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Casette asismiche, via alla demolizione
Alfonso Caccese
[Ed. 00/00/0000] Montecalvo Irpino AV – Iniziata l’opera di demolizione delle casette asismiche di via Padre Marciano Ciccarelli e delle restanti di via dei Mille. La demolizione rientra nel piano di risanamento urbanistico portato avanti dell’amministrazione comunale.
“In questa fase stiamo procedendo agli abbattimenti – spiega Giacomo Pepe, assessore ai lavori pubblici di Montecalvo -, poi gli spazi saranno ripristinati ad uso pubblico con una pavimentazione in pietrisco. In attesa che inizino i lavori per la sistemazione urbana”.
Sempre in questi giorni sono partiti anche i lavori per l’urbanizzazione del Comparto Nicola Pappano. Si tratta della costruzione delle strade interne al complesso urbanistico, della sistemazione degli spazi comuni e dei raccordi con i fabbricati preesistenti. A tal proposito nei giorni scorsi si è sviluppata una polemica sull’esecuzione dei lavori di costruzione del comparto.
In molti ritenevano il livello dei pian terreno troppo basso. Questi, infatti, allo stato attuale, risultano più bassi del piano stradale. A tal proposito Pepe precisa che “con le opere di urbanizzazione effettueremo il raccordo con il preesistente. Chi oggi è scettico, a lavoro finito si potrà rendere conto di come saranno i lavori e ricrederà”. Novità dovrebbero essere in arrivo anche per la costruzione della restante parte del comparto. I lavori sono fermi per un contenzioso nato con la ditta appaltatrice che pochi giorni fa ha smontato il cantiere. “Abbiamo concluso le procedure per la rescissione del contratto ed affidato di nuovo i lavori che, a breve, ricominceranno” conclude Pepe. Foto F. D’Addona [Nativo] -
Carlo II° – Re Roberto – I tempi dei di Durazzo – Montecalvo nel trecento storico.

Roberto d’Angiò [Ed. 00/00/0000] Secondo quanto si rileva dalla storia, presa la corona regia Carlo II d’Angiò – l’opera del suo genitore, fu da lui continuata nel regno – così pure dal suo primogenito, Re Roberto – mantenendo nei feudi quasi tutti i favoriti dal padre – e rinnovando la serie dei baroni – conti ed altri feudatari, secondo la necessità.
Tra i conti, baroni e feudatarii del nostro regno , cui re Roberto impose di seguire il Duca di Calabria, suo figliuolo nella guerra di Toscana , troviamo il « Comes Ariani » che fu iscritto come ammaestrato nell’arte della guerra, in uno ad un gran numero di Conti, baroni e cavalieri provenzali e regnicoli ,anno 1325-1326 – in Registro Regis Roberti.
Alla di lui morte raccolse l’eredità del regno la sua nipote Giovanna I. Circa il periodo di questa disgraziata regina ,come quello brevissimo del di lei successore Carlo III° di Durazzo, non è agevole riassumere. La fisionomia di questi tempi, la rileviamo dalla storia ,e conosciamo 1’ambiente storico in cui visse la nostra terra, in tutto il trecento. in quest’epoca feudale, la nostra terra fu partigiana degli angioini.
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Guasto ad un treno merci Bimbo avverte un malore
[Edito 00/00/0000] Ariano Irpino AV – Un’avaria ad un treno merci sulla linea Caserta Foggia ha bloccato il traffico ferroviario per 5 ore. Saltati tutti i collegamenti ferroviari tra Roma e Bari. Il treno merci si è fermato in galleria tra i territori di Montecalvo ed Ariano intorno alle 21.30. Solo dopo le due del mattino la tratta ferroviaria è stata liberata ed il traffico è tornato regolare. Brutta disavventura per circa 400 passeggeri di un Eurostar proveniente da Roma e diretto Bari che è rimasto bloccato nella stazione di Montecalvo. Tra i passeggeri anche un bambino di quattro anni che tornava a casa con i genitori dopo essere stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico al cuore. Il bimbo ha avuto un malore e, grazie all’intervento dei carabinieri di Montecalvo guidati dal maresciallo Vincenzo Vernucci che hanno chiamato l’associazione di volontariato Vita, è stato trasferito il bimbo presso gli ospedali riuniti di Foggia. All’ospedale di Ariano Irpino è stata trasportata un’anziana signora che ha avvertito un malore durante la sosta. Agli altri passeggeri l’associazione Vita ha distribuito bottiglie d’acqua e bevande calde. Dopo la mezzanotte i passeggeri dell’Eurostar sono stati trasferiti tramite dei pullman alla stazione di Foggia mentre il treno merci è stato rimorchiato nella stessa città.
L’episodio riporta in evidenza il problema della tratta ferroviaria tra Benevento e Foggia che attende di essere raddoppiata. Il traffico, essendo la tratta a binario unico, è stato letteralmente interrotto spezzando il sud in due. [Nativo][Credit│Corriere dell'Irpinia]Redazione
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La stagione del fiume Miscano
Francesco Cardinale
[Ed. 25/11/2010] Il fiume Miscano è una delle risorse naturali più imponenti e suggestive del nostro territorio; non a caso, la nostra valle porta il suo nome. È considerato una fonte inesauribile per itinerari storico-culturali e, quando è in piena, offre uno spettacolo indescrivibile, anche se ciò accade raramente. Tuttavia, è un peccato che sembri interessare a poche persone. L’incuria con cui è stato trattato e viene trattato è un chiaro segno di questo disinteresse. Il suo nome sembra emergere solo in occasione di straripamenti o eventi drammatici come l’incidente recente con l’auto bloccata tra le due sponde. Questa è la sua stagione, anche se per un breve periodo, in cui può riappropriarsi del suo status e tornare ad essere quello che era un tempo: un fiume. [Nativo] Foto Franco D’Addona -
LA DEVOZIONE A S. POMPILIO IN NAPOLI
Padre Mario Taurino
[Edito 00/01/2004] Lo Scolopio è il prete dei giovani, l’apostolo dei giovani. Questa missione scaturisce dal carisma del Calasanzio e dalla conoscenza del Santo Fondatore, dall’operosità di tanti Padri che hanno dedicato la loro vita alla gioventù, dai nostri Santi ed in particolare da S. Pompilio. S. Giuseppe Calasanzio ha portato a Napoli nel 1626 le prime scuole popolari nella zona allora periferica detta la Duchesca. Un Santo riformatore e benefattore della società: educare i ragazzi perché la società abbia buoni cittadini e buoni cristiani. Eppure il suo culto è poco diffuso a Napoli, nonostante esistano tre grandi Centri Educativi e, da tre anni, anche una parrocchia dedicata a lui nella chiesa annessa alle Scuole Pie nel quartiere di Fuorigrotta. S. Pompilio Maria Pirrotti ha svolto la sua missione sacerdotale e di educatore a Napoli durante l’anno di noviziato (1728 – 29) nella Casa di Posillipo e poi per 11 anni. dall’agosto 1747 al gennaio 1759, prima nella Casa della Duchesca, poi in quella di Caravaggio a piazza Dante. Quanto buon esempio, quanto zelo e fervore ha profuso per il bene di Napoli, quante iniziative di carità ha inventato per aiutare il popolo e i poveri! Anche S. Pompilio è poco conosciuto a Napoli; eppure è chiamato, giustamente, apostolo di Napoli. I Santi sono nostri modelli e nostri intercessori. E’ giusto conoscerli, diffonderne il culto perché la loro vita sia di sprone a ciascuno di noi impegnato a seguire Cristo e a divenire nel mondo segno di Cristo. Soprattutto ci aiutano a crescere nella disponibilità ad essere in ascolto di Dio. I Santi li amiamo veramente se ogni giorno sappiamo dire “no” alla mediocrità, al compromesso, al quieto vivere, e come loro impariamo a pregare: Signore che cosa vuoi che io faccia? Gesù ce l’ha detto che seguire Lui significa divenire anche segno di contraddizione. Ecco perché tutti i Santi .sono stati ostacolati e perseguitati. Tutto questo significa vivere le Beatitudine evangeliche. Una meta spirituale di S. Pompilio: Dio, Dio e niente più! La conoscenza ed il culto di S. Pompilio a Napoli sono poco diffusi. Mi risulta che viene invocato nelle litanie dei Santi nella Diocesi di Napoli. E’ ricordato presso l’ospedale Cardarelli, il più grande dell’Italia Meridionale. tra gli altri ammalati. Inoltre, mi risulta, che è ricordalo presso una parrocchia a Bagnoli. Nella nostra chiesa calasanziana di S. Carlo all’Arena in via Foria, nella prima cappella a destra entrando, c’è una bellissima statua lignea del Santo. Proprio in S. Carlo all’Arena S. Pompilio compì il miracolo probante per la sua canonizzazione. Nella zona la conoscenza e il culto del Santo sono diffusi. Ogni 15 di mese si ricorda la sua figura nella Santa Messa e ogni ultimo venerdì del mese si celebra la Santa Messa in suffragio dei Defunti, devozione cara e diffusa a Napoli dal Santo. Nella cappella del Santo c’è sempre materiale disponibile per i giovani ed i fedeli per far conoscere S. Giuseppe Calasanzio. Il ven. Glicerio Landriani e S. Pompilio. Durante l’anno scolastico i giovani delle scuole adiacenti sono numerosi nel frequentare la nostra chiesa e anche nel conoscere e chiedere l’intercessione di S. Pompilio. Più recentemente nella nostra parrocchia di Fuorigrotta il padre parroco, P A. Fusco, sta promuovendo la conoscenza e il culto del nostro Santo. E’ un dovere cercare il culto di S. Pompilio perché è stato padre e maestro dei giovani, apostolo infaticabile della divina Parola, dispensatore assiduo del perdono di Dio. Salì con gioia il calvario della sofferenza,l’amore di Gesù e di Maria lo rese santo e lo elevò nella gloria. [Credit foto│Catalogo Beni Culturali] -
VENGO COME ARCIVESCOVO…
Messaggio dell’Arcivescovo di Benevento, Serafino Sprovieri, alla Comunità del Santuario a conclusione della sua partecipazione alla Festa del luglio 1992.
[Edito 00/01/2004] Campi Salentina LE – Vengo come Arcivescovo di Benevento a venerare il Santo che a Montecalvo ebbe i Natale e qui, a Campi Salentina, ha celebrato il suo dies natalis eterno.Il primo approccio con la sua figura mi affascina.
Egli appare culturalmente datato, figlio d’un tempo difficile e confuso, quando prendevano l’avvio quei filoni di pensiero ideologizzati che oggi ingloriosamente si sono accartocciati su se stessi, stringendo il nulla!
Eppure sembra che un istinto soprannaturale lo guidi verso intuizioni che precorrono di secoli l’evoluzione delle istituzioni e dei costumi: Hic digitus Dei est!
Soprattutto nel campo educativo. Non fu un predicatore a vanvera, autogratificantesi nell’azione della semina; ma uno che innesta la Parola di Dio dapprima in sé e poi negli altri, coltivandola con amore appassionato da vero educatore, non solo dei giovani, ma anche di tutti gli altri di cui fu saggio direttore spirituale con le innumerevoli lettere.
Che responsabilità, valorizzare la sua figura, sia per i Confratelli Scolopi che… per il Vescovo di Benevento!
Redazione
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La prematura scomparsa di Emanuele Serafino
Scontro frontale lungo la SS 90 tra due moto e un’auto: tre giovani perdono la vita.
Redazione
Montecalvo Irpino AV – Sembrava una notizia non vera, si sperava in qualcosa di diverso, mai avremmo potuto pensare che tre amici, in una serena domenica, sarebbero stati colpiti dalla tragica coincidenza delle circostanze e dalle dinamiche della vita. È una tragedia inimmaginabile che ha sconvolto un intero territorio e le famiglie di Montecalvo Irpino, paese di origine di Emanuele Serafino, Ariano Irpino Emilio e la dolce Pamela Melito Irpino. Non possiamo fare altro che pensare che oggi il paradiso avesse bisogno di persone sane, pure, genuine e buone. -
Fonti per la Storia di Montecalvo Irpino
Prefazione
Carmelo Lepore
[…] I due volumi delle «Fonti per la Storia di Montecalvo Irpino» sono opera di due montecalvesi, che l’amore per il natìo borgo ha indotto, distogliendoli dalle comuni propensioni del nostro tempo, a ricercare, compulsare e, spesso, recuperare polverosi e ammuffiti registri, nell’ansia di conoscere e far conoscere uomini, tradizioni e istituzioni del passato, sottraendoli all’incuria e all’oblio in cui il volger degli anni li aveva immeritatamente inviluppati.Essi, a prima vista, sembrano risentire d’una temperie storiografica oggi alla moda, di quella montante corrente della demografia storica, che nell’ultimo decennio in ispecie ha ricoperto, per usare un’affermazione del villani, il valore dei libri e degli archivi parrocchiali come «fonte essenziale per lo studio analitico della popolazione».
L’opera pur potendo servire come valido strumento a uno storico della demografia, non si propone affatto quale studio delle curve demografiche in Montecalvo. Più semplicemente essa s’inserisce in uno dei più antichi e gloriosi filoni della moderna storiografia, quello cioè della pubblicazione delle fonti, che fra ‘800 e ‘900 (senza con ciò voler pretendere immotivate e ingiustificabili comparazioni, che sarebbero davvero fuor di luogo!) ha conosciuto l’esemplare monumentale delle collezioni dei «Monumenta Germanie Historica» e delle «Fonti per la Storia d’Italia» che in questi ultimi anni ritrova nuova linfa nelle pubblicazioni dell’Institut de Recerche et d’Histoire des Textes».
Inserita in siffatto filone, l’opera di Lo Casale e Cavalletti risulta, ovviamente, oltremodo ponderosa e tale, quindi, da scoraggiare la massa dei lettori superficiali e frettolosi. Essa non è, e non vuole essere, un’agile sintesi dei vari momenti storici. E’ solo un’opera di consultazione. Lo dimostra chiaramente il suo impianto; lo dimostra soprattutto il secondo volume, incentrato per tre quarti su un’apparente congerie documentaria.
I lettori frettolosi, quelli che si dilettano di storia locale, possono ben limitare la propria attenzione al primo volume, il più agile dei due, dedicato alla presenza degli Agostiniani in Corsano e Montecalvo, o anche al 3° capitolo del volume 2°, che soddisfa «ad abuntantiam» i curiosi di onomastica montecalvese. Ma il lettore paziente, lo studioso, troverà nell’intera opera molto pane per i suoi denti […]
[…] resta una realtà essenziale e inconfutabile: la realtà del fondamentale contributo che, con queste loro «Fonti», Lo Casale e Cavalletti apportano alla conoscenza storica della terra montecalvese; la realtà del valore incommensurabile che la loro documentazione, sottratta all’incuria degli uomini e all’edacità del tempo, acquista per chiunque in futuro vorrà accingersi a tracciare un profilo documentato alla storia di Montecalvo e di Corsano.
[Cavalletti G.B.M. – Lo Casale G., Fonti per la Storia di Montecalvo Irpino, Poligrafica Ruggiero , Avellino, 1985]
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Battaglia di Benevento – Montecalvo ai tempi di Carlo I°di Angiò

Carlo I d’Angiò [Ed. 00/00/0000] Dai cennati Pontefici furono fatti i primi passi per l’investitura dei regni di Napoli e di Sicilia diversa i sovrani e principi europei per indurli a venire in Italia a difendere le possessioni pontificie e alla conquista della corona. In seguito, le richieste per l’intervento, furono rinnovate dal successore di Urbano, Clemente IV, inviando l’ Arcivescovo di Cosenza Pignatelli ad offrire il regno a Carlo d’Angiò, conte di Provenza, il quale accettando l’offerta fattagli a mezzo dallo stesso arcivescovo ne riceve l’investitura confermata da Clemente.
Carlo giunse nel porto d’Ostia la vigilia di Pentecoste. Venne in Roma e una turba di signori romani accorse a visitarlo; fu coronato dal Papa e venne sopra Benevento, a capo di un forte esercito pel tratto della via latina Venafro ,Alife ,Guardia Sanframonti , Ponte ed assalite le truppe nemiche, le sgominava.
L’esercito di re Manfredi non ancora era abbattuto; si accentrò nei pressi di Benevento per contrattaccare gli invasori nemici. Furono inutili tutti i suoi piani guerreschi, poichè ,ivi , Manfredi doveva constatare, ancora una volta , gli intrighi dei baroni napoletani, vedere con i propri occhi il riflesso del tradimento, e pagare con la propria vita i suoi errori.
Questa sanguinosa e storica battaglia segnava la fine degli svevi in Italia, mentre affermava la dominazione angioina – anno 1266.Nonostante il saccheggio di cui parla l’abate Capozzi la terra di Montecalvo non rimase abbandonata. In anno 1276, troviamo che ne era Signore Matteo di Letto e nel 1284 Giovanni Mansella possedeva una certa parte di Montecalvo, il rimanente, probabilmente, appartenne alla Regia Corte.
Riportiamo i seguenti documenti del R. Archivio – « Nel libro de restitutione bonorum tempore Regis Caroli Primi – nell’Archivio della Regia Camera fol. 130 a t. e 132, si ha Giovanni Mansella marito di Margarita de Tocco, figlia di Bartolomeo e di Perticosa, figlia di Matteo de Litto Signore di Montefalcone e Montecalvo nel 1276.
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Prodotti tipici montecalvesi in esposizione a Taurasi
[Edito 29/05/2005] Montecalvo Irpino AV – Prodotti tipici montecalvesi in esposizione durante la manifestazione “Cantine aperte” a Taurasi. [Nativo]
Redazione









