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Commento alle poesie di Angelo Siciliano
[Ed. 24/12/2003] Il 16 marzo del 2001 rappresenta una data storica per la comunità di Montecalvo. Al suo patrimonio affettivo ritornano delle sacre icone che il tempo, con la complicità forse inconsapevole degli uomini, aveva avviluppato negli indefinibili veli dell’oblio.
Il cammino dello spirito spesso si accompagna, nella Storia, ai frutti che esso stesso produce nella contemplazione del Fine e dell’infinito percorso di un arcano che morde le nostre percezioni.
Ed è nell’ammirazione del costruito che, molte volte, riprendiamo il percorso interrotto.
Ma se all’arte si aggiunge il mistero, e se questo si esplicita nel richiamo sensibile di una morte sicura accompagnata da una inesprimibile sensazione di pace, e quindi di vita, diviene essa stessa cammino.
Durante il quale ci si imbratta e si cade. -
Storia e ricetta dei cicatielli
[Ed. 28/09/2004] Di antichissime origini e legata alla tradizionale e gustosa cucina contadina, si racconta che secoli addietro una donna montecalvese, irritata dai tradimenti del marito, volle sfogare la rabbia che aveva in corpo,inventando una pasta. Il tutto appare comprensibile, se si pensa al modo in cui viene lavorato l’impasto (con buona foga), lo strappo del pezzo di pasta che viene accecato (cicato) con l’indice e il medio della mano, movimenti che ben esemplificano e testimoniano la rabbia della moglie cornuta, che riuscirà, proprio con questo piatto a riconquistare il marito.
La fantasia popolare é il sale di ogni civiltà e l’orgoglio di un paese, che con la più antica Sagra della Campania XXXIV edizione – 15 Agosto “Sagra dei Cicatielli e del pane di Montecalvo” cerca di mantenere vive le sue tradizione gastronomiche e folkloriche (Gruppo Folk la Pacchiana).
Ingredienti per 4 persone:
Farina di grano duro (saraolla) 400 grammi e acqua tiepida (per l’impasto)
Condimento: 3 varianti-connesse alla stagione:
– Ragù di carne con la braciola (braciola della moglie);
– Con i broccoli (scaldati con i cicatielli) e conditi con la scardella (pancetta a pezzetti soffritta in olio extra vergine di olive delle colline irpine; N.B. i broccoli nella tradizione montecalvese vengono considerati afrodisiaci e fertilizzanti il seme maschile “chi si magna lu ruoccolo s’adda sta fermo cu lu paruoccolo”;
– Con passato di pomodoro fresco e condimento di ricotta salata (fresca o stagionata)
Preparazione:
Si impasta la farina con l’acqua tiepida, energicamente, e fino a formare un pane di pasta elastica e compatta, che si lascia a riposare per qualche minuto.
Con un coltello si procede al taglio della pasta, ricavandone alcuni pezzi fusiformi che adagiati su di un piano di lavoro, vengono affusolati dallo sfregamento congiunto delle mani sulla pasta, che assume la forma di un lungo fuso (cingolo), dal quale con un movimento combinato (pressione dell’indice e del medio della mano) si incava la pasta che viene strappata dal cingolo per diventare cicatiello.
Terminata dei cicatielli, gli stessi vengono posti ad asciugare su di un piano in legno (tavulillo), per la necessaria breve essiccazione prima della cottura, in abbondante e bollente acqua salata.
Buon appetito! [Nativo][Credit│Foto - Archivio F. D'Addona]Antonio Stiscia
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Continuatori del cognome di una “gens” sannita a Casalbore
[Ed. 24/09/2004] Sergio Ignelzi di Casalbore vorrebbe sapere che cosa significa il suo cognome. Si è rivolto ad una rubrica de Il Corriere della Sera, però la sua richiesta è rimasta insoddisfatta. Avendo scoperto per caso la sua richiesta sul Web, ma non disponendo del suo indirizzo e-mail, gli rispondo tramite il nostro sito montecalvese.La mia ipotesi sull’origine del suo cognome è la seguente: IGNELZI deriverebbe da EGNATII (nom. pl.) , che era il cognomen di una gens sannita molto famosa. Gallio Egnazio fu l’eroico comandante della Terza guerra sannitica che cadde a Sentino (presso Fabriano), nel 295 a.C., dove i Sanniti, alleati con i Galli e gli Etruschi, furono sconfitti dai Romani, in una battaglia che segnerà il declino delle sorti dei Sanniti e che costò ai vincitori la morte del console romano Decio Mure, immolatosi perché la vittoria arridesse ai suoi.
Un altro noto appartenente alla gens Egnazia fu Mario Egnazio, uno dei comandanti dei Socii italici nella guerra Sociale, del 91 – 87 a.C.
La mia ricostruzione.
La forma latina EGNATII corrisponde probabilmente a una forma osca che ricostruisco in *EIG-NATII.
Da EIG-NATII, con due mutazioni fonetiche diacroniche, prima si sarebbe avuto > IGNATII per caduta della /E/ in prima posizione determinata dall’accento tonico sulla /A/, poi > IGNE(L)ZI, per inserimento di compenso (epentesi) della /L/ per la caduta della /I/ finale e la mutazione vocalica A>E per oscuramento dovuto a /A/ in sillaba chiusa.
Chiedendo scusa per il ricorso a una terminologia forse non chiara a tutti, ma, secondo me, necessaria, mi auguro che gli IGNELZI abitanti tuttora a Casalbore e a Ginestra degli Schiavoni possano leggere questa nota. [Nativo]
Mario Sorrentino
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Natale 2004
[Ed. 24/12/2004] Nella storia dell’umanità, per noi credenti, due notti sono le notti più importanti del tempo e della storia. La notte di natale e la notte di Pasqua. La notte di Natale , santissima notte, come santissima è la notte di Pasqua, è la notte in cui si realizza il più grande mistero che l’uomo abbia mai potuto conoscere: Gesù nostro salvatore, appare visibilmente nella nostra carne, per assumere in sé tutto il creato e sollevarlo dalla sua caduta. ” Non temete, ecco vi annuncio una grande gioia. Oggi vi è nato il Salvatore che è Cristo Signore” annunziano gli angeli sulla grotta di Betlemme. La chiesa, in questo periodo, ricorda a tutti i cristiani di buona volontà la speranza che non delude. Le attese di liberazione del popolo d’ Israele, alimentata dai profeti, sono immagini della nostra attesa di liberazione. La nostra storia è come giunta ad una strettoia, dalla quale si fatica ad uscire: Senza Gesù (cioè senza morale, giustizia, verità, rispetto del prossimo) l’uomo è un fallito, o peggio ancora un illuso. Nella notte di natale simbolo del buio che tanti, anche nel nostro paese, stanno sperimentando, apparirà una Luce per chi vuole vederla. Tale luce mette a nudo i nostri vuoti e le nostre scelte errate, il nostro egoismo e le nostre miopie. Ma è anche luce di speranza per chi attende la liberazione. [Nativo]Teodoro Rapuano
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Carnevale 2004
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Carnevale 2005
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La chiesa di S. Gaetano Thiene
[Ed. 21/09/2002] In via Dietro Corte, in prossimità del castello, sorge la chiesa di San Gaetano Thiene.
Essa fu fondata nel 1653 dal barone Francesco Battimelli e nel 1682 per eredità passò da questi alla famiglia Bozzuti.
Nel 1689 il cardinale Orsini diede ordine di affrescare la parete esterna, nella parte superiore alla porta, con l’immagine di San Gaetano.
Risparmiata dal terremoto del 5 giugno 1688, la chiesa fu danneggiata dal sisma del 14 marzo 1702. Il 14 Giugno di quell’anno l’architetto Romano Buratti redasse la relazione dei danni in base alla quale furono eseguiti i lavori di restauro.
Per far fronte alle spese il cardinale Orsini offri la somma di 120 ducati
L’unico altare dedicato a San Gaetano fu scalpellato agli inizi del 1700 dal maestro Menichello che lavorò un unico blocco di pietra di Roseto.
Sotto il pavimento della chiesa è collegata la sepoltura della famiglia Bozzuti.
La chiesa è collegata con il palazzo Bozzuti di via Santa Maria essendo ubicata nel giardino della stessa famiglia
Sul finire del secolo scorso i Luparelli distinta famiglia arianese acquistarono i beni dei Bozzuti e successivamente donarono la chiesa di S. Gaetano ai frati minori di Montecalvo cui spetta oggi la cura. Legatissimo a questa chiesa fu S. Pompilio Maria Pirrotti che ne ereditò l’affetto dalla madre Orsola Bozzuti e dagli “affezionatissimi” suoi zii.
Numerosi sono gli accenni che ne fa nella copiosa corrispondenza epistolare.
Attualmente la chiesa di San. Gaetano non versa in ottime condizioni dimostrando in pieno i segni degli ultimi due terremoti e l’abbandono che ne è scaturito.
Ciò nonostante il suo recupero doveroso per riconsegnare alla comunità montecalvese una chiesa ed un monumento di affetti e di ricordi, è senz’altro possibile [Nativo] [Correlato]Giovanni Bosco Maria Cavalletti
Foto Antonio Cardillo
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Campo scuola agosto 2002
[Ed. 14/02/2003] Montecalvo Irpino AV – Il Signore dice: ” Voi siete la luce del mondo ed il sale della terra”. Su questa tematica si e svolto a Montecalvo Irpino un campo scuola per i giovani durante la prima settimana di Agosto 2002. Sono giunti in paese 6 suore (Silvia, Maria, Rosalia, Provvidenza, Irene, Monica), della Sacra Famiglia di Spoleto con 21 giovani provenienti da: Lombardia, Sicilia, Lazio, che si sono uniti al gruppo dei ragazzi dell’Azione Cattolica della parrocchia S. Pompilio Maria Pirrotti di Montecalvo. Si e quindi svolto un cammino di fede con ricerca spirituale, volendo creare anche se in piccolo, un ambiente di intensa preghiera e fratellanza sull’esempio della G.M.G. (Giornata Mondiale della Gioventu) a Toronto (Canada). E cosi venuto fuori un simpatico motto: “A Montecalvo Irpino per vivere Toronto da vicino”.La serie degli incontri ha avuto inizio con un intenso momento dedicato alla conoscenza reciproca dei partecipanti. In seguito alla familiarità e confidenza raggiunte si e dato il via al percorso di analisi interiore effettivo. Questo si e svolto tramite vari momenti di meditazione e riflessione accompagnati dalla preghiera nelle sue diverse applicazioni: con l’icona, con il canto, il S. Rosario, con la Lectio Divina.
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I caduti di Nassiriya
[Ed. 20/11/2003] Montecalvo Irpino AV – Anche nel paese ufitano sono state ricordate le vittime dell’attentato di Nassiriya. Sono state le massime autorità cittadini, civili e militari, che hanno voluto un ricordo fermo degli uomini che hanno perso la vita nella missione irachena. Alle 11,00 è stata celebrata una messa in piazza Vittoria, davanti al monumento ai caduti che ricorda il sacrificio umano di tute le guerre. [Nativo]
Foto Franco D’Addona / Ottone BruschinoRedazione
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Buoni postali: la via crucis di una donna
[Ed. 12/10/2002] Montecalvo Irpino AV – Dopo sette mesi ad attendere una comunicazione ufficiale, da parte dell’Ufficio Postale di Montecalvo Irpino, per una ricerca di titoli postali, la signora Gruosso Giuseppina si vede recapitare una raccomandata nella quale le si comunica che l’esito delle ricerche è risultato negativo. Nel mese di marzo la signora Gruosso ed il fratello, dopo aver pagato la relativa tassa, chiesero, tramite raccomandata, all’ufficio Postale di Montecalvo Irpino di effettuare una ricerca a nome della mamma, deceduta nel 1998 a seguito di un infarto, per sapere se a nome della defunta fossero intestati dei titoli. Passato qualche mese l’ex direttore dell’ufficio comunicò alla signora, in maniera verbale, che la ricerca fino a quel momento non aveva prodotto nessun esito, ma che avrebbero fatto altri accertamenti. Nel frattempo la signora, durante dei lavori in casa, ha trovato alcuni buoni della defunta mamma, senza comunicarne il ritrovamento all’ufficio postale. Ieri alla signora è stata recapitata una raccomandata nella quale l’amministrazione postale comunicava che la ricerca aveva prodotto esito negativo.Dopo aver letto la lettera, lo stupore prima e la rabbia poi, hanno invaso la mente della signora, che non riusciva a credere a quanto aveva appena letto. La signora si chiede “com’è possibile che mi si comunichi che a nome di mia mamma non è intestato nessun titolo e davanti a miei occhi ho due buoni postali intestati a lei, ed altri ancora li hanno i miei nipoti? Non so darmi proprio una spiegazione, posso solo pensare che nell’ufficio postale ci sia disorganizzazione e mancanza di professionalità”. Comunque la signora non è intenzionata a darsi per vinta ed è pronta a dare mandato al proprio avvocato per chiarire questa situazione, sperando che l’accaduto sia solo un errore umano e non qualcos’altro. [Nativo]Corriere dell’Irpinia


















































