Cultura

  • Ricorrenze religiose,  San Pompilio

    Festeggiato il 298° anno di nascita di san Pompilio Maria Pirrotti

    [Ed. 30/09/2008] Montecalvo Irpino AV – Per il 5° anno consecutivo la Parrocchia “San Pompilio Maria Pirrotti” di Montecalvo Irpino,si è mobilitata per festeggiare il genetliaco del loro concittadino santo. Il 29 settembre 1710 in casa Pirrotti, Domenico Pirrotti, questo il nome di battessimo del santo, emette i suoi primi vagiti assistito dalla madre Donna Orsola Bozzuti e dal Padre Girolamo. Oggi  a distanza di 298 anni la comunità religiosa montecalvese ha voluto ricordare l’evento con una celebrazione liturgica nello stesso luogo dove egli è nato. La celebrazione ha avuto inizio all’entrata del paese, dal luogo dove è posta la statua del Santo , con una fiaccolata  che ha portato i fedeli davanti alla casa natale nel centro storico di Montecalvo, dove ha avuto inizio la “Solenne Eucarestia”, concelebrata dal parroco,Don Teodoro Rapuano e dal rettore delle Scuole Pie di Frascati, Padre Martino Gaudioso che a nome dei suoi confratelli ha donato al “Museo della Religiosità montecalvese e della memoria Pompiliana” un “ovale” con l’immagine a mezzo busto di San Pompilio Maria Pirrotti, per anni custodito nelle Scuole Pie di Frascati. Alla fine  della celebrazione solenne, Don Teodoro ha voluto, come ormai di consuetudine, impartire ai fedeli la benedizione dal balcone del palazzo Pirrotti,corrispondente alla stanza dove nacque il nostro Santo. Dopo la Santa Messa tutti coloro che portano il nome Pompilio o sono nati nel giorno della nascita del Santo, hanno potuto spegnere le candeline sulla torta distribuita in Piazza a tutti i fedeli. Oggi 30 settembre 2008, invece, alle ore 18,00 nella “Chiesa di Santa Maria” ci sarà la “Celebrazione della parola con ricordo del nostro battesimo” presieduta da S.E.Mons.Andrea Mugione, arcivescovo metropolita di Benevento. [Nativo]

    Redazione

    [Credit│Foto - Franco D'Addona]

  • Cronaca,  Prodotti tipici

    L’Olio protagonista a Montecalvo

    [Ed. 11/11/2008] Montecalvo Irpino AV – Successo per la prima iniziativa della filiera corta dell’olio. Si tratta di un protetto dell’assessorato allo sviluppo di Montecalvo che punta all’organizzazione di percorsi turistici  legati alla filiera dell’olio  d’oliva. Un gruppo di turisti napoletani domenica mattina  ha effettuato una visita guidata nel frantoio Manganiello in contrada  Mauriello dove era possibile acquistare direttamente il prodotto. La tappa successiva è stato il centro storico di Montecalvo ed il museo pompiliano. Per il pranzo sono stati ospitati all’agriturismo le “Bolle” in contrada Malvizza dove era stato allestito un mercatino dei prodotti tipici. “Si tratta di un modo per trovare nuovi mercati per le piccole aziende agro-alimentari del nostro comune -spiega l’assessore Nicola Serafino-una sorta di processo dal produttore al consumatore,non effettuato nei luoghi classici della distribuzione, ma direttamente in azienda o in “agriturismo”. In questo modo il turista ha la possibilità di acquistare direttamente i prodotti che degusta durante il pranzo”. L’iniziativa è della COPAM (cooperativa produttori agricoli montecalvesi) che ha curato  la parte del mercatino e dell’incoming turistico. Già sono allo studio nuove iniziative in tale senso. “Il nostro obiettivo è sempre di più quello di creare un’economia reale basata sul prodotto tipico legato all’intrattenimento turistico.Un’attività di promozione che non costa
    nulla alle casse comunali” conclude Serafino. [Nativo]

    Rdazione

    [Credit│Corriere dell'Irpinia]

  • Convegni,  Gastronomia,  Il pane di Montecalvo,  Prodotti tipici

    Fiera di Santa Caterina 2008 – Il convegno

    l’I.G.P. Pane di Montecalvo e le Tipicità agroalimentari appenniniche

    Antonio Stiscia

    [Ed. 21/11/2008] Se è giusto e doveroso prestare attenzione alla ricerca e alla scienza, nondimeno è consigliabile recuperare le tradizioni e le conoscenze che seppur empiriche,fondano la loro forza nel tempo e le loro ragioni nella esperienza umana.
    Prima di parlare dell’alimento cardine della nostra vita -Il Pane– è essenziale ricordare  che trattasi di un prodotto finito e commestibile e che sebbene venga fatto, allo stesso modo e con le stesse componenti, assume forme, e ancor più ,sapori e fragranze diverse.
    Tale diversità è riconducibile al tipo di farina impiegata,alla durezza dell’acqua e al sapiente utilizzo del lievito( di birra o lievito madre,il cosiddetto crescente). Con la creazione dell’Orto Botanico,a metà 700 e per merito di Carlo di Borbone,si iniziò a studiare il grano,nei suoi dimorfismi,cercando di capirne le caratteristiche,la resa e la compatibilità con i vari tipi di terreni,recuperando i semi,le tecniche e i sistemi di coltura. Un forte impulso allo studio e resa dei grani,si avrà solo  nel Ventennio,con la nascita della figura dell’agronomo,nata per  rendere autarchica alimentarmente una popolazione in gran parte povera e supportare una economia rurale che si stava appena organizzando. Agli antichi grani: la Risciola,la Mesca e la Carosella, si avvicendarono e riseminarono i grani votati alle paste e ai pani,già apprezzati e conosciuti nel 700 e per tutto l’800,le cui farine corpose  e ricche di glutine passeranno alla storia col nome di Saragolla Calabrese e  Saragolla Turchesca,la cui origine è ben esemplificata dal nome e che venivano coltivati con particolare cura . Il Pane di Montecalvo ha avuto,sempre, una forte importanza nell’economia del paese e da anni è considerato un prodotto unico e di grande commerciabilità in ambito provinciale. Già nel 700 assistiamo a forme di marchiatura del prodotto  per evitarne falsificazioni e /o alterazioni,al sol fine di garantire la genuinità e la correttezza della panificazione. Ma veniamo ad oggi.

  • San Pompilio

    I Pirrotti e la Curia Beneventana

    Antonio Stiscia

    Duomo di Benevento

    [Ed. 13/11/2008] Che la nobilissima Famiglia Pirrotti avesse tali e straordinari trascorsi di fede lo testimonia la lunga sequela dei dignitari e prelati, anche da parte materna (Bozzuti) che hanno magnificato la famiglia e la Chiesa Romana, fino ad arrivare a quel Pompilio Pirrotti che ne è la massima esaltazione.

    La famiglia Pirrotti avrà continui contatti con la Chiesa Beneventana specie nel periodo del vescovato del Cardinale Orsini, che oltre alle frequenti sante visite in Montecalvo, non ne dimenticò la spiritualità devozionale, anche quando, divenuto Papa col nome di Benedetto XIII, donò 2 completi (rosso e giallo oro)di pianete con Piviale, con le insegne pontificie, di preziosissima fattura e con la dicitura Pro- Montecalvo, antesignando un altro grandissimo Papa quel Leone XIII che ben oltre andando dedicò Distici elegiaci a San Pompilio e alla di lui patria, Montecalvo, verseggiando con toccante nostalgia. Si sa che a seguito del violento terremoto del 5 Giugno 1688 la Cattedrale di Benevento, insieme a tante altre Chiese della Diocesi, venne quasi completamente distrutta.La ricostruzione fu velocissima, tanto che la cattedrale ricostruita e abbellita fu riaperta al culto il 26 Maggio 1692, festività di San Filippo Neri, a cui il cardinale Orsini era particolarmente devoto, perché grazie alla sua intercessione ebbe salva la vita, essendo stato travolto dalle macerie del terremoto, sprofondato di 2 piani nell’arcivescovado e protetto da un grosso armadio ,con all’interno le reliquie e gli scritti del suo Santo protettore. Tra i nuovi altari ricostruiti e consacrati, spicca quello dedicato al Santissimo Sacramento (come la collegiata omonima di Montecalvo  dove la famiglia Pirrotti e Bozzuti avevano ben 2 altari) che si affidò alla famiglia patrizia dei Perrotti, altare che fu consacrato l’11 Ottobre 1692,e mantenuto dalla Confraternita del Santissimo, come risulta dallo strumento dell’11/10/1692 del Notaio apostolico-Canonico Marzio Lizza.

    Il sommo Pontefice Giovanni XIII nell’anno del Signore 969 e con Bolla Pontificia, eresse in data 7 Giugno l’Arcivescovato di Benevento, scegliendone i reverendissimi Dignitari e Canonici:

     

    Canonici Presbiteri

    Iulius de Marco V.I.D. Archipresbyter

    Ioannes de Nicastro V.I.D. Primicerius primis

    Aloysius Antonius Ajellus S.T.D. Primicerius secundus

    Andreas Moscarellus Thesaurarius

    Agnellus Rendina V.I.D. Bibliothecarius

    Joseph de Dominicis

    Caesar Ciarletta

    Joseph Cocozzella

    Joseph Fuccius

    Dominicus Croce

    Joseph Mustus

    Matthaeus de Matthia

    Scipio Perrotta

    Joseph de Martino

    Canonici Diaconi

    Bendictus Mariella  S.T. Prof.

    Vincentius de Vita in V. I. licent.

    Scipio Charissimus

    Ioannes Baptista de Martino V.I.D.

    Bartholomaeus Feulus

    Dominicus Mastrojanni

    Franciscus Spataccinus

    [Credit│Foto - Wikipedia]
    [Nativo]

  • Eventi,  Gastronomia

    Il gusto di Montecalvo in scena

    Raffaele Beato

    Lia Ferretti

    [Ed. 00/00/0000] Una folta delegazione dell’Enohobby, club di Napoli, ha accettato l’invito dell’Amministazione comunale di Montecalvo Irpino che ha organizzato “La giornata del Gusto Montecalvese”: prodotti tipici del territorio e vini di antiche vigne. Una rarità.
    La delegazione, composta dai più apprezzati opinion leaders regionali, è stata capitanata da Lia Ferretti, notissima imprenditrice e autore di numerose pubblicazioni enogastronomiche.
    La tappa montecalvese si scrive nel quadro delle iniziative di promo-valorizzazione del territorio appenninico realizzate dall’ Osservatorio dell’Appennino Meridionale e ha trovato nell’assessore comunale Nicola Serafino un attento anfitrione.
    Molteplici gli interessi sollecitati lungo il dispiegarsi della visita.
    Non ultimo quello legato alle suggestive leggende delle “Janare”, arcaiche fattucchiere che prediligevano Montecalvo per organizzare voli stregati verso Benevento, dove accendevano fuochi per danze tarantolate intorno al noce. Memorie costruite come quelle degli “scazzamariegli”, cugini dei monacielli napoletani, un po dispettosi, alle volte benevoli e protettivi. Le pietre del tappeto medievale custodiscono credenze e formule magiche per imporre malanni, far diventare storpi e impazzire d’amore: non c’è nulla da spendere, basta una creanza alla vecchina sull’uscio della casa di tufo: un po d’olio, un quartino di “turchinese” locale, “tredici Ave Maria”.
    Poi prevalgono i campi verdi di rugiada, i monti che a Montecalvo custodiscono boschi di leccio e castagno, di betulla e di faggio.
    Qui pascolano le mandrie per dare latte profumato di erbaggi che costituiscono l’anima del caciocavallo podolico, delle caciotte e delle sapidissime stracciate da gustare sul Fiano di Irpinia.

  • Poesia,  Spigolature

    A Rosina

    Antonio Stiscia
    Scriver dei versi, ad un vero somaro
    È stato il mio cruccio, più unico che raro

    E quando ho saputo che era asinella
    La rima si è sciolta più sinuosa e bella

    Si chiama Rosina, ed è incoraggiante
    Dalle lunghe orecchie e dal passo ondeggiante
    È la regina indiscussa della Contrada Cesine
    Custode gelosa di tante piccole stradine

    Esempio di forza e di sopportazione
    Di lavoro incessante e di dedizione
    Graziosa e gentile la dolce asinella
    Col suo andar lento, sotto l’umile sella

    Compagna di fatiche e discreta confidente
    Testimone di drammi e conduttrice prudente.

    Il progresso ne ha segnato la messa in pensione
    Sostituita dalle macchine e con un nuovo padrone

    In un mondo che è tutto falso e taroccato
    Dove l’ignorante è quasi sempre laureato
    Ci piace pensare che se la cultura, è dell’uomo la buccia
    Per conservarla bene, dobbiamo perseguire la ciuccia

     

    [Nativo]

  • Beni,  Beni artistici e storici,  Chiese

    La Madonna dei Rosari della Chiesa Abbaziale di San Nicola di Corsano

    Antonio Stiscia

    [Ed. 00/12/2008] La tela della seconda metà del 500 ricalca  la composizione piramidale di quasi tutte le opere dello stesso periodo e con lo stesso tema.

    Il quadro ha una sua unicità per la presenza di più rosari,certamente di corallo.

    La parte superiore del quadro vede,a sinistra, la presenza di un Angioletto tra le nuvole e che sovrasta  2 boccioli di rosa offerenti  2 rosari,quasi a indicare i personaggi della Chiesa a cui si deve la nascita e proliferazione del culto del Santo Rosario:

    Papa Pio V (Antonio Michele Ghislieri),rappresentato con la barba e la Tiara, Pontefice dal 7 Gennaio 1566 al 1° Maggio 1572 .

    Appartenente all’Ordine Domenicano,già Vescovo sotto il Pontificato di Papa Paolo IV Carafa , che ne apprezzava la integrità morale,fu un Papa rigido e combatté la corruzione , la mondanità e il nepotismo.

    Al suo ingegno in politica estera,si deve la nascita della Lega Santa contro i Turchi,sconfitti definitivamente, nella celeberrima Battaglia di Lepanto del 7 Ottobre 1571,che da quel giorno divenne “Festa di Santa Maria della Vittoria “( Bolla Salvatoris Domini-1572),successivamente Festa del SS. Rosario.

  • Cultura,  Cultura e tradizione,  Gastronomia

    l’Uccisione del maiale

    Antonio Stiscia

    [Ed. 00/2/2009] La Maialata,o più correttamente l’Uccisione del maiale,è uno degli avvenimenti più importanti nella storia della cultura contadina montecalvese,legata al  necessario sacrificio di un animale prezioso e ricco, di cui non si butta via niente.

    Fin dall’antichità e in specie nella tradizione dei Sanniti *(Benevento ha nel suo stemma la rappresentazione di un cinghiale – S.P.Q.B.) e dei Romani, e di poi nella tradizione medioevale,l’allevamento e la cura dei maiali,ha rappresentato una importante voce dell’economia agropastorale,anche per la presenza di vaste estensioni di quercete e di boschi,di cui ci rimane la memoria in alcuni toponimi (C/da Cerreta ).

    Il maiale*come riserva di proteine per il lungo inverno,un sicuro riferimento per la sopravvivenza   del nucleo familiare.

    *(Nella tradizione e nella pratica comune,il Porco diventa Maiale solo dopo la castrazione,che segue riti e procedure complesse,nel mentre al femminile si ha l’esatto opposto, la femmina che si riproduce diventa orgogliosamente Scrofa,quella castrata rimane Porca-Troia ,con il naturale accostamento alla pratica del meretricio,fatto a scopo di lucro e/o di piacere,ma non di riproduzione,o anche per la naturale propensione della femmine di questa specie ad accoppiarsi frequentemente e continuamente,anche nei periodi di gestazione).

    Nell’alto medioevo nasce e si concretizza la figura del Porcaro(Pastore di porci),ultimo nella scala sociale e assimilabile allo stesso animale che pascolava.

    Il porcaro non era,quasi mai, proprietario dei porci,che si appartenevano ad alcune ricche famiglie, a ricchi commercianti e alla Chiesa*

    *(Nella tradizione religiosa montecalvese,e fin dal 1700 i Frati Francescani di Montecalvo,solevano allevare 2 maialini chiamati,devozionalmente Francesco e Antonio,che pascolavano,liberamente per il territorio,identificati con nastri rossi e marchiati a fuoco.Chi li incontrava o il proprietario del luogo ove si fossero fermati per pascolare,aveva l”obbligo”devozionale di accudirli e rifocillarli,considerando una sacra benedizione averne ricevuta la beneaugurante visita. Senza dimenticare S.Antonio abate,protettore degli animali e raffigurato quasi sempre in compagnia  di un porco).

    La notoria sporcizia dell’animale abbinata ad una sua indiscussa utilità e ricchezza,diede vita ad un ambivalente rapporto,fondato sul bene e sul male,in una strana convivenza che attraverserà tutto il medioevo.

  • Editoria,  Gastronomia

    Ricette del borgo antico di Montecalvo Irpino

    Questo opuscolo ha lo scopo di tramandare le ricette di piatti antichi, al fine di tenere viva la tradizione di Montecalvo Irpino in Provincia di Avellino, paese adagiato sulle colline dell’Irpinia che si affaccia sulla Valle del fiume Miscano.La pubblicazione, oltre a dare precise indicazioni circa il quantitativo degli ingredienti e le modalità di cottura di ogni piatto, dà preziosi suggerimenti sulla qualità degli stessi ingredienti attraverso l’esperienza di Guido Altieri acquisita negli anni mediante un proprio particolarissimo modo di ricercare il meglio tra i tantissimi prodotti di cucina presenti sul mercato. La sua conoscenza storica rappresenta un momento altamente qualificante per il recupero documentario del patrimonio culturale montecalvese. Da queste considerazioni è nata l’idea del presente opuscolo dalla piacevole lettura, suddiviso in capitoli di facile consultazione. Ci proponiamo di dare testimonianza dei nostro passato in quanto responsabili continuatori, ma anche qualificati e coscienti protagonisti della nostra storia.

    Liliana Monaco

    [Bibliografia di riferimento]
    [G. Altieri Ricette del borgo antico di Montecalvo Irpino, Pro Loco Montecalvo Irpino APS, 2023]

     

  • Gastronomia,  Persone

    GUIDO ALTIERI

    Guido Altieri è nato a Montecalvo Irpino, coniugato, ha due figli. Ex maresciallo dei carabinieri, ha vissuto per circa dieci anni in Sicilia. Oggi vive a Montecalvo Irpino. Negli anni settanta nasce la passione per la cucina, ricercando prodotti di alta qualità culinaria. Ha ottenuto vari riconoscimenti: insignito quale gastronomo della tradizione culinaria montecalvese da parte del Comune di Montecalvo Irpino; insignito al merito, quale ambasciatore della cucina irpina e divulgatore dei piatti tipici della Campania, dall’Osservatorio Appennino Meridionale – Campus Università di Fisciano.

    Redazione