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Ci lascia Rosa D’Attoli, cantastorie montecalvese
Francesco Cardinale
[Edito 05/04/2026] La comunità di Montecalvo Irpino è nuovamente avvolta dal dolore. Neppure il tempo di salutare Antonietta Leone, apprezzata interprete dei canti popolari locali, che un’altra figura simbolo della memoria popolare lascia un vuoto profondo: si è spenta Rosa D’Attoli, vedova Iorillo, all’età di 93 anni. Autentica depositaria di canti, tradizioni e racconti tramandati nel tempo, abitava in via Fano, proprio lì dove erano soliti parcheggiare gli automobilisti che si recavano al vicino mercato settimanale. Sul pianerottolo adiacente all’ingresso aveva allestito un piccolo belvedere con decine di vasi di fiori, che probabilmente curava ogni giorno con grande attenzione, vista la rigogliosità con cui impreziosivano la ringhiera che delimitava l’ingresso.
Rosa non era soltanto una testimone del passato: ne era l’incarnazione più viva. Attraverso la sua voce, i suoi racconti e la sua presenza costante nelle feste religiose e negli eventi popolari, ha custodito l’identità culturale di Montecalvo Irpino, mantenendo vivo un patrimonio fatto di memoria, appartenenza e tradizione.
Amava indossare con orgoglio il costume della Pacchiana, simbolo delle donne montecalvesi e delle loro radici. Un abito che per lei rappresentava molto più di una tradizione folkloristica: era un gesto d’amore verso la propria terra e la propria storia. Con discrezione e dedizione ha preso parte per anni alla vita culturale del paese, seguendo con passione la Pro Loco, i balli tradizionali e soprattutto la tarantella, che considerava un linguaggio collettivo capace di raccontare il popolo e la sua anima.
Grazie alla sua memoria straordinaria sono sopravvissute strofe, filastrocche e canti popolari che rischiavano di andare perduti. Ogni incontro con lei diventava un momento di condivisione autentica, capace di incantare chiunque l’ascoltasse. È stata anche una brava poetessa: non pochi sono i componimenti da lei declamati composti personalmente.
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Il ricordo di Mario Fiore
Con la scomparsa del dott. Mario Fiore si chiude un’altra pagina della nostra storia
[Edito 27/08/2012] Aveva 81 anni il dott. Mario Fiore ed era ancora in piena forma. E’ venuto a mancare nei giorni scorsi nella sua casa di Avellino, dove si era trasferito alla fine degli anni ’70, e abbiamo stentato a crederci. L’ultima volta che lo abbiamo incontrato ci ha dato l’impressione che il tempo si fosse fermato: sempre sorridente ed affabile, come il primo giorno in cui arrivò a Montecalvo più di 50 anni fa.
Nonostante sia trascorso tanto tempo, il dott. Fiore è rimasto nel cuore dei tanti Montecalvesi che lo hanno conosciuto e quando ci si recava nella farmacia “Del Daino”, da qualche anno gestita con altrettanta affabilità e professionalità dalla figlia dott.ssa Grazia, non si poteva fare a meno di chiedere notizie del “Dottore”. Farmacista preparato e scrupoloso, Mario Fiore, infatti, era diventato il professionista della salute a cui si rivolgevano tutti per avere un consiglio, per fugare un dubbio, per ricevere un aiuto. Era una sorta di medico di famiglia che, però, non ha mai superato il limite delle proprie competenze. Era giunto nel nostro paese agli inizi degli anni ’60 dalla natia Corato (Ba), dopo un breve passaggio per Ruvo di Puglia, per gestire la farmacia del dott. Cristino. Seppe accattivarsi subito le simpatie di tutti e ben presto si impegnò anche in politica. E’ stato per anni il capo carismatico dell Democrazia Cristiana ed era rispettato e stimato da tutti, anche dagli avversari “comunisti”. Ha ricoperto importati cariche istituzionali. E’ stato assessore alla provincia di Avellino dopo le elezioni del ’70, del ’72, del ’74 e rimase in carica fino al 7 giugno 1980. Fino a quando è rimasto a Montecalvo, è stato sempre eletto in consiglio comunale, senza mai proporsi alla massima carica amministrativa. Ha lasciato spazio agli altri e specialmente ai giovani.
Nel 1978 si trasferì ad Avellino con la famiglia a gestire una delle più importanti farmacie del centro storico del capoluogo irpino. Dopo il terremoto del 1980, che distrusse completamente il cuore antico della città, trasferì l’attività a via Perrottelli, alla fine di Viale Italia. Ha mantenuto la casa montecalvese fino al 2004, allorquando ha venduto l’ultimo appartamento rimastogli del complesso di proprietà di viale Europa.Lascia la moglie Maria Cifarelli, i figli Grazia Teresa, Aldo e Franco. Al loro dolore si associa quello del genero Leonardo Tammaro, la nuora Fiorella Pomidoro, gli adorati nipoti Mario, Chiara, Mario, Laura e Francesco, il fratello Vito, la sorella Pina, e gli altri parenti.
Profondo cordoglio ha destato la notizia già la mattina del 27 agosto e l’Amministrazione Comunale, a nome di tutta la comunità, ha fatto affiggere un manifesto di partecipazione. La redazione tutta di Telemontecalvo è anch’essa vicina alla famiglia per il dolore che l’ha colpita per la perdita del dottore Mario. [Nativo]Alfonso De Cristofaro
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Cerimonia davanti alla Chiesa di San Gaetano
Angelo Siciliano
[Edito 18/08/2024] Mi fa molto piacere che don Giancarlo Scrocco, parroco di Montecalvo Irpino, abbia organizzato, il 18 agosto 2024, una cerimonia religiosa davanti alla chiesa di San Gaetano da Thiene, abbandonata da dopo il sisma del 1962, nella cui cripta dovrebbero ancora trovarsi le salme dei parenti per parte materna di S. Pompilio Maria Pirrotti (Montecalvo I. 1710 Campi Salentina-Le 1766). Personalmente vivo a Trento dal 1973, ma scrissi diversi articoli sull’attività di don Teodoro Rapuano, fondatore del Museo Pompiliano, in una cui vetrina sono esposti diversi miei reperti: 26 medaglie sacre antiche, una piccola croce e 8 monete del `700. Nell’anno 2000, partecipai come relatore, con lo scrittore irpino Aniello Russo e l’archeologa Lucia Portoghesi, grande studiosa italiana di tessuti antichi, al convegno sul Giubileo 2000, organizzato dal comune di Montecalvo nei locali del palazzo dell’Ente Rosa Cristino
Il giorno dopo il convegno, su invito della Portoghesi, mi recai al Museo Civico di Altavilla Irpina, al cui allestimento stava collaborando. Lei mi fece da guida negli ambienti museali e mi confidò che il comune di Montecalvo era intenzionato a recuperare la chiesa di S. Gaetano e voleva incaricarla di dirigere l’apertura della cripta della chiesa per esaminare/studiare quanto in essa contenuto. Con mia sorpresa la Portoghesi mi chiese se io sarei stato disposto a collaborare con lei.
E io, con mio piacere, le risposi di sì. La regione Campania stanziò un finanziamento per il recupero della chiesa ma purtroppo, il progetto del comune non andò in porto, perché i frati francescani del convento di Montecalvo pare che si opposero, perché la chiesa era di loro competenza, giacché l’ultima erede di casa Pirrotti-Bozzuti l’aveva donata al convento. Mi occupai culturalmente di questa chiesa abbandonata e devastata, e fu realizzato anche un video pubblicato su YouTube. Ma il mio impegno non sortì alcun esito positivo. [Nativo]
Li muorti sotta San Gajitànu - Angelo Siciliano
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Addio ad Antonietta Leone
Voce e memoria di canti e cunti ai tempi della mietitura
Nicola Serafino
[Edito 04/04/2026] Oggi, per gli appassionati di cultura orale, il risveglio è colmo di tristezza. La notizia del tuo passaggio alla vita eterna, cara Antonietta, riporta alla luce ricordi preziosi: i tuoi canti, le tue filastrocche, le serenate e i cunti.
Rimane indelebile il tuo esempio di forza e di amore per la vita, dono prezioso che hai saputo trasmettere a tutti noi. Eppure, la tua assenza da questa quotidianità lascia un vuoto profondo, difficile da colmare. Immagino che lassù, tra cieli colmi di luce, i tuoi tanti amici ti accolgano cantando con te la serenata montecalvese, in una festa che celebra la tua anima e la popolarità che hai meritato in vita.
Buon viaggio. Grazie per tutto ciò che ci hai donato e per l’eredità preziosa che hai lasciato alla cultura popolare di Montecalvo Irpino.
Un pezzo di storia che vola via, ma che resterà per sempre nei nostri cuori.La serenata montecalvese -
Alfonso Caccese
Studioso di Antropologia Sociale e Ricercatore Storico
Redazione
[Edito 08/03/2026] Alfonso Caccese è una figura centrale nella salvaguardia della memoria storica e antropologica dell’Irpinia, con un focus specialistico sul territorio di Montecalvo Irpino. Formatosi al Liceo Ginnasio “P.P. Parzanese” di Ariano Irpino, ha proseguito gli studi presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia della Seconda Università di Napoli, prima di dedicarsi interamente alla ricerca territoriale e alla divulgazione digitale.Pioniere della Memoria Digitale
Dalla fine degli anni ’90, a seguito di una profonda svolta professionale, Caccese ha intuito il potenziale delle nuove tecnologie come strumento di conservazione culturale. Tra le sue operazioni di maggior rilievo spicca la digitalizzazione dell’imponente archivio del Prof. Mario Aucelli, storico corrispondente de Il Mattino. Da questo lavoro è nata la collana “Memoria Restituita” (distribuita da Irpinialibri), opera che ha ottenuto una significativa eco a livello nazionale per la sua capacità di restituire dignità e accessibilità ai documenti del passato.
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Pompilio Cavotta Cavaliere dell’Ordine
al Merito della Repubblica Italiana

Pompilio Cavotta [Edito 26/04/2026] Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito a Pompilio Cavotta l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per la sua lunga attività filantropica e il costante impegno umano e sociale dedicato all’assistenza di persone fragili.
La nomina rappresenta il riconoscimento ufficiale di una storia di solidarietà e dedizione che dura da oltre quarant’anni. Negli anni Settanta, infatti, Pompilio Cavotta incontrò Leonarda e il piccolo Venturino, un bambino ospitato in un istituto di Cava de’ Tirreni. Colpito dalla sua condizione di solitudine e fragilità, decise di occuparsi personalmente del suo futuro, diventandone tutore legale.

Venturino Dopo la scomparsa di Leonarda, avvenuta nel 1992, Cavotta accolse definitivamente Venturino nella propria casa, trasformando un gesto di assistenza in un autentico legame familiare. Nel corso degli anni, Venturino è cresciuto accanto alla famiglia Cavotta, diventandone parte integrante.
Oggi, che le condizioni di Venturino sono più cagionevoli che mai, l’impegno di Pompilio Cavotta si è ulteriormente intensificato. L’assistenza quotidiana, prestata con continuità e totale dedizione, rappresenta una concreta testimonianza di altruismo e umanità.
L’onorificenza attribuita dal Quirinale premia non solo un’attività benefica, ma soprattutto un esempio raro di solidarietà vissuta come scelta di vita, capace di cambiare il destino di una persona e di restituirle dignità, affetto e appartenenza familiare.
[Nativo]
Alfonso Caccese
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Suoni e Sapori della Valle del Miscano con Canti e Cunti Montecalvesi
Sabato 21 gennaio ore 20:00 presso l’Agriturismo Serafino Family presentazione dell’album rievocativo “Canti e
Cunti Montecalvesi VOL.1” del cantore Alberto Tedesco.
Durante la serata èpossibile degustare i piatti della tradizione contadina della Valle del Miscano i quali saranno raccontati attraverso le parole e i suoni che armonizzano la
valle.
In questo piccolo viaggio nel passato ci sarà in formazione acustica la band Rural Jazz “Fujenti” e
l’attrice Consuelo Giangregorio.
Il progetto artistico pone come obiettivo principale quello della ricerca delle tradizioni musicali che hanno attraversato il territorio. La Valle del Miscano
è stata un crocevia di diverse strade di collegamento tra l’Europa e l’Oriente, questo ha fatto in modo che la nostra terra fosse contaminata da una grande diversità
culturale, la quale ha dato vita ad una miscela di suoni, racconti e sapori che caratterizzano tutto il territorio. Un esempio è la cultura abruzzese che grazie alla via della
Transumanza (Regio Tratturo) ha inciso molto nella storia musicale della Valle del Miscano.
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Giovanni Pedersoli, sopravvissuto ad Auschwitz
Mario Aucelli
[24/06/2012] In occasione della Giornata della Memoria (istituita con L. 211 del 20/07/2000) i giovani dell’Associazione Libera Mente di Montecalvo Irpino, con il presidente Antonio Siciliano e il segretario dott. Francesco Pepe, nei locali del cinema Pappano, hanno ricordato l’Olocausto in un incontro con specialisti che hanno trattato, da varie angolazioni, il “Ricordo”. Il giovane biblista don Leonardo Lepore ha rivisto la Shoah dal lato religioso. Il Prof. Giuseppe D’Angelo, dell’Università di Salerno, ha trattato, storicamente, lo sterminio scientifico avvenuto nei campi polacchi. Ha moderato il dibattito il giornalista Vincenzo Grasso. Un giovane dell’Associazione, Angelo Michele Luisi, ha letto una scheda tratta da un mio libro in corso di pubblicazione, che fa conoscere e rivivere la figura di un montecalvese uscito vivo, ma distrutto nel fisico, dal campo di Auschwitz. Si tratta di Giovanni Pedersoli. Eccone il profilo: il “nostro” nacque a Concordia sulla Secchia, in provincia di Modena, il 12 ottobre 1919. A Roma, il 30 ottobre 1971, vedovo, sposò la montecalvese Maria Giovanna Sorrentino. Abitava a Montecalvo a via dei Mille dove aveva trasferito la residenza da Roma il 1 aprile 1977. Morì da noi, in modo tragico, l’8 gennaio 1987. -
Cantoniere in manette per concussione
Generoso Maraia
[Edito 00/00/0000] Montecalvo Irp. AV. Arrestato capo cantoniere della Provincia di Avellino con l’accusa di estorsione e concussione. L’arresto è stato eseguito ieri mattina, ad Ariano Irpino, dalla Squadra Mobile di Avellino in collaborazione con gli agenti di Ariano. L’uomo, A.C. quarantenne di Montecalvo Irpino, è stato colto, dagli agenti in borghese, in flagranza di reato dopo aver ricevuto una somma di denaro di 900 euro dal titolare di una ditta che svolge, per conto della Provincia, lavori di manutenzione sulle strade provinciali della Valle Ufita e dell’Alta Irpinia. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo periodicamente si presentava dal titolare della ditta per riscuotere i “regali” in denaro. Per ottenerli aveva escogitato un ingegnoso stratagemma. Si presentava al titolare della ditta appaltatrice con la scusa di aver ricevuto lamentele da parte degli automobilisti che volevano sporgere denuncia per essere ripagati dei danni causati alle proprie auto dalle buche presenti sulle strade. L’operaio si diceva disposto a chiudere un occhio non trasmettendo la denuncia alla Provincia ed evitando così grattacapi alla ditta. Secondo la denuncia del titolare della ditta che l’avrebbe inchiodato alle sue responsabilità, l’uomo si era presentato, con la stessa tecnica, già altre cinque volte. Alla fine il titolare non c’è l’ha fatta più ed ha deciso di dire tutto alla Polizia. Subito sono scattate le indagini e dopo mesi di accurate indagini. Il cantoniere è stato ieri mattina associato al carcere di Ariano. Il capo della Squadra Mobile, Giovanni Trabunella, ha riferito che in base alle indagini, ”il 40enne da oltre un anno aveva messo in piedi una vera e propria attività illecita nei confronti di una ditta appaltatrice”. Incredulità a Palazzo Caracciolo per l’accaduto. La presidente De Simone ha così commentato l’accaduto: «Le responsabilità penali sono sempre individuali. L’Ente è grato alla forze dell’ordine quando con la loro azione aiutano a contrastare l’illegalità ovunque si annidi. Abbiamo massima fiducia nella giustizia». [Nativo] -
Padre Samuele Isabelli
Antonio Stiscia

Ritratto a stampa di Padre Samuele Isabella [Edito 00/12/205] Qualche tempo fa, ho avuto la fortuna di poter visionare, in copia fotostatica, un manoscritto di Padre Samuele Isabelli di Montecalvo sec. XVIII (di cui ho parlato in altre occasioni e di cui ne ho preannunciato un piccolo saggio biografico) che per dovizia e abbondanza di particolari e di fonti, rimane pietra miliare per qualunque studio storico su Montecalvo, rappresentando quasi una summa storiologica e storiografica per ogni appassionato e ricercatore.
Il manoscritto, prestatomi dall’amico e strenuo ricercatore Mario Aucelli (conosciuto più per la sua attività giornalistica) è una vera miniera di informazioni e sarebbe auspicabile una sua integrale pubblicazione, comprensiva delle note e dei ripensamenti,proprio per far comprendere al futuro lettore (speriamo) come la ricerca sia sempre stata difficile e come nel passato le fonti fossero ancor più scarse. Come del resto, sarebbe auspicabile la pubblicazione dei Registri del Decurionato, che si trovano nell’Archivio Comunale.