San Pompilio

  • San Pompilio

    I Pirrotti e la Curia Beneventana

    Antonio Stiscia

    Duomo di Benevento

    [Ed. 13/11/2008] Che la nobilissima Famiglia Pirrotti avesse tali e straordinari trascorsi di fede lo testimonia la lunga sequela dei dignitari e prelati, anche da parte materna (Bozzuti) che hanno magnificato la famiglia e la Chiesa Romana, fino ad arrivare a quel Pompilio Pirrotti che ne è la massima esaltazione.

    La famiglia Pirrotti avrà continui contatti con la Chiesa Beneventana specie nel periodo del vescovato del Cardinale Orsini, che oltre alle frequenti sante visite in Montecalvo, non ne dimenticò la spiritualità devozionale, anche quando, divenuto Papa col nome di Benedetto XIII, donò 2 completi (rosso e giallo oro)di pianete con Piviale, con le insegne pontificie, di preziosissima fattura e con la dicitura Pro- Montecalvo, antesignando un altro grandissimo Papa quel Leone XIII che ben oltre andando dedicò Distici elegiaci a San Pompilio e alla di lui patria, Montecalvo, verseggiando con toccante nostalgia. Si sa che a seguito del violento terremoto del 5 Giugno 1688 la Cattedrale di Benevento, insieme a tante altre Chiese della Diocesi, venne quasi completamente distrutta.La ricostruzione fu velocissima, tanto che la cattedrale ricostruita e abbellita fu riaperta al culto il 26 Maggio 1692, festività di San Filippo Neri, a cui il cardinale Orsini era particolarmente devoto, perché grazie alla sua intercessione ebbe salva la vita, essendo stato travolto dalle macerie del terremoto, sprofondato di 2 piani nell’arcivescovado e protetto da un grosso armadio ,con all’interno le reliquie e gli scritti del suo Santo protettore. Tra i nuovi altari ricostruiti e consacrati, spicca quello dedicato al Santissimo Sacramento (come la collegiata omonima di Montecalvo  dove la famiglia Pirrotti e Bozzuti avevano ben 2 altari) che si affidò alla famiglia patrizia dei Perrotti, altare che fu consacrato l’11 Ottobre 1692,e mantenuto dalla Confraternita del Santissimo, come risulta dallo strumento dell’11/10/1692 del Notaio apostolico-Canonico Marzio Lizza.

    Il sommo Pontefice Giovanni XIII nell’anno del Signore 969 e con Bolla Pontificia, eresse in data 7 Giugno l’Arcivescovato di Benevento, scegliendone i reverendissimi Dignitari e Canonici:

     

    Canonici Presbiteri

    Iulius de Marco V.I.D. Archipresbyter

    Ioannes de Nicastro V.I.D. Primicerius primis

    Aloysius Antonius Ajellus S.T.D. Primicerius secundus

    Andreas Moscarellus Thesaurarius

    Agnellus Rendina V.I.D. Bibliothecarius

    Joseph de Dominicis

    Caesar Ciarletta

    Joseph Cocozzella

    Joseph Fuccius

    Dominicus Croce

    Joseph Mustus

    Matthaeus de Matthia

    Scipio Perrotta

    Joseph de Martino

    Canonici Diaconi

    Bendictus Mariella  S.T. Prof.

    Vincentius de Vita in V. I. licent.

    Scipio Charissimus

    Ioannes Baptista de Martino V.I.D.

    Bartholomaeus Feulus

    Dominicus Mastrojanni

    Franciscus Spataccinus

    [Credit│Foto - Wikipedia]
    [Nativo]

  • Pellegrinaggi,  San Pompilio

    Pellegrinaggio da Montecalvo a Campi Salentina

    [24/06/2008] Montecalvo Irpino AV – Il 13/14/15-07-2008, giorni nei quali a Campi Salentina si festeggia il nostro San Pompilio Maria Pirrotti, è stato organizzato un pellegrinaggio in bicicletta che porterà i partecipanti da Montecalvo Irpino a Campi Salentina dove si uniranno con gli altri pellegrini che giungeranno in autobus. La partenza del mini-tour è fissata per il giorno 13 luglio alle ore 17,00. Dopo varie tappe attraverso la terra pugliese si giungerà all’arrivo il giorno 15 luglio alle ore 10,20. Tra i promotori dell’iniziativa  il vulcanico assessore alle attività produttive ed alla promozione di Montecalvo, Nicola Serafino, che è stato l’ispiratore principe di questa manifestazione. A tutti i partecipanti un cordialissimo in “bocca al lupo” dalla redazione di www.irpino.it. [Nativo]

    Redazione

  • Beni,  Beni culturali,  Chiese,  Eventi,  San Pompilio,  Territorio,  Trekking

    Il Trekking Pompiliano dell’infaticabile Gaetano Caccese

    Gaetano Caccese, presso la fontana dell Abbondanza

    Montecalvo Irpino AV – Domani, 29 settembre, è l’anniversario della nascita di San Pompilio. Come ogni anno, in occasione di questa ricorrenza, ci sarà un’escursione lungo i luoghi percorsi dal Santo che partirà alle ore 8:00. L’appuntamento è davanti alla chiesa.

    È ammirevole il lavoro, la costanza e la perseveranza che l’infaticabile Gaetano Caccese mette nell’organizzare questo percorso a piedi da oltre venti anni. Il cammino collega la chiesa di San Pompilio di Montecalvo ai ruderi della chiesa dell’Abbondanza, situata nella contrada Mauriello, che dista almeno quattro chilometri dal paese.

    Il trekking Pompiliano è il nome dato a questo cammino, che segue il percorso che il Santo faceva quando si dirigeva verso la chiesa  situata nelle terre di sua proprietà. È un itinerario suggestivo e affascinante che si snoda lungo la “Ripa della Conca”.  Appena dopo aver superato l’antico ospedale di S. Caterina, ci si imbatte nella Grotta dei Briganti e in alcuni casolari abbandonati. Arrivati in fondo, dopo aver quasi toccato i calanchi con mano, si attraversa un ponticello costruito da Caccese stesso, che serve per oltrepassare un  ruscello. Qui si può osservare, sulla cima di un costone dalla quale fuoriesce acqua ferruginosa di colore rossastro, una cavità chiamata “l’Occhio del Diavolo”, ed è altresì possibile notare fusti di alberi secolari così alti che la vista verso l’alto si perde tra le loro cime.

    Dopo aver attraversato l’area boschiva che costeggia la “macchia Cavalletti”, ci si inoltra lungo un crinale di arenaria, un’altra meraviglia per chi ama scoprire luoghi incontaminati. Ricordate una pubblicazione uscita qualche tempo fa, realizzata dall’Istituto Comprensivo di Montecalvo Irpino,  intitolata “C’era una volta il mare…”?  Infatti,  qui  è possibile toccare con mano i reperti descritti in quel volumetto, come i resti di fossili di conchiglie di ogni ordine e grandezza.

    Infine, si giunge ai ruderi della chiesa e della fontana dell’Abbondanza. Alcuni anni fa, il vulcanico Gaetano Caccese riuscì persino a coinvolgere Don Teodoro Rapuano, l’ex parroco di Montecalvo, guidandolo lungo i tortuosi pendii del percorso. Il reverendo, dopo aver tenuto compagnia ai partecipanti durante il tragitto, celebrò messa proprio lì, tra i resti di quello che un tempo doveva essere un luogo di culto molto sentito sia per San Pompilio che per i fedeli delle contrade vicine. [Correlato│L'Occhio del Diavolo]

    [Bibliografia di riferimento]
    [Di Giovanni E. –  Favorito A., C’era una volta il mare, Arti Grafiche Tommasiello, Montecalvo Irpino AV, 2002]

    Francesco Cardinale

  • Beni,  Beni artistici e storici,  Chiese,  San Pompilio

    Inaugurata la ristrutturata Chiesa di San Pompilio Maria Pirrotti

    [Edito 15/07/2007] In una cornice di popolo festante, Domenica 15 luglio 2007, si è inaugurata la ristrutturata Chiesa di San Pompilio Maria Pirrotti, figlio prediletto ed orgoglio di Montecalvo e di tutta l’Irpinia. La realizzazione dell’opera si è resa possibile grazie alla generosità dei montecalvesi che in una sorta di gara solidaristica hanno raccolto la cospicua somma di 41.000,00 euro. Grazie al contributo spontaneo di alcune ditte locali, che hanno prestato la loro manodopera gratuitamente, i lavori sono stati avviati e proseguiti alacremente tant’è che il 15 luglio, data di ricorrenza della morte del Santo, era già tutto pronto per la grande cerimonia religiosa. Infatti già dalle prime ore di un pomeriggio caldo e soleggiato i fedeli sono accorsi numerosissimi ad affollare la piazza adiacente la chiesa e la casa natale del loro illustre compaesano. Puntuali alla cerimonia sono arrivati e presentati al popolo, in spirituale raccoglimento mistico, le numerose autorità civili e religiose che hanno voluto, con la loro presenza, testimoniare l’affetto e la grandezza della missione sacerdotale di San Pompilio M. Pirrotti. Ad accoglierle, in pompa magna, il sindaco Giancarlo Di Rubbo ed il parroco, vero artefice massimo del progetto, don Teodoro Rapuano che, davanti alla casa comunale per l’occasione vestita a festa e con le forze dell’ordine in grande uniforme, hanno ricevuto l’Arcivescovo metropolita della chiesa beneventana Sua Eccellenza Andrea Mugione, il prefetto di Avellino Dott.Rei, gli assessori provinciali: Franco Lo Conte, Eugenio Salvatore e Francesco Barra. La messa solenne è stata presenziata dall’arcivescovo metropolita e concelebrata insieme al clero montecalvese. Alla fine della funzione liturgica la chiesa è stata riaperta e visitata prima dalle autorità e poi dal popolo estasiato dal nuovo volto della chiesa. Le novità salienti apportate e scaturite dalla fervida e vulcanica mente dell’attivissimo don Teodoro, si evidenziano già con un primo colpo d’occhio alla facciata dove si stagliano campali due stemmi rappresentanti l’appartenenza uno al pontificato di Benedetto XVI e l’altro alla chiesa beneventana. In alto centralmente, al posto dell’antico rosone, è stata collocata una vetrata artistica finemente lavorata con l’effige del Santo a simboleggiare la protezione dall’alto dei cieli del suo paesello natio. Entrando, frontalmente, è stato riposizionato l’altare e risistemata la nicchia dove è collocata la statua e, nella parte inferiore, l’originaria e antica teca con la reliquia sacra del santo. Lateralmente si osservano a sinistra e a destra, due file di tre vetrate che rappresentano episodi ed elementi centrali della vita dell’apostolato pompiliano. Invece sulle pareti laterali sono stati fissati dei quadri, chiamate “Via Lucis”, rappresentazioni di episodi evangelici, create appositamente dal pittore-scultore romano, Antonio Zanini. I vecchi banchi sono stati sostituiti da più moderne e funzionali sedie con inginocchiatoio. Il vecchio pavimento invece è rimasto lo stesso ed è stato tirato a lucido ritornando al suo antico splendore. Ristrutturate e rimodernate anche la sacrestia e la vecchia stanza dove il santo si raccoglieva in meditazione. Questa opera è stata progettata e voluta in preparazione delle grandi manifestazioni che si svolgeranno nel 2010 in occasione del trecentanario della nascita di San Pompilio M. Pirrotti. [Nativo] [Foto Franco D’Addona]

    Redazione

  • Cultura,  San Pompilio

    Un apostolo umile e semplice del Settecento

    Cosmo Francesco Ruppi

    [Edito 16/03/2004] Fra qualche giorno si compiono settant’anni dalla canonizzazione di un apostolo del settecento, san Pompilio Maria Pirrotti delle Scuole Pie, nato in un paese dell’Irpinia, a Montecalvo Irpino, e morto a Campi Salentina, nei pressi di Lecce, ove è tuttora conservato il suo corpo. Nel paese del Salento, per la verità, visse appena l’ultimo anno della sua esistenza terrena, ma la sua memoria lì sempre viva, ben sorretta dallo zelo dei padri scolopi, la confluiscono non di rado pellegrini di molte parti d’Italia.
    Il nome e le gesta di questo santo, per la verità, sono ben poco conosciuti, eppure è non solo contemporaneo di San Leonardo di Porto Maurizio, San Paolo della Croce e Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, ma ha con essi molto in comune e rappresenta un tratto significativo di quei settecento, definito da molti come il secolo scettico ed ateo, che registrò anche fulgori di santità.
    Di san Pompilio, canonizzato da Pio XI il 19 marzo 1934, insieme a due altri beati, Giuseppe Benedetto Cottolengo e Teresa Margherita Redi, si scrisse che la sua santità obbediva al calmo fervore quotidiano. Di lui, Pio XI mise in luce come «la sua vita nascosta con Cristo in Dio congiunse l’infaticabile servizio dell’attività apostolica».
    La caratteristica del santo irpino e salentino è quella di aver donato tutto se stesso per l’educazione dei giovani e del popolo minuto: «Egli — disse Papa Ratti — è un esempio chiarissimo che dimostra quanto la religione cattolica possa contribuire alla vera educazione della società civile». È forse per questo, che la sua vita e il suo esempio possono essere riproposti anche oggi alla nostra attenzione, in un momento in cui si scopre l’importanza dell’educazione cristiana e la responsabilità della famiglia, degli operatori scolastici e della stessa comunità cristiana in ordine alla educazione delle future generazioni.

  • Cultura,  San Pompilio

    LO CHIAMAVANO “PADRE SANTO”

    Tarcisio Arnesano

    [Edito 21/03/2004] Campi Salentina, a pochi chilometri da Lecce, si appresta a celebrare il 70″ anniversario della canonizzazione di san Pompilio Maria Pirrotti, sacerdote e religioso delle Scuole Pie, di cui custodisce le spoglie nel santuario a lui dedicato. Dichiarato santo da Pio XI il 19 marzo 1934. Nato nel 1710 a Montecalvo Irpino (Av) dalla nobile famiglia Pirrotti, Pompilio a 16 anni abbandonò la casa paterna per raggiungere Benevento, dove entra presso le Scuole Pie. Ordinato sacerdote, fu maestro e poi insegnante di retorica per 8 anni. Quindi esercitò la docenza, la predicazione, la confessione e la direzione spirituale. In tempi in cui si diffondevano idee filosofiche e politiche che favorivano l’anticlericalismo e le idee gianseniste allontanavano i fedeli dai sacramenti, in particolare dall’Eucaristia, padre Pompilio predicava l’amore e la misericordia di Dio, la sofferenza che unisce a Cristo crocifisso, la devozione al Cuore di Gesù e Maria e la vocazione di tutti alla santità. Ovunque folle di fedeli lo seguivano per ascoltarne la parola e per ricevere i Sacramenti, lo chiamavano «Padre santo» anche per i suoi numerosi prodigi. Il suo incessante pellegrinaggio apostolico, pur tra difficoltà, conflitti e incomprensioni, durò 25 anni e toccò varie città d’Italia (Ortona, Lanciano, Napoli, Chieti, Ancona, Lugo di Romagna, Manfredonia). Nel 1765 fu mandato nella Casa scolopica di Campi Salentina, in un momento difficile per la Comunità religiosa e l’Istituto scolastico. Padre Pompilio riuscì a cambiare l’ambiente comunitario e a migliorare le scuole, la chiesa, l’oratorio e il noviziato.

  • Cultura,  San Pompilio

    I MIRACOLI DI S. POMPILIO

    Dal decreto di approvazione della Congregazione Preparatoria

    Redazione

    [Edito 00/00/2004] Pubblichiamo una parte del decreto di Pio XI e il verbale della Congregazione dei Santi, circa il riconoscimento dei due miracoli compiuti da S. Pompilio, necessari per la sua canonizzazione.
    Il merito speciale che S. Giuseppe Calasanzio ebbe verso la Chiesa e la società civile, è quello di aver fondato, per primo – prefiggendosi lo scopo tanto utile alla salute delle anime, di educare cristianamente i fanciulli – un istituto religioso che tenesse le scuole popolari; il quale, sorto dapprima in Roma al principio del secolo XVII, si diffuse poi ampiamente in Italia e in tutta Europa. Di questa famiglia Calasanziana sceltissimo fiore e nobile ornamento B. Pompilio Maria Pirrotti, che nel decorso del secolo XVII fu insigne per santità. Nacque nel 1710 da famiglia rispettabilissima in Montecalvo Irpino, nell’Archidiocesi di Benevento, e mori nel 1766 a Campi Salentina della diocesi di Lecce, in età di 56 anni. Trascorsa innocentissima l’adolescenza e accolto per tempo nell’Ordine Calasanziano, in tutto il corso della sua vita, sia istruendo i fanciulli nelle scuole. sia predicando la divina parola al popolo in molti luoghi d’Italia, esercitò un mirabile apostolato, al quale diede alimento e forza con la santità della vita, con la mortificazione continua del suo corpo e con l’assiduità nella preghiera. Mentre egli viveva, sì grande era la fama della sua santità che le popolazioni con assiduità incredibile e in gran numero accorrevano, anzi si precipitavano ad ascoltarlo, come una volta le turbe a Gesù che annunziava il regno di Dio. Ne dopo la sua morte beata questa fama si attenuò, ma, soprattutto nell’Italia meridionale, si mantiene ancora, e benedetto, il ricordo di si grand’uomo. Gli onori della Beatificazioni gli furono concessi il 26 gennaio 1890 da Leone XIII, di gloriosa memoria; che contribuiva ad istruire i processi per questa Causa, quando era a capo della Delegazione di Benevento. Essendo poi stati attributi al Servo di Dio nuovi Miracoli dopo la venerazione accordatagli, fu riassunta la Causa per autorizzazione dello stesso Sommo Pontefice e si fecero i processi Apostolici su due guarigioni che si credette dover attribuire a miracolo. L’uno fu istruito a Lerida nella Spagna, l’altro a Napoli, e la loro forma legali fu approvata con decreto di questo sacro Dicastero del 10 dicembre 1910.

    Matilde Ireugas Carcamo y Abuin in Tamarite, villaggio della provincia di Huesca nella Spagna, all’età di 7 anni si ammalò: dopo una otite purulenta fu tormentata da febbri infettive e dimagramento, e circa 40 giorni dopo incominciato il male, ossia il 13 dicembre 1892, fu colta improvvisamente da broncopolmonite catarrale con pleurite. E il male si aggravò talmente, che scorsi appena tre giorni il medico curante aveva già perduta ogni speranza, e la fanciulla sembrava prossima a morire. Ma in quel frangente sapremo, avendo il padre dell’inferma applicato per la terza volta sul corpo di lei una reliquia del B. Pompilio, cessato ogni male, la fanciulla annunzio ai presenti stupefatti che stava bene. In quello stesso giorno, 16 dicembre quando venne il medico, trovò con sua meraviglia ch’erano scomparsi tutti i sintomi mortali della malattia; e in seguito la fanciulla istantaneamente guarita non fu più ripresa dal male. Il medico curante lo proclamò un miracolo, e con lui si trovano d’accordo il perito che in queste cause si chiama ad opportunitatem e due altri designati della Sacra Congregazione come peritiores. I rigorosi esami di questi ultimi, vagliati per ogni parte, concordano così nella diagnosi suddetta, come nell’attribuire a miracolo una guarigione sì repentina e perfetta.

  • Cultura,  San Pompilio

    CON SAN POMPILIO VERSO LA PASQUA

    Tarcisio Arnesano

    [Edito 00/03/2004] Attraverso le sue lettere, specialmente quelle di direzione spirituale, Padre Pompilio guidava i suoi figli e fìglie sulla via della santità, grazie a un cammino di fede che riprendeva i temi propri delle ricorrenze liturgiche, specialmente di quelle più solenni. Nel numero precedente abbiamo proposto alcuni brani che avevano stretta attinenza col Natale e le festività di fine e inizio d’anno. Questa volta cercheremo di orientare la nostra ricerca sul periodo pasquale e in particolare sul tempo forte della Quaresima e della Settimana Santa, che precedono la Pasqua di Risurrezione. Sicuramente San Pompilio sentiva fortemente e intimamente la Passione e la Morte di Gesù. Il suo modello, che proponeva all’imitazione dei fedeli e devoti, era il Cristo Crocifisso. Anche quando parla del Risorto, non dimentica la Passione e la Morte in Croce. “Per Crucem ad Lucem” (attraverso la Croce si giunge alla Luce della Risurrezione). L’iconografìa ritrae il nostro Santo con il Crocifisso in mano, nell’atto di mostrarlo a noi suoi fedeli per indicarci la via da seguire.

  • Cultura,  San Pompilio

    PELLEGRINAGGIO PARROCCHIALE A NAPOLI

    Antonio Cavotta

    Passeggiata – San Biagio dei Librai

    [Edito 00/03/2004] In occasione del 70° anniversario della Canonizzazione di San Pompilio Maria Pirrotti, la parrocchia di Montecalvo Irpino ha organizzato un pellegrinaggio a Napoli. La città partenopea è stata inserita come terza tappa del più ampio progetto “Sulle orme di san Pompilio” che si propone come obiettivo l’approfondimento della figura del Santo Scolopio attraverso la visita dei luoghi in cui egli ha vissuto e operato come discepolo del Calasanzio.
    Comprendere a pieno la spiritualità pompiliana significa analizzare il suo stesso iter di formazione interiore, che, però, ha indubbiamente risentito di condizionamenti ambientali; la crescita umana e spirituale si è realizzata anche attraverso i vari contatti che san Pompilio ha avuto con persone e luoghi diversi: ecco perché diventa determinante ripercorrere le sue stesse strade, ricercare ogni traccia della sua opera evangelizzatrice, pregare là dove lui stesso parlava con Dio. “Sulle orme di San Pompilio” è il tentativo di risalire alla grandezza del nostro santo, passando attraverso il contatto diretto con la storia personale di Domenico Pirrotti.
    Dopo aver visitato Melfi, Lanciano e Atessa i fedeli montecalvesi si sono recati in pellegrinaggio a Napoli, città in cui il Nostro è vissuto per ben dodici anni, tra non poche insidie e difficoltà. Il primo appuntamento è stato con la Chiesa di Santa Maria di Caravaggio, sacro luogo dove san Pompilio teneva frequenti predicazioni e nella cui cripta, ancora oggi esistente, trascorreva momenti di fervente preghiera con la recita del santo Rosario e i dialoghi con le anime del Purgatorio. Dai testi del processo di Canonizzazione risulta che proprio in quegli ambienti san Pompilio usasse avvicinarsi ai teschi e, riconoscendo quelli più bisognosi di misericordia, fosse solito introdurre nelle loro bocche piccoli pezzi di pane in segno di suffragio. Dopo un breve momento di raccoglimento, il gruppo ha lasciato la Chiesa di Santa Maria di Caravaggio, per recarsi presso la chiesa del Gesù Nuovo. Qui i pellegrini hanno pregato davanti al corpo di San Giuseppe Moscati, medico e professore universitario che svolse la sua professione con ardore apostolico, proteso a recuperare la santità non solo del corpo ma anche dello spirito, santo della Chiesa Beneventana, canonizzato nel 1987 da papa Giovanni Paolo II.

  • Cultura,  San Pompilio

    RIMEDITARE DUNQUE QUESTA INTERESSANTE FIGURA…

    (Da Duc in altum – Lettera Pastorale per l’Anno del Discepolato in onore di S. Bartolomeo – Benevento 2001 )

    [Edito 08/05/2006]… Domenico (così si chiamava prima di vestire l’abito religioso nell’Ordine delle Scuole Pie) era nato il 29 settembre del 1 710 da nobili genitori, Girolamo ed Orsola, che avevano saputo inculcare anche in lui, sesto tra undici figli, l’aspirazione a ideali alti. Egli ricorderà sempre il motto scolpito accanto allo scudo nobiliare di famiglia: “Virtus et hanor semper!”. Una buona partenza, dunque. Ma sta di fatto che egli avvertì la vocazione religiosa e che essa si configurò per lui entro due chiare coordinate: servire Dio e revisionare se stesso, conformandosi a Gesù Cristo, modello assoluto della perfezione. L’ambiente dignitoso di casa sua, per molti aspetti esemplare sia moralmente che culturalmente (alla scuola del padre, avvocato rispettato, aveva arricchito la mente con quanto di meglio si poteva apprendere allora), dovette comunque apparirgli “manieroso”, secondo le mode dell’epoca, e quindi poco trasparente alle voci inferiori di cui era come innamorato. Perciò scappò a Benevento, chiedendo asilo presso un collegio religioso. Iniziò in tal modo quel processo di inferiore purificazione dagli aspetti difettosi, che si tradusse in un atteggiamento permanente di penitenza. E tanto travaglio scolpì l’educatore eccellente, capace di influenzare positivamente gli allievi, qualunque fosse l’argomento loro proposto. Una volta sacerdote, poi, dilagò in molte regioni sia con la predicazione che con la direziono spirituale, aspetto questo che evidenzia ancora una volta la sua proclività a formare. Una figura così merita di essere capita ed imitata.

    … Rimeditare dunque questa interessante figura, aprendo il suo sguardo serioso di penitente ed imitarla: è forse una delle più gravi urgenze del nuovo millennio. Volendo con forza additarla ai montecalvesi, accettai volentieri l’istanza del Parroco che ha chiesto di unificare le due parrocchie esistenti, ponendole entrambe sotto il titolo di san Pompilio.