoc a fel. record. Alexandro Papa praedecessore nostro, quia in praefixo ei termino, nec post, etiam comparere curavit fuit per praedecessorem eundem
    excomunicationis vinculo ac de causa specialiter innondatus, ect. – Datum apud Urbem veterem III Idus Novembris Pontificatus nostri anno II. » La quale data si spiega per il 6 aprile 1262 – Vedi Sbaraglia – Bullar:  Franciscan: tom. 2 p. 453 – Vedi Annali Eccelsiastici – del Rainaldo – anno 1263 -N. 65.

    Da questa bolla risulta che Ariano fu fatta distruggere da re Manfredi, per mano dei saraceni, perchè partigiana del papa. Si afferma ancora, che S. Eleuterio – un discreto centro abitato – subì la istessa sorte, come pure altri paesi circonvicini sentirono gli effetti funesti del saccheggio e dello sterminio. Circa tale punto noi abbiamo la conferma dai registri angioini – da cui risulta che in questa nostra zona, diversi paesi furono rasi al suolo e messi a ferro e fuoco. Montecalvo, che non era fuori mano – si trovò in analoghe circostanze, e per le medesime ragioni – sentì le orribili atrocità saracene, rimanendo saccheggiata selvaggiamente. Questo particolare lo abbiamo dalla Cronaca del Rev.do Giov: Battista Capozzi, Abate Cassinese – intorno all’anno 1254, regnando papa Alessandro IV. Nè poteva sfuggire ai danni ed a tutto ciò che accadeva a pochi chilometri da essa. Se ben si osservi l’antichissimo Castello feudale – sito nell’ interno del presente palazzo ducale – si vedranno le tracce della devastazione operata. Dopo la riferita di struzione saracenica, non sappiamo altro relativamente alla riedificazione. Dalla Cronaca di Cassino sappiamo solamente  di Ariano, che fu riedificata da Carlo D’Angiò verso il 1265. [Nativo]

    [Bibliografia di riferimento]
    [P. Santosuosso B., Pagine di storia civile di Montecalvo Irpino, Tipografia Fischetti, Sarno SA, 1913]

    Redazione

  • La nostra storia - il nostro passato

    Pagine di Storia Civile

    Montecalvo dopo la morte di re Guglielmo II – I re svevi

    [Ed. 00/00/0000] Con la morte di Guglielmo II, i regni di Sicilia passarono in successione – a Costanza normanna, che fu moglie dell’imperatore Errico VI. di Svevia.
    Vennero altri tempi – altri nomi  – altre vicende. Le guerre di quei tempi per ricuperare i regni dotali, l’assedio di Napoli – la sua seconda venuta in Italia per il riacquisto dei regni medesimi – sono fatti che possiamo leggere nella storia generale. – Seguirono i tempi di Federico Il di Svevia, ma per la nostra terra che rimaneva ancora nella terra beneventana, per mutar di tempi e di baroni, nulla o quasi, si era cambiato.
    Nel regno, i Feudi incominciarono ad essere ereditarii a tempo di Federico II nel 1210 — dal quale fu pubblicata la Costituzione: Ut de successionibus – in cui si dichiara essere ereditarii con l’investitura semplicemente. – A tempo di Carlo II di Angiò, nel 1300 cominciarono ad essere ereditarii sotto altra investitura, cioè per gli eredi discendenti dal legittimo corpo: come nel Cap: che inmincia: Considerantes – (Vedi Ubaldo Ubaldini – Della divisione dei Feudi.)
    Le aride cronache del nostro paese poco riportano di rilevante. Siamo sicuri che si viveva la vita di un paese feudale. Relativamente, era un centro notevole a causa dei rapporti che aveva con la vicina Ariano e dei contatti con Apice – Benevento – Buonalbergo – Corsano.
    Nel registro dell’imperatore Federico Il – 25 Dicembre 1239 – tra gli altri baroni che sono nominati – nel giustiziariato di Principato – per la custodia dei lombardi fatti prigionieri di guerra, vi è Matteo di Letto, che fu poi Signore di Montecalvo – come vedremo da un documento del R. Archivio. – Vi è pure Dominus Casalis—Albuli (Casalbore). Intorno a questi tempi, fu pure giustiziere imperiale di Principato e della nostra terra beneventana Tomasio de Montenigro – il quale ebbe il mandato di assegnare i detti prigionieri ai di versi baroni della sua giurisdizione. – Qui notiamo che diviso il regno in Provincie – Montecalvo fu inclusa in prov: di Principato ultra.

    MANFREDI DI SVEVIA. –  Venne il periodo tempestoso e guerresco di re Manfredi, ma i tempi erano quasi cambiati, e volgevano in favore dei Pontefici, preparando nuovi periodi di lotte feroci.Il biondo eroe di Svevia si slanciò alla vittoria con la forza delle armi, per raggiungere la corona di Napoli e di Sicilia.
    Erano in contrasto il principio ghibellino e nazionale contro i guelfi e gli invasori d’oltrealpi. Dopo i primi combattimenti col Pontefice Innocenzo IV, il re guerriero, a capo delle sue milizie, entrava trionfalmente in Lucera – capitale della vecchia Daunia e rocca dei saraceni – accolto festosamente ed acclamato dalla folla a Principe. A varie riprese, continuò le guerre con Alessandro IV – Urbano IV – e nulla valse a smuoverlo dalla sua ostinazione In breve tempo, morirono diversi papi – e non per avanzata età, ma per eccessi di travagli e sostenere un diritto largamente contrastato. Da una bolla di papa Urbano IV,si apprende che Manfredi fece distruggere per opera dei Saraceni la città di Ariano Irpino. [Nativo]

    [Bibliografia di riferimento]
    [P. Santosuosso B., Pagine di storia civile di Montecalvo Irpino, Tipografia Fischetti, Sarno SA, 1913]

    Redazione

  • Ciclismo,  Sport

    Inarrestabile Corbisiero

    [Ed. 21/08/2011] Montecalvo Irpino AV – Il selettivo circuito di Montecalvo mette le ali al neo campione regionale su strada “Master sport” Antonio Corbisiero, battendo in volata i due compagni di fuga, Antonio Marotti e Donato Polvere, ha centrato brillantemente la sua quinta vittoria stagionale.
    Il percorso: tradizionale circuito cittadino di 3800 metri da ripetere quindici volte e con un arrivo adatto a qualsiasi soluzione, buono per gli scalatori e altrettanto adatto ai passisti veloci. La gara entra subito nel vivo della competizione con un ritmo elevato e al terzo giro prendono i larghi tre corridori: Marotti ( ciclyng Future) e Corbisiero (Eurorida-Letizia S. & Busico) Polvere (team D’Aniello). Mentre, dietro la reazione del gruppo tarda ad arrivare, i tre battistrada vedono aumentare gradualmente il loro vantaggio (48’’) . All’ottavo giro escono dal gruppo quattro atleti: Genito (cicl.Sannita-caffè Portioli), Sordillo (team D’Aniello), Sasso e De Pompa (A.S.Civitas-Progress). Nonostante il caldo asfissiante il ritmo non cala, la media dei primi è di 41,70 km/h, tanto che solo sette corridori restano a pieni giri, il restante doppiati. Sono praticamente sempre gli stessi battistrada, Marotti, Corbisiero e Polvere a guidare la gara fino all’ultima tornata come anche a giocarsi la vittoria allo sprint. In vista dell’ultima curva che immette sul rettilineo d’arrivo in leggera ascesa , Corbisiero tenta di forzare i tempi, un primo scatto e si avvantaggia di una decina di metri, Polvere e Marotti non si decidono chi dei due deve chiudere, Corbisiero insiste e s’invola a tagliare il traguardo e a vincere a bracce alzate tra gli applausi del pubblico. [Nativo]

    Corriere dell’Irpinia

  • Cronaca

    Anatra morta a Montecalvo

    [Ed. 14/02/2006] Montecalvo Irpino AV – Due ali ed una carcassa, questo rimaneva di un grosso volatile che è stato rinvenuto la sera di lunedì da Felice Cusano, un anziano signore che abita in contrada Malvizza di Montecalvo. I resti sono stati inviati al centro di igiene e profilassi di Portici, le attrezzature utilizzate per il prelievo incenerite ed è stata disposta una disinfestazione dell’area. Nella mattinata di ieri è scattata la procedura di emergenza della protezione civile. Sul luogo del ritrovamento il servizio veterinario dell’ASL AV1 ed i vigili del fuoco. Il dott. Mario Di Giulio, coadiuvato da una unità dei vigili del fuoco, ha prelevato la carcassa dell’animale morto che è stata sigillata. Poi sono state incenerite tutte le suppellettili e le attrezzature utilizzate per il prelievo. Allo stato attuale non è dato sapere come il volatile sia morto. L’emergenza degli ultimi giorni ha fatto immediatamente pensare ad un possibile allarme sars ma le autorità sanitarie minimizzano ed invitano alla calma per evitare inutili allarmismi. La carcassa attualmente è a disposizione dell’istituto di igiene e profilassi di Portici che provvederà agli esami ed alle analisi per stabilire il volatile come sia morto. Non è escluso che siano stati i cani stessi ad ucciderlo o che sia morto per cause naturali. Vicino al luogo del ritrovamento, infatti, c’è una piccolo laghetto dove uccelli migratori si fermano a bere. I cani avrebbero potuto predare lì l’uccello. Ma il dubbio c’è e le autorità sanitarie hanno seguito la procedura. Nei prossimi giorni nell’area è stata disposta una disinfestazione a scopo cautelativo. Intanto c’è già una coda polemica sulla procedura seguita. Il sindaco del Comune, la massima autorità sanitaria sul territorio, non è stato avvisato dell’operazione in corso. Non sarebbero state avvisate neanche le forze dell’ordine che in queste ore stanno effettuando delle indagini. [Nativo]

    Corriere dell’ Irpinia

  • Calcio,  Sport

    Coppa Italia dilettanti
    Carotenuto e Montecalvo a gonfie vele nei derby

    [Ed. 08/09/2004] Montecalvo Irpino AV – Esordio casalingo per la compagine del neo presidente della Polisportiva montecalvo, Pompilio Stiscia. Sul campo amico il Montecalvo ha battuto con un secco tre a zero la Bisaccese.
    Ma per  capire chi passerà alla seconda fase di Coppa Italia Dilettanti bisognerà attendere il prossimo week end. Ieri, ottima la prova del Lacedonia (girone 17) che in una gara tiratissima supera di misura per 2-1 il San Giorgio del Sannio. Decisiva la doppietta di Enrico Quatrale. Un gol per tempo e la pratica San Giorgio è archiviata. A nulla serve il gol all’80’ dei beneventani siglato da bomber Ferrante, alla sua quarta marcatura in Coppa, in sole due gare disputate. Bene,dunque, anche il Montecalvo (girone 18), che cala il tris ai danni della Bisaccese. A fissare il risultato le marcature di Casati, a segno dopo soli 15′ di gioco, e Fariello, doppietta nella ripresa. Basta una sola rete al San Tommaso (raggruppamento 19) per avere la meglio sul Mas Avellino. Il gol partita porta la firma di Saldutti al 15′ del secondo tempo. Nuova sconfitta per il Montella che in casa del San Andrea di Conza (gir. 20) perde 3-0. Apre le marcature Strollo al 20′ del primo tempo. A due minuti dalla fine della prima frazione di gioco il raddoppio di Megaro. Nella ripresa ancora Megaro per il definitivo 3-0. Altro ko anche per lo Sporting Serino (gir. 23) sconfitto per 2-1 a Castel San Giorgio. Il Carotenuto (gir. 21) liquida la pratica Rione Mazzini per 3-0. Prima Monteforte al 41′ del primo tempo, poi Aubry e Acierno nella ripresa decidono il match. Completa il tabellone di Coppa, quest’oggi, l’incontro del girone 25 tra Venticano e Real San Sossio. [Nativo]

    Alfonso Caccese

  • Beni culturali

    La Madonnina di Largo Croce

    Antonio Stiscia


    [Ed. 00/12/2005] Era la Madonnina di Largo Croce,posizionata a spartistrada tra la Via Rettifilo(Via Roma) e la Strada per  Corsano,un ricordo incancellabile per tutti quelli, che come me, sono nati negli anni cinquanta. Edificata a seguito della visita dei Padri Missionari Redentoristi,avvenuta nel 1954,la Statuina è stata un punto di riferimento per tutti i Montecalvesi,credenti e non,perché legata alla nostra fanciullezza e perché simbolo della nostra tradizione religiosa,fatta di vera fede e semplici cose. Era consuetudine fotografare i bambini ai suoi piedi,per una sorte di sana devozione e per cercare la protezione della Santissima Madre e spesso, chi partiva per terre lontane,soleva portarsene il ricordo,convinto che quella Madonnina del Viandante, potesse proteggerne il cammino nella vita. Abbattuta per la realizzazione di alcune opere di ricostruzione,ben dopo il terremoto del 1962,con l’impegno di ricostruirla nelle fattezze originarie e con il riposizionamento della statuetta,custodita non si sa dove,si aspetta da anni che qualcuno provveda a rifare un monumento che appartiene alla nostra storia,ai nostri ricordi e al pianto capriccioso di tanti bambini che si rivolgevano alla Madonnina per vedersi esauditi i tanti piccoli desideri. Sarebbe troppo facile costruire una nuova polemica,ve ne sono già tante e per cose fatue e a volte incomprensibili,ma come non dolersi del fatto che si creino nuovi sacelli e non si recuperino quelli di un tempo?
    Spero che questo mio umile scritto ,riaccenda la memoria dei tanti e che si ponga finalmente mano alla riedificazione di quella edicoletta,di nessun pregio artistico,ma cara e preziosa ancor di più,perché testimonianza del nostro breve passato,carico di spensieratezza e civile convivenza. [Nativo]