• Beni,  Beni artistici e storici,  Il nostro passato

    Monumento ai Caduti: storia e origini

    [Edito 07/05/2010] Insigne opera scultorea dell’artista Michele Guerrisi, Professore nella Real Accademia di Belle Arti di Torino, autore, tra i tanti, del monumento all’Universitario caduto in guerra, posto nel cortile d’ingresso della sede centrale della Federico II di Napoli. Cerchiamo di illustrare questo gruppo scultoreo, diviso in tre parti, sulla base della documentazione autografa dell’autore in nostro possesso e alle dritte degli anziani che ancora ricordano l’avvenimento. Il 28 maggio 1923 il maestro Michele Guerrisi inviò le fotografie dei bozzetti alla speciale Commissione che si era formata in paese.

    Successivamente all’invio dell’anticipo (l’opera, pare sia costata 5.000 lire dell’epoca, raccolte in buona parte con le rimesse degli emigranti) l’artista inviò il bozzetto in creta. Avuto il placet si mise all’opera. Il 3 ottobre 1926, con una prolusione di Nicola Susanna, marchese di S. Eligio, sposato alla N.D. Anna de Cillis, il monumento fu inaugurato con la partecipazione dell’intera cittadinanza. Come si presentava nel 1926 il gruppo scultoreo? Vi era uno spiazzo quadrato, in terra battuta, delimitato da un’artistica ringhiera in ferro agganciata a pilastrini in pietra di Fontanarosa. Al centro una base in pietra circondata da tre scalini. Sul basamento è posto il monumento vero e proprio, in bronzo, diviso, come si diceva, in tre parti. Visto frontalmente su un piedritto è poggiato un elmo con serti di alloro e quercia e delle spade, simbolo del soldato eroico. A metà supporto un magnifico bassorilievo, la parte più bella del tutto, che simboleggia l’amore materno e quello per la Patria. Si vede in primo piano una mamma in gramaglie che si dispera per la partenza del figlio che va a morire da eroe. Non cerca di trattenerlo. Lo affida alla donna alata, la Patria, che, amorevolmente, lo prende in custodia e lo solleva verso l’alto.

    Al di sopra l’imponente fante che monta, in pastrano, la guardia, con lo sguardo rivolto all’infinito ed il moschetto, l’intramontabile 91/38, tenuto sulla destra, poggiato sulla base della “garitta”. [Nativo]

    Redazione

    [Crediti│Testo: alternativapermontecalvo.com]

  • Convegni,  Eventi,  Ricorrenze religiose

    Capitolo provinciale “Frati minori”

    [Edito 10/05/2010] I frati minori del Sannio e dell’Irpinia sono riuniti da questa mattina (3 maggio 2010) presso l’Oasi “Maria Immacolata” di Montecalvo Irpino (AV) per partecipare al XXXIV Capitolo Provinciale. Il Capitolo è, per i frati, un evento della massima importanza, poiché ha competenze fondamentali e decisive che determinano la loro vita e la loro azione: indagine sullo stato attuale della Provincia religiosa, ricerca e proposta dei mezzi più opportuni per la sua crescita, discussione e decisione sulle iniziative di maggiore rilevanza, elezione del Definitorio provinciale.
    Come evidenzia il tema di questo Capitolo – «Con la grazia delle origini … portatori del dono del Vangelo nel Sannio e nell’Irpinia» – in questi giorni i frati capitolari saranno chiamati a riscoprire ancora una volta la loro specifica identità di consacrati e testimoni dell’amore di Dio, per “annunciare il dono Vangelo” nel Sannio e nell’Irpinia con l’eredità di una Provincia che si appresta a celebrare i suoi primi cento anni di “fondazione giuridica” (1911-2011). Nella prima giornata capitolare è stato presente il R. Fr Vincenzo Brocanelli, Definitore generale dell’Ordine.

    5 Maggio – Proseguono i lavori capitolari a Montecalvo Irpino. Due i momenti da rilevare della giornata odierna. In mattinata, i frati capitolari hanno accolto S. Ecc. Mons. Andrea Mugione, Arcivescovo di Benevento, che ha presieduto la celebrazione eucaristica nella Cappella alle ore 12, e condiviso il pranzo.
    Nel pomeriggio, invece, hanno partecipato ai lavori dell’Assemblea il Ministro regionale OFS Antonio Bruno e il presidente regionale GiFra Ettore Russo, nonché alcuni rappresentanti di fraternità locali assistite dalla nostra Provincia.

    10 maggio – Nell’Oasi “Maria Immacolata” di Montecalvo Irpino, dai frati riuniti per il XXXIV Capitolo provinciale, presieduto dal M.R. Ministro provinciale Fr. Sabino Iannuzzi, sono stati eletti in Definitori della Provincia Sannito-Irpina “Santa Maria delle Grazie”: Fr. Vito Mercogliano, Fr. Davide Panella, Fr. Giuseppe Falzarano e Fr. Vittorio Balzarano. [Nativo]

    Redazione

  • Beni,  Beni artistici e storici

    Monumento ai Caduti

    [Edito 22/04/2010] Con delibera N°49 07.04.2010 l’Amministrazione Comunale ha deciso di ristrutturare il Monumento ai Caduti di Piazza Vittoria. Gli interventi consisteranno nella sistemazione di una parte della pavimentazione, sconnessa dai pini; ai fini della sicurezza dei bambini verrano eliminati due muretti di appoggio delle lapide ai caduti, i quali nomi verranno ricollocati su un ceppo di pietra posto nella parte anteriore sinistra del monumento;

    Recinzione adeguata della area circostante il monumento; pulizia dello basamento in pietra dove poggia la statua bronzea del milite ignoto. Detta ristrutturazione si propone di riconsegnare al giusto decoro un luogo che dovrebbe essere sacro per tuttti i cittadini ma che, più volte, è stato offeso e oltraggiato. In questa foto vi è una ricostruzione grafica del monumento ristrutturato. [Nativo]

    Redazione

    [Crediti│Testo e foto: alternativapermontecalvo.com]

  • Politica

    Nasce “La Campana – Alternativa per Montecalvo”, nuova lista civica

    [Edito 16/05/2006] La lista civica La Campana – Alternativa per Montecalvo nasce il 23 marzo 2005 da un gruppo di cittadini montecalvesi con la finalità di innovare e modificare il modo di fare politica nel nostro paese. All’interno di questa lista sono confluiti cittadini provenienti da esperienze politiche eterogenee, e tuttavia animati dal comune intento di risollevare le sorti di un paese alla deriva. Dopo le elezioni amministrative del 13 Giugno 2004 nelle menti degli amministratori e di chi li ha sostenuti vi era il concetto, per speranza o convinzione, che il gruppo della Campana si sarebbe sciolto come neve al sole. Ciò si pensava per l’illusione che le fondamenta del gruppo fossero basati sull’obiettivo di mandare la vecchia classe dirigente, ancora presente, a casa. Ma purtroppo, lasciando con stupore e amarezza chi lo pensava, ciò non è accaduto. Siamo un gruppo motivato da valori imprescindibili, quali pari opportunità, totale diniego del favoritismo politico, tutela e salvaguardia del patrimonio comunale e rispetto della legalità, importanti catalizzatori della nostra compattezza.
    Il nostro collante non è l’avversione o l’idiosincrasia per questo o quell’amministratore, né tanto meno la collera per la sconfitta elettorale; ci accomuna e ci unisce la volontà e l’impegno di assicurare ai Montecalvesi una realtà locale diversa da quella a cui ci hanno abituati, una comunità di cittadini partecipi e unici destinatari dell’attività amministrativa: il bene comune al primo posto.
    Ciò che va combattuto con forza e veemenza sostenitoriè il metodo utilizzato dai nostri amministratori, da parte nostra non vi è nessuna intenzione di colpire le persone, ma ciò che esse rappresentano e seminano!
    La Campana, nonostante i tentativi, mal riusciti, di delegittimazione, continuerà a svolgere,con abnegazione e spirito di collaborazione, il compito che i cittadini gli hanno conferito. Un messaggio chiaro vogliamo, però, lanciarlo a chi crede che il livore o la delusione, eventualmente, per qualche promessa non mantenuta, diano il diritto di aggregarsi a chi, invece, è accomunato da veri ideali politici e sociali. Il gruppo della Campana non è il serbatoio politico dei delusi o dei nemici dell’attuale maggioranza, bensì il punto d’incontro di persone animate da medesimi principi. [Nativo]

    Redazione

  • Canti popolari di tradizione orale,  Cultura orale,  Cultura rurale,  Persone

    Ci ha lasciati Felice Cristino

    Angelo Siciliano

    [Edito 21/04/2010] Felice Cristino, “zi’ Filìci Pannucciéddru”, nato a Montecalvo Irpino (AV) il 23 dicembre 1921, in una numerosa famiglia patriarcale contadina con dieci figli – quattro femmine e sei maschi –, ci ha lasciato la mattina del 1° febbraio 2010. Grande cantatore, col fratello Giovanni (Montecalvo Irpino, 1933-2005), di canti politici e sociali, funebri, ballate e del poema montecalvese “Angelica” di 107 quartine, l’unico riscontrato in Irpinia, era un raffinato affabulatore e poeta contadino. Era anche alfabetizzato, il che non guastava. Era cugino di mio padre per parte di madre, sorellastra di mio nonno. In questi ultimi venti anni ho frequentato, con una certa assiduità, la sua casa rurale e la sua famiglia. È stato per me un informatore prezioso e straordinario, per il recupero della nostra civiltà agro-pastorale. Con lui rivivevo il nostro passato arcaico, riannodando i fili della memoria e “navigando” nell’immaginario collettivo. Come usano dire in alcune etnie del continente africano, in questi casi, sparisce una biblioteca vivente della civiltà contadina. Una perdita incolmabile. Ma l’attuale società consumistica, dei reality e dell’effimero, né si accorge né dà importanza a queste cose.

  • Cultura orale,  Cultura rurale,  Editoria,  Il nostro passato,  Storie di Emigrati

    Lo zio d’America

    Giovanni Bosco Maria Cavalletti

    [Edito 10/02/2002] E, finalmente, giunse anche Lo zio d’America, poesie, cunti, nenie, ballate e detti in dialetto montecalvese, con una raccolta di maledizioni. Il patrimonio letterario montecalvese si correda, da ora in poi, di un testo scritto nella nostra lingua locale. Ciascuno di noi, immagino, attraversa nella propria vita dei particolari periodi in cui si sente spinto, più o meno inconsciamente, a ricercare le proprie origini; ci si rende conto, ad un certo punto, che il momento attuale è, il più delle volte, conseguenza di un processo che è in moto, e quindi in evoluzione, da secoli, se non addirittura da millenni. Per rimanere nell’ambito della nostra storia locale, diciamo che, a seconda dei tempi, delle personali esperienze e delle singole esigenze è venuto man mano formandosi un interessantissimo patrimonio letterario al quale si aggiunge, oggi, questa nuova fatica di Angelo Siciliano. Stimolante sarebbe effettuare uno studio sociale dei momenti in cui sono venute alla luce le varie opere, ma la cosa richiederebbe troppo tempo. L’interesse più diffuso, almeno fino a questo momento, era stato ispirato dalla curiosità per fatti ed eventi più strettamente legati all’evoluzione storico-politico-urbanistica di Montecalvo, a parte le memorie familiari di cui sono relativamente ricchi gli archivi privati motecalvesi.

  • Cultura

    Cultura Irpina

    Antonio Stiscia

    [Edito 10/12/2005] Da qualche tempo, ho preso a leggere vecchi testi, nell’intento di allontanarmi dallo studio delle ingiallite carte ,che se da un lato rinnovano l’entusiasmo per la patria natìa, dall’altra distolgono la mente dalle considerazioni attuali. Evidentemente mi sbagliavo ! La battaglia appare perduta in partenza ! Dopo le vicende elettorali, che hanno coinvolto tutti e in misura alquanto discutibile, avevo pensato di dedicarmi alla lettura di qualche buona poesia, come estremo rifugio alle materialità . Mi sono imbattuto in un testo della metà del 700 ,che a prima vista sembrava lezioso e modaiolo, come a ricordare che la smania celebrativa e pennivendola ha radici antiche ,ma che poi, si è rivelato un compendio di liberalità, per lo spessore culturale dell’autore e dei personaggi coinvolti, vere icone dell’Illuminismo meridionale. Il libro di particolare pregio editoriale, presenta una introduzione accattivante e con evidenti riferimenti a personaggi storici di notevole importanza .

     

  • ASPETTI ANTROPOLOGICI CULTURALI,  Cultura e tradizione,  Cultura orale,  Poesia

    Lu Patresuonnu

    [Edito 10/02/2003] “Il sonno letargico” (noto in dialetto irpino come “Lu Patrisuonnu”) è un racconto della tradizione orale contadina raccolto, trascritto e tradotto nel 1994 dal poeta ed etnografo Angelo Siciliano. Il testo fa parte delle sue ricerche etno-antropologiche sul mondo agro-pastorale di Montecalvo Irpino (Avellino), ed è stato tramandato dalla testimonianza diretta di una contadina locale, Mariantonia Del Vecchio, La Leggenda in sintesi Il racconto narra le vicende di Mingo (Domenico), un giovane che la mattina di San Giovanni (il 24 giugno) si rifiuta di alzarsi dal letto per andare a mietere l’orzo con gli altri lavoratori. Quando finalmente si sveglia, viene colto da un sortilegio punitivo: Lu Patrisuonnu, ovvero uno stato di sonno letargico continuo. Per quaranta giorni e quaranta notti Mingo continua a camminare e persino a lavorare nei campi, ma barcollando vistosamente e muovendosi come un automa o un sonnambulo, suscitando le risate di chi lo osserva. Lo spavento e la fatica di quell’esperienza lo cambiano per sempre: da quell’anno in poi, a ogni san Giovanni, Mingo sarà il primo a saltare giù dal letto. Il significato antropologico . Come spiegato nelle note dello stesso Angelo Siciliano sul suo sito ufficiale, questa credenza popolare aveva una chiara funzione pedagogica e sociale: Monito contro la pigrizia: Serviva a spronare i giovani e i fannulloni a svegliarsi all’alba. Necessità pratiche del raccolto: Nel periodo estivo della mietitura a mano, era fondamentale iniziare a lavorare nelle primissime ore del mattino per sfruttare il fresco, prima che la calura del sole rendesse il lavoro insopportabile.[Nativo]

  • Beni,  Beni culturali,  Chiese

    La cappella Carafa torna a splendere

    Angelo Corvino

    [Edito 16/07/2002] L’arco d’ingresso della rinascimentale Cappella Carafa della chiesa di Santa Maria Assunta è ritornato all’antico splendore grazie ad un intervento di restauro curato dalla soprintendenza ai B.P.S.A.D. di Avellino e Salerno. Il risultato del lavoro è stato presentato sabato scorso durante una manifestazione religiosa alla quale era presente l’arch. Francesco Prosperetti, soprintendente per Avellino e Salerno, che ha sottolineato, nel suo breve intervento, l’importanza del lavoro di restauro anche alla luce dell’opera d’arte che la cappella ospita. Infatti il soprintendente ha evidenziato la pregevolezza della statua della Madonna dell’Abbondanza che trova degna ubicazione nella splendida cappella rinascimentale ed ha parlato dell’efficienza che in questa occasione ha caratterizzato l’intervento dei beni culturali. “Non credo capiti spesso di assistere ad un evento che si è dipanato in breve tempo e che coinvolge le istituzioni – dice Prosperetti – Questo ritrovamento ha avuto da subito il segno di qualcosa di particolare”. Al dott. Giuseppe Muollo, direttore dei lavori di restauro, è toccato il compito di descrivere l’intervento negli aspetti tecnici.

  • ASPETTI ANTROPOLOGICI CULTURALI,  Politica,  Territorio

    Montecalvo come Matera

    [Edito 01/11/2019] Il sindaco Mirko Iorillo annuncia un lavoro di recupero e valorizzazione del Trappeto per costruire un albergo diffuso e rafforzare l’offerta turistica nel percorso della Via Francigena.

    “E’ già stato depositato uno studio sulle grotte del Trappeto, che sono degli scavi nella pietra che già nel 1600 venivano utilizzati come abitazioni dai contadini appoggiate nel tufo” spiega il sindaco Iorillo. “Fino agli inizi del ‘900 queste grotte sono state abitate, ma nel corso del tempo sono state abbandonate anche a causa dei due terremoti (del 1930 e del 1980). Tentiamo da 5 anni ormai di ottenere dei finanziamenti per valorizzare l’area, ma in attesa di un massiccio investimento, il Comune non ha mai smesso di fare la sua parte” continua. Nel corso del tempo molte grotte sono collassate, e il Comune è riuscito a mettere in salvo alcuni portali del ‘600. Non solo. Grazie al bilancio partecipato, l’area del Trappeto è stata individuata dai cittadini come destinataria di interventi, e il Comune ha potuto acquisire le grotte di proprietà privata per poter candidare l’area ad una progettazione di recupero complessiva. “Lavoriamo al recupero dell’area solo con l’aiuto degli operai della Comunità Montana, e siamo riusciti a inaugurare la piazzetta. E’ stato già redatto un progetto da 4milioni e mezzo di euro, che prevede il consolidamento statico e il recupero, ma l’iter di questo progetto realizzato 10 anni fa, è stato addirittura oggetto di un ricorso al Tar” spiega Iorillo.