Commiati

  • Commiati,  Cronaca

    Colto da malore muore in pista il giovane Luca Zarrillo

    Redazione

    [Edito 20/11/2011] Montecalvo Irpino AV – Colto da malore muore in pista un giovane di Montecalvo Irpino amante delle moto. La tragedia nel pomeriggio di ieri a Bari. Luca Zarrillo si era recato come sempre nel capoluogo pugliese per fare qualche giro in pista. Appena finito le prove, si è fermato, giusto il tempo di dire all’amico che lo accompagnava di non sentirsi molto bene e si è accasciato al suolo.
    A nulla è servito l’intervento dei soccorritori perché a quanto pare si è trattato di un infarto fulminante. La notizia ha gettato nello sconforto la comunità di Montecalvo Irpino. [Nativo]

  • Commiati,  Cronaca

    E’ Claudio Giammito il giovane trovato senza vita

    Redazione

    [Edito 25/10/2010] Montecalvo Irpino AV –  Il giovane è stato ritrovato dalla fidanzata nel letto della sua abitazione in un comune del bolognese. Claudio era molto conosciuto in paese anche per la sua attività di volontariato con l’associazione Vita. Sul suo profilo su Face Book, si moltiplicano i ricordi degli amici. Ancora da accertare le cause del decesso. Il ritrovamento è avvenuto ieri pomeriggio. Pare che le autorità inquirenti abbiano disposto l’esame autoptico per stabilire le cause del decesso. Si sospetta una overdose. I funerali stamattina, 25 ottobre 2010 presso la chiesa del Carmine a Montecalvo Irpino alle ore 10,30. La salma arrivata ieri sera è stata appoggiata presso la camera ardente allestita nella cappella di San Pompilio M.Pirrotti. Un flusso enorme di persone fino a tarda sera ha voluto dare l’estremo saluto allo sfortunato giovane montecalvese. [Nativo]
    [Crediti│Foto - Angelo Corvino]

  • Commiati,  Cronaca,  Persone

    Addio a Scilla. Una vita controcorrente per i diritti dei gay

    Angelo Corvino

    [Edito 03/03/2011] Montecalvo Irpino AV  – Se n’è andata mentre era sola, probabilmente per un infarto che ha messo fine alla sua tormentata esistenza. E’ stata ritrovata senza vita nella sua abitazione ieri sera verso le 23. Scilla, al secolo Giuseppe Gelormini, ha segnato un’epoca in Irpinia. Negli anni ’70 fu uno dei pionieri della rivendicazione dei diritti dei gay. Ebbe il coraggio di manifestare le sue tendenze sessuali al mondo, infischiandosene della società che la circondava. Non è mai stata una “politica”, del movimento gay ma ha semplicemente vissuto la sua vita, normalmente, come dovrebbe essere in un paese Civile. Oggi il movimento gay è segnato da personaggi ambigui che invadono la TV, Scilla a suo modo è stata una pioniera del travestitismo, non vergognandosi mai della sua natura. Ha imposto il suo modi di essere in una società piccola, come poteva essere quella di un piccolo paese de sud Italia, lontano della dinamiche della rivoluzione sessuale. Eppure Scilla era riuscita a conquistarsi il rispetto della gente. Nella vita ha fatto la parrucchiera, vivendo a suo modo. L’ultima fase della sua esistenza è stata segnata dalla convivenza con il male del secolo e da una vicenda giudiziaria che l’avevano segnata e l’avevano portata a rinchiudersi in se stessa. Amava i fiori. I funerali si terranno oggi pomeriggio, senza il rito religioso per sua espressa volontà. [Nativo]

  • Commiati,  Persone

    La scomparsa del Dott.Mario Fiore

    Redazione

    Si è spento ieri, 27 agosto 2012, all’età di 81 anni Mario Fiore, noto farmacista avellinese, che per diverse legislature negli anni d’oro della Democrazia Cristiana è stato anche consigliere provinciale. Persona molto stimata e amata ad Avellino e in provincia dove ha operato per tantissimi anni, lascia la moglie Maria Cifarelli, i figli Grazia, Aldo e Franco. Al loro dolore si associa quello del genero Leonardo Tammaro, la nuora Fiorella Pomidoro, gli adorati nipoti Mario, Chiara, Mario, Laura e Francesco, il fratello Vito, la sorella Pina, e gli altri parenti. I funerali si terranno questa mattina alle 11 nella chiesa di Maria SS. assunta in cielo a Torrette di Mercogliano. La salma sarà tumulata nel cimitero di Corato in provincia di Bari. Da lì partì alla volta dell’Irpinia per aprire la farmacia a Montecalvo. Poi si spostò ad Avellino dove la farmacia nei pressi del Castello gli fu distrutta dal terremoto.

  • Commiati,  Persone

    Padre Filippo Lucarelli

    Giovanni Bosco Maria Cavalletti

    Montecalvo Irpino AV – Correva l’anno 2007 quando il molto reverendo Padre Filippo Lucarelli celebrava, nella sua amata Montecalvo, il cinquantesimo del suo ministero sacerdotale.
    Nulla ancora faceva presagire, allora, il triste epilogo di una storia conventuale che, per quanto lunga quasi quattrocento anni, pareva non volergli più dare il tempo per consumare i suoi fausti giorni nelle amate stanze e negli ampi verdi spazi dell’antico cenobio che ancora riverberano, ma solo per chi ha orecchie per intendere, gli echi della gloriosa storia francescana della provincia minoritica dei frati minori di Benevento ed Avellino.
    Ma così non è stato: a dispetto delle ultime vicissitudini, che di fatto hanno decretato la fine del convento di S. Antonio in Montecalvo, per un arcano disegno provvidenziale, l’ascesa al cielo di Padre Filippo ha preso il via da quelle stanze e da quegli spazi, come a dire: “l’uomo propone, e Dio dispone” …
    Ultimo erede di una lunga schiera di frati di cui il tempo mai cancellerà la fausta impronta, il nostro caro Padre Filippo si è ricongiunto, nella comunione dei santi, con gli indimenticati, e indimenticabili, Fra Teofilo, Fra Elzeario, Padre Lorenzo…

    In memoria del molto reverendo Padre Filippo Lucarelli,due volte ministro provinciale dei frati minori delle province di Avellino e Benevento, gia’ assistente spirituale presso l’Universita’ Cattolica di Milano e collaboratore dei primi eredi del Padre Agostino Gemelli, rifondatore dell’Oasi Maria Immacolata di Montecalvo Irpino, montecalvese con i montecalvesi, ripropongo un mio piccolo articolo scritto in occasione del suo cinquantesimo anniversario dell’ordinazione sacedotale: “pretendere di sintetizzare in pochi fogli l’attività di un cinquantennio denso di ricche e fruttuose opere, sociali e religiose, avrebbe il senso di sminuire la portata di un impegno che, per sua natura, travalica il tempo dei dieci lustri, ben oltre proiettando il suo riverbero.
    E tanto più, ciò, a riguardo del contesto in cui opere ed impegno si calano e sviluppano: l’ordine religioso dei frati minori di San Francesco, la storicamente gloriosa provincia minoritica di Benevento ed Avellino, il vetusto convento di Sant’Antonio e l’Oasi Maria Immacolata in Montecalvo Irpino.
    Ambiti e luoghi di per sé alti nella responsabilità di tener vive tradizioni consolidate di formazione umana ed evangelica, rischiosi nella tentazione di adagiarsi nella ripetitività di atti che i tempi avrebbero potuto non più riconoscere.
    Il vivificarli, però, nello spirito ereditiero calato nel continuo novello sentire, assicura sostanza da vivere e tramandare.
    E’ciò che mi pare di cogliere nell’opera cinquantennale di Padre Filippo, direttamente da me conosciuta negli ultimi decenni e, di riflesso vissuta, per i primi tempi, grazie alla testimonianza familiare a me giunta da mio padre, e ancor più da mia madre, per oltre un trentennio ministra dell’O.F.S. montecalvese, già amica e collaboratrice del fondatore dell’oasi padre Marciano Ciccarelli.
    Ed ecco, così, che anche il breve spazio occupato da pochi caratteri stampati riesce a tramandare un’essenza: la gioventù che non teme l’incalzare degli anni.
    E’in quest’ottica che colloco, ad esempio, la promozione dell’associazione culturale Ieri-Oggi, il cui nome, come le iniziative prodotte, e ricordo, tra queste, quella dei giovedì di marzo, diventano manifesto e strumento costante di costruzione sociale fondante sulle stabili basi della tradizione;
    l’istituzione della festa degli emigranti, apparentemente superata nella distorta visione di un mondo globalizzato, ma di fatto provvidenziale nel ricucire gli sfilacciamenti di un cordone culturale comune a chi vive nella terra natale e a chi, lontano da essa, rischia di impoverire il personale bagaglio del patrimonio antico e comune; la produzione degli storici calendari che nella scansione commemorativa di date importanti hanno riproposto all’attenzione dei contemporanei eventi, come la fondazione del convento di S. Antonio, e personaggi, come il Beato Felice da Corsano e S. Pompilio M. Pirrotti, che l’autentica carità cristiana, fonte della loro forza rivoluzionaria, fa rivivere per meglio illuminare il nostro cammino futuro; il proporre, con successo, l’inserimento del nome di Padre Marciano Ciccarelli nella toponomastica montecalvese, limpida testimonianza a suggello dello stretto secolare connubio tra comunità francescana e popolo di Montecalvo; la fondazione del centro giovanile antoniano, generoso dono ai giovani d’ogni luogo e d’ogni tempo; e tant’altro nel contemporaneo svolgimento di un quotidiano esteso tra l’Oasi, la Casa S. Elisabetta, suo regalo agli anziani, il convento e realtà extra moenia. Cinquant’anni vissuti, una vita donata. messa anche alla prova, a volte, ma come quella di chiunque non si possa dire sia passato invano” [Foto Franco D’Addona]