Cultura
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CON SAN POMPILIO VERSO LA PASQUA
Tarcisio Arnesano
[Edito 00/03/2004] Attraverso le sue lettere, specialmente quelle di direzione spirituale, Padre Pompilio guidava i suoi figli e fìglie sulla via della santità, grazie a un cammino di fede che riprendeva i temi propri delle ricorrenze liturgiche, specialmente di quelle più solenni. Nel numero precedente abbiamo proposto alcuni brani che avevano stretta attinenza col Natale e le festività di fine e inizio d’anno. Questa volta cercheremo di orientare la nostra ricerca sul periodo pasquale e in particolare sul tempo forte della Quaresima e della Settimana Santa, che precedono la Pasqua di Risurrezione. Sicuramente San Pompilio sentiva fortemente e intimamente la Passione e la Morte di Gesù. Il suo modello, che proponeva all’imitazione dei fedeli e devoti, era il Cristo Crocifisso. Anche quando parla del Risorto, non dimentica la Passione e la Morte in Croce. “Per Crucem ad Lucem” (attraverso la Croce si giunge alla Luce della Risurrezione). L’iconografìa ritrae il nostro Santo con il Crocifisso in mano, nell’atto di mostrarlo a noi suoi fedeli per indicarci la via da seguire.
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PELLEGRINAGGIO PARROCCHIALE A NAPOLI
Antonio Cavotta

Passeggiata – San Biagio dei Librai [Edito 00/03/2004] In occasione del 70° anniversario della Canonizzazione di San Pompilio Maria Pirrotti, la parrocchia di Montecalvo Irpino ha organizzato un pellegrinaggio a Napoli. La città partenopea è stata inserita come terza tappa del più ampio progetto “Sulle orme di san Pompilio” che si propone come obiettivo l’approfondimento della figura del Santo Scolopio attraverso la visita dei luoghi in cui egli ha vissuto e operato come discepolo del Calasanzio.
Comprendere a pieno la spiritualità pompiliana significa analizzare il suo stesso iter di formazione interiore, che, però, ha indubbiamente risentito di condizionamenti ambientali; la crescita umana e spirituale si è realizzata anche attraverso i vari contatti che san Pompilio ha avuto con persone e luoghi diversi: ecco perché diventa determinante ripercorrere le sue stesse strade, ricercare ogni traccia della sua opera evangelizzatrice, pregare là dove lui stesso parlava con Dio. “Sulle orme di San Pompilio” è il tentativo di risalire alla grandezza del nostro santo, passando attraverso il contatto diretto con la storia personale di Domenico Pirrotti.
Dopo aver visitato Melfi, Lanciano e Atessa i fedeli montecalvesi si sono recati in pellegrinaggio a Napoli, città in cui il Nostro è vissuto per ben dodici anni, tra non poche insidie e difficoltà. Il primo appuntamento è stato con la Chiesa di Santa Maria di Caravaggio, sacro luogo dove san Pompilio teneva frequenti predicazioni e nella cui cripta, ancora oggi esistente, trascorreva momenti di fervente preghiera con la recita del santo Rosario e i dialoghi con le anime del Purgatorio. Dai testi del processo di Canonizzazione risulta che proprio in quegli ambienti san Pompilio usasse avvicinarsi ai teschi e, riconoscendo quelli più bisognosi di misericordia, fosse solito introdurre nelle loro bocche piccoli pezzi di pane in segno di suffragio. Dopo un breve momento di raccoglimento, il gruppo ha lasciato la Chiesa di Santa Maria di Caravaggio, per recarsi presso la chiesa del Gesù Nuovo. Qui i pellegrini hanno pregato davanti al corpo di San Giuseppe Moscati, medico e professore universitario che svolse la sua professione con ardore apostolico, proteso a recuperare la santità non solo del corpo ma anche dello spirito, santo della Chiesa Beneventana, canonizzato nel 1987 da papa Giovanni Paolo II. -
RIMEDITARE DUNQUE QUESTA INTERESSANTE FIGURA…
(Da Duc in altum – Lettera Pastorale per l’Anno del Discepolato in onore di S. Bartolomeo – Benevento 2001 )
[Edito 08/05/2006]… Domenico (così si chiamava prima di vestire l’abito religioso nell’Ordine delle Scuole Pie) era nato il 29 settembre del 1 710 da nobili genitori, Girolamo ed Orsola, che avevano saputo inculcare anche in lui, sesto tra undici figli, l’aspirazione a ideali alti. Egli ricorderà sempre il motto scolpito accanto allo scudo nobiliare di famiglia: “Virtus et hanor semper!”. Una buona partenza, dunque. Ma sta di fatto che egli avvertì la vocazione religiosa e che essa si configurò per lui entro due chiare coordinate: servire Dio e revisionare se stesso, conformandosi a Gesù Cristo, modello assoluto della perfezione. L’ambiente dignitoso di casa sua, per molti aspetti esemplare sia moralmente che culturalmente (alla scuola del padre, avvocato rispettato, aveva arricchito la mente con quanto di meglio si poteva apprendere allora), dovette comunque apparirgli “manieroso”, secondo le mode dell’epoca, e quindi poco trasparente alle voci inferiori di cui era come innamorato. Perciò scappò a Benevento, chiedendo asilo presso un collegio religioso. Iniziò in tal modo quel processo di inferiore purificazione dagli aspetti difettosi, che si tradusse in un atteggiamento permanente di penitenza. E tanto travaglio scolpì l’educatore eccellente, capace di influenzare positivamente gli allievi, qualunque fosse l’argomento loro proposto. Una volta sacerdote, poi, dilagò in molte regioni sia con la predicazione che con la direziono spirituale, aspetto questo che evidenzia ancora una volta la sua proclività a formare. Una figura così merita di essere capita ed imitata.
… Rimeditare dunque questa interessante figura, aprendo il suo sguardo serioso di penitente ed imitarla: è forse una delle più gravi urgenze del nuovo millennio. Volendo con forza additarla ai montecalvesi, accettai volentieri l’istanza del Parroco che ha chiesto di unificare le due parrocchie esistenti, ponendole entrambe sotto il titolo di san Pompilio.
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I MIRACOLI E SAN POMPILIO
Padre Martino Gaudiuso
[Edito 08/05/2006] E’ un riferimento ricorrente – quasi, ormai, un luogo comune – pensare ai Santi come a persone che hanno in esclusiva il racconto di una vita ricca di comportamenti e di episodi fuori dall’ordinario unitamente alla capacità di far miracoli, soprattutto dopo la morte.Non dovrebbe meravigliare più di tanto se si considera che proprio Gesù nell’inviare i suoi Discepoli in missione diede loro autorità sugli spiriti maligni e il potere di guarire le malattie (Lc. 9.1). E ancora, dopo la resurrezione, disse agli stessi Discepoli: quelli che avranno fede faranno segni miracolosi: cacceranno i demoni invocando il mio nome, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e berranno veleni senza aver nessun male: poseranno le mani sui malati e li guariranno (Mc. 16. 17-18).Il carisma dei miracoli è presente già nelle prime Comunità cristiane e sempre è rimasto nel vissuto della Chiesa. Ma ciò che a prima vista potrebbe sembrare la competenza di una categoria di persone all’interno della Chiesa, di fatto era ed e l’ovvia manifestazione della verità e della forza della Parola di Dio, JHWH dice e crea (Gen. 1 e 2): Gesù agisce nella stessi maniera del Padre: egli e il Verbo di Dio! L’ufficiale dell’esercito romano si rivolse a Gesù con questa fede; gli disse: basta che tu dica soltanto una parola e il mio servo sarà guarito (Mt. 8.8).Il miracolo non è venuto mai meno ncll’csperienza della Chiesa: l’umanità ha ancora un cuore ed un volto sofferente, che soltanto la carità di Cristo può guarire e salvare.Certamente è aumentata la fede dei cristiani, per i quali la Parola stessa e salvezza: le tue parole, Signore, sono spirito e vita. ripetiamo spesso nella Liturgia. E’ questa convinzione che si fa preghiera al momento opportuno: preghiera di intercessione per chi è nel bisogno estremo, sia del corpo, per una sanità in pericolo, sia dello spirito, per la sua debolezza.E’ facile classificare i Santi (gli intercessori presso Dio) in due categorie: quelli miracolisti, perciò più … popolari, e gli altri più … riservati, e quindi meno noti, ma non per questo meno interessanti!
fede: la comunione dei Santi.Loro sono ora amici e coeredi di Cristo; “a causa infatti della loro più intima unione con Cristo i Beati rinsaldano tutta la Chiesa nella Santità, nobilitano il culto che essa rende a Dio qui in terra e in molteplici maniere contribuiscono ad una più ampia edificazione. Ammessi nella patria e presenti al Signore, per mezzo di Lui, con Lui e in Lui non cessano di intercedcre per noi presso il Padre, offrendo i meriti acquistati in terra mediante Gesù Cristo, unico Mediatore tra Dio e gli uomini. servendo al Signore in ogni cosa e dando compimento nella loro carne a ciò che manca alle tribolazioni di Cristo a pro del suo Corpo, che e la Chiesa. La nostra debolezza quindi o molto aiutala dalla loro fraterna sollecitudine” (Cono. Val. li, L.G 49).
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Le lapidi di Aequum Tuticum
Francesco Cardinale
Il Lapidario di Aequum Tuticum è stato rimosso dalla baracca di Sant’Eleuterio, dove le lapidi erano state sistemate provvisoriamente, per essere trasportate nella villa comunale presso il Museo della Civiltà Normanna. Questa operazione è stata promossa dalla soprintendenza e dall’assessorato alla cultura del Comune di Ariano Irpino. Le lapidi sono state posizionate in parte all’interno del Castello e in parte all’esterno, nei pressi dell’ingresso al Museo. Le foto qui allegate mostrano i reperti quando erano ancora nel loro luogo d’origine. -
Ruocchili e Cicatielli
Antonio Stiscia
[Edito 28/09/2004] I Ruocchili e cicatielli ( broccoli e cicatielli ) sono un piatto tipico di tutta l’ Irpinia, anche se in ogni paese se ne possono ritrovare versioni differenti, con sfumature riguardanti gli ingredienti o le modalità di preparazione, così come avviene a Montecalvo Irpino. E’ difficile stabilire l’ origine di questo piatto, in quanto si tratta di un piatto semplice e spontaneo, preparato con ingredienti di facile reperimento in un ambiente rurale così come in un ambiente paesano. Il consumo di Ruocchili e cicatielli è diffuso perlopiù a livello familiare, in quanto si tratta di un piatto fatto principalmente in casa. Esso è collegato in particolar modo alla stagione invernale. I Ruocchili e cicatielli si preparano nel modo di seguito esposto. Si mette un chilo di farina di grano duro a fontana sulla spianata, facendovi un buco al centro in cui vengono aggiunti acqua calda e sale. Poi si impasta per una decina di minuti fino ad ottenere un impasto compatto e morbido che si stende in bastoncini di circa tre millimetri di spessore; tali bastoncini si tagliano in altri bastoncini di circa tre centimetri di lunghezza, che vengono incavati con le dita dalle massaie. A parte si lava un chilo di broccoli e si fa lessare per tre minuti circa, aggiungendovi poi i cicatielli che devono bollire per circa dieci minuti. In un altro tegame si fanno rosolare nell’ olio cento grammi di pezzetti di pancetta con aglio e, a piacere, peperoncino piccante con cui si condiscono i cicatielli e broccoli. [Nativo] -
La stagione del fiume Miscano
Francesco Cardinale
[Ed. 25/11/2010] Il fiume Miscano è una delle risorse naturali più imponenti e suggestive del nostro territorio; non a caso, la nostra valle porta il suo nome. È considerato una fonte inesauribile per itinerari storico-culturali e, quando è in piena, offre uno spettacolo indescrivibile, anche se ciò accade raramente. Tuttavia, è un peccato che sembri interessare a poche persone. L’incuria con cui è stato trattato e viene trattato è un chiaro segno di questo disinteresse. Il suo nome sembra emergere solo in occasione di straripamenti o eventi drammatici come l’incidente recente con l’auto bloccata tra le due sponde. Questa è la sua stagione, anche se per un breve periodo, in cui può riappropriarsi del suo status e tornare ad essere quello che era un tempo: un fiume. [Nativo] Foto Franco D’Addona -
LA DEVOZIONE A S. POMPILIO IN NAPOLI
Padre Mario Taurino
[Edito 00/01/2004] Lo Scolopio è il prete dei giovani, l’apostolo dei giovani. Questa missione scaturisce dal carisma del Calasanzio e dalla conoscenza del Santo Fondatore, dall’operosità di tanti Padri che hanno dedicato la loro vita alla gioventù, dai nostri Santi ed in particolare da S. Pompilio. S. Giuseppe Calasanzio ha portato a Napoli nel 1626 le prime scuole popolari nella zona allora periferica detta la Duchesca. Un Santo riformatore e benefattore della società: educare i ragazzi perché la società abbia buoni cittadini e buoni cristiani. Eppure il suo culto è poco diffuso a Napoli, nonostante esistano tre grandi Centri Educativi e, da tre anni, anche una parrocchia dedicata a lui nella chiesa annessa alle Scuole Pie nel quartiere di Fuorigrotta. S. Pompilio Maria Pirrotti ha svolto la sua missione sacerdotale e di educatore a Napoli durante l’anno di noviziato (1728 – 29) nella Casa di Posillipo e poi per 11 anni. dall’agosto 1747 al gennaio 1759, prima nella Casa della Duchesca, poi in quella di Caravaggio a piazza Dante. Quanto buon esempio, quanto zelo e fervore ha profuso per il bene di Napoli, quante iniziative di carità ha inventato per aiutare il popolo e i poveri! Anche S. Pompilio è poco conosciuto a Napoli; eppure è chiamato, giustamente, apostolo di Napoli. I Santi sono nostri modelli e nostri intercessori. E’ giusto conoscerli, diffonderne il culto perché la loro vita sia di sprone a ciascuno di noi impegnato a seguire Cristo e a divenire nel mondo segno di Cristo. Soprattutto ci aiutano a crescere nella disponibilità ad essere in ascolto di Dio. I Santi li amiamo veramente se ogni giorno sappiamo dire “no” alla mediocrità, al compromesso, al quieto vivere, e come loro impariamo a pregare: Signore che cosa vuoi che io faccia? Gesù ce l’ha detto che seguire Lui significa divenire anche segno di contraddizione. Ecco perché tutti i Santi .sono stati ostacolati e perseguitati. Tutto questo significa vivere le Beatitudine evangeliche. Una meta spirituale di S. Pompilio: Dio, Dio e niente più! La conoscenza ed il culto di S. Pompilio a Napoli sono poco diffusi. Mi risulta che viene invocato nelle litanie dei Santi nella Diocesi di Napoli. E’ ricordato presso l’ospedale Cardarelli, il più grande dell’Italia Meridionale. tra gli altri ammalati. Inoltre, mi risulta, che è ricordalo presso una parrocchia a Bagnoli. Nella nostra chiesa calasanziana di S. Carlo all’Arena in via Foria, nella prima cappella a destra entrando, c’è una bellissima statua lignea del Santo. Proprio in S. Carlo all’Arena S. Pompilio compì il miracolo probante per la sua canonizzazione. Nella zona la conoscenza e il culto del Santo sono diffusi. Ogni 15 di mese si ricorda la sua figura nella Santa Messa e ogni ultimo venerdì del mese si celebra la Santa Messa in suffragio dei Defunti, devozione cara e diffusa a Napoli dal Santo. Nella cappella del Santo c’è sempre materiale disponibile per i giovani ed i fedeli per far conoscere S. Giuseppe Calasanzio. Il ven. Glicerio Landriani e S. Pompilio. Durante l’anno scolastico i giovani delle scuole adiacenti sono numerosi nel frequentare la nostra chiesa e anche nel conoscere e chiedere l’intercessione di S. Pompilio. Più recentemente nella nostra parrocchia di Fuorigrotta il padre parroco, P A. Fusco, sta promuovendo la conoscenza e il culto del nostro Santo. E’ un dovere cercare il culto di S. Pompilio perché è stato padre e maestro dei giovani, apostolo infaticabile della divina Parola, dispensatore assiduo del perdono di Dio. Salì con gioia il calvario della sofferenza,l’amore di Gesù e di Maria lo rese santo e lo elevò nella gloria. [Credit foto│Catalogo Beni Culturali] -
VENGO COME ARCIVESCOVO…
Messaggio dell’Arcivescovo di Benevento, Serafino Sprovieri, alla Comunità del Santuario a conclusione della sua partecipazione alla Festa del luglio 1992.
[Edito 00/01/2004] Campi Salentina LE – Vengo come Arcivescovo di Benevento a venerare il Santo che a Montecalvo ebbe i Natale e qui, a Campi Salentina, ha celebrato il suo dies natalis eterno.Il primo approccio con la sua figura mi affascina.
Egli appare culturalmente datato, figlio d’un tempo difficile e confuso, quando prendevano l’avvio quei filoni di pensiero ideologizzati che oggi ingloriosamente si sono accartocciati su se stessi, stringendo il nulla!
Eppure sembra che un istinto soprannaturale lo guidi verso intuizioni che precorrono di secoli l’evoluzione delle istituzioni e dei costumi: Hic digitus Dei est!
Soprattutto nel campo educativo. Non fu un predicatore a vanvera, autogratificantesi nell’azione della semina; ma uno che innesta la Parola di Dio dapprima in sé e poi negli altri, coltivandola con amore appassionato da vero educatore, non solo dei giovani, ma anche di tutti gli altri di cui fu saggio direttore spirituale con le innumerevoli lettere.
Che responsabilità, valorizzare la sua figura, sia per i Confratelli Scolopi che… per il Vescovo di Benevento!
Redazione
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Prodotti tipici montecalvesi in esposizione a Taurasi
[Edito 29/05/2005] Montecalvo Irpino AV – Prodotti tipici montecalvesi in esposizione durante la manifestazione “Cantine aperte” a Taurasi. [Nativo]
Redazione
































